Consapevolizzare i samskara è molto importante, anche perché come particelle minime della mente sono i granelli dei mattoni dell’edificio mente. La loro consapevolizzazione consiste in sostanza: - nell’armonizzazione delle vibrazioni samskariche con la vibrazione dell’Amore
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ARTICOLI
I SAMSKARA
Articolo di Andrea Pangos

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10. LA CONSAPEVOLIZZAZIONE DEI SAMSKARA

Consapevolizzare i samskara è molto importante, anche perché come particelle minime della mente sono i granelli dei mattoni dell’edificio mente. La loro consapevolizzazione consiste in sostanza:

- nell’armonizzazione delle vibrazioni samskariche con quella dell’Amore, e

- nell’eliminazione delle cause effettive dei samskara nocivi, le quali sono sempre nell’ambito della Coscienza.  

Un aspetto particolare della consapevolizzazione dei samskara è quella dei processi della Coscienza relativi a loro. Quando la mente Quieta constata (non sperimenta[17]) qualitativamente l’esistenza di questi processi, essi si riprogrammano e così diminuiscono le cause dei samskara nocivi.  

Alcune menti utilizzano l’espressione eliminare i samskara, che va compresa in senso metaforico. I samskara non possono essere eliminati, ma “solo” trasformati – consapevolizzati, anche perché:

-         nell’ambito della Coscienza le “informazioni”[18] inerenti ai samskara sono indelebili;

-        le vibrazioni – energie dei samskara pienamente consapevolizzate, non sono eliminate, ma armonizzate con la vibrazione dell’Amore e continuano a vibrare come benefiche - sattviche.

La consapevolizzazione dei samskara:

 1) incide positivamente sulla qualità della mente quindi della vita.

2)     aumenta la qualità:

-   del comportamento: diminuiscono le reazioni nocive, i meccanismi comportamentali limitanti, le abitudini negative…;

-         della percezione: la quale diventa più chiara, e diminuisce così la sensazione il soggetto sia separato dall’oggetto - matura cioè la percezione unitaria (integrale);

-         dell’attività emotiva: diminuisce il numero delle emozioni diverse dall’Amare, la loro frequenza, intensità e durata: il “voler male” e  il “voler bene” si trasformano in Amare - matura la capacità di Amare;

-         dell’attività intellettiva: diminuisce il numero di pensieri  e matura quelli funzionali per il Divenire veritiero – matura il pensare consapevole.

-         del rapporto della mente con se stessa, di segmenti della mente con altri suoi segmenti. Così si placano i conflitti interiori ed “esteriori”[19]. Questo avvicina ad Amare il prossimo come se stessi, nel senso che la mente diviene consapevole che ciò che prima le sembrava essere il prossimo è, in effetti, un segmento di lei stessa e questo permette l’emersione dell’Amore

2) diminuisce:

- l’identità immaginata;

- l’identificazione con: il corpo, le emozioni, i pensieri, la consapevolezza (di sé);

- l’attaccamento alle mete, ai desideri, a persone, ad avvenimenti, alla spiritualità, al Maestro o presunto tale…;

- il “vagare della mente”, tra cui il “proiettarsi nel passato e nel futuro”. Questo attenua, fino a farlo scomparire, l’immaginare la tripartizione del tempo in passato – presente – futuro, e rende maggiore la consapevolezza riguardo all’attimo presente;

- la gravità degli ostacoli per il Divenire veritiero;

- l’abbagliarsi della mente;

- l’attaccamento al passato sotto forma di ricordi, nostalgia, recriminazioni…;

- l’attaccamento al futuro sotto forma di aspettative, desideri non sufficientemente consapevolizzati, paure riguardo al futuro...;

3) Inoltre:

- quieta la mente,

- trasforma l’inconscio in conscio;

- matura la capacità della mente di testimoniare,

- aumenta la consapevolezza riguardo all’esistenza della Coscienza e alla Sussistenza della Reale Identità, e quindi il Discernimento dell’Eterno dal temporale (dell’Infinito dal finito, dell’Esistenza Assoluta da quella individuale);

- …

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[17] La mente non può sperimentare la Coscienza.

[18] In forma di processi della Coscienza.

[19] Si tratta di conflitti di segmenti della mente, con quelli che solitamente sono percepiti e definiti come elementi del cosiddetto mondo esteriore, mentre sono sempre aspetti della stessa mente.

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