La ricerca spirituale è quella della Reale Identità: la mente che cerca Dio indaga sulla Reale Identità. La domanda Chi sono in Realtà? equivale al quesito Chi è Dio?
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La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità
La vita che è Amore non conosce timore
Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza
Essere Verità significa essere ogni cosa
Perché ci si dovrebbe Illuminare?
Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice!

ARTICOLI
LE DOMANDE ILLUMINANTI

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

LE DOMANDE ILLUMINANTI

1. LE DOMANDE ILLUMINANTI

1.1. QUALITÀ DELLA DOMANDA E DELL’UTILIZZO

2. DOMANDE  SULLA TOTALITÀ – VERA IDENTITÀ

3. LE DOMANDE ILLUMINANTI SULLA REALE IDENTITÀ

3.1. LA RICERCA DELLA REALE IDENTITÀ

3.2. QUAL È LA REALE IDENTITÀ?

4. DOMANDE SULLA COSCIENZA

5. DOMANDE SULLA MENTE - LA MENTE CHE SI CHIEDE DI SÉ

6. DOMANDE RIGUARDANTI L’IDENTITÀ IMMAGINATA

6.1. IL CONCETTO IO

7. MEDITAZIONI CON LE DOMANDE ILLUMINANTI

7.1. MEDITAZIONE DINAMICA

7.2. MEDITAZIONE APPARTATA

7.3. MEDITAZIONE COMBINATA

7.4. MEDITAZIONE PER CONSAPEVOLIZZARE IL SONNO

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Utilizzate in modo opportuno, le domande illuminanti sono strumenti meditativi per scoprire la Verità riguardo alla Reale Identità (Assoluto, Dio, Sé, Realtà, Uno Reale), alla Vera Identità (Totalità, Uno Totale) e all’identità individuale (mente, principio io sono)

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La mente può porsi domande in modo da:

eliminare la propria ignoranza riguardo a se stessa, alla Coscienza, alla Reale Identità… Interpellarsi in modo consapevolizzante è uno degli aspetti dell’uso illuminante che può fare di sé; oppure

diversificare la propria ignoranza, facendole magari assumere nuove false vesti di “vera” conoscenza, stratificandola e rendendola più: complessa, affascinante, intrigante, credibile, supportata da calcoli, dati statistici, prove scientifiche…

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Fruite in modo congruo, le domande illuminanti sono uno strumento per eliminare la conoscenza superflua e per contribuire al costituirsi di verità sostanziali.

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Interrogandosi in modo consapevolizzante la mente può superare le ramificazioni concettuali, emotive e percettive che le impediscono di cogliere integralmente la purezza: della sensazione primaria (pura percezione di essere), dell’emozione primaria (Amore) e della conoscenza primaria (Io sono). In questo modo si affranca dalla propria fossilizzazione e favorisce la costituzione di risposte sempre meno suggestionate dai condizionamenti limitanti che incombono sulla sua esistenza.

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Porgendosi domande in modo consapevolizzante la mente si stimola a trascendere ogni bisogno di chiedersi/chiedere e rispondersi/rispondere: la mente caratterizzata dalla Consapevolezza integrale dispone di risposte sostanziali praticamente senza bisogno di porsi domande - tutto è sostanzialmente chiaro alla mente Chiara.

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La Reale Identità Sussiste sempre con la Manifestazione.  In Realtà si Sussiste Dio e in Verità si È La Totalità: l’Assoluto è la Reale Identità (Uno Reale), la Totalità è la Vera Identità (Uno Totale). Questa è l’Eterna Verità che l’identità individuale (mente) non sufficientemente consapevole si cela e che può scoprire maturando la Consapevolezza integrale.

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Pur potendo sperimentare unicamente se stessa, profondandosi verso la propria Origine (Reale Identità), la mente può divenire consapevole della Totalità nel suo complesso, anche chiedendosi come dovuto riguardo alla Stessa.

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La mente può definire la Reale Identità in molti modi, ma sono soltanto congetture senza effettivo fondamento. Sussistendo “oltre” la mente, Dio non è: definibile, localizzabile, sperimentabile. L’Assoluto Sussiste “di là” di ogni spiegazione, “oltre” la massima comprensione, esente da ogni fondamento. Ogni spiegazione riguardo alla Realtà è sostanzialmente sbagliata: ogni illustrazione è un’interpretazione della mente che utilizza i propri parametri, mentre la Reale Identità Sussiste “immune” da ogni parametro. Ogni definizione sottintende l’utilizzo di valutazioni, ogni parola è di per sé una misura che definisce che cosa è e quindi che cosa non è l’oggetto della spiegazione, mentre l’Assoluto Sussiste “oltre” ogni oggetto e concetto. Utilizzando i propri parametri per definire la Reale Identità, la mente li “proietta” su Lei, nel senso che utilizza misure come: quantità, qualità, spazio, tempo…, per definire Quello che Sussiste indefinibilmente “di là” di ogni quantità e qualità, “oltre” il tempo e lo spazio.

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La ricerca spirituale è quella della Reale Identità: la mente che cerca Dio indaga sulla Reale Identità. La domanda Chi sono in Realtà? equivale al quesito Chi è Dio? L’intelletto che cerca la verità sostanziale cerca la Verità riguardo all’Assoluto.

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Chi sono in Realtà? oppure Qual è la Reale Identità? è il quesito primario di ogni ricercatore spirituale veritiero, a prescindere: dal suo modo di cercare Dio, dalla tipologia del suo percorso spirituale, dal metodo consapevolizzante utilizzato…, anche quando questa domanda non è esplicita, come può essere nel percorso spirituale caratterizzato primariamente dalla devozione.    

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Il definire l’identità in modo ingannevole (immaginario) è un utilizzo distorto dell’impulso a cercare Quella Reale. La conoscenza riguardo alla Reale Identità è sostanzialmente un riscontro libero da definizioni, non una definizione derivante dall’immaginazione di essere questo e quello.

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L’attaccamento alla consapevolezza (integrale) è uno degli ostacoli più sottili per il Divenire veritiero, e può essere uno degli ultimi baluardi della mente nel suo cercare di mantenere il proprio abbaglio di essere reale e di non “arrendersi” alla Realtà della Reale Identità.

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Affinché il Divenire possa essere veritiero deve basarsi su concetti veritieri e non su menzogne, soprattutto per ciò che riguarda i concetti relativi l’identità. Se la mente vuole Divenire del tutto è bene che operi affinché il concetto: l’Assoluto è la Reale Identità (in Realtà Sussisto Assoluto), diventi la sua prima pietra concettuale sui cui poggiare l’edificazione di ulteriori concetti. Questo anche:

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La Coscienza esiste “oltre” la mente e pertanto, a differenza della consapevolezza, non è sperimentabile, localizzabile, comprensibile. La mente può comunque maturare la consapevolezza: riguardo all’esistenza della Coscienza, di essere una Sua espressione e uno strumento di “decodifica” dei Suoi processi che sono gli Accadimenti effettivi.

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La mente è potenzialmente uno strumento di verità, ma quella poco consapevole è un vero e proprio opificio di abbagli, anche perché ignora se stessa, i suoi elementi fondamentali e la sostanza del modo in cui funziona.

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Porsi domande illuminanti riguardo a sé, è uno dei modi della mente di trasformarsi da strumento velante a opportunità disvelante.

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Chiedendosi in modo qualitativo riguardo a sé, la mente consapevolizza, tra l’altro che l’universo da lei sperimentato si forma come conseguenza della sua percezione (conoscenza) di esistere. Senza la mente l’universo esiste soltanto come potenziale nell’ambito della Coscienza, mentre con i cinque sensi inattivi è “racchiuso” nel Nucleo della mente (nel puro principio io sono) “in attesa” di costituirsi in forma tangibile (visibile, udibile, sentibile, odorabile, tastabile e gustabile) con la loro attivazione.

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Non esiste la continuità integrale del tempo e dello spazio, nel senso che non c’è uno spazio – tempo assoluto, in comune a tutti gli esseri viventi: con la comparsa (concepimento) e la scomparsa (morte) della singola mente, inizia e termina il suo tempo - spazio.

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L’evoluzione della specie “sino alla forma umana” non è avvenuta attraverso il tempo, ma atemporalmente (“in un attimo [presente]”).

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L’identità immaginata è frutto del definirsi (della stessa) e ostacola il riconoscerSi. La maturazione della Consapevolezza integrale coincide con la neutralizzazione dell’individuo immaginario.

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Ogni mente è una dimensione a sé, che può sperimentare soltanto se stessa e non “altre dimensioni”.

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L'idea di trovarsi nel tempo e nello spazio rende l’abbaglio di essere colui che si muove nel tempo – spazio. Questo fraintendimento può stimolare la formazione dell’idea di poter (uscire dal tempo – spazio per) entrare in altre dimensioni. Essendo il tempo – spazio inscindibile dalla mente (che lo percepisce), in effetti, non c’è né viaggiatore, né viaggio.

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Per la singola mente ogni concetto significa soltanto ciò che lei immagina significhi. In questo, il termine io non differisce da altri, ma è particolare anche perché i punti di (non) riferimento su cui si basa il suo significato sono talmente tanti e mutabili, che il valore di io cambia praticamente con ogni situazione, pensiero ed emozione. Il fenomeno io è talmente ampio e mutabile che la mente poco consapevole lo ignora in grandissima parte. La mente non sufficientemente consapevole utilizza l’espressione io per definire un qualcosa che conosce soltanto molto parzialmente. Si tratta di una particolare forma di ignoranza, perché oltre ad ignorare la Reale Identità e la Vera Identità, l’individuo (la mente) poco consapevole conosce molto parzialmente e in modo distorto anche ciò che “lui” immagina di essere. L’essere umano non è certamente soltanto l’ “io” (identità immaginata), ma moltissimi individui (menti) identificano se stessi proprio con questo io.

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Sono nel tempo e nello spazio oppure Sussisto come Origine del tempo e dello spazio?

Mi trovo nel corpo oppure è il corpo a scaturire da Me?

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Le domande illuminanti e la consapevolezza: le risposte ai gra

ndi quesiti spirituali. La risposta essenziale alla domanda spirituale

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