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L'Etica dell'Amore
Chi conosce Dio lo "vede" in tutti e Ama tutto |
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L'essenza della ricerca spirituale
L’intero mondo appare nell’individuo, più lui è spirituale e più il suo mondo vibra di Pace |
Chi non è Desto, dorme. |
Vedere il mondo nella Luce dell’Amore è Naturale, l’Amore è la Sostanza dell’universo.
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Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità 1. INDICATORI DEL DIVENIRE VERITIERO
L’indicatore fondamentale della qualità del Divenire è rappresentato da periodi sempre più ampi e frequenti di Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Gli altri rivelatori possono essere suddivisi in quattro categorie interdipendenti, in relativi: - direttamente alla vita quotidiana, - allo stato mentale, - a constatazioni qualitative derivanti da esperienze dirette, e - a scintille o periodi di stati “particolari[1]”. Si tratta in tutti i casi di stati mentali, ogni esperienza è della mente.
1.1. INDICATORI RELATIVI ALLA QUOTIDIANITÀ[2] Con il Divenire veritiero: - diminuiscono la sofferenza, lo stress, i dispiaceri, le aspettative, gli attaccamenti; - la mente si preoccupa di meno dei problemi e si occupa meglio della loro risoluzione; - diminuisce il superfluo (emozioni superflue, pensieri superflui, azioni superflue…); - la mente esprime maggiormente le proprie capacità positive; - in genere, migliora lo stato di salute[3]; - la quotidianità si ottimizza in funzione del Divenire veritiero; - aumenta la qualità del tempo libero; - migliorano i rapporti della mente con se stessa e con altre menti; - si riduce la rigidità fisica, emotiva e intellettiva; - la mente discerne sempre maggiormente le esigenze effettive dai “desideri artificiali”; - si risolvono questioni che ostacolano la maturazione della consapevolezza; - aumentano i periodi di tranquillità; - migliora la qualità della vita emotiva[4] e sessuale[5]; - la mente è meno oberata dal passato e riduce il suo “proiettarsi nel futuro”, perché è sempre più consapevole dell’attimo presente; - diminuisce la concettualizzazione della vita e aumenta la sperimentazione consapevole della stessa; - aumenta l’accettazione consapevolizzata di sé, di altri e di ciò che accade; - l’esprimersi della mente è sempre più libero da meccanismi comportamentali limitanti; - la mente esprime maggiormente ciò che veramente pensa e meno ciò che le altre menti vorrebbero sentirsi dire; - diminuiscono le maschere della personalità; - aumenta la capacità della mente di aiutare altre menti, anche con consigli qualitativi che emergono da una maggior tranquillità e da una prospettiva più ampia di quella comune, condizionata fortemente dall’attaccamento al corpo fisico, alle emozioni, ai pensieri, ai vari aspetti della vita e alla vita di per sé; - aumentano i periodi di esistenza illuminante; - aumenta la qualità del sonno[6]; - ... 1.2. INDICATORI “DIRETTAMENTE RELATIVI ALLA MENTE”
- aumentano i periodi di quiete che è sempre più profonda e meno turbabile; - aumenta la qualità delle emozioni: diminuisce il numero, la forza e la durata emozioni nocive (si riduce l’ “onanismo emotivo”) e aumentano quelle benefiche; - il “voler bene” si trasforma in Amare: diminuisce la varietà di emozioni sino a ridursi praticamente a un’unica Emozione – all’Amore; - aumenta la qualità dei pensieri: diminuiscono il numero, la varietà e la forza dei pensieri nocivi e la durata di stati intellettivi pesanti (si riduce l’ “onanismo intellettivo”), e aumentano i pensieri sulla Ricerca della Reale Identità per infine sparire anch’essi; - i pensieri si avvicinano a essere Amore perché le loro vibrazioni sono sempre più armonizzate con quella dell’Amore e scaturiscono da emozioni sempre più vicine all’Amore; - i segmenti di mente consapevolizzati predominano sempre più su quelli non sufficientemente consapevoli; - la mente è sempre meno vagante; - aumenta la capacità della mente di Divenire in modo veritiero e quindi di: scorgere gli abbagli, disingannarsi, aprirsi alla Grazia, abbandonarsi alla Reale Identità…; - diminuisce l’attaccamento al corpo fisico, alle emozioni, ai pensieri, alla vita, ai rapporti, alla spiritualità, al Divenire, al maestro spirituale…; - diminuiscono i conflitti “esteriori” e interiori[7]; - si indebolisce il critico interiore; - l’identità immaginata (falso individuo) si trasforma beneficamente sino a scomparire assieme alle cosiddette subpersonalità; - aumentano la qualità dell’esercizio meditativo e la capacità della mente di essere meditazione massima; - diminuisce il numero di domande non essenziali e aumenta la capacità della mente di rispondersi a quesiti essenziali; - aumenta la capacità di testimoniare qualitativamente; - la mente è sempre più volta verso l’Origine; - diminuiscono le frustrazioni, i complessi, l’inconfessato, l’inconfessabile, i sensi di colpa e altri stati psichici nocivi…; - … 1.2.1. CONSAPEVOLIZZAZIONE E SOFFERENZA
Consapevolizzandosi, la mente si quieta e aumentano i periodi in cui e in pace con se stessa e altre menti, ma può anche accadere che aumentino temporaneamente: i conflitti interiori ed “esteriori” le emozioni nocive, i pensieri superflui e può sembrare che la situazione stia peggiorando… Sono sintomi positivi del Divenire veritiero, una specie di crisi da consapevolizzazione che può essere spiacevole, ma è sicuramente benefica per la maturazione della consapevolezza, la salute e la vita in generale. Tra l’altro, si tratta prevalentemente di stati pesanti che erano repressi e di cui la mente inizia a rendersi conto più profondamente. Per favorire il Divenire veritiero è importante che la mente cerchi di testimoniarli senza identificazione, non si attacchi a loro (si tratta di segmenti della mente che si attaccano ad altri suoi segmenti) e che non li utilizzi come indicatori della propria “particolarità spirituale” e come strumento per attirare l’attenzione (sono già mesi che “mi fa male” il quarto chakra; quanta sofferenza sto buttando fuori, da mesi oramai). L’identificazione con la sofferenza[8] (processi della mente che si identificano con altri processi della stessa) e l’ “entrare nel sogno della sofferenza”, è un ottimo modo della mente per abortire la pienezza della vita e schiacciare se stessa e altre menti nell’inferno della sofferenza.
Soffrire non è inutile, è nocivo. La sofferenza uccide le beltà della vita. Soffrendo rovini la tua e altrui vita. Soffrire ostacola il Divenire – individuale e collettivo. Destati dalla sofferenza, mente – Svegliati all’Amore.
Per Divenire veramente è necessario che la mente: consapevolizzi anche i propri punti più dolenti, affronti ciò di cui ha paura e non fugga da ciò (si tratta di segmenti della mente che “affrontano” o “fuggono” da altri segmenti della stessa), consapevolizzi le emozioni represse, esprima in modo consapevolizzante il non detto invece di zittirsi, si accetti e accetti altre menti in modo consapevolizzante, si apra ai miglioramenti, guardi e veda invece di annebbiarsi la percezione, affronti l’ignoto con coraggio e risoluzione, migliori l’approccio alle circostanze… Da questa prospettiva ci sono due tipi di sofferenza: - la sofferenza che è il risultato del Divenire ingannevole, è quella che produce ulteriore afflizione e potenzia i meccanismi comportamentali, emotivi e concettuali inerenti alla sofferenza ed è una disfunzione che stimola l’aggravarsi dello stato mentale. Questo tipo di sofferenza può essere definito come infernale o della mente infernale (poco consapevole); - la sofferenza che è una conseguenza del Divenire veritiero, è quella che è un effetto collaterale della consapevolizzazione. È in funzione del Divenire veritiero e quindi è benefica, a patto che la mente non tenda a identificarsi con essa (segmenti di mente che tendono a identificarsi con altri segmenti della stessa) e produca così sofferenza non illuminante. Questo tipo di sofferenza può essere denominato come purgatoriale o della mente purgatoriale, della mente che si sta maturando la consapevolezza per divenire mente Paradisiaca (Pace, Amore e Discernimento). La sofferenza – serve? Certo che serve. La sofferenza serve veramente? Veramente, tutto serve a qualcosa. E allora, a che cosa serve la sofferenza? A: star male – A: farsi del male – A: fare del male. Allora perché soffrire?! Già – perché soffrire?! Consapevolizzandosi, la mente può anche soffrire, ma la sofferenza non deve essere lo stato mentale predominante nel lungo periodo. Quando l’afflizione porta a ulteriore pena e non al trascendimento della stessa, la mente non sta sicuramente progredendo nel Divenire veritiero. Alcune menti credono addirittura che per Divenire veramente devono soffrire, che la sofferenza fa maturare e che sia uno stato naturale. Invece, la sofferenza non conseguente alla consapevolizzazione fa ammalare, ostacola il Divenire veritiero e rovina la vita. La sofferenza può essere benefica soltanto quando è una conseguenza della consapevolizzazione e lo è nella misura in cui avvicina al BenEssere dell’Alternanza. La sofferenza esclude l’Amore e invalida la vita. Per poter veramente aiutare la prossima sua e Amarla come se stessa[9] è indispensabile che la mente si liberi dal giogo della sofferenza. Molti (molte menti) hanno paura di finire all’inferno e non si rendono conto di essere già all’inferno, di essere l’inferno di per sé, per sé e per altre menti. Il falso io (identità immaginata) è già nell’inferno della mente poco consapevole. Inferno che concorre a creare e di cui è un elemento e un prodotto. “Per fortuna”, indipendentemente dalla qualità della mente,
Ora - Qua. Dii Basta! alla sofferenza. Ora - Qua. Dii Sì! alla Felicità. Ora - Qua. Abbandona la sofferenza. Ora - Qua. Abbandonati alla Beatitudine. Ora - Qua.
1.3. INDICATORI RELATIVI A CONSTATAZIONI ILLUMINANTI CHE DERIVANO DA ESPERIENZE DIRETTE Divenendo qualitativamente la mente consapevolizza che: - è irReale; - è una manifestazione della Coscienza; - l’Amore è l’emozione primaria e Naturale; - - la memoria va utilizzata come strumento liberatorio dall’attaccamento al passato e al futuro, altrimenti è una cattiva governante che impedisce la piena consapevolezza dell’attimo presente; - la conoscenza inizia con il pensiero primario io esisto, relativo al sapere della mente di esistere, senza il quale non ci possono essere altre conoscenze; - il sapere più qualitativo emerge spontaneamente quando la mente permane sul “confine” tra la conoscenza di esistere e la sua assenza, anche perché tale sapere è integralmente fondato sull’Amore, - la Reale Identità Sussiste “di là” della percezione (conoscenza) di esistere ed è indipendente dalla sua presenza o assenza; - l’attimo in cui inizia e scompare la sua percezione di esistere è il “confine” primo e ultimo di cui la mente può fare esperienza, - gli organi di senso permettono la percezione sensoriale, ma sono anche aspetti della stessa: si tratta della percezione che percepisce e utilizza sé come organo di senso; - l’organo di senso primario è il senso (sensazione, percezione) di esistere della mente, senza il quale non è possibile alcuna altra percezione; - le emozioni sono un modo in cui la percezione sperimenta un modo di reagire a se stessa, - i pensieri sono il modo in cui la percezione sperimenta il proprio interpretare concettualmente se stessa; - il soggetto e l’oggetto percepiti non sono divisi, come può sembrare alla mente non abbastanza consapevole, ma sono suoi segmenti inscindibili tra loro; - l’assenza di sforzo emotivo e intellettivo è lo stato Naturale, mentre lo sforzo è sostanzialmente una conseguenza dell’esistenza dell’agente immaginario (identità immaginata); - in sostanza ogni emozione diversa dall’Amore è superflua; - in ultima analisi, ogni pensiero è superfluo: il BenEssere dell’Alternanza tra - niente e nessuno è mai diviso da Dio (Reale Identità); - il miglior investimento è nel Divenire veritiero; - l’universo percepito: o non è esteriore, ma avviene nella mente ed è inscindibile da lei; o è un modo della mente di sperimentarsi; o è sostanzialmente un insieme di immagini, suoni, odori, sensazioni, fenomeni, forze… che si formano in lei (mente); o è sempre un universo individuale, ogni mente ha il proprio universo; o è inscindibile da chi lo percepisce e dal principio io sono o io esisto; o il qua, il là, l’ovunque e il sempre, sono aspetti della mente; o - il tempo e lo spazio sono inscindibili da lei e pertanto sono sostanzialmente individuali e non collettivi. Ogni mente è anche una dimensione temporale - spaziale a sé; - il corpo fisico è un aspetto della mente che a sua volta è inscindibile dallo stesso; - ogni atto d’Amore è una rappresentazione della mente di sé; - ogni percezione è mente che percepisce se stessa; - il Maestro (Reale) è Uno – - la percezione del tempo come gravato di passato e futuro è causata primariamente dal basso grado di consapevolezza, a causa del quale la mente sperimenta il presente come se fosse tripartito in passato, presente e futuro; - - il potenziale dell’Illuminazione è sempre presente, ma non emerge perché manca la compiuta consapevolezza dell’attimo presente, - per Divenire in modo veritiero la mente deve decontaminarsi dall’identità immaginata e non soltanto farle assumere sembianze spirituali (ego spirituale); - ogni conoscenza mentale è ignoranza. La vera Conoscenza (Conoscenza Originale) è oltre la mente; - la qualità dei perché è determinata sostanzialmente da quanto stimolano a trascendere ogni perché; - Il Bene non è il bene di qualcuno, ma di tutti. Nel Bene scompare la molteplicità; - - soltanto l’identità individuale (mente) nasce e muore, mentre Quella Reale Sussiste eterna, non nata; - la maturazione spirituale implica il trascendimento dei concetti (spirituali); - la Manifestazione è irReale; - 1.4. INDICATORI RELATIVI A STATI “PARTICOLARI” Divenendo in modo veritiero la mente sperimenta sempre più frequentemente e a lungo stati “particolari”, che talvolta sono scambiati per la cosiddetta illuminazione. L’aumento della loro frequenza, durata e qualità sono indicatori molto importanti della qualità del Divenire. Tra questi stati ci sono: 1) scintille o periodi di sensazione di essere uno con l’universo, che possono essere espressi con il concetto Sono uno con l’universo e denotano che la mente immagina la dualità io – universo e il più delle volte anche la realtà del cosmo; 2) scintille o periodi di sentirsi uno con Dio ovvero con Ciò che la mente definisce Dio. Questo può essere espresso con il concetto: Sono uno con Dio e indica che la mente immagina ancora la dualità Io - Dio. Questa esperienza può essere simile a quella del primo punto, ma è più ampia, anche perché è caratterizzata dalla constatazione Sono uno con Dio invece che da Sono uno con l’universo. Questa esperienza non sottintende il Discernimento del Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione). 3) scintille o periodi di Consapevolezza integrale, che è caratterizzata: - dalla Pace della pura percezione di esistere, - dall’Amore, - dalla pura Conoscenza di essere, esente da pensieri. Durante questo stato ci possono essere pensieri, ma non turbano - dall’assenza di identità immaginata - dalla percezione unitaria, vale a dire dalla sperimentazione che il soggetto e l’oggetto non sono divisi, ma sono aspetti indivisibili della stessa mente, - dal Discernimento del vero (Unità) dal falso (molteplicità e separazione) e del Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione). Le prime scintille di Consapevolezza integrale sono molto importanti anche perché: - la mente conosce per la prima volta pienamente il Maestro “Interiore” manifesto, che è lo stato di Pace, Amore e Conoscenza; - 5) scintille o periodi di Estinzione che subentrano alla Consapevolezza integrale, la trascendono. Durante l’Estinzione permangono solamente le funzioni vitali e la mente non ha alcuna capacità di percepire, e quindi non ha la possibilità di constatare questo stato, ma può farlo quando è ritornata la consapevolezza. Allora può constatare che durante l’Estinzione lei non c’era quasi, ma c’era qualcosa che lei non può né sperimentare né comprendere e che Quello è 6) periodi o scintille di Alternanza tra [1] Particolari rispetto a quelli conosciuti dalla mente mediamente consapevole. [2] La quotidianità appare nella mente ed è uno stato mentale. [3] In alcuni casi, a causa della consapevolizzazione può accadere che “emergano temporaneamente malattie non curate come dovuto”, il che può essere considerato come “purificazione o consapevolizzazione del corpo fisco”, e concorre comunque al miglioramento dello stato di salute fisica. [4] Soprattutto nel senso che la qualità delle emozioni è sempre meno condizionata nocivamente dalle circostanze e da ciò che accade nei rapporti. [5] Anche nel caso che la mente abbia scelto di astenersi dall’attività sessuale, la qualità della vita sessuale migliora nel senso che i desideri sessuali sono sempre più consapevolizzati e meno turbanti. [6] Anche nel senso che il sonno diventa sempre più uno strumento consapevolizzante. [7] “Esteriori” è virgolettato perché ogni conflitto è interiore perché appare nella mente. [8] La sofferenza non è intesa come dolore, il quale è relativo primariamente al corpo fisico, mentre la sofferenza è relativa primariamente alle emozioni nocive e ai pensieri nocivi. [9] L’Amare il prossimo come se stessi emerge con il dissolversi dell’identità immaginata e quindi della sofferenza; si tratta della mente che sempre più libera dall’immaginaria suddivisione in io - non io, si avvicina all’Amare tutta se stessa con tutta se stessa. |
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