e  l’ “entrare nel sogno della sofferenza”, è un ottimo modo della mente per abortire la pienezza della vita e schiacciare se stessa e altre menti nell’inferno della sofferenza.
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ARTICOLI
GLI INDICATORI DEL DIVENIRE VERITIERO
Articolo di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

1. INDICATORI DEL DIVENIRE VERITIERO

L’indicatore fondamentale della qualità del Divenire è rappresentato da periodi sempre più ampi e frequenti di Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Gli altri rivelatori possono essere suddivisi in quattro categorie interdipendenti, in relativi:

-          direttamente alla vita quotidiana,

-          allo stato mentale,

-          a constatazioni qualitative derivanti da esperienze dirette, e

-          a scintille o periodi di  stati “particolari[1]”.

Si tratta in tutti i casi di stati mentali, ogni esperienza è della mente.

1.1. INDICATORI RELATIVI ALLA QUOTIDIANITÀ[2]

Con il Divenire veritiero:

-         diminuiscono la sofferenza, lo stress, i dispiaceri, le aspettative, gli attaccamenti;

-         la mente si preoccupa di meno dei problemi e si occupa meglio della loro risoluzione;

-         diminuisce il superfluo (emozioni superflue, pensieri superflui, azioni superflue…);

-         la mente esprime maggiormente le proprie capacità positive;

-         in genere, migliora lo stato di salute[3];

-         la quotidianità si ottimizza in funzione del Divenire veritiero;

-         aumenta la qualità del tempo libero;

-         migliorano i rapporti della mente con se stessa e con altre menti;

-         si riduce la rigidità fisica, emotiva e intellettiva;

-         la mente discerne sempre maggiormente le esigenze effettive dai “desideri artificiali”;

-         si risolvono questioni che ostacolano la maturazione della consapevolezza;

-         aumentano i periodi di tranquillità;

-         migliora la qualità della vita emotiva[4] e sessuale[5];

-   la mente è meno oberata dal passato e riduce il suo “proiettarsi nel futuro”, perché è sempre più consapevole dell’attimo presente;

-         diminuisce la concettualizzazione della vita e aumenta la sperimentazione  consapevole della stessa;

-         aumenta l’accettazione consapevolizzata di sé, di altri e di ciò che accade;

-         l’esprimersi della mente è sempre più libero da meccanismi comportamentali limitanti;

-         la mente esprime maggiormente ciò che veramente pensa e meno ciò che le altre menti vorrebbero sentirsi dire;

-         diminuiscono le maschere della personalità;

-         aumenta la capacità della mente di aiutare altre menti, anche con consigli qualitativi che emergono da una maggior tranquillità e da una prospettiva più ampia di quella comune, condizionata fortemente dall’attaccamento al corpo fisico, alle emozioni, ai pensieri, ai vari aspetti della vita e alla vita di per sé;   

-         aumentano i periodi di esistenza illuminante;

-         aumenta la qualità del sonno[6];

-   ...

1.2. INDICATORI “DIRETTAMENTE RELATIVI ALLA MENTE”

-         aumentano i periodi di quiete che è sempre più profonda e meno turbabile;

-         aumenta la qualità delle emozioni: diminuisce il numero, la forza e la durata emozioni nocive (si riduce l’ “onanismo emotivo”) e aumentano quelle benefiche; 

-         il “voler bene” si trasforma in Amare: diminuisce la varietà di emozioni sino a ridursi praticamente a un’unica Emozione – all’Amore;

-         aumenta la qualità dei pensieri: diminuiscono il numero, la varietà e la forza dei pensieri nocivi e la durata di stati intellettivi pesanti (si riduce l’ “onanismo intellettivo”), e aumentano i pensieri sulla Ricerca della Reale Identità per infine sparire anch’essi;

-         i pensieri si avvicinano a essere Amore perché le loro vibrazioni sono sempre più armonizzate con quella dell’Amore e scaturiscono da emozioni sempre più vicine all’Amore;

-         i segmenti di mente consapevolizzati predominano sempre più su quelli non sufficientemente consapevoli;

-         la mente è sempre meno vagante;

-         aumenta la capacità della mente di Divenire in modo veritiero e quindi di: scorgere gli abbagli, disingannarsi, aprirsi alla Grazia, abbandonarsi alla Reale Identità…;

-         diminuisce l’attaccamento al corpo fisico, alle emozioni, ai pensieri, alla vita, ai rapporti, alla spiritualità, al Divenire, al maestro spirituale…; 

-         diminuiscono i conflitti “esteriori” e interiori[7];

-         si indebolisce il critico interiore;

-         l’identità immaginata (falso individuo) si trasforma beneficamente sino a scomparire assieme alle cosiddette subpersonalità;

-         aumentano la qualità dell’esercizio meditativo e la capacità della mente di essere meditazione massima;

-         diminuisce il numero di domande non essenziali e aumenta la capacità della mente di rispondersi a quesiti essenziali;

-         aumenta la capacità di testimoniare qualitativamente;

-         la mente è sempre più volta verso l’Origine;

-         diminuiscono le frustrazioni, i complessi, l’inconfessato, l’inconfessabile, i sensi di colpa e altri stati psichici nocivi…;

-         …

1.2.1. CONSAPEVOLIZZAZIONE E SOFFERENZA

Consapevolizzandosi, la mente si quieta e aumentano i periodi in cui e in pace con se stessa e altre menti, ma può anche accadere che aumentino temporaneamente: i conflitti interiori ed “esteriori” le emozioni nocive, i pensieri superflui e può sembrare che la situazione stia peggiorando… Sono sintomi positivi del Divenire veritiero, una specie di crisi da consapevolizzazione che può essere spiacevole, ma è sicuramente benefica per la maturazione della consapevolezza, la salute e la vita in generale. Tra l’altro, si tratta prevalentemente di stati pesanti che erano repressi e di cui la mente inizia a rendersi conto più profondamente. Per favorire il Divenire veritiero è importante che la mente cerchi di testimoniarli senza identificazione, non si attacchi a loro (si tratta di segmenti della mente che si attaccano ad altri suoi segmenti) e che non li utilizzi come indicatori della propria “particolarità spirituale” e come strumento per attirare l’attenzione (sono già mesi che “mi fa male” il quarto chakra; quanta sofferenza sto buttando fuori, da mesi oramai). L’identificazione con la sofferenza[8] (processi della mente che si identificano con altri processi della stessa) e  l’ “entrare nel sogno della sofferenza”, è un ottimo modo della mente per abortire la pienezza della vita e schiacciare se stessa e altre menti nell’inferno della sofferenza.

Soffrire non è inutile, è nocivo.

La sofferenza uccide le beltà della vita. 

Soffrendo rovini la tua e altrui vita.

Soffrire ostacola il Divenire – individuale e collettivo.

Destati dalla sofferenza, mente – Svegliati all’Amore.

 

Per Divenire veramente è necessario che la mente: consapevolizzi anche i propri punti più dolenti,  affronti ciò di cui ha paura e non fugga da ciò (si tratta di segmenti della mente che “affrontano” o “fuggono” da altri segmenti della stessa), consapevolizzi le emozioni represse, esprima in modo consapevolizzante il non detto invece di zittirsi, si accetti e accetti altre menti in modo consapevolizzante, si apra ai miglioramenti, guardi e veda invece di annebbiarsi la percezione, affronti l’ignoto con coraggio e risoluzione, migliori l’approccio alle circostanze…

Da questa prospettiva ci sono due tipi di sofferenza:

-         la sofferenza che è il risultato del Divenire ingannevole, è quella che produce ulteriore afflizione e potenzia i meccanismi comportamentali, emotivi e concettuali inerenti alla sofferenza ed è una disfunzione che stimola l’aggravarsi dello stato mentale. Questo tipo di sofferenza può essere definito come infernale o della mente infernale (poco consapevole);

-         la sofferenza che è una conseguenza del Divenire veritiero, è quella che è un effetto collaterale della consapevolizzazione. È in funzione del Divenire veritiero e quindi è benefica, a patto che la mente non tenda a identificarsi con essa (segmenti di mente che tendono a identificarsi con altri segmenti della stessa) e produca così sofferenza non illuminante. Questo tipo di sofferenza può essere denominato come purgatoriale o della mente purgatoriale, della mente che si sta maturando la consapevolezza per divenire mente Paradisiaca (Pace, Amore e Discernimento).

La sofferenza – serve?

Certo che serve.

La sofferenza serve veramente?

Veramente, tutto serve a qualcosa.

E allora, a che cosa serve la sofferenza?

A: star male – A: farsi del male – A: fare del male.

Allora perché soffrire?!

Già – perché soffrire?!

Consapevolizzandosi, la mente può anche soffrire, ma la sofferenza non deve essere lo stato mentale predominante nel lungo periodo. Quando l’afflizione porta a ulteriore pena e non al trascendimento della stessa, la mente non sta sicuramente progredendo nel Divenire veritiero. Alcune menti credono addirittura che per Divenire veramente devono soffrire, che la sofferenza fa maturare e che sia uno stato naturale. Invece, la sofferenza non conseguente alla consapevolizzazione fa ammalare, ostacola il Divenire veritiero e rovina la vita. La sofferenza può essere benefica soltanto quando è una conseguenza della consapevolizzazione e lo è nella misura in cui avvicina al BenEssere dell’Alternanza.

         La sofferenza esclude l’Amore e invalida la vita. Per poter veramente aiutare la prossima sua e Amarla come se stessa[9] è indispensabile che la mente si liberi dal giogo della sofferenza.

Molti (molte menti) hanno paura di finire all’inferno e non si rendono conto di essere già all’inferno, di essere l’inferno di per sé, per sé e per altre menti. Il falso io (identità immaginata) è già nell’inferno della mente poco consapevole. Inferno che concorre a creare e di cui è un elemento e un prodotto. “Per fortuna”, indipendentemente dalla qualità della mente, la Reale Identità non soffre mai perché Sussiste “oltre” benessere e sofferenza.

Ora - Qua.

Dii  Basta! alla sofferenza.

Ora - Qua.

Dii Sì!  alla Felicità.

Ora - Qua.

Abbandona la sofferenza.

Ora - Qua.

Abbandonati alla Beatitudine.

Ora - Qua.

1.3. INDICATORI RELATIVI A CONSTATAZIONI ILLUMINANTI CHE DERIVANO DA ESPERIENZE DIRETTE

Divenendo qualitativamente la mente consapevolizza che:

-          è irReale;

-          è una manifestazione della Coscienza;

-          l’Amore è l’emozione primaria e Naturale;

-          la Pace, l’Amore e la Conoscenza sono qualità Naturali della percezione di sé;

-          la memoria va utilizzata come strumento liberatorio dall’attaccamento al passato e al futuro, altrimenti è una cattiva governante che impedisce la piena consapevolezza dell’attimo presente;

-          la conoscenza inizia con il pensiero primario io esisto, relativo al sapere della mente di esistere, senza il quale non ci possono essere altre conoscenze;

-          il sapere più qualitativo emerge spontaneamente quando la mente permane sul “confine” tra la conoscenza di esistere e la sua assenza, anche perché tale sapere è integralmente fondato sull’Amore,

-          la Reale Identità Sussiste “di là” della percezione (conoscenza) di esistere ed è indipendente dalla sua presenza o assenza;

-          l’attimo in cui inizia e scompare la sua percezione di esistere è il “confine” primo e ultimo di cui la mente può fare esperienza,

- gli organi di senso permettono la percezione sensoriale, ma sono anche aspetti della stessa: si tratta della percezione che percepisce e utilizza sé come organo di senso;

- l’organo di senso primario è il senso (sensazione, percezione) di esistere della mente, senza il quale non è possibile alcuna altra percezione;

-          le emozioni sono un modo in cui la percezione sperimenta un modo di reagire a se stessa,

-          i pensieri sono il modo in cui la percezione sperimenta il proprio interpretare concettualmente se stessa; 

-          il soggetto e l’oggetto percepiti non sono divisi, come può sembrare alla mente non abbastanza consapevole, ma sono suoi segmenti inscindibili tra loro;

-          l’assenza di sforzo emotivo e intellettivo è lo stato Naturale, mentre lo sforzo è sostanzialmente una conseguenza dell’esistenza dell’agente immaginario (identità immaginata);

- in sostanza ogni emozione diversa dall’Amore è superflua;

- in ultima analisi, ogni pensiero è  superfluo: il BenEssere dell’Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione non necessità di pensieri.

-          niente e nessuno è mai diviso da Dio (Reale Identità);

-          il miglior investimento è nel Divenire veritiero;

-          l’universo percepito:

o        non è esteriore, ma avviene nella mente ed è inscindibile da lei;

o        è un modo della mente di sperimentarsi;

o        è sostanzialmente un insieme di immagini, suoni, odori, sensazioni, fenomeni, forze… che si formano in lei (mente);

o        è sempre un universo individuale, ogni mente ha il proprio universo;

o        è inscindibile da chi lo percepisce e dal principio io sono o io esisto;  

o        il qua, il là, l’ovunque e il sempre, sono aspetti della mente;

o        la Reale Identità Sussiste Una, la Coscienza è una mentre gli universi sono tanti quanti, nel senso che il "seme" dell'universo è uno (si tratta di processi della Coscienza relativi a ciò che nella mente si manifesta come universo), ma ogni mente costituisce e percepisce il proprio universo in se stessa;

- il tempo e lo spazio sono inscindibili da lei e pertanto sono sostanzialmente individuali e non collettivi. Ogni mente è anche una dimensione temporale - spaziale a sé;

- il corpo fisico è un aspetto della mente che a sua volta è inscindibile dallo stesso;

- ogni atto d’Amore è una rappresentazione della mente di sé;

- ogni percezione è mente che percepisce se stessa;

- il Maestro (Reale) è Uno – la Reale Identità, mentre i maestri percepiti sono illusorie apparizioni nella mente che li percepisce, suoi segmenti;

- la percezione del tempo come gravato di passato e futuro è causata primariamente dal basso grado di consapevolezza, a causa del quale la mente sperimenta il presente come se fosse tripartito in passato, presente e futuro;  

la Coscienza è atemporale e aspaziale e si manifesta anche attraverso il tempo e lo spazio che sono aspetti della consapevolezza (mente);

- il potenziale dell’Illuminazione è sempre presente, ma non emerge perché manca la compiuta consapevolezza dell’attimo presente,

- per Divenire in modo veritiero la mente deve decontaminarsi dall’identità immaginata e non soltanto farle assumere sembianze spirituali (ego spirituale);

- ogni conoscenza mentale è ignoranza. La vera Conoscenza (Conoscenza Originale) è oltre la mente;

- la qualità dei perché è determinata sostanzialmente da quanto stimolano a  trascendere ogni perché;

- Il Bene non è il bene di qualcuno, ma di tutti. Nel Bene scompare la molteplicità;

la Coscienza è una, è irReale ed è l’aspetto primario dell’esprimersi della Reale Identità;

- soltanto l’identità individuale (mente) nasce e muore, mentre Quella Reale Sussiste eterna, non nata;

- la maturazione spirituale implica il trascendimento dei concetti (spirituali);

- la Manifestazione è irReale;

- la Reale Identità Sussiste come Unica Realtà.

1.4. INDICATORI RELATIVI A  STATI  “PARTICOLARI”

Divenendo in modo veritiero la mente sperimenta sempre più frequentemente e a lungo stati “particolari”, che talvolta sono scambiati per la cosiddetta illuminazione. L’aumento della loro frequenza, durata e qualità sono indicatori molto importanti della qualità del Divenire.

Tra questi stati ci sono:

         1) scintille o periodi di sensazione di essere uno con l’universo, che possono essere  espressi con il concetto Sono uno con l’universo e denotano che la mente immagina la dualità  io – universo e il più delle volte anche la realtà del cosmo;

         2) scintille o periodi di sentirsi uno con Dio ovvero con Ciò che la mente definisce Dio. Questo può essere espresso con il concetto: Sono uno con Dio e indica che la mente immagina ancora la dualità Io - Dio. Questa esperienza può essere simile a quella del primo punto, ma è più ampia, anche perché è caratterizzata dalla constatazione Sono uno con Dio invece che da Sono uno con l’universo. Questa esperienza non sottintende il Discernimento del Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione).

3) scintille o periodi di Consapevolezza integrale, che è caratterizzata:

-  dalla Pace della pura percezione di esistere,

- dall’Amore,

         -  dalla pura Conoscenza di essere, esente da pensieri. Durante questo stato ci possono essere pensieri, ma non turbano la Pace della mente che può testimoniare senza identificazione, la loro costituzione, durata e scomparsa, ed essere consapevole degli intervalli tra loro,

         - dall’assenza di identità immaginata

         - dalla percezione unitaria, vale a dire dalla sperimentazione che il soggetto e l’oggetto non sono divisi, ma sono aspetti indivisibili della stessa mente,

         - dal Discernimento del vero (Unità) dal falso (molteplicità e separazione) e del Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione).

Le prime scintille di Consapevolezza integrale sono molto importanti anche perché:

- la mente conosce per la prima volta pienamente il  Maestro “Interiore” manifesto, che è lo stato di Pace, Amore e Conoscenza;

- la Consapevolezza integrale diventa uno stato di riferimento a cui la mente può fare riferimento nella continuazione del processo di consapevolizzazione.

5) scintille o periodi di Estinzione che subentrano alla Consapevolezza integrale, la trascendono. Durante l’Estinzione permangono solamente le funzioni vitali e la mente non ha alcuna capacità di percepire, e quindi non ha la possibilità di constatare questo stato, ma può farlo quando è ritornata la consapevolezza. Allora può constatare che durante l’Estinzione lei non c’era quasi, ma c’era qualcosa che lei non può né sperimentare né comprendere e che Quello è la Realtà, la Reale Identità. La mente in Pace e profondamente trasformata è la prova più tangibile che c’è stata l’Estinzione. Le prime scintille di Estinzione sono molto importanti, anche perché permettono alla mente (tornata la consapevolezza) di conoscere il Maestro Reale (Immanifesto): la Reale Identità.

6) periodi o scintille di Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione, che è il Naturale funzionamento dell’ambito Reale Identità – identità individuale (mente).



[1] Particolari rispetto a quelli conosciuti dalla mente mediamente consapevole.

[2] La quotidianità appare nella mente ed è uno stato mentale.

[3] In alcuni casi, a causa della consapevolizzazione può accadere che “emergano temporaneamente malattie non curate come dovuto”, il che può essere considerato come “purificazione o consapevolizzazione del corpo fisco”, e concorre comunque al miglioramento dello stato di salute fisica. 

[4] Soprattutto nel senso che la qualità delle emozioni è sempre meno condizionata nocivamente dalle circostanze e da ciò che accade nei rapporti.

[5] Anche nel caso che la mente abbia scelto di astenersi dall’attività sessuale, la qualità della vita sessuale migliora nel senso che i desideri sessuali sono sempre più consapevolizzati e meno turbanti.

[6] Anche nel senso che il sonno diventa sempre più uno strumento consapevolizzante.

[7] “Esteriori” è virgolettato perché ogni conflitto è interiore perché appare nella mente.

[8] La sofferenza non è intesa come dolore, il quale è relativo primariamente al corpo fisico, mentre la sofferenza è relativa primariamente alle emozioni nocive e ai pensieri nocivi.

[9] L’Amare il prossimo come se stessi emerge con il dissolversi dell’identità immaginata e quindi della sofferenza; si tratta della mente che sempre più libera dall’immaginaria suddivisione in io - non io, si avvicina all’Amare tutta se stessa con tutta se stessa.

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