Aiutare significa fare del bene, ma cosa significa fare del bene e, soprattutto: cosa bisogna fare per fare veramente del bene?
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AIUTARE IL PROSSIMO E SE STESSI
Articolo di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

1.     TENDERE AD AIUTARE

2. AIUTARE

2.1. AIUTO IN SUPERFICIE E IN PROFONDITÀ

2.2. AIUTARSI E AIUTARE

3. AIUTO ONNICOMPRENSIVO DEL DIVENUTO DEL TUTTO

4. ESERCIZI MEDITATIVI

4.1. MATURAZIONE DELLA CAPACITÀ DI AIUTARE

4.2. RISOLUZIONE DEI PROBLEMI

4.2.1. ESEMPI DI RICHIESTE E AFFERMAZIONI PER PROBLEMI SPECIFICI

5. LA MENTE QUIETA È UNA SORGENTE DI SOLUZIONI

AIUTARE IL PROSSIMO E SE STESSI

Aiutare significa fare del bene, ma cosa significa fare del bene e, soprattutto: cosa bisogna fare per fare veramente del bene?

1. TENDERE AD AIUTARE

Tendere ad aiutare:

-         è un impulso insito nella natura di ogni mente e uno degli aspetti più nobili del suo esprimersi, ma a causa della mente poco consapevole questo impulso è in gran parte represso oppure espresso in modo poco qualitativo;

-         è un aspetto del Divenire individuale attraverso quello collettivo. Significa l’aprirsi della mente verso altre menti e riconoscersi anche attraverso loro. Tendere ad aiutare in modo consapevole la avvicina a Conoscere e Amare il prossimo come se stesso;

-         esprime il tendere dell’individuo (mente) ad Amare il prossimo, Dio (Reale Identità, Assoluto, Sé, Realtà) e se stesso per giungere a essere integralmente Amore.

Mente,

apri il cuore a Dio,

apri il cuore al prossimo tuo,

apri il cuore a tutta te stessa.

Sii semplicemente AMORE.

Ama Dio con tutta te stessa.

Ama la prossima tua con tutta te stessa.

Ama tutta te stessa con tutta te stessa.

AMORE. 

2. AIUTARE

Mentre il tendere ad aiutare è insito nella natura di ogni mente, la sua capacità di aiutare va maturata e dipende, in sostanza:

-         dalle sue capacità tecniche di aiutare (fare diagnosi, prescrivere una cura, aiutare finanziariamente, consigliare, accudire, ripogrammare, costituire energie positive…) e soprattutto

-         dal suo grado di consapevolezza.

2.1. AIUTO IN SUPERFICIE E IN PROFONDITÀ

In base a questa classificazione della capacità di aiutare, ci sono due tipi di aiuto, in superficie e in profondità. Il primo consiste nell’aiuto “classico”: aiutare finanziariamente i meno abbienti, lavorare in un campo profughi, fare volontariato, accompagnare i disabili, dedicarsi ai malati, contribuire a costruire un ospedale, dare dei consigli, aiutare a fare i compiti… L’insufficiente grado di consapevolezza problema sostanziale e quindi l’aiuto in profondità consiste nella consapevolizzazione della mente in generale e in modo specifico dei processi relativi al problema. Questo implica l’eliminazione delle cause effettive degli ostacoli per il Divenire veritiero e dei problemi specifici, tra cui quelle delle malattie. La mente può aiutare in profondità soltanto maturando la consapevolezza.

L’aiuto in profondità è diretto: mira direttamente alla risoluzione del problema sostanziale. Quello in superficie è invece indiretto: cerca di risolvere i problemi che si sono manifestati come conseguenza di quello basilare.

Aiutare in profondità significa agire sulla sostanza, primariamente sul piano delle vibrazioni – energie e nell’ambito della Coscienza, dove ci sono le cause effettive dei problemi. Aiutare in superficie significa agire sulla forma, sul piano materiale. L’azione diretta sui processi della Coscienza è la più profonda anche perché l’intero universo è una sua manifestazione. L’azione sulle vibrazioni – energie è più profonda di quella sulla materia, perché è vibrazione – energia condensata ossia un modo di sperimentare le vibrazioni – energie.  

L’aiuto in superficie può essere indispensabile quando il problema si è già manifestato in maniera accentuata sul piano materiale, ma l’aiuto in profondità è l’aiuto sostanziale. Se la mente vuole risolvere a fondo il problema o ancora meglio prevenirlo deve agire in profondità stimolando come dovuto:

- l’eliminazione delle cause effettive del problema, e

- la consapevolizzazione della mente nel suo complesso e in modo specifico dei processi direttamente correlati al problema, primariamente delle forme emozione e pensiero.

La misura in cui la mente può comprendere l’importanza dell’aiuto in profondità dipende in gran parte dal suo grado di consapevolezza. Quella poco consapevole può interpretare come aiuto tangibile soltanto quello in superficie, perché non può riconoscere qualitativamente i processi “sottili”/in profondità che sono la base dei problemi “tangibili”/in superficie.

Per comprendere meglio perché aiutare in profondità rappresenta l’aiuto sostanziale, è importante che la mente capisca che l’identità immaginata (falso individuo), le emozioni e idee nocive sono le ragioni sostanziali di ciò è comunemente definito come male, problemi del singolo, problemi dell’umanità: criminalità, malattie, povertà, guerre, terrorismo, violenza, corruzione, crisi economiche, suicidi, omicidi, torture, fame nel mondo….

Avidità, lussuria, cupidigia,  attaccamento al potere, abiezione, accidia, vendicatività, tendenza a dominare, manipolazione concettuale…, sono caratteristiche della mente non sufficientemente consapevole. Quella pienamente consapevole è caratterizzata da Conoscenza integralmente permeata dall’Amore. Il problema sostanziale del singolo e dell’umanità è la mancanza di Amore. La risoluzione sostanziale dei problemi individuali e collettivi, è quindi il miglioramento della qualità di emozioni e pensieri, il che implica la neutralizzazione dell’identità immaginata ed è inscindibile dalla consapevolizzazione. I problemi del mondo, sono primariamente conseguenze della moltitudine di identità immaginate, che generando emozioni e idee nocive e proiettano un mondo di separazione e conflitto. Soltanto liberandosi dall’identità immaginata la mente può fare veramente del bene, aiutare altre menti a guarire veramente, consapevolizzando l’Unità Onnicomprensiva.

2.2. AIUTARSI E AIUTARE

L’aiutare in profondità gli altri (la mente che aiuta altre menti) è inscindibile dall’aiutarsi in profondità (la mente che aiuta se stessa), anche perché:

-         soltanto Divenendo veramente, la mente stimola la consapevolizzazione altrui, nella misura in cui si è consapevolizzata. Questo influsso benefico avviene spontaneamente e non può essere impedito. La misura in cui la mente può aiutare altre, dipende quindi sostanzialmente da quanto ha aiutato se stessa. Tra l’altro, l’aumento di consapevolezza accresce anche la qualità dell’aiuto in superficie: nobilita le capacità tecniche del medico, dell’infermiera, dell’assistente sociale, del volontario, dello psicologo, della maestra, del professore, dell’allenatore…; 

-         senza consapevolizzarsi adeguatamente, la mente non può veramente comprendere che cosa sono l’effettivo bene (ciò che stimola il Divenire veritiero) e l’effettivo male (ciò che lo ostacola), e che cosa significa veramente aiutare. Di conseguenza, può accadere che immagini di fare del bene mentre fa del male, pur avendo le “migliori intenzioni”;

-         se non Diviene con qualità, la mente continua a nuocere alla collettività;

-         il Divenire veritiero non si può né imporre né istituzionalizzare, perché ciò sarebbe un ostacolo per lo stesso, anche perché la forma istituzionale implica l’attaccamento al potere. Non si possono fare “crociate di consapevolizzazione”, non perché siano illegali, ma semplicemente perché non si può consapevolizzare con regole, leggi e mere parole non consapevolizzanti;

-         se non si consapevolizza, la mente rimane attaccata all’agente immaginario (identità immaginata), ai frutti delle azioni, al fare del bene e ai concetti di bene e male, di giusto e ingiusto. Ciò è nocivo per tutti, soprattutto se questi concetti non sono in linea con le esigenze del Divenire veritiero;

-         la mente poco consapevole “proietta” costantemente i propri contenuti sul mondo e sugli altri, contribuendo così alla creazione del mondo e alla sua (non) qualità. La qualità di ciò che “proietta” e concrea dipende dalla sua qualità - raccoglie ciò che semina:

* la mente infernale, la mente poco consapevole caratterizzata da: conflitti, rabbia, paure, gelosia, tristezza… stimola la creazione di un mondo infernale, mentre

* la mente Paradisiaca, la mente che è Amore, Pace e Conoscenza,  stimola la formazione del Regno dei Cieli in Terra – il Paradiso Terrestre: un mondo di Pace, Amore e Conoscenza.

Cambiate mente, poiché è vicino il regno dei cieli.[1]

                                                                                Giovanni il Battista

Se la mente vuole veramente rendere migliore il mondo e non soltanto cambiarlo, è necessario che si migliori – Divenendo in modo veritiero, arricchendosi d’Amore. Per aiutare l’umanità a salvarsi dai suoi abbagli è necessario che si liberi dai propri.

         La mente stimola la pace nel mondo nella misura in cui è in pace con se stessa - il mondo appare in lei ed è un suo segmento. Per quanto parli di pace, una mente pacifista, ma conflittuale, perché non abbastanza consapevole, stimola la formazione di conflitti interiori ed “esteriori”, individuali e collettivi.

L’uomo indisciplinato non danneggia soltanto se stesso, ma mette il fuoco nel mondo[2].

Jalal ad Din Rumi

La mente che è Pace stimola la pace nel mondo anche senza esprimere alcun concetto pacifista. Parlando di Amore stimola ad Amare nella misura in cui è vicina ad Amare. Parlando di Conoscenza di Se Stessi (Reale Identità) stimola questa Conoscenza quanto è consapevole della Reale Identità.

Lasciateli! Son ciechi, guide di ciechi! Se un cieco conduce un altro cieco, ambedue cadranno in una fossa.[3]

Mt. 15, 14

Stimolare veramente il Destarsi della mente, è ben altra cosa del mero divulgare concetti spirituali, magari atteggiandosi a mente risvegliata e risvegliante, il che può facilmente diventare un grande ostacolo per il Divenire veritiero e un modo molto efficace di abbagliare con la “luce” dell’ignoranza. Per aiutare veramente altre menti a Destarsi, alla mente non basta imbottirsi di concetti spirituali e atteggiarsi a Desta e Destante, ma deve maturare la consapevolezza per Destarsi e Amare.      

Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi con vesti d’agnello, ma dentro sono dei lupi rapaci. (4)

Mt. 7,15

Per consapevolizzarsi le “basta” (in sostanza) armonizzare le proprie vibrazioni con quella dell’Amore. Ciò è semplice, ma non facile, anche perché la mente poco consapevole è attaccata ai propri abbagli, ai propri concetti, alle proprie credenze, alle idee sulla giustizia e sull’ingiustizia… Per lei è molto più “spontaneo” trovare nemici “esteriori” e l’imperfezione nel mondo, invece di andare a confrontarsi con i nemici interiori (processi della stessa mente) e con la propria imperfezione, con il proprio non essere Pace e Amore e Pace.    

Perché osservi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non consideri la trave che è nell’occhio tuo. Inoltre, come potrai dire al tuo fratello: Lascia che io ti estragga la pagliuzza dall’occhio, mentre nell’occhio tuo c’è una trave? Ipocrita! Prima togli la trave dall’occhio tuo, e poi vedrai bene per estrarre la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.[4]

Mt. 7,3-4-5

Per comprendere più a fondo la fondamentale importanza del consapevolizzarsi per diminuire i problemi, è utile che la mente rifletta in maniera illuminante sul fatto:

-         che il corpo fisico, l’ambiente “circostante”, gli “altri” i problemi, i conflitti, l’umanità, l’universo intero…, appaiono in lei e sono suoi segmenti, e che la qualità con cui sono percepiti e interpretati, emotivamente e intellettualmente, è determinata primariamente dalla sua qualità. Il mondo appare soltanto nella mente che lo percepisce, si tratta del suo mondo e la sua qualità dipende sostanzialmente da quella della mente, da quanto è consapevole;

-         che i problemi tangibili/in superficie si manifestano sempre e soltanto nella mente, soprattutto come conseguenza di ciò che accade:

      • “di là” della mente, nell’ambito della Coscienza, come cause effettive dei problemi e
      • nella “profondità” della mente, sotto forma di vibrazioni (primariamente di emozioni e di pensieri) non sufficientemente armonizzate con quella dell’Amore.

I problemi “palpabili”, sono elementi tangibili della mente che lei percepisce e interpreta in se stessa come: sofferenza, emozioni e pensieri, malattia, povertà, guerre, terrorismo… I problemi che si manifestano in superficie sono la “materializzazione” di quelli sostanziali e sono la punta della punta della punta dell’iceberg della struttura complessiva dei problemi.

Stimolando la propria e quindi altrui consapevolizzazione, la mente aiuta sostanzialmente anche perché più è consapevole, meno è manipolabile e più facilmente scorge le verità. Tra le ragioni dei problemi individuali e collettivi ci sono le menzogne che le menti governanti propinano a quelle governate per meglio manipolarle. Inoltre, la consapevolizzazione diminuisce le paure che sono uno dei punti cardinali su cui si basa la manipolazione.

Per capire ancora più profondamente che il basso grado di consapevolezza è il problema basilare, è utile che la mente rifletta in modo illuminante sul fatto che il cosiddetto scontro di civiltà, i conflitti interreligiosi e l’estremismo religioso sono primariamente il risultato dell’ignorare che Dio (Assoluto, Sé, Realtà) è la Reale Identità di ognuno[5]. La mente che non Conosce Dio, può facilmente crearsi una moltitudine di idee su Dio, per esempio che Dio è questo e quello vuole questo e quello… La formazione di questi concetti crea ulteriori ragioni per le guerre sante, anche perché sono sfruttati per creare conflitti collettivi in funzione di profitti personali. Le cosiddette guerre sante non sono certo guerre in nome di Dio, ma in nome dei concetti errati su Lui. L’ignorare Dio è una conseguenza della mente poco consapevole, che può anche immaginare che Dio in cui lei crede sia il Dio migliore oppure l’unico vero Dio. La mente Sapiente sa che Dio È Uno.

3. AIUTO ONNICOMPRENSIVO DEL DIVENUTO DEL TUTTO

Cambiare il mondo è facile. Ogni azione, ogni emozione e ogni pensiero lo mutano. Ben altra cosa è renderlo migliore, nel senso di stimolare la manifestazione di condizioni migliori  per il Divenire collettivo e quindi il BenEssere collettivo. Se vuole aiutare l’umanità a migliorare la qualità del “mondo collettivo”la mente deve accrescere quella del proprio mondo, consapevolizzandosi, anche per essere meno condizionata nocivamente dalla schizofrenia collettiva, determinata da emozioni e pensieri di bassa qualità, dal percepire il mondo come (se fosse) reale e dall’immaginare la separazione che non c’è.

Solo quando sarai libero dal mondo, potrai fare qualcosa per aiutarlo.[6]

Sri Nisargadatta Maharaj

Per capire ancora meglio quanto il grado di consapevolezza determina quello di aiuto e che consapevolizzarsi è l’aiuto primario che può porgere all’umanità, è utile che la mente rifletta in modo illuminante sull’apporto dato all’evoluzione dalle menti Divenute del tutto. Le più grandi opere dell’umanità sono in gran parte il risultato delle loro attività. Che la mente provi a immaginare un mondo senza le opere di: Aristotele, Archimede, Buddha, Gesù, Confucio, Copernico, Cartesio, Mosé, Lao Tzu, Leonardo, Tesla, Michelangelo, Marie Curie, Mozart, Gutenberg, Planck, Keplero, Kant, Newton, Galileo, Bohr, Jung, Goethe, Tolstoj, Gandhi, Voltaire. Si tratta di ventisei menti su miliardi e miliardi di vissuti. Una percentuale infinitesimale, eppure queste ventisei menti hanno influito in modo determinante sull’evoluzione dell’umanità. Che consideri inoltre che le loro opere scorgibili (scoperte, trattati filosofici, insegnamenti spirituali, opere d’arte, guarigioni, cosiddetti miracoli, insegnamento spirituale verbalizzato…) sono soltanto una parte del loro contributo. L’apporto primario della mente Divenuta del tutto consiste nel suo spontaneo e incessante influsso consapevolizzante sui processi collettivi. Lei influisce enormemente sulla collettività, soprattutto sulle menti che sono aperte al suo influsso benefico, anche rimanendo  sconosciuta.

La mia realizzazione è di aiuto agli altri?

Sì certamente. E’ il miglior aiuto possibile.[7]

Ramana Maharshi

La mente Divenuta del tutto fa volontariato ventiquattro ore al giorno per il mondo intero, e anche “non facendo nulla di tangibile” fa tutto pur “non facendo nulla”. La permanenza nell’Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione è il maggior aiuto che il singolo può porgere alla collettività. Per tale mente è Naturale lavorare ventiquattro ore ogni giorno, essendo sempre in ferie – libera dallo sforzo emotivo e intellettivo.

Colui che conosce questo supremo Brahman, costui diventa [il medesimo] Brahman.

Mundaka upanishad III, 2,9.

4. ESERCIZI MEDITATIVI

4.1. MATURAZIONE DELLA CAPACITÀ DI AIUTARE

Per maturare la capacità di aiutare la mente può fare questo esercizio meditativo:

1) Chiedo al Sé di eliminarmi gli ostacoli per aiutare.

2) Chiedo al Sé di consapevolizzarmi la capacità di aiutare.

Tempo per ogni richiesta:2’-3’, ma anche più a seconda delle esigenze. 

4.2. RISOLUZIONE DEI PROBLEMI

Meditare per risolvere i problemi è per la mente un ottimo modo per aiutare in profondità e aumenta la qualità dell’aiuto in superficie. Inoltre, è anche un modo di occuparsi con qualità della risoluzione dei problemi, invece di preoccuparsi, che peggiora la situazione. 

Di seguito sono dati alcuni esempi di esercizi meditativi per stimolare la risoluzione dei problemi, basati su due passaggi:

1)     richiesta o intenzione per eliminare i problemi.

2)     abbandono dei problemi alla Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto).

Questo modello può essere applicato:

- in tutti i campi della vita, per esempio problemi: di salute, nei rapporti interpersonali, finanziari, famigliari, professionali, sessuali, di tossicodipendenza, di sudditanza psicologica…

- sul piano: individuale, famigliare, aziendale o istituzionale, cittadino, nazionale e mondiale.

A. Individuale

1) Questa mente chiede l’eliminazione del problemi.

oppure richiesta specifica:

Questa mente chiede l’eliminazione di… (la mente specifica il problema).

2) Questa abbandona i problemi alla Reale Identità.

B. famigliare

1) Chiedo al Sé di neutralizzare i problemi famigliari.

oppure richiesta specifica:

Chiedo al Sé di neutralizzare … (la mente indica quale problema famigliare).

2) Abbandono completamente i problemi famigliari al Sé.

C. aziendale o di istituzione

1) Chiedo a Dio di eliminare le cause dei problemi (oppure di un problema specifico, per esempio: costi elevati, bassa redditività dei dipendenti, debiti…: ) di… (la mente indica il nome dell’azienda o dell’istituzione).

2) Abbandono completamente i problemi a Dio.

D. cittadino

1) Chiedo alla Reale Identità di eliminare i problemi di viabilità (oppure i problemi in generale o un altro problema specifico) a… (indicare la città).

2) Abbandono completamente i problemi di viabilità (o altro) alla Reale Identità.

E. nazionale

1) Questa mente chiede l’eliminazione degli incidenti stradali in Italia.

2) Questa mente la risoluzione del problema incidenti stradali alla Reale Identità.

F. mondiale

1) Chiedo al Sé di eliminare le cause dell’effetto serra.

2) Abbandono le cause dell’effetto serra al Sé.

4.2.1. ESEMPI DI RICHIESTE E AFFERMAZIONI PER PROBLEMI SPECIFICI

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE CON IL FIGLIO

1) Chiedo all’Assoluto di eliminarmi i problemi di comunicazione con mio figlio. 

2) Abbandono completamente la comunicazione all’Assoluto. 

PROBLEMI DI SALUTE

1) Chiedo a Dio di eliminarmi le cause della… (la mente indica la malattia).

2) Abbandono completamente la guarigione alla Reale Identità.  

La mente può fare questo esercizio meditativo, come anche gli altri, anche per aiutare il prossimo:

1) Questa mente chiede l’eliminazione delle cause della… (la mente indica la malattia) di…(nome e cognome).

2) Questa mente abbandona a Dio la guarigione di… (nome e cognome)

PROBLEMI FINANZIARI

1) Chiedo al Sé di eliminarmi le cause dei problemi finanziari.

2) Chiedo al Sé di ottimizzarmi le finanze.

3) Abbandono i problemi finanziari al Sé.

PROBLEMI DI FURTI

1) Questa mente chiede la fine dei furti (la mente indica dove).

2) Questa mente abbandona all’Assoluto il problema dei furti.

PROBLEMI COLLETTIVI

GUERRE

1) Chiedo al Sé di eliminare le cause delle guerre.

2) Abbandono completamente le guerre al Sé.

Chiedo alla Grazia di attivarsi per la pace nel mondo.

MANIPOLAZIONE

1) Questa mente chiede la fine della manipolazione mediatica.

2) Questa mente abbandona la manipolazione mediatica alla Reale Identità.

Chiedo alla Grazia di attivarsi per far emergere le verità.

POVERTÀ NEL MONDO

1) Chiedo a Dio di eliminare le cause della povertà nel mondo.

2) Abbandono la povertà nel mondo a Dio.

Chiedo alla Grazia Divina di attivarsi per il benessere collettivo.

Secondo la gravità del problema questi esercizi si fanno una o più volte al giorno, per alcuni giorni sino ad alcuni mesi. I tempi di ogni richiesta o affermazione variano da 2’-3’ a mezz’ora o più, dipende dalle circostanze. Con loro si avviano i processi di risoluzione del problema, poi nel momento opportuno è necessario che la mente affronti concretamente il problema e finalizzi la sua risoluzione (anche se spesso si risolve “di per sé”).

5. LA MENTE QUIETA È UNA SORGENTE DI SOLUZIONI

Per aumentare la qualità della risoluzione dei problemi è importante che la mente non rimugini sui loro come e perché e sulle risoluzioni che crede siano le migliori, ma è bene che si quieti per farsi trovare dalle risposte essenziali. Cercare di comprendere per forza i (presunti) perché, le (presunte) conseguenze, le (presunte) cause… può facilmente essere un modo della mente:

- di turbarsi e ostacolare l’emersione di risposte qualitative;

- di opporsi alla maturazione della consapevolezza,

- di aggrovigliarsi e perdersi nei meandri del concettualizzare non consapevole, alla ricerca di fuorvianti risposte dualistiche, mentre quelle fondamentali non lo sono. Cercando risposte in modo poco consapevole la mente induce anche la formazione di risposte poco veritiere condizionate da forme pensiero ed emozione limitanti e devianti;  

- di sforzarsi per mantenere il controllo che immagina di avere e questo è una prova della sua  incapacità di abbandonarsi alla Reale Identità ed è un ostacolo per la risoluzione  dei problemi;

- di star trovando le vere ragioni, mentre sta soltanto girando attorno ai propri abbagli, fuorviata dal tentare di definire la causa di ciò che è:

o        senza una ragione precisa, nel senso che è una conseguenza di processi onnicomprensivi - tutti i processi influiscono in una certa misura su tutti i processi; e

o        fondamentalmente senza ragione perché avviene come conseguenza delle cause effettive che essendo sul piano della Coscienza sono “di là” di ogni ragione, la quale è relativa all’intelletto e in senso più ampio alla mente. In base al sapere con cui è programmato l’intelletto, la mente  può definire una miriade di ragioni (cause) e molteplici possibili conseguenze. Queste definizioni e conclusioni possono essere più o meno qualitative, ma non possono in alcun modo cogliere veramente nel segno. Nell’ambito della Coscienza  non ci sono né pensieri, né avvenimenti, né emozioni, né immagini, né tempo, né spazio, né alcuna ragione (definibile intellettualmente), ma ci sono processi di là della comprensione. Le cause effettive sono sempre incomprensibili.

Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.[8]

Sri Aurobindo

Le risposte qualitative ed essenziali emergono con il quietarsi della mente. Divenire veramente significa sostanzialmente il quietarsi della mente, non il suo turbarsi con analisi nocive che spesso diventano analisi dell’analisi dell’analisi dell’analisi…

Non falcidiarti l’intelletto con domande sul come e sul perché!

Cogli semplicemente la pienezza dell’attimo che è.

Vivilo pienamente.

Essendo l’attimo stesso,

sino al trascendimento del tempo.

Domanda forse banale ma sicuramente molto indicante: Per fare l’acquisto migliore, è più saggio paragonare i prezzi di mille negozi, oppure venire a sapere direttamente qual è il negozio ottimale per l’acquisto?!

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua meta. [9]

Sri Aurobindo



[1] Mt. 3,2, I quattro Vangeli, I classici  Blui, RCS Libri, 2005

[2] Mathnawi, Jalal alDin Rumi, Bombiani

[3] I quattro Vangeli, I classici  Blui, RCS Libri, 2005

[4] I quattro Vangeli, I classici  Blui, RCS Libri, 2005

[5] Ognuno dalla prospettiva dell’individuo. La Reale Identità è chiaramente “oltre” l’individuo, Una e soltanto di Se Stessa.

[6] L’eterna saggezza di Sri Nisargadatta Maharaj, Aequilibrium

[7] Discorsi con Sri Ramana Maharshi, Vidyananda edizioni

[8] Pensieri e aforismi, Sri Aurobindo, Edizioni Arka Milano

[9] Pensieri e aforismi, Sri Aurobindo, Edizioni Arka Milano

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