Morihei Ueshiba era dotato di autodisciplina eccezionale e aveva la capacità di consacrarsi completamente a tutto ciò che gli interessava. Il suo tema natale evidenzia anche molta risoluzione e un grande coraggio.
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MORIHEI UESHIBA

OROSCOPO DI MORIHEI UESHIBA

fondatore dell'aikido

Pagina principale degli oroscopi

OROSCOPO DI MORIHEI UESHIBA FONDATORE DELL’AIKIDO

Morihei Ueshiba è stato un celebre maestro e insegnante giapponese di arti marziali, un ricercatore consacrato all’essenza della via del guerriero. Guidato dalla conoscenza che il divino si esprime in tutto, ha coronato il suo pluriennale lavoro con la creazione dell’aikido – un’arte unica che porta all’armonia interna e all’amore. Anche se si è formato a metà del diciannovesimo secolo, l’aikido si è distinto tra le innumerevoli forme di combattimento grazie alle ottime tecniche, ma anche a elementi spirituali che Ueshiba ha intessuto nelle fondamenta di questa disciplina, lasciandole alle generazioni future come strumento evolutivo: “Comprendendo l’aikido, capirete anche lo scopo dell’Universo – conoscerete voi stessi...“ (1)

ALLA RICERCA DELL’ESSENZA DELLE ARTI MARZIALI

Morihei Ueshiba nacque il 14.dicembre.1883 a Tanabe città dell’isola di Honshu, nel segno del Sagittario con l’ascendente in Acquario. Il simbolo dell’Ascendente „Due spade incrociate avvolte da una corona di alloro“, indicava che il suo percorso di vita sarebbe stato legato a elementi dell’antica tradizione samurai, mentre il forte influsso del Sole lo ha indirizzato a raggiungere il massimo conseguimento possibile – l’illuminazione, attraverso lo sviluppo dei suoi talenti e potenziali.

        Considerando la sua infanzia non si poteva certo presagire che un giorno sarebbe diventato un famoso maestro di arti marziali. Cresciuto in una famiglia numerosa nella piccola Tanabe, a causa delle frequenti malattie e della salute cagionevole, di solito Ueshiba passava il tempo a casa leggendo libri. Frequentò la scuola elementare presso un monastero buddista e per un certo periodo desiderò diventare sacerdote, sostenuto appieno dalla madre Yuki.   Come unico figlio maschio della famiglia era molto vicino al padre Yoroku, che con i racconti sui suoi antenati lo stimolava a potenziare il suo debole corpo con il nuoto e la lotta.  Per la posizione del Sole in decima casa, suo padre, capo del villaggio e rispettato proprietario terriero, ebbe un ruolo importante in questo periodo. Ascoltando i consigli paterni, Ueshiba si interessò sempre più alle arti marziali, mentre la regolare pratica meditativa aveva sempre un posto importante nella sua quotidianità.

     Durante la gioventù, il quadrato della Luna con Urano gli portò cambiamenti inaspettati e frequenti cambi del luogo di residenza. Dopo aver terminato la scuola media, lavorò per un breve periodo come ufficiale nell’ufficio locale per le tasse. Comprendendo che non si trattava di un lavoro idoneo a lui, a diciassette anni andò a Tokyo per occuparsi di commercio, ma, invece di ciò, là gli si aprì un immenso campo di possibilità evolutive. Cominciò presto a praticare lo Jujutsu (Tenjin Shin'yo-ryu Jujutsu), presso il suo primo maestro Tokusabura Tosawa, poi se ne andò a Sakai a imparare l’arte della spada (Yagyu Shinkage Ryu). Nei quindici anni che seguirono, Ueshiba passò per molte città, conobbe vari maestri e imparò tutti gli stili di jujitsu, ma anche judo, kendo...

        Gli aspetti favorevoli di Marte, del Sole e della Luna, indicano al suo immenso entusiasmo per le arti marziali nelle quali, almeno all’inizio, vide il modo migliore per indirizzare la sua inesauribile energia e per potenziare il corpo fisico. L’oroscopo indica però anche di conseguenze molto più importanti del suo esercitarsi giornaliero. Siccome è nato in un giorno di Luna piena nel segno dei Gemelli, che porta inquietudine, bisogno di muoversi e di dinamicità fisica, consacrarsi all’allenamento rappresentava il modo migliore per coordinare le sue emozioni e i suoi pensieri per raggiungere la quiete mentale. Così già nei primi mesi di allenamento, oltre che ai cambiamenti fisici poté sentire piuttosto velocemente anche dei cambiamenti interiori, che gli permettevano una maggior concentrazione e chiarezza di idee. L’influsso del segno dei Pesci dalla prima casa, gli portò con il tempo la necessità di immergersi profondamente in sé. Questo lo portò a una completa trasformazione e all’autoconoscenza, ma passarono molti anni prima di trovare il modo migliore per esprimersi tramite l’arte marziale adeguata.

       Ueshiba era dotato di eccezionale autodisciplina e aveva la capacità di consacrarsi completamente a tutto ciò che gli interessava. Il suo tema natale evidenzia anche molta risoluzione e un grande coraggio, mentre la posizione di Saturno in terza casa indica che si esprimeva più attraverso le opere che tramite le parole. Durante la giovinezza, la comunicazione era spesso tagliente ed esprimeva impazienza, mentre gli aspetti di Urano con la Luna e il Sole gli portarono una moltitudine di cambiamenti vitali, che lo conducevano verso la maturazione della Coscienza e questo si rifletteva sul suo rapporto verso l’ambiente più prossimo. Così, nella seconda metà della vita espresse posatezza e amore verso tutte le persone, portandole con la sua presenza in uno stato di armonia. Gli indicatori astrologici relativi all’ascetismo non erano molto forti e riflettevano in gran parte il suo spirito disciplinato e il poco interesse per i piaceri e per il divertimento. La posizione della Luna in quarta casa gli portò l’esigenza di esprimersi attraverso il matrimonio e la famiglia, così che già a vent’anni si sposò con Itogawa Hatsu, una ragazza della sua città natale Tanabe, da cui ebbe quattro bambini. Dato che Urano si trovava in settima casa, Ueshiba non ebbe una vita famigliare tranquilla e a causa di vari impegni e lavori era spesso diviso dalla moglie e dai figli. Dopo soltanto alcuni mesi dal matrimonio partì per l’esercito, il che lo portò in Manciuria dove stava divampando la guerra tra russi e giapponesi. Dopo due anni, finita la guerra, ricevette la proposta di iscriversi all’Accademia militare. La posizione di Marte in sesta casa in trigono con il Sole in decima casa lo avrebbe probabilmente indirizzato alla professione militare, se il suo Nodo Lunare nord non fosse stato posto in ottava casa, il campo della trasformazione interiore. Per questo l’esperienza della guerra provocò in lui forti cambiamenti, facendogli affrontare domande sulla morte e sul senso della violenza. In questo periodo Nettuno formava un aspetto con il suo Nodo lunare sud, portandolo a tendere verso l’armonia interiore e a riconoscere che la guerra non rappresenta il suo percorso di vita.

        Negli anni seguenti Ueshiba continuò a occuparsi di arti marziali. Offrendogli sostegno totale, il padre gli costruì un piccolo dojo (2) su una proprietà di famiglia e chiamò il celebre maestro di judo Kiyoichi Takagi. Anche se in questo periodo praticava diligentemente il judo, Ueshiba si perfezionava anche in molte altre arti. La varietà dei suoi interessamenti in questo campo era data dal quadrato tra Mercurio e Urano, che indicava a una grande velocità di apprendimento e assimilazione delle arti marziali, ma anche al bisogno di indirizzarsi a molti campi diversi. Con il tempo Ueshiba imparò a perseverare in ciò che lo portava a progredire veramente. A questo indica il sestile tra Saturno e Giove che esprime contemporaneamente un profondo rispetto verso i suoi insegnanti, maestri famosi e rispettati: “Quando frequentavo le varie scuole non sfidavo mai i maestri del dojo. La persona responsabile del dojo è oberata da molte cose e per lei è veramente difficile dimostrare le sue vere capacità. Al maestro portavo rispetto e imparavo da lui. Se ritenevo di essere superiore a lui, gli esprimevo il mio rispetto e tornavo a casa.” (3)     

        L’influsso del segno del Sagittario, ha portato a Ueshiba una grande ampiezza per ciò che riguarda il riconoscimento e l’accettazione di diverse idee, ma anche l’orientamento verso le regioni lontane. Con l’intenzione di conseguire beni propri e assicurare alla famiglia la sicurezza materiale, se né andò con la moglie Hokkaido, un’isola lontana e disabitata dove con gli altri immigrati partecipò attivamente al disboscamento, alla lavorazione della terra, alla costruzione di abitazioni e di scuole… In questo periodo Ueshiba acquisì una grande proprietà ed ebbe i primi due figli, la figlia Matsuko e il figlio Takemori. Dal punto di vista delle arti marziali progredì molto. Questo si rifletteva soprattutto nella sua capacità di armonizzare e quietare la mente attraverso il lasciarsi andare e l’immedesimarsi con il processo dell’allenamento, il che lo portava a perfezionare le arti marziali e a sviluppare i potenziali energetici. La permanenza sull’isola di Hokkaido portò anche un incontro molto importante con Sokaku Takeda, maestro e fondatore del Daito-ryu jujitsu, che attraverso questo stile jujutsu gli insegnò elementi molto importanti di arti marziali. Molti reputano che sia stato il suo maestro più importante, ma dal punto di vista astrologico si può vedere che Takeda lo aiutò soltanto a completare la conoscenza già esistente, così che da questo periodo Ueshiba applicò gradualmente elementi diversi nei suoi allenamenti, creando una forma di combattimento completamente nuova. In questo fu aiutato dall’ottimo senso per l’analisi e dalla capacità di notare, durante l’esercizio, elementi tecnici collegati con l’attivazione e la canalizzazione delle energie. L’influsso dell’ascendente in Acquario e di Urano, il pianeta dei cambiamenti e delle innovazioni, si esprimeva sempre di più e Ueshiba scorse che poteva arrivare a una tecnica ancora più completa. Diventava più consapevole che le lacune che notava non concernevano soltanto le tecniche, ma l’approccio globale alle arti marziali. Si trattava di un’evidente conseguenza della sua evoluzione. Come conseguenza di ciò accettava sempre meno l’idea che le arti marziali si insegnino ed esercitino per ferire altri.

          Quando ricevette la notizia che il padre stava morendo, Ueshiba decise di tornare con la moglie e i figli alla proprietà famigliare a Tanabe. Sulla strada del ritorno a casa visitò Ayabe, città che all’epoca era il centro della religione neo scintoista omoto-kjo. Attratto dalle idee di questa scuola spirituale, decise di approfondire l’insegnamento e si trasferì nuovamente con la famiglia, acquistando una proprietà sui pendii della montagna sacra vicino ad Ayabe. Allora Ueshiba aveva trentasette anni e dinanzi a lui c’era un periodo astrologico molto pesante, nel quale Marte direzionale giunse in congiunzione con Urano natale. Ciò si manifestò quell’anno non soltanto attraverso la morte del padre, ma anche con la morte del primo figlio Takemori e poi del secondo figlio, appena nato, Kuniharu. Profondamente ferito dalla morte dei più cari, Ueshiba non disperò, ma si dedicò alle preghiere, non allontanandosi comunque dalle arti marziali e dall’occuparsi della famiglia. I pesanti aspetti astrologici di questo periodo influivano in modo stimolante sul superamento degli ostacoli per la consapevolizzazione della sua mente e su una maggior capacità di abbandonarsi a Dio. Così l’anno seguente, il 1921, fu caratterizzato da un avvenimento molto fortunato, la nascita del loro quarto e ultimo bambino, del figlio Kisshomaru che un giorno sarebbe diventato il suo successore nel campo delle arti marziali.

         Il periodo di sette anni, dal 37° al 44° anno di vita, che trascorse ad Ayabe fu decisivo per il suo sviluppo spirituale. Il soggiorno in quella regione accentuò l’influsso di Venere in Capricorno e il suo simbolo sabiano: „Il veneratore del fuoco volto verso oriente medita sotto le vette del monte“, che esprime il collegamento di Ueshiba con la pratica spirituale orientale e la sua consacrazione alla ricerca dell’essenza del proprio esistere. In questo periodo, gli influssi di Venere e Nettuno, pianeti collegati con la consapevolizzazione dell’Amore, gli portarono la scoperta che il divino si esprime in tutto. Non era quindi insolita la sua attrazione per la religione Omoto-Kyo che si impegnava per l’armonia tra gli uomini. Era comunque sempre più preso dal profondo bisogno di conoscere l’essenza delle arti marziali e di scoprire il senso della propria via: “Mi sono interessato al budo (la via delle arti marziali) quando avevo 15 anni e ho frequentato maestri di scherma e di jujutsu in diverse provincie. Ho imparato i segreti di queste scuole, investendo alcuni anni per ognuna. Ma nessuna mi introdusse nell’essenza stessa del budo e nessuna soddisfò i bisogni della mia anima. Per questo ho bussato alla porta di varie sette religiose, ma anche là sono rimasto senza una risposta soddisfacente e definitiva.(4)

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