Chiedo al Sé di ottimizzarmi i chakra. Chiedo al Sé di ottimizzarmi i collegamenti tra i chakra
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MEDITAZIONE PER OTTIMIZZARE IL FUNZIONAMENTO DEI CHAKRA
Articolo di Andrea Pangos
Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

Per informazioni più dettagliate su come meditare: La meditazione appartata.

Nota: I chakra vanno visualizzati come “colore” luce. I colori dei chakra (rosso, verde, giallo…) sono una conseguenza del loro malfunzionamento.

INIZIO DELL’ESERCIZIO MEDITATIVO

Per iniziare a meditare, la mente:

1) fa assumere al corpo (che appare in lei stessa ed è un suo aspetto) una posizione seduta, preferibilmente con le mani sulle cosce e i palmi rivolti verso l’alto. Può comunque fargli assumere qualsiasi posizione consona alla meditazione, tranne la posizione distesa;

2) fa chiudere gli occhi;

3) si rilassa brevemente;

4) calma la respirazione e

5) inizia con la serie di richieste/domande/affermazioni.

1. Chiedo al Sé la meditazione massima.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

2. Chiedo al Sé di eliminare gli ostacoli per il funzionamento dei chakra.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 2’-3’

3. Chiedo al Sé di ottimizzarmi i chakra.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 2’-3’

4. Chiedo al Sé di ottimizzarmi i collegamenti tra i chakra.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 2’-3’

5. Chiedo al Sé di maturarmi la Kundalini.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 2’-3’

Richiesta facoltativa:

Chiedo alla Grazia Divina di attivarsi nei chakra.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 2’-3’

Volendo si può agire anche sui singoli chakra, per esempio:

Chiedo al Sé di ottimizzarmi il primo chakra.

Visualizzazione: il primo chakra. Tempo: 1’-2’

È consigliabile che la mente registri (CD, MP3, cassetta...) la meditazione e poi mediti facendosi guidare dalla meditazione registrata. L'apertura degli occhi durante la meditazione per leggere le richieste diminuisce l'effetto della meditazione. La mente pronuncia le richieste/domande/asserzioni “interiormente” (quindi “non a voce”) e senza ripeterle. Le ripete soltanto quando perde la concentrazione, quando si dimentica di star meditando o su che cosa sta meditando.

I 7 chakra: meditazione per attivare, risvegliare e ottimizzare, i sette chakra: primo chakra, secondo chakra, terzo chakra, quarto chakra, quinto chakra, sesto chakra, settimo, chakra. Come attivare i 7 chakra?

Il termine Cakra , solitamente translitterato in Chakra, proviene dal sanscrito e significa "ruota", ma ha molte accezioni tra le quali quella di "plesso" o vortice. È un termine utilizzato nella filosofia e nella fisiologia tradizionali indiane. Nella tradizione occidentale moderna tali chakra vengono talvolta identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali.

I chakra sono centri simbolici del corpo umano, a volte associati a gangli (granthi) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un'energia variamente definita (prana, o in casi particolari kundalini o avadhuti) e la loro conoscenza è trasmessa da molti sistemi di yoga, nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste e jainiste con mappature diverse. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come valvole energetiche.

Uno squilibrio a livello di un chakra determinerebbe uno squilibrio d'energia nei determinati organi associati. Molte moderne terapie naturali, soprattutto la Cristalloterapia ed il Reiki, si basano sull'analisi dei chakra; la Riflessologia e l'Aromaterapia lavorano sugli stessi meridiani e la meditazione e visualizzazione basate sui colori, sarebbero strumenti importanti per bilanciare i chakra.

Ciascuno dei chakra ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola.

Secondo il Vedānta, il corpo fisico e il corpo sottile (Śarira: le emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra, quindi agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile e viceversa.

I chakra vengono assimilati al Loto, questo perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido. Proprio per tale peculiarità è considerato un simbolo di purezza: nato dal fango ma non macchiato da esso. Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano l'indistinzione primordiale del caos e il loto che da esse sorge rappresenta l'elevazione spirituale. Ogni "loto", ha un numero particolare di petali, un particolare Yantra (mandala o forma geometrica), un mantra ed è associato ad un elemento (tattva), ad un senso e ad un colore.

Gli esseri umani, la maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali o primari. Secondo alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe ad un piccolo vortice con la parte più stretta dell'imbuto orientata verso il corpo ed ogni chakra (con l'eccezione di due) avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la parte anteriore e l'altra verso la parte posteriore del corpo.

Il secondo gruppo per importanza è composto da chakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove. Il terzo gruppo è composto da un numero praticamente incalcolabile di chakra di dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un chakra.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ogni Chakra è tra l'altro in comunione con determinati organi e determinate zone del nostro corpo e fornisce la forza necessaria per il loro funzionamento.
I sette Chakra principali corrispondono inoltre alle sette ghiandole principali del nostro sistema endocrino.

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