La vita implica il Divenire, essendo essa stessa un suo aspetto ovvero il Divenire stesso. Ciò che cambia è la qualità del Divenire.
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ARTICOLI
IL DIVENIRE
Articolo di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

1. IL DIVENIRE

2. DIVENIRE VERITIERO E DIVENIRE INGANNEVOLE

3. IO SONO - CHI SONO IO? – QUAL È LA REALE IDENTITÀ?

4. LA REALIZZAZIONE DEL DIVENIRE È DEL TUTTO NATURALE

5. IL DIVENIRE È DI LÀ DI OGNI SCOPO

6. IL DIVENIRE DEL TUTTO (NON) È UNO SCOPO

7. DIVENIRE E SALUTE                                                  

8. ESERCIZIO MEDITATIVO PER STIMOLARE IL DIVENIRE VERITIERO

***

1. IL DIVENIRE

Il Divenire:

è l’insieme dei processi dell’individuo dal momento della fecondazione alla morte;

è la mente con il suo tendere ad evolversi o maturare - la totalità dei processi della mente;

- è l’individuazione della Coscienza, oppure, osservando diversamente, della Reale Identità (Dio, Assoluto, Realtà, Sé);

- inizia con il concepimento dell’embrione umano e termina con la morte fisica[1];

può Realizzarsi, ciò avviene quando la mente Diviene del tutto. Il Divenire Realizzato continua in modo “non individuale”, nel senso che non c’è la percezione dell’individualità ovvero di un’entità separata dal resto della Totalità;

- è anche un’espressione dei processi della Coscienza[2], stimolati a loro volta dai processi del Divenire, che osservato da questa prospettiva si svolge nell’ambito Coscienza – mente. La Prima si perpetua anche attraverso i processi della seconda, che a loro volta influiscono sulla Prima, riprogrammandola. In questo senso, il Divenire è un insieme di processi mentali supportati e stimolati dall’incessante esprimersi della Coscienza attraverso gli stessi;

- da un punto di vista più ampio, avviene nell’ambito Divenire – resto della Manifestazione. Ogni Divenire interagisce con altri processi della Manifestazione che è l’eterno Divenire – il Divenire totale;

- origina dalla Reale Identità,  e in questo senso la mente può affermare che è uno strumento per riconoscersi della Stessa. Questo è però soltanto un modo della mente di spiegarsi i processi, anche perché la Reale Identità:

° Sussiste “di là”[3] di ogni conoscenza, che è sempre relativa alla mente, o nel caso della Conoscenza Originale, alla Coscienza. Soltanto la mente può riconoscere la Sussistenza della Reale Identità;

° non ha né la necessità di riconoscersi, né altre esigenze. Ogni bisogno concerne la mente, mentre la Reale Identità Sussiste come Perfezione di per Sé.

La sostanza del Divenire è: Pace (della pura percezione di essere), Amore (di essere e per l’essere) e Conoscenza (di essere esente da pensieri). Durante la Consapevolezza integrale[4] l’intera mente è caratterizzata da questo stato, altrimenti soltanto una sua parte.

Il Divenire della mente che non permane nell’Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione, è caratterizzato da tre stati: dal sonno profondo, dallo stato di sogno e da quello di veglia. Durante il primo, è pressoché inconsapevole di sé e non produce né emozioni, né pensieri né altre forme di percezione sensoriale. Durante lo stato di sogno è più consapevole di sé e produce il mondo “interiore”, in forma di sogni. Durante lo stato veglia è ancora più consapevole di sé e produce sia il mondo interiore che quello “esteriore”. Consapevolizzandosi, il Divenire si avvicina ad essere sempre più caratterizzato dalla Consapevolezza integrale e dall’Estinzione, due stati che trascendono i tre sopraccitati e che caratterizzano pressoché integralmente il Divenire della mente Diventa del tutto.

2. DIVENIRE VERITIERO E DIVENIRE INGANNEVOLE

Sospinta dall’incessante esprimersi della Coscienza e in senso più ampio dal perpetuarsi della Manifestazione, la mente Diviene costantemente. La vita implica il Divenire, essendo essa stessa un suo aspetto ovvero il Divenire stesso. Ciò che cambia è la qualità del Divenire.

Alcune menti stimolano qualitativamente il Divenire pur ignorando quanto scritto finora. Raggiunto un certo grado di maturità si rendono comunque conto dell’importanza di Divenire qualitativamente e che lo stanno facendo.

Altre sanno di questa importanza, desiderano Divenire veramente e  praticano discipline che lo dovrebbero stimolare, ma non riescono in ciò, anche perché:

non sono sufficientemente consacrate alla Ricerca della Reale Identità,

- si avvalgono di insegnamenti, metodi e maestri non abbastanza qualitativi e

- non consapevolizzano nella misura dovuta la quotidianità.

Rare menti stimolano qualitativamente il Divenire e rarissime lo stimolano in modo da  Divenire del tutto.

Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti.  

Mt. 22, 14[5]

La mente può utilizzare il potenziale del Divenire in modo:

- veritiero, quando agisce in modo da Divenire del tutto, maturando la Consapevolezza integrale e la capacità di trascendersi (Estinzione). Il Divenire veritiero è il percorso verso la mente veritiera, illuminata e illuminante.  

- ingannevole, quando opera in modo tale da impedire la maturazione della consapevolezza. Il Divenire ingannevole è il percorso verso una mente sempre più ingannata, ingannante e ottenebrante.

Utilizzandosi in modo idoneo la mente Diviene veramente. Abusando di sé Diviene falsamente.  

Il Divenire veritiero non è del falso individuo (identità immaginata[6]), che è sia frutto che ragione del Divenire ingannevole. Questi va neutralizzato con il Divenire veritiero, che è la maturazione dell’effettivo individuo (mente nel suo complesso) e che porta alla Libertà dall’identità immaginata e all’emersione della Verità che in Realtà Si Sussiste Assoluto (Reale Identità).

Il Divenire veritiero è caratterizzato dal RiconoscerSi. Accrescendo la propria consapevolezza, la mente riconosce la Reale Identità. Il Divenire ingannevole invece, è contraddistinto dal potenziarsi e definirsi dell’identità immaginata.

Il Divenire veritiero è autentico. Quello ingannevole è una falsificazione, e spesso una mistificazione, del Divenire. Nel primo caso, il potenziale del Divenire è utilizzato per la maturazione della mente, mentre nel secondo per la sua evoluzione.

Accrescendo la propria consapevolezza, la mente esprime in modo maggiore la propria autenticità, perdendo l’idea riguardo alla propria particolarità, all’essere speciale. Quella che, invece, non la accresce, per soddisfarsi deve spesso immaginare la propria particolarità basata sul raffronto: sono meglio di altri, sono speciale perché… La mente che Diviene veramente diventa consapevole dell’Unità Onnicomprensiva e ragiona sempre più in termini di eguaglianza e non di comparazione. L’Amore sperimenta solamente Amore e non ha bisogno di accostamenti e particolarità.    

Divenendo in modo qualitativo la mente illumina se stessa e altre menti, mentre Divenendo in modo falso (si) offusca. Aumentare la consapevolezza è il miglior aiuto che può porgersi e porgere, mentre Divenendo in modo ingannevole nuoce.

Divenire veramente è un’esigenza sostanziale della mente, mentre farlo in modo ingannevole è la sua rovina primaria. Maturando la consapevolezza, la mente soddisfa si avvicina alla Naturalezza di essere integralmente Pace, Amore e Conoscenza. Non consapevolizzandosi, invece, reprime questa necessità e questo è anche il perché sostanziale dei problemi del singolo e dell’umanità.

Il Divenire veritiero matura la percezione unitaria, avvicina cioè la mente a percepire che gli oggetti non sono scissi l’uno dall’altro, ma sono aspetti diversi di un unico oggetto (mente), di un’unica “sostanza mentale”. Il Divenire ingannevole potenzia, invece, la percezione frammentata.

Accrescendo la consapevolezza, la mente aumenta la qualità dei processi emotivi, trasforma il “voler bene” in Amare sino a giungere ad un’unica Emozione - all’Amore. La mente che non si consapevolizza, continua invece a frammentare i processi emozionali, formando una moltitudine di emozioni, tra cui spesso predominano quelle profondamente negative (rabbia, ira, gelosia, invidia, angoscia…)[7].

Divenendo veramente, la mente pensa sempre meno e aumenta la qualità del pensare, depenna il sapere superfluo e matura quello sostanziale sino a trascenderlo. Per via del Divenire ingannevole invece, il numero di pensieri è molto (troppo) elevato, i concetti fuorvianti sono sempre più radicati e aumenta la conoscenza superflua.

Il Divenire ingannevole “disgiunge” le emozioni dai pensieri e viceversa, mentre quello veritiero “rifonde” le emozioni con i pensieri, sino a quando sono eguali[8], perché vige l’Amore.

Il Divenire veritiero guarisce la mente, avvicinandola alla salute integrale della mente Sana -  Divenuta del tutto. Quello falso è invece una disfunzione che aggrava sempre più lo stato mentale.

Maturandosi,  la consapevolezza si chiarifica, si avvicina a conoscere l’Uno Totale (Totalità) e fa emergere la Verità riguardo alla Reale Identità (Uno Reale). Non consapevolizzandosi invece, la mente si smarrisce sempre più nei meandri dei propri abbagli, immaginando la molteplicità e celandosi le verità.  

Divenendo veramente, la mente consapevolizza di essere un’illusione. Altrimenti rafforza l’abbaglio di essere reale.  Battersi per dimostrare la propria (presunta) realtà è caratteristico per quella che Diviene in modo ingannevole. Lo sforzo illuminante della mente per scoprire la propria illusorietà, indica invece che tende a consapevolizzarsi.

Il Divenire veritiero è la maturazione spirituale. Accrescendo la consapevolezza, la mente trascorre il percorso spirituale consapevolizzandolo come proprio processo. La mente che, invece, Diviene in modo ingannevole ostacola la propria e altrui maturazione spirituale, anche fantasticando che il percorso spirituale si trova fuori di lei.  

3. IO SONO - CHI SONO IO? – QUAL È LA REALE IDENTITÀ?

Il potenziale del Divenire si manifesta anche come domanda Chi sono (io)?, che è la domanda primaria ed è il riflesso naturale della constatazione primaria[9]: Io sono o Io esisto, che a sua volta scaturisce dalla percezione primaria di esistere della mente.

La ricerca, intenzionale o non intenzionale, conscia o inconscia, della risposta alla domanda Chi sono io? stimola:

- nel caso del Divenire ingannevole: il definirsi, cioè il potenziamento dell’identità immaginata (in Realtà sono il corpo, le emozioni, i pensieri, la consapevolezza…);

- nel caso del Divenire veritiero: il RiconoscerSi, cioè la maturazione della consapevolezza riguardo alla Reale Identità, anche attraverso la consapevolizzazione di ciò che Lei non è  (corpo fisico, emozioni, pensieri, Pace, Amore, Conoscenza, mente, Divenire, Coscienza…). Per riconoscere l’Identità Reale, la mente deve neutralizzare quella immaginata e il suo definirsi. Sino a che permane la falsità; non può emergere la Verità: Sussisto come Assoluto.

La domanda primaria Chi sono io? scaturisce dalla constatazione prima Io sono, ma la risposta riguardo alla Reale Identità - a chi si Sussiste Realmente, non riguarda la percezione di esistere della mente, ma Quello che Sussiste Origine di ogni sensazione. L’io sono o io esisto riguarda la consapevolezza della mente (riguardo alla propria esistenza). La Reale Identità Sussiste “oltre” la mente. L’abbaglio di essere, in Realtà, colui che percepisce di esistere, rappresenta l’identificazione con la consapevolezza ed è la base dell’identificazione con il corpo, le emozioni, i pensieri…

Qual è la Reale Identità?

In Realtà, Sussisto Assoluto.

4. LA REALIZZAZIONE DEL DIVENIRE È DEL TUTTO NATURALE

La Realizzazione del Divenire - la mente Divenuta del tutto, è del tutto Naturale. La mente che Diviene come dovuto non fa qualcosa di eccezionale, ma segue semplicemente il proprio corso naturale che la porta a Divenire del tutto Naturale - Sana. Un fiume che scorre verso valle è un fenomeno naturale. Solo un fiume che si elevasse dal basso verso l’alto sarebbe un fatto innaturale ed eccezionale. La mente che ritiene che stimolare il Divenire autentico sia un’attività eccezionale o particolare, si comporta in modo simile a quella che asserisce che respirare e mangiare siano attività straordinarie. 

Il seme del pero si sviluppa per diventare un pero, il seme del noce si sviluppa per diventare un noce, così anche il seme di Dio si sviluppa per diventare Dio.[10]

Meister Eckhart

La mente Divenuta del tutto ha compiuto sino in fondo il proprio naturale percorso maturativo, ma causa del basso grado di consapevolezza della mente mediamente Divenuta (Divenuta nella media delle menti esistenti), è generalmente vista come qualcosa di eccezionale[11], mentre il basso grado di consapevolezza è considerato invece lo stato naturale. Questo è un po’ come se “tutti” i corpi avessero la febbre alta e se questa fosse considerata un sintomo di salute. Per questo non Divenire Naturali (non Divenire del tutto) è da molte menti reputato naturale, mentre Divenire Naturali (Divenire del tutto) è creduto un qualcosa di non naturale ovvero di sovrannaturale. Di fatto però, la mente mediamente Divenuta è sottosviluppata – ipoDivenuta e “ha un febbrone”.

Un albero senza rami, senza foglie e con il tronco forato da buchi su buchi, sarebbe considerato un albero malato che non è (divenuto) quello che dovrebbe essere (divenuto). Il grado di maturità della mente mediamente Divenuta è paragonabile a quello dell’albero appena descritto. Come potrebbe essere definito un corpo umano senza arti, senza orecchie, senza bocca e col resto del corpo fortemente deturpato?! In rapporto al suo potenziale, l’individuo mediamente Divenuto è messo molto peggio di questa descrizione: ha sviluppato soltanto l’ombelico ed è soltanto l’ombelico. L’individuo che non Diviene qualitativamente esiste talmente sotto il proprio potenziale, che deviato anche dall’ombelichismo globale, reputa naturale avere soltanto l’ombelico ed eccezionale avere il corpo completo e godere di buona salute.

La mente che ritiene eccezionale la mente Naturale, reputa eccezionale la Naturalezza e questo, tra l’altro:

- diminuisce la qualità del suo Divenire;

- può far cadere la mente nella trappola dell’idolatria e del fanatismo;

- crea i presupposti per ulteriori complessi di inferiorità, complessi in generale e frustrazioni;

- forma le condizioni per il fenomeno del transfert, del confondere i ruoli e del percepire il Divenuto del tutto come il padre ideale, l’amante ideale, la madre ideale, la donna ideale, il terapeuta ideale… Così può facilmente accadere che la mente addossi al Divenuto del tutto le responsabilità e le speranze riguardo al proprio Divenire e le colpe del proprio non Divenire qualitativamente. Ritenendolo eccezionale, forma le condizioni per “proiettare” su di lui le proprie aspettative e i propri sogni esigendo spesso, consciamente o inconsciamente, che sia lui a realizzarle. Da qui anche il concetto di Salvatore.

La mente che ritiene eccezionale il Divenire del tutto è molto fuorviante, anche perché può indurre a credere erroneamente che soltanto menti “speciali e predestinate” possano Divenire del tutto.

Accanto alla possibilità di diventare profeta, c’è ne un’altra che promette gioie più sottili e in apparenza più legittime, quella cioè di diventare discepolo di un profeta. Per molta gente questa è una tecnica addirittura ideale. Eccone i vantaggi. L’odium dignitatis, cioè l’impegno sovrumano del profeta, diventa un molto più dolce otium indignitatis; ci si siede, modestamente indegni, ai piedi del Maestro e ci si guarda bene dall’avere pensieri propri. La pigrizia mentale diventa virtù, ci si può riscaldare al sole di un essere almeno semidivino. L’arcaismo e l’infantilismo della fantasia inconscia sono soddisfatti senza che ci si rimetta del proprio, perché ogni obbligo è addossato al Maestro. Grazie alla sua divinizzazione ci s’innalza senza nemmeno accorgersene, e inoltre, senza averla scoperta, si riceve già pronta dalle mani del Maestro la grande verità. Naturalmente i discepoli si stringono sempre insieme, non già per amore, ma nel ben inteso interesse di essere rafforzati senza fatica nel proprio convincimento mediante la produzione di un consenso collettivo [12]

                                                                       Carl Gustav Jung

Riguardo al suddetto è utile che l’individuo sappia:

- che sino a che segue in modo non illuminante (consapevolizzante) un insegnante e un insegnamento spirituale, è un seguace destinato a rimanere tale. Da loro può ricevere aiuto, ma per Divenire in modo veramente qualitativo deve diventare allievo autentico di Se Stesso[13] (Reale Identità);

- che è vero che molte menti Divenute del tutto erano “predestinate” a Realizzarsi, nel senso che avevano un maggiore potenziale e che sottostavano ad influssi più idonei per Divenire del tutto, ma è anche vero che consacrando pienamente le azioni, le emozioni e i pensieri alla Reale Identità, la mente può trascendere ogni destino – tutte le predestinazioni ostacolanti il Divenire del tutto.

5. IL DIVENIRE È DI LÀ DI OGNI SCOPO

Il Divenire trova Origine nella Reale Identità ed è una Sua espressione attraverso la Coscienza. Dato che 1) la Reale Identità Sussiste “di là” della mente e della Coscienza, 2) la Coscienza esiste “di là” della mente e 3) ogni scopo è inscindibile dalla mente e in senso più stretto dall’attività intellettiva:il Divenire scaturisce “di là” di ogni scopo ed esente da ogni obiettivo.

Espresso diversamente: il Divenire avviene sostanzialmente attraverso la mente, che è una manifestazione della Coscienza, la quale a sua volta esiste “di là” dell’attività intellettiva e della mente in generale. Inoltre, sia la mente, sia la Coscienza, originano dalla  Reale Identità che Sussiste “di là” di ogni causa e di ogni scopo/ragione. Il motivo dell’esistenza della mente e del Divenire non è dunque una ragione (intellettuale) e non può essere compresa, perché è “di là” della comprensione - “oltre” ogni ragionamento. Ogni scopo è un concetto, mentre il “primo” Divenire è in essere da prima del primo concetto mai formulato.

6. IL DIVENIRE DEL TUTTO (NON) È UNO SCOPO

La mente Naturale (Sana) è la Naturale realizzazione del Divenire e in questo senso il Divenire del tutto è di là di ogni scopo, ma d’altra parte è anche Lo Scopo:

- in condizioni sufficientemente consapevolizzanti, il Divenire del tutto è di là di ogni scopo, perché è lo spontaneo e Naturale compimento del Divenire, a prescindere da ogni concetto e da ogni scopo;

- in condizioni non abbastanza consapevolizzanti, il Divenire del tutto è uno scopo, dato che per Realizzarsi la mente deve porsi proprio questa meta e dedicarsi qualitativamente al suo raggiungimento. In questo senso: Divenire del tutto è lo Scopo più qualitativo che la mente può prefiggersi ed è la sua unica vera “missione”.

La mente che vuole Divenire del tutto e che è soggetta ad influssi che lo ostacolano, deve prefiggersi lo scopo di Realizzarsi, anche perché dove la “mente guarda” là “la mente porta” (rimanendo comunque sempre nell’ambito di se stessa), ma cercando di non identificarsi né con questo scopo, né con altri. L’identificazione con il Divenire veritiero e con il concetto di Divenire del tutto è uno dei maggiori ostacoli per la maturazione della consapevolezza, anche perché:

- degenera facilmente in attaccamento al Divenire veritiero e al concetto di Divenire del tutto,

- potenzia l’abbaglio di essere colui che Diviene, mentre, in Realtà, Si Sussiste come Origine di ogni Divenire.

7. DIVENIRE E SALUTE                                                  

La mente non abbastanza consapevole stimola la formazione di emozioni e idee nocive, che contribuiscono in modo fondamentale alla manifestazione di malattie. Le effettive predisposizioni alle malattie non si trovano sul piano del corpo fisico e nemmeno sul piano delle vibrazioni - energie, ma nell’ambito della Coscienza; predisposizioni che diventano cause di malattie quando sopravviene la patologia.

Il Divenire veritiero diminuisce le possibilità, senza escluderla del tutto, che le predisposizioni alle malattie si manifestino come tale. Una maggiore armonizzazione delle vibrazioni della mente con la vibrazione dell’Amore (primariamente di quelle delle emozioni e dei pensieri, ma anche delle vibrazioni del corpo fisico), diminuisce le possibilità che le predisposizioni alla malattia si manifestino come patologia ovvero fa sì che si manifestino in modo più lieve.

Il Divenire ingannevole aumenta, invece, le probabilità che queste predisposizioni si manifestino come malattia e stimola la formazione di nuove predisposizioni alle malattie, primariamente come risultato di emozioni nocive e di pensieri nocivi. Le predisposizioni alle patologie odierne si sono formate anche come conseguenza della bassa qualità del Divenire dell’umanità, cioè della totalità delle menti sinora esistite. Il Divenire ingannevole è quindi di per sé una malattia basilare che nuoce alla singola mente e alla collettività: la mente poco consapevole è un pericolo per la salute pubblica.

Il fatto che la malattia fisica è giustamente percepita come stato non naturale, e che le emozioni nocive e i pensieri nocivi influiscono in modo fondamentale sul manifestarsi delle malattie, può essere una buona base sulla quale la mente scientifica può fondare dimostrazioni sulla sostanziale importanza per la mente di Divenire qualitativamente.

8. ESERCIZIO MEDITATIVO PER STIMOLARE IL DIVENIRE VERITIERO

Le spiegazioni dettagliate su come meditare si trovano nell’articolo:La meditazione appartata.

1)     Chiedo al Sé la meditazione massima.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

2)     Chiedo al Sé di eliminarmi gli ostacoli per il Divenire veritiero.

Visualizzazione: il terzo occhio, “guardando” dal centro del cervello. Tempo: 3’-5’

3)     Chiedo al Sé di ottimizzarmi il Divenire.

Visualizzazione: il terzo occhio, “guardando” dal centro del cervello. Tempo: 3’-5’

4)     Abbandono completamente il Divenire alla Reale Identità.

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’


[1] Il concepimento dell’embrione è un aspetto del concepimento della mente; la morte del corpo fisco è un aspetto della morte della mente.

[2] La Coscienza non è la consapevolezza. La consapevolezza è relativo al senso di esistere, di essere (io esisto, io sono) della mente, la quale è un’espressione della Coscienza. 

[3] “Di là” è virgolettato perché è un riferimento temporale e spaziale e quindi concerne la mente. Il tempo, lo spazio, l’oltre, il qua, il là, il prima, il dopo sono aspetti della mente, mentre la Reale Identità Sussiste “di là” della mente e questo soltanto dalla prospettiva della stessa mente. Dalla “prospettiva” della Reale Identità non esiste alcun qua, alcun là, alcun di là, anche perché non c’è alcuna prospettiva della Reale Identità.

[4] Durante la Consapevolezza integrale possono esserci pensieri, che però non turbano la mente. 

[5] I quattro Vangeli, I classici  Blu, RCS Libri, 2005

[6] L’identità immaginata è sostanzialmente l’insieme di concetti che definiscono il “se stessi”, per esempio: io sono il corpo, le emozioni, i pensieri, sono la somma delle esperienze, sono colui che vive, sono il capofamiglia, sono una donna in carriera, sono la pecora nera della famiglia, sono altro, sono bassa, sono intelligente, sono stupido…

[7] Nel senso stretto del termine tutte le emozioni diverse dall’Amore sono negative, perché impediscono l’Amore che è l’emozione naturale.

[8] Nel senso: che le vibrazioni dei pensieri sono pienamente armonizzate con la vibrazione dell’Amore, e che i pensieri sono “reazioni” dirette allo stato di Amore.

[9] Ogni mente sa (constata) di esistere, senza la conoscenza di esistere non ci possono essere altre conoscenze/constatazioni.[10] Meister Eckhart, Dell’uomo nobile, a cura di M.Vannini, Adelphi, Milano, 2000, p.223

[11] I modi in cui le menti ipoDivenute generalmente percepiscono e interpretano ciò che definiscono come: Gesù, Buddha, Mozart, Santa Teresa d’Avila, Leonardo, Madre Teresa di Calcutta, Michelangelo, Lao Tzu… esprimono piuttosto chiaramente come la mente Naturale sia considerata un qualcosa di (quasi) “sovrannaturale”.

[12] L’io e l’inconscio, Carl Gustav Jung , pag. 80 - 81, Universale Bollati Boringhieri, Torino, 2004

[13] Il Se Stesso non è il se stesso inteso come individuo, ma “è” la Reale Identità.

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