Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Il cambio di sede di Giove e del Sole suggerisce la conclusione che Ueshiba fosse molto più talentato dei suoi maestri, e che gli sembrava che la ricerca dell’essenza del budo (5) attraverso varie scuole e diversi maestri lo facesse tornare sempre all’inizio. Questo lo indirizzava a volgere la mente verso l’interno per conoscere che tutte le risposte si trovavano in lui stesso. La posizione di Marte sul grado dello zodiaco concernente l’illuminazione, rivela che divenne consapevole del divino in lui stesso proprio attraverso la pratica delle arti marziali, il che gli portò la risposta che da sempre cercava: „“La via“ (budo) significa che dobbiamo diventare Uno con la Divinità...“ (6) Morihei Ueshiba divenne consapevole della propria maturità durante il 42° anno di vita, quando il maggior numero di aspetti dei pianeti trascendenti erano quelli relativi al suo Sole. Descrisse così la sua esperienza di illuminazione: „Mentre stavo passeggiando nel giardino, tutt’a un tratto il cielo e la terra iniziarono a tremare e avevo l’impressione che dalla terra stesse uscendo una luce dorata che mi stava avvolgendo il corpo. Simultaneamente, il mio spirito e il mio corpo diventarono leggeri e potevo comprendere il significato del sussurrio degli uccelli e comprendere chiaramente lo Spirito divino della creazione dell’Universo. In quel momento compresi che „L’origine delle arti marziali è nell’Amore della Divinità – lo spirito che protegge tutti gli esseri viventi“. Lacrime di felicità mi scorsero lungo il volto per questa scoperta. Compresi le cose per quello che sono...“ (7) Comprendendo che cercando la verità delle arti marziali, in effetti, cercava Dio in lui stesso, Ueshiba scoprì che il budo originale non si riflette nelle tecniche di combattimento, ma nella consapevolezza dell’uomo riguardo alla propria essenza divina. Scoprì così che la via dell’arte suprema implica la consapevolizzazione dell’Amore Divino in se stessi e in altri, nonché il raggiungimento dello stato di vuoto mentale nel quale non ci sono avversari: „Nel vero budo non ci sono né l’avversario né il nemico.“ (8) Per questo evidenziava spesso che „la vera vittoria” (masakatsu agatsu) consiste nella vittoria su se stessi, cioè il superamento degli ostacoli nella propria mente: „Vincere significa governare la propria mente non armonica. Questa è la realizzazione della missione più suprema che vi è stata data.“ (9) Fondando l’aikido su queste idee, si trovò dinanzi il compito complesso di dare una forma unica alle sue tecniche di combattimento. Questo processo durò circa sedici anni sino al 1942, quando l’aikido fu ufficialmente registrato presso il Ministero per l’educazione del Giappone, dopo di che Ueshiba raggiunse completamente lo stato di quiete mentale. Durante questo periodo aprì un dojo a Ushigome e poi si trasferì a Tokyo dove costruì il dojo Kobukan. Nel frattempo lavorò come maestro di budo all’accademia della Marina, mentre alcuni anni più tardi fondò la cattedra per l’aikido presso l’Accademia della polizia militare. Molti aspetti dell’oroscopo indicano ai suoi talenti inusuali che lo aiutarono a realizzare l’aikido. Ueshiba aveva un potenziale energetico eccezionale e di una straordinaria capacità di avviare, indirizzare e trasformare l’energia... A questo indica un gran numero di fattori astrologici, tra i quali è particolarmente rilevante il collegamento del suo Sole con il centro galattico (10) che nel contempo indica anche alla sua capacità di consapevolizzare il vuoto mentale: „Collegando i vostri pensieri e desideri con l’universo, l’intero corpo diverrà uno con lui e potrete stare al centro dell’universo ed elevarvi sopra questo mondo, che allora scompare.“ (11) Il forte influsso di Urano gli portò la scoperta che il modo più semplice per costituire e trasformare l’energia è farlo attraverso il movimento a spirale. Per questo basò i movimenti dell’aikido sul principio della spirale. La posizione dell’Ascendente, di Plutone e dei Nodi lunari sul 29° grado dello zodiaco, indicava al suo potenziale per lo sviluppo di capacità paranormali, che gli permettevano di vedere le energie mentalmente e di prevedere precisamente il movimento del partner (avversario) durante l’allenamento o il combattimento. Con il tempo, Ueshiba sviluppò e perfezionò i suoi insoliti talenti grazie allo sviluppo spirituale e all’esercizio dell’aikido, ponendo comunque in evidenza che le sue capacità personali non erano irraggiungibili. Consapevole che ogni uomo esprime il divino, sollecitava gli allievi a indirizzarsi verso l’essenza di quest’ arte marziale e di avviarsi sul percorso di autoconoscenza: „Non c’è bisogno di talento per vincere nel cuore la forza dei pensieri. Quando trascenderete l’abbaglio della „vittoria“ e della „sconfitta“ vi sarà indicato il vero significato delle cose.“ (12) La posizione e gli aspetti di Giove in esaltazione nell’oroscopo eliocentrico descrivono Ueshiba primariamente come maestro spirituale che si occupava a insegnare arti marziali. A questo indicano anche le sue parole: „Il maestro deve potenziare lo spirito di autointerrogazione interiore dell’allievo...“ (13) Durante l’addestramento scorgeva gli ostacoli per l’evoluzione degli allievi e influiva consapevolmente sull’eliminazione dei loro blocchi energetici. Il Sole in congiunzione con la stella „di guarigione“ Rasalhague, indica che il suo lavoro quotidiano con le persone portava non soltanto a un’armonizzazione energetica, ma anche a un miglioramento generale della loro salute. Ueshiba non si occupava comunque molto a interpretare e a spiegare tutti gli elementi dell’aikido, ma esibendo la sua arte marziale stimolava gli aikidoka (14) a imparare da lui e a perfezionarsi in questo modo. Dava rilievo alle idee basilari di questa arte marziale, ma anche all’importanza di trascendere le emozioni e i pensieri volgendo la mente verso l’interno: „Per praticare correttamente l’aikido, dovete calmare il vostro spirito e tornare all’Origine; purificate il corpo e lo spirito eliminando completamente la cattiveria, l’egoismo e i desideri.“ (15) Grazie alle eccezionali capacità energetiche, Ueshiba era in grado di alzare con facilità oggetti veramente pesanti o di rimanere inamovibile addirittura quando persone più forti fisicamente provavano ad atterrarlo. In questo modo dimostrava ai presenti che la sua abilità non era basata sulla forza fisica, stimolandoli così a riflettere sull’esistenza di altri aspetti dell’arte marziale: “Alcuni capitani, istruttori di budo della scuola di Toyama, mi chiamarono per testare la loro forza contro la mia. Erano tutti orgogliosi della loro abilità dicendo: „Io ho alzato questo e questo peso,“ oppure „Io ho spaccato una trave spessa così e così...“ Dissi loro: „Io non ho la vostra forza, ma posso atterrare con il mignolo persone come voi. Mi dispiacerebbe gettarvi per terra e invece di farlo, farò un’altra cosa.“ Allungai il mio braccio destro e appoggiai la punta del mio indice sul bordo del tavolo, poi invitai loro a sdraiarsi sulla mia mano, poggiandovi lo stomaco. Uno, due, tre ufficiali si appoggiarono sulla mia mano e allora tutti guardavano allibiti. Continuai fino a che tutti e sei non si sdraiarono sulla mia mano e in quel momento chiesi un bicchiere d’acqua all’ufficiale dinanzi a me. Mentre bevevo l’acqua con la mia mano sinistra, tutti attorno a me si scambiavano sguardi meravigliati.“ (16) Ueshiba riconosceva il divino in ogni uomo, consapevole che l’intero mondo manifesto origina da lui stesso, così che non esprimeva inimicizia e non provocava conflitti, mentre batteva facilmente e senza ferire tutti quello che lo attaccavano. Utilizzava gli elementi energetici e spirituali dell’aikido per indurre l’avversario a desistere dall’attacco e a comprendere l’insensatezza della violenza e del combattimento. L’avvenimento che ebbe luogo nell’Accademia di polizia militare, dove Ueshiba insegnò l’aikido per un certo periodo, parla proprio di questo: „Una sera mentre camminavo sul campo, sentì che stava succedendo qualcosa di strano. Sentivo qualcosa nell’aria. Improvvisamente, da ogni direzione, dai cespugli e dalle fosse saltarono fuori molti soldati (30 soldati) che mi circondarono. Iniziarono ad attaccarmi con spade e fucili di legno, ma siccome ero abituato a questo genere di cose non mi preoccupai minimamente. Mentre cercavano di colpirmi, mi voltavo di qua e di là e quando gli spingevo leggermente loro cadevano uno dopo l’altro. Alla fine si stancarono tutti. Ad ogni modo, il mondo è pieno di sorprese.” (17) Applicando le tecniche di combattimento dell’aikido, con i movimenti a spirale, Ueshiba canalizzava ottimamente l’energia e giungeva nello stato senza pensieri, il che lo rendeva imbattibile, addirittura nei combattimenti con più persone. Non celando che le sue capacità si basavano sulla mente quieta e consapevolizzata stimolava gli allievi a usare l’aikido come strada verso il divino in loro stessi, per superare gli attaccamenti e i limiti e giungere all’arte suprema: „ Sono tranquillo quando mi attaccano perché non mi lego alla vita e alla morte. Affido tutto alla Divinità. Il non attaccamento alla vita e alla morte e l’orientamento della mente verso la Divinità vanno raggiunti non soltanto quando siete attaccato, ma anche nella vita quotidiana.“ (18) Ueshiba conseguì enorme fama e grande prestigio durante la vita. A questo indica la posizione del Sole in decima casa. La sua abilità entusiasmava i maestri supremi delle arti marziali. Assistendo a una dimostrazione aikido di Ueshiba, il fondatore del judo Jigoro Kano disse: “Per me questo è il budo ideale… Vorrei mandare alcuni dei nostri allievi con più talento a imparare da Ueshiba.”(19) Dato che l’aikido diventava sempre più popolare, Ueshiba si sforzava di presentare non soltanto questa arte, ma anche l’essenza del percorso del guerriero che si basa sull’idea dell’armonia interiore e sull’esprimere amore verso il mondo intero. Mentre il dojo Kobukan a Tokyo si trasformò gradualmente nella fondazione Aikikai, in tutta la nazione si aprivano centri per l’addestramento e filiali della sua Associazione per l’evoluzione del budo. Ueshiba mandò i migliori studenti fuori dal Giappone e l’Aikido si sviluppò prima in America (Hawaii) e in Europa (Francia). Con il tempo lasciò l’amministrazione della fondazione Aikikai al suo successore, il figlio Kisshomaru, ma continuo a occuparsi attivamente dell’insegnamento. Per il grande contributo nel campo delle arti marziali ricevette alti riconoscimenti dal governo giapponese – la Medaglia d’onore con la corona purpurea e l’Ordine del sole nascente. Anche se divenne famoso con il nome O Sensei (giapp. Grande Maestro), era consapevole del divino in lui e in altri e quindi non era attaccato alla propria particolarità e fama: “Per me non ci sono ammiratori e allievi. Sono tutti miei amici e maestri dal primo momento. Penso che siamo tutti dei salvatori.” (20) Dal 1942. Ueshiba visse nella città di Iwama, un centinaio di chilometri da Tokyo. Qua addestrava un numero minore di allievi scelti e passava il tempo libero a curare il giardino con la moglie Hatsu, oppure a occuparsi di calligrafia, il suo hobby preferito. Sulla sua proprietà costruì una sala per allenarsi e un tempio Aiki, nel quale faceva giornalmente le meditazioni mattutine e serali. Dato che la sua Luna si trovava nel segno dei Gemelli viaggiò molto anche in tarda età, visitando gli istruttori e sovraintendendo il lavoro del dojo centrale a Tokyo. Grazie all’allenamento quotidiano era molto vitale e i suoi movimenti, nonostante gli anni, rivelavano un’agilità incredibile. Eseguì l’ultima dimostrazione pubblica di aikido a gennaio del 1969, all’età di 86 anni e solo quattro mesi più tardi si lasciò andare quietamente alla morte. Morì la mattina presto del 26.aprile 1969 in posizione meditativa. Dopo la cerimonia funebre, Morihei Ueshiba fu proclamato ufficialmente “tesoro sacro nazionale del Giappone.” VAI ALLA TERZA PARTE DELL'OROSCOPO DI MORIHEI UESHIBA
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