IL maestro non rinuncia a niente, perché la rinuncia non è il vero non attaccamento. Sa che il mondo è falso (manifestazione) e discerne costantemente la Realtà dalla non – Realtà, il che è il vero non attaccamento.
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LIBRI
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BRANI TRATTI DAL CAPITOLO

IL RUOLO DEL MAESTRO

DEL LIBRO

L'ESISTENZA SENZA TEMPO 

Saggio sulla maturazione della Coscienza

Il maestro è “libero” da ciò che non è, ma anche da ciò che è, perché in ciò che è non c’è individualità, e non c’è chi è libero.

***

Il maestro vede le cose come sono veramente – libero da ogni paura “governa” la vita e la morte;

***

IL maestro non rinuncia a niente, perché la rinuncia non è il vero non attaccamento. Sa che il mondo è falso (manifestazione) e discerne costantemente la Realtà dalla non – Realtà, il che è il vero non attaccamento.

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Il maestro crea e diffonde costantemente un’atmosfera di beatitudine.

***

L’amore che esprime è identico verso tutti, perché in ogni individuo riconosce lo stesso – Dio in loro;

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La sua saggezza deriva dalla consapevolezza che Dio è l’origine infinita e onnipresente della sua esperienza;

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Il maestro non ha doveri, semplicemente esiste – lui è testimone della vita;

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Non cade mai nell’inattività, perché ha consapevolizzato che sino a che è limitato dal corpo, l’attività esiste necessariamente.

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E' libero dai condizionamenti del mondo manifesto, perché discerne la Realtà dall’illusione.

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Utilizza la memoria, ma la memoria non usa lui. Non è governato dai concetti imparati, ma li utilizza quando è necessario;

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Il maestro ha la completa Conoscenza della Realtà e che lui stesso è Ciò, ma non insiste sullo splendore del proprio Esistere e del proprio esprimersi;

***

Nessun maestro definirà se stesso come maestro, perché sa che l’unico maestro è Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé).

***


L’incontro tra il Maestro e l’allievo non è casuale, ma non è nemmeno intenzionale. Il processo si svolge spontaneamente, nel senso di spontanea espressione della Coscienza, il che è incomprensibile alla mente.

***

Attivata da parte dell’allievo, la grazia infinita e costante del Maestro rimuove anche gli ultimi impedimenti, il più importante dei quali è quello che non permette all’allievo di comprendere che non c’è differenza tra lui e il Maestro.

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La presenza diretta (fisica) del Maestro, ma anche la sola presenza mentale attivata dall’allievo, aiuta a mantenere più a lungo la mente quieta e usata in modo consapevole, e questo è un indicatore evidente che c’è stata una sua trasformazione.

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Pertanto, la condizione per la trasformazione della mente è il completo lasciarsi andare e abbandonarsi a Dio, ovvero la scomparsa dell’individualità in Lui. Dopo di che la persona rinasce nuovamente, ma con la mente trasformata.

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Il ruolo del Maestro nella trasformazione della mente è quasi insostituibile.

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Sino a che ci sono esitazioni, mancanza di chiarezza e domande, sino allora la trasformazione della mente e lo stesso insegnamento non sono conclusi, e l’aiuto del Maestro è benvenuto.

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Il senso dell’esistenza del Maestro non è nella creazione di nuovi allievi, bensì di Maestri.

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Tutti i processi elencati, e anche i rapporti interpersonali del Maestro e dell’allievo sono un’illusione e un gioco che si svolge nella mente dell’allievo, perché il Maestro è lo stesso che Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé).

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L’esistere del Maestro somma di per sé i risultati della ricerca dell’allievo e lentamente canalizza i processi nella direzione del trascendimento dell’attaccamento al corpo fisico e alla mente, progredendo verso la Verità.

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Con l’aiuto della preghiera, del lasciarsi andare e dell’abbandonarsi, il proprio Maestro (quello che è nell’allievo stesso) lo porterà infallibilmente al Maestro manifesto in un corpo fisico, che a sua volta lo aiuterà a scoprire che non c’è differenza tra il Maestro e l’allievo.

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Il modo migliore per riconoscere il Maestro è meditare intensamente, prima di tutto rivolgendosi a Dio a proprio modo.

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Sino allo stato di autorealizzazione è necessario lo sforzo, e fino allora l’aiuto del Maestro è benvenuto.

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La conoscenza della propria vera natura precede la conoscenza della vera natura del Maestro.

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Un utilizzo esagerato della mente nella ricerca non aiuterà molto, perché la mente dell’allievo produce una proiezione su quando incontrerà il Maestro e come deve essere il Maestro, inoltre è superflua perché i processi si svolgono di per sé.

***

Infine, il ricercatore sincero incontra il Maestro vicino al quale:
- prova pace, quiete, sicurezza…
- sa di essere “qui e ora”.
Ma ciò non basta, perché se non ha riconosciuto se stesso nel Maestro e viceversa, cioè che sono Uno, e che questo Uno non è null’altro che Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé), la ricerca sarà soltanto una “gita spirituale”.

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