Può essere veramente difficile far crollare tutti i convincimenti che si basano sull’esistenza di un mondo esteriore, ma l’idealizzazione della vita impossibilità la vita vera. Le certezze basate sull’idea che c’è un mondo esteriore sono false.
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10. LA MATURAZIONE DELLA TESTIMONIANZA INDIRETTA

Nessuno ha mai visto veramente la propria madre.

Nessuno ha mai abbracciato altri.

Nessuno ha mai sentito i Beatles.

Soltanto Bob Marley ha sentito Bob Marley.

Solamente Bob Marley ha potuto percepire direttamente la propria voce (percezione dell’individuo Marley che si percepisce come voce di Marley). Gli altri, cioè le altre percezioni, hanno sentito la propria elaborazione di alcuni processi stimolati dal cantare di Bob Marley.

Nemmeno i Beatles hanno sentito loro stessi. Ognuno dei quattro ha udito in sé un’elaborazione di ciò che è definita musica dei Beatles. Ha sentito: direttamente un quarto dei Beatles (la parte della band rappresentata da lui stesso) e indirettamente gli altri tre quarti della band, elaborando nella propria percezione i processi stimolati dai suoi tre compagni.

Abbracciare altri significa prendere tra le braccia segmenti di se stessi. L’abbraccio avviene nella propria percezione: ci sono due abbracci in uno tra due persone, uno per partecipante. Ognuno vive l’abbraccio nel proprio mondo, nella propria testimonianza di sé.

Percepire la propria madre significa elaborare dei processi relativi a lei, non vuole dire sperimentarla direttamente: nella percezione appare una figura che è definita madre, che è una proiezione del conoscitore (aspetto della testimonianza di sé) sullo schermo conosciuto (altro aspetto della stessa testimonianza di sé). È un gioco della consapevolezza di sé con sé.   

Chi è attaccato all’idea (sbagliata) di percepire un mondo veramente esteriore, può reputare negativo il fatto che non si può veramente abbracciare l’altro o percepire la propria madre. Invece, non si tratta di un qualcosa di negativo, ma di un’impossibilità del tutto naturale. Negativo, perché abbagliante, è ritenere che il mondo percepito sia esteriore.

Può essere veramente difficile far crollare tutti i convincimenti che si basano sull’esistenza di un mondo esteriore, ma l’idealizzazione della vita impossibilità la vita vera. Le certezze basate sull’idea che c’è un mondo esteriore sono false. Come potrebbe essere diversamente, visto che si basano su una percezione non corrispondente all’effettivo stato dei processi?! Le vere certezze sono incrollabili, quelle che possono crollare non sono sicurezze, ma abbagli. La Certezza da maturare è che il Testimone è l’unica Realtà. Maturandola, emerge la Sicurezza che qualsiasi cosa accade all’individuo e al mondo in lui, non tange minimamente Quello che si è in Realtà: il Testimone Assoluto.

La consapevolezza che il mondo “esteriore” è interiore, fa comprendere, tra l’altro: a) che i conflitti immaginati come esteriori sono invece interni; b) che quelle che si percepivano come lacune altrui sono, in effetti, proiezioni delle proprie (ritenute) mancanze. Chi non sente mancanze, non proietta lacune e proprio per questo può constatare l’effettivo stato delle cose, molto sobriamente e senza giudizio. L’esistenza di un mondo esteriore fa comodo a chi vuole addossare ad altri le colpe del proprio malessere, ma per maturare il BenEssere (Alternanza) è necessario assumersi la responsabilità del proprio mondo, migliorandone la qualità e accettando pienamente l’umanità percepita come propria proiezione.    

Scoprire che il cosiddetto mondo “esterno” è dentro di noi, fa crollare l’abbaglio di poter incontrare qualcuno: si può incontrare solo se stessi (la consapevolezza di sé è un perdurante meeting con sé) e si è sempre soli con se stessi. Essere pienamente consapevoli di questa solitudine significa essere in compagnia di tutti. Il senso di vuoto conseguente ad un abbandono, alla fine di un rapporto, alla morte di una persona cara…, è causato dalla scomparsa del proprio segmento percettivo rappresentante quella persona. L’unica vera soluzione, per colmare compiutamente il vuoto emotivo lasciato dalla scomparsa di “qualcuno”, è rendere la consapevolezza vuota di ogni percezione di separazione, rendendola integralmente Amore.

Tre richieste, tre:

- Chiedo l’eliminazione degli ostacoli per la testimonianza indiretta.

- Chiedo al Sé di maturarmi la testimonianza indiretta.

- Chiedo di consapevolizzare il prossimo in me.

10.1. TESTIMONIANZA DI EMOZIONI E IDEE ALTRUI

Durante la testimonianza non totale:

-         il conoscitore proietta i propri contenuti su ciò che conosce. Dunque, anche su ciò che percepisce come altri individui, immaginando che facciano parte del (presunto) mondo esteriore.  

-         la percezione è in gran parte diversa dalla Pace ed è automaticamente in conflitto anche con gli altri, perché c’è ostilità tra i suoi segmenti.

-         la consapevolezza non è integralmente Amore, prova verso gli altri emozioni diverse dall’Amore, perché costituisce in sé un mondo che non vibra di Amore.

Soltanto la testimonianza totale può avere una visione chiara delle emozioni e dei pensieri altrui[1]: essendo priva di proiezioni, è nitidamente consapevole dei processi altrui. La testimonianza totale, e ancor più quella integrale, è anche un grande aiuto per gli altri, perché i loro processi sono trasformati positivamente dal suo ascolto perfettamente silente. Più la consapevolezza è vicina ad essere totale, meglio testimonia le emozioni e le idee altrui, influendo beneficamente sulla loro trasformazione positiva, consapevolizzante.

Aiuti:

Questa testimonianza si apre a sperimentare pienamente il proprio vuoto.

-  Chiedo al Sé di maturarmi la consapevolezza riguardo alle emozioni e idee altrui.

Questa mente chiede di eliminare il proiettare su altri.

10.2. TESTIMONIARE LA COSCIENZA E IL TESTIMONE

Precedenti la consapevolezza e inspiegabili, la Coscienza e il Testimone possono essere consapevolizzati (non sperimentati) dalla stessa consapevolezza, anche con l’aiuto delle seguenti:

- affermazioni: Sono Dio, Sussisto Assoluto, In Realtà sono il Testimone

- richieste: Questa testimonianza chiede di consapevolizzare la Coscienza Infinita; Chiedo al Sé di consapevolizzarLo; Chiedo al Sé di eliminarmi gli ostacoli per l’Estinzione; Questa mente chiede di consapevolizzare la Reale Identità

- domande: Chi sono in Realtà?; Qual è la Reale Identità?; Cos’è la Coscienza Infinita?; Cos’è il Testimone?... La risposta alle prime due è: l’Assoluto, mentre per le ultime due non esiste una risposta/spiegazione vera, perché Precedendo l’intelletto, la Coscienza e l’Assoluto gli sono inarrivabili. La funzione sostanziale di queste domande è volgere la testimonianza verso l’Origine, per trascendere il bisogno di ogni spiegazione riguardo all’Inspiegabile


[1] La visione della testimonianza integrale è ancora più chiara, perché ci sono anche la consapevolezza riguardo alla Totalità e il Discernimento del Reale (Testimone) dall’irReale (testimone).

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