Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità L’AMORE “Amate Dio completamente (con devozione) e risolverete tutte le difficoltà. Amate Dio e lui vi si rivelerà.” Iskre Meher Babe, IP ESOTHERIA, Beograd 1996, pag. 10
In molti romanzi, dibattiti filosofici, libri religiosi e in tutti gli altri libri che parlano primariamente dell’uomo come essere, potete trovare molteplici definizioni del concetto “amore”. Menzioniamo soltanto alcune la cui sola lettura provoca processi che portano all’armonia nella mente dell’uomo: Socrate: L’amore è la ricerca unitaria della conoscenza. Tagore: Non esiste poesia che potrebbe innalzarsi alle altezze alle quali giunge l’amore. Lao Tzu: Quando l’uomo ama, non ha paura. Proverbio popolare giapponese: L’amore genera amore. Proust: L’amore è lo spazio e il tempo misurato con il cuore. Tolstoj: La cosa principale nella vita è l’amore. Amare non si può né nel passato né nel futuro. Amare si può soltanto nel presente. Budda: Che la mitezza vinca 40) Vedi: “Biseri mudrosti”, Jasmina Puljo, GRO Prosveta, beograd, 1979, pag. 103-113. A queste definizioni aggiungeremo ancora una dall’aspetto psicologico: “L’emozione dell’amore è un’emozione piacevole che il soggetto prova verso l’oggetto che reputa di eccezionale valore e che reputa parte integrante del suo mondo intimo.” 41) 41) Vedi: “Emocije – psihoterapija i razumevanje emocija”, Zoran Milivojević, Prtometej, Novi Sad, 1993, pag. 560 Se partiamo dalla definizione data in precedenza, che la consapevolezza è il rapporto verso se stessi e gli altri, allora l’amore nel senso più ampio del termine possiamo definirlo come consapevolezza. Pertanto: CONSAPEVOLEZZA = AMORE AMORE = CONSAPEVOLEZZA
La consapevolezza ovvero l’Amore, si esprime in tre forme: La prima è l’osservazione delle proprie emozioni e dei propri pensieri (introspezione). Nella maggior parte delle persone questo avviene così che una parte della mente osserva un’altra parte della mente, stabilendo un rapporto e un influsso reciproco. Il concetto, basato sull’esperienza primaria, di se stessi come individuo, di sé come soggetto, stabilisce il rapporto con un'altra parte di sé, di nuovo come individuo, cioè con parte di questo individuo. Questo è il rapporto dove il soggetto (identificato con il corpo fisico e la mente) stabilisce il rapporto con un'altra parte del soggetto – se stesso (nuovamente identificato con il corpo fisico e la mente). La seconda è l’osservazione dell’ambiente circostante, vale a dire di tutto ciò che il singolo sperimenta che è fuori di lui (altre persone, natura e tutto ciò che lo circonda), quando si stabilisce un rapporto reciproco del soggetto verso l’oggetto, cioè verso l’ambiente circostante. Sperimentando se stessi come individuo, la maggioranza delle persone sperimentano di essere divise dalla totalità e sperimentano di stabilire un rapporto reciproco con l’ambiente come un qualcosa di obbiettivo (“obbiettivamente dato”). Così parte della mente stabilisce il rapporto con l’ambiente circostante, cioè con un’altra parte della mente, perché l’ambiente circostante non è altro che una proiezione della mente fondata sul concetto di se stessi come individui. La terza è l’accettazione dell’esistenza di ciò che è inconcepibile per La parola “concetto” non va intesa in senso distruttivo, perché alcuni concetti aiutano la mente a volgersi verso Dalla posizione della consapevolezza possiamo parlare di tre tipi di amore: - L’Amore Assoluto è oltre la comprensione mentale e come concetto esso è eguale alla Conoscenza Assoluta e alla Potenza Assoluta. Aggiungendogli altri attributi (tranne che “assoluto”) come infinito, atemporale, informe e simili, noi soltanto pronunciamo delle parole o pensiamo a Esso, ma non lo tocchiamo e non possiamo descriverlo, perché ogni descrizione è soltanto un concetto riguardo a Esso. Per nostra essenza noi siamo l’Amore Assoluto, ma non come individuo, pertanto anche l’esperienza e la conoscenza di Esso sono impossibili dalla posizione dell’individuo. - L’Amore Primario, sgorga dall’Amore Assoluto, esso è Amore senza forma, esso sottintende la consapevolezza totale, esso è l’immagine dell’Amore Assoluto riflessa nello specchio. L’Amore Primario è eguale alla consapevolezza di se stessi come totalità, della mente come totalità, e quando affermiamo che è senza forma pensiamo al fatto che nessuna parola può descriverlo, perché le parole sono soltanto segmenti della mente. L’Amore Primario è eguale alla consapevolezza, ed è anche senza sesso che è soltanto una segmentazione della mente. L’Amore Primario sottintende la mente quieta e utilizzata in modo consapevole: a) la consapevolezza (l’amore) di se stessi che si manifesta come individuo nello spazio e nel tempo dove nulla non precede nulla, il che significa la contemporaneità: dell’individuo, del tempo e dello spazio, b) la consapevolezza (l’amore) che le altre persone e l’intero ambiente circostante sono soltanto proiezioni della mente individuale, c) la consapevolezza (l’amore) riguardo all’inconcepibile, ovvero riguardo all’inconcepibile alla mente, e che le parole come Dio (Realtà, Assoluto) sono soltanto concetti. L’Amore Primario è la consapevolezza – l’amore verso tutto il manifestato (nel tempo e nello spazio), la quale si svolge con l’aiuto della mente e in essa stessa. Ma, comunque, se tentiamo di “acchiappare” l’Amore Primario, esso ci sfugge, compare e scompare sino a che tramite la mente trasformata non si giunge nello stato in cui la totalità (della mente) osserva e “conosce” (la totalità della mente), e in questa totalità si svolge tutto. La costante consapevolezza riguardo alla Realtà (come un qualcosa che si definisce tramite ciò che la Realtà non è - non è il corpo fisico, la mente e nemmeno la consapevolezza) e alla manifestazione quando le emozioni sono uguali ai pensieri, è l’Amore Primario. A parole l’Amore Primario si può definire in molti modi, ma queste parole soltanto alludono (per esempio, lo stato di flow integrale, integrità, consapevolezza della totalità di se stessi), ma in ogni caso esso non è ciò, le parole non possono descriverlo. Nell’attimo che iniziate a descrivere l’Amore Primario voi lo perdete, pertanto esso è nel silenzio dello stato di consapevolezza del costante e contemporaneo nascere e morire, assieme al formarsi e scomparire della mente. L’Amore Primario è lo stato quando si “osserva” come il tempo finito (definito) interrompe il tempo infinito nel momento del concepimento e termina con la morte. L’Amore Primario è un processo che risiede nel corpo come condizione indispensabile del proprio esprimersi e con esso si forma e scompare. - L’Amore secondario, sgorga dall’Amore Primario ed è una sua manifestazione specifica. Si tratta del rapporto di parte (della mente) verso parte (della mente), cioè della manifestazione verso Sul piano della mente parziale l’uomo tramite le emozioni e i pensieri esprime l’Amore come desiderio di stare con qualcuno, di appartenere a qualcuno, come bisogno di legarsi a qualcuno, di essere amato e di amare, anche se non sa chiaramente cosa ciò significhi. Si tratta dell’esperienza che c’è un rapporto tra due soggetti (due persone) che si scambiano Vibrazioni, mentre sul piano della mente totale si svolge l’Amore che non avendo due parti non può essere vissuto come personale, soggettivo, ma soltanto come consapevolezza della totalità della mente e dei processi parziali dentro essa stessa. 3. IL CONTENUTO DELL’AMORE La Consapevolezza e l’Amore sono lo stesso, ma il contenuto della Consapevolezza è l’esperienza (la sensazione) di presenza, ovvero di esistere. Soltanto se esiste questa esperienza possono comparire le emozioni e i pensieri. Nessuna attività può svolgersi se non c’è la sensazione di esistere (di presenza). La sensazione di presenza non esige alcuna attività della mente affinché l’uomo comprenda di essere presente – semplicemente, ognuno sa di esistere, di essere presente. Per via del fatto che la sensazione di presenza è legata al corpo fisico, l’Amore Primario si manifesta sotto forma di emozioni e di pensieri. Si può affermare che la vita si svolge tramite le situazioni della vita, perché l’Amore Primario si esprime attraverso la sensazione del proprio esistere. Questa sensazione, ovvero la Consapevolezza della presenza, è l’unica vera ricchezza che l’uomo ha nel tempo e nello spazio. L’Amore è la qualità della sensazione di esistere espressa tramite la Consapevolezza riguardo all’esistere. Maggiore è la Consapevolezza, espressa attraverso la capacità di “osservare” i processi dentro di sé e le proprie proiezioni (l’ambiente circostante), maggiore è il suo espandersi nello spazio e nel tempo. In questo c’è una correlazione, maggiore è la Consapevolezza di sé come totalità e maggiore è l’Amore verso gli altri, come proprie proiezioni. Alla base di questa correlazione c’è la Consapevolezza della propria esistenza, ovvero l’Amore verso gli altri ha la propria origine nell’Amore verso se stessi. Il processo naturale della sensazione di esistere è che esso si mantiene costantemente. Da questo processo derivano diverse emozioni e diversi pensieri (che, essendo parte della mente, sono selettive) – verso qualcuno (se stessi, oppure altri). L’Amore Primario è integrale e perciò non è selettivo, mentre le emozioni e i pensieri sono selettivi. Nella maggioranza delle persone predomina l’Amore Secondario alla base del quale ci sono i desideri che derivano dall’attaccamento al corpo fisico, vale a dire alle emozioni e ai pensieri. Molto raramente l’uomo giunge in uno stato di maggiore consapevolezza, e quando ciò avviene, dalla posizione della mente parziale ciò è interpretato come gran felicità, che molti definiscono come “felicità indescrivibile”, il che è in gran parte una scoperta intuitiva di livelli superiori di consapevolezza. Con la crescita della consapevolezza si giunge al punto in cui la consapevolezza è l’unica “legge” in base alla quale si svolge la vita. “Nel mio mondo l’amore è l’unica legge.” (42) 42) Vedi: “I am that”, Talks with Sri Nisargadatta Maharaj, The Acorn Press. Durham, NC, USA, 1982, pag. 286. I processi emozionali e intellettivi che derivano dall’Amore Primario sono: a) il perdono, riferito: - al perdonare se stessi, cioè accettare se stessi nella nostra espressione (corpo fisico, mente, genitori, tempo e luogo di svolgimento della vita…) per tali quali siamo, con tutte le c.d. caratteristiche positive e negative, cioè con tutte le limitazioni. - al perdonare altri, cioè all’accettare gli altri per come sono, con tutte le loro caratteristiche positive e negative, vale a dire con tutte le limitazioni imposte dalla stessa espressione, - al perdonare il mondo, vale a dire l’intero ambiente circostante, ovvero accettare l’intera civiltà umana con tutte le tendenze positive e negative. Il perdono elimina il senso di colpa verso se stessi e gli altri. In ultima analisi il perdono è l’autocorrezione delle proprie proiezioni ed è la coordinazione di una parte della mente con la totalità della mente. b) la compassione, la quale si esprime nel fatto che riconosciamo le difficoltà e i problemi degli altri e che gli aiutiamo a liberarsene. Naturalmente, anche questa è un’autocorrezione delle proprie proiezioni. Bisogna considerare che ogni esperienza di sofferenza è una manifestazione dell’amore, perché esiste l’amore verso la propria esistenza dalla quale derivano tutte le esperienze. L’accettazione e la compassione sono meccanismi di coordinazione di una parte della mente (consapevolezza parziale) con la totalità della mente (consapevolezza totale), con la quale si consapevolizza gradualmente che l’intero mondo manifesto è soltanto una nostra proiezione. Questo significa contemporaneamente anche che non possiamo conoscere il mondo nella sua completezza prima di aver conosciuto se stessi, ma significa anche l’accettazione della “responsabilità” per le proprie proiezioni. 4. L’ESPRIMERSI DELL’AMORE L’esprimersi dell’Amore non è null’altro che consapevolezza, ovvero l’espressione della consapevolezza che inizia con il concepimento, e finisce con - l’Amore verso Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé), - l’Amore verso gli altri, - l’Amore verso se stessi. Osservato dalla posizione della consapevolezza totale (totalità della mente), si tratta sempre di un unico Amore – della consapevolezza riguardo: all’esistenza dell’inconcepibile alla mente, agli altri come nostra proiezione, e a se stessi come manifestazione specifica nello spazio e nel tempo. Osservato dalla posizione della consapevolezza parziale (mente parziale), si tratta di tre tipi di Amore: a) l’Amore verso se stessi, che risulta dall’esperienza primaria della propria esistenza, esprime l’accettazione: - di se stessi come individuo nel senso di processo di individualizzazione della Coscienza, che è diverso per ogni persona, - di se stessi come mente, ovvero delle proprie emozioni e idee specifiche, diverse da quelle di altre persone, - di se stessi come corpo fisico, il quale è la condizione indispensabile per realizzare proprio le proprie emozioni e i propri pensieri, e il proprio processo di individualizzazione della Coscienza (diverso per ogni persona). b) l’Amore verso gli altri, che deriva dall’Amore verso se stessi, indica l’accettazione degli altri per come sono. In sostanza, parte della mente stabilisce la comunicazione con un’altra parte della mente (la propria proiezione), in base alla “similitudine”, oppure alle “contrarietà” delle Vibrazioni. c)L’Amore verso Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé) è l’orientamento delle emozioni e dei pensieri verso l’ “inconcepibile” alla mente, ma il cui riflesso lo riconosciamo come totalità del mondo manifestato. Così si creano concetti su Dio dai quali derivano diverse forme di comprensione religiosa: “Le tradizioni religiose sono fondate sui concetti. Quando si abbandonano questi concetti regna il silenzio. La religione ultima è l’autorealizzazione – questo è lo stato totale dell’Essere nel quale non c’è paura.” (43) (43) Vedi: “A Visual Journey”, Sri Nisargadatta Maharaj, Inner Directions Publishing, Carlsbad, California, pag. 35 e 37. Nel tentativo di definire con la mente parziale Dio (Realtà, Assoluto…) il più delle volte gli si attribuiscono degli attributi: Essere, principio, giudice del bene e del male, Amore, Conoscenza, Potere ecc. Questi sono concetti che derivano dallo sperimentarsi come individui divisi da Lui. Ogni tentativo di esprimere Dio in forma linguistica si conclude sempre con concetti basati sulla c.d. Conoscenza relativa. Le conseguenze estreme di questi tentativi terminano nell’aver paura di Dio – nell’avere paura della propria Origine. Abbiamo più volte evidenziato che l’impossibilità di definire Dio con la mente non significa la Sua negazione, bensì, al contrario, l’accettazione che con la mente non si può comprendere. L’immagine più completa del manifestarsi del Divino si ha durante la consapevolezza totale (mente totale), quando Lui si può definire attraverso ciò che Lui non è! “Io sono uguale verso tutte le creature: non odio nessuno, non amo nessuno, ma coloro che mi venerano con dedizione risiedono in Me e Io in loro.” (44) (44) Vedi: “Bhagavad-gitta”, GRAFOS, Beograd, pag. 56 Venerare Dio significa orientare le emozioni e i pensieri (parti della mente) verso la scoperta e l’accettazione che esiste un qualcosa di inconcepibile alla mente, quando gradualmente attraverso la mente totale si scopre nel modo più completo possibile Dall’aspetto dell’individuo questo è il massimo che si raggiunge attraverso la mente trasformata, si tratta della mente che conosce se stessa come illusione e che discerne la Realtà dalla non – Realtà attraverso ciò che la Realtà non è. L’Amore (figurativamente suddiviso) per la propria esistenza, per altri e per Dio, non è lo stato completo. Quando le parti parziali della mente si trasformano nello stato della mente integrale, la totale consapevolezza governa e soltanto allora c’è lo stato completo dell’Amore. 5. IL RECIPROCO ESPRIMERSI DELL’AMORE Questo tema esige di indicare prima di tutto ad alcune importanti indicazioni sul reciproco esprimersi dell’Amore: - La maggioranza delle persone vive l’amore come rapporto tra due soggetti, mentre in sostanza le altre persone sono soltanto una proiezione della nostra mente, e viceversa. - Lo scambio di consapevolezza, quando attraverso il conoscere l’altro noi conosciamo noi stessi, in sostanza è uno scambio di Vibrazioni, di emozioni e di pensieri dentro la mente stessa, ma si sperimenta come se ci fossero due soggetti. - L’esperienza dell’amore, nel senso di scoperta di amare qualcuno e viceversa, manifesta una nuova esperienza – la sensazione di realizzazione, perché si tratta della coordinazione della parte parziale della mente (singole emozioni e pensieri) con la totalità della mente. - La sensazione di realizzazione crea spontaneamente nuove sensazioni e questo arricchisce e fa sentire l’uomo realizzato, consapevolizzando la sua mente e indicandogli la totalità. - La sensazione di completezza porta spontaneamente la scoperta di se stessi come individuo, nel senso di processo particolare (unico) di espressione nel tempo e nello spazio come illusione, il che porta alla liberazione da ogni forma di attaccamento, e prima di tutto al corpo e agli elementi parziali della mente. - La sensazione di unità con l’altro elimina l’egoismo che è l’origine di tutti i problemi nel reciproco esprimere l’amore, perché crea emozioni e pensieri che per le loro proprietà vibratorie si discostano dalla Vibrazione unitaria (sempre diversa da persona a persona) della propria mente totale. - Qualsiasi forma di repressione dell’amore, che può manifestarsi come odio, intolleranza, giudizio, spregio ecc, diminuisce sicuramente la consapevolezza. - Esprimere qualsiasi forma di aggressività verso l’altro indica che nella persona c’è il “programma di autodistruzione” tramite la diminuzione della consapevolezza. Così, in base alla propria sensazione di separazione da Dio si crea uno specifico gruppo di emozioni e pensieri che indica a se stessi come a una “particolarità”. Così la Vibrazione basilare della mente totale è turbata da quella parziale che porta nel vortice dell’attaccamento e della diminuzione di consapevolezza. - Principio base dell’Amore: quando “date” (emettete) allora siete liberi, mentre quando “prendete” (sensazione di ricevere), voi siete attaccati a qualcuno o qualcosa, ovvero dipendenti da lui o da qualcosa. - L’Amore per l’Essere è l’origine di tutti i desideri, ma prima di tutto del desiderio di mantenere la propria esistenza, ovvero la sensazione riguardo alla propria esistenza come proprietà naturale di (ogni) manifestazione. - Nella maggioranza il legame tra persone è radicato nell’illusione del vivere se stessi come “particolarità”, che si identifica con il corpo e la mente (ma non totale), e non nella consapevolezza di sé. - Il forte bisogno della mente parziale di amare e di essere amata può essere temporaneamente soddisfatto con un legame (“essere legati”) con un'altra persona, ma se questo non risulta nel reciproco aumento di consapevolezza, il legame diverrà una dipendenza, proprio come l’alcol, la droga ecc. - L’Amore con la consapevolezza totale non ha contrari. Per esempio, non potete prima amare qualcuno e poi attaccarlo. Tale amore nasconde il bisogno della mente parziale (dell’ego) di una più completa sensazione di se stessi, ma che è espresso in modo da reprimere la consapevolezza. - Accettate il partner per come è, senza l’intenzione di giudicarlo o cambiarlo. Cambiando se stessi cambierà anche il partner vale a dire la proiezione riguardo a lui. - L’Amore come consapevolezza totale risiede sempre “ora e qua” come consapevolezza dell’Attimo Presente. - L’Amore sottintende il sacrificio, perché in questo modo scompare l’essere assorbiti dall’attenzione verso se stessi. 6. L’AMORE E LA PAURA L’Amore verso se stessi è l’origine delle emozioni e dei pensieri. L’Amore non ha opposizione (opposti), perché esso è la consapevolezza che può essere minore o maggiore, ma non può non esserci. Per esempio, l’odio non è l’opposto dell’amore, la clemenza è l’opposto dell’odio, ecc. L’emozione più lontana dall’Amore, vale a dire l’emozione che in sé contiene il minimo di consapevolezza, è la paura. La paura è la repressione dell’Amore e deriva dall’identificare se stessi con il corpo fisiologico e In base all’esperienza dei toltechi Don Miguel Ruiz riporta una riflessione sul rapporto tra l’Amore e la paura che non è necessario commentare. “Immaginate due binari. Uno è il binario dell’Amore, mentre l’altro della paura… L’amore puro ha sette caratteristiche: 1. L’Amore non conosce aspettative. La paura stimola le aspettative. 2. L’Amore non conosce impegni. La paura si nutre di impegni. Quando agiamo per obbligo, la resistenza che proviamo ci spinge a soffrire. Se non facciamo come dettato dagli impegni, ci sentiamo in colpa. 3. L’amore è rispetto, non soltanto verso gli altri, ma anche verso noi stessi.La paura non rispetta nulla, nemmeno se stessa. Quando ti compiango, non ti rispetto. 4. L’amore è pazienza. La paura è impazienza. 5. L’amore non è commiserazione. La paura spinge l’uomo a commiserare, soprattutto se stesso. 6. L’amore non è possesso.La paura ci stimola a legarci alle cose e a inorridire al solo pensiero di restarne senza. 7. L’amore è rispettoso.La paura è troppo occupata con se stessa per essere rispettosa.” (45) 45) Vedi: “Iza granica straha”, Don Miguel Ruiz, Meno & Manana, Beoknjiga, Beograd, 2005, pag. 205. 7. MEDITAZIONI Proponiamo le seguenti meditazioni:
Nota: - In linea di principio le meditazioni si fanno senza visualizzazione. - Il tempo non può essere definito e dipende da persona a persona. In generale – da alcuni minuti sino ad alcune decine di minuti per ogni richiesta. Spiegazione: Tutte e tre le meditazioni hanno lo scopo di coordinare parti parziali della mente (sotto forma di emozioni specifiche e pensieri specifici) con la totalità della mente. In questo modo si rompe il concetto di separazione: di se stessi da Dio, di se stessi da altri, e di “se stessi da se stessi” (nel senso di identificazione di se stessi con il corpo fisico e la mente). L’Amore è sempre integrale (come è integrale la consapevolezza), ma la mente parziale lo sperimenta come diverso da persona verso persona, a causa del fare esperienza di se stessi come individuo. Gradualmente con la crescita della consapevolezza le parti parziali della mente (diverse manifestazioni dell’Amore) si armonizzano tra loro e si integrano. In questo modo la mente si consapevolizza e il processo termina in modo tale che la mente si trasforma (trascende) e diventa consapevole di se stessa come insieme. Nelle situazioni di vita concrete ciò sembra all’incirca (non si può descrivere completamente con le parole!) come se accadessero processi paralleli (mentre sono unici). Per esempio, alla persona di consapevolezza totale, mentre parla con qualcuno o svolge qualsiasi altra attività si manifestano contemporaneamente le emozioni (che sono uguali ai pensieri) riguardo a Dio, ad altri e se stessa. Questi non sono i c.d. effetti dell’attenzione frazionata, bensì della mente quieta e attivata in modo consapevole che emette spontaneamente emozioni e pensieri, che per le loro Vibrazioni sono coordinati con la Vibrazione globale della mente integrale. AMORE = CONSAPEVOLEZZA CONSAPEVOLEZZA = TOTALITÀ DELLA MENTE MENTE INTEGRATA = COMPLETO AMORE ARTICOLI CORRELATI SULL'AMORE
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