Ogni mente partecipante al rapporto sperimenta e interpreta, emotivamente e intellettualmente, il rapporto in se stessa. Il rapporto tra due individui non è un unico rapporto, ma è doppio. Uno avviene in uno dei due individui partecipanti al rapporto, un altro accade nell’altro.
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I SAMSKARA

Articolo di Andrea Pangos

Scritto: luglio 2004 Aggiornato: giugno 2009

SOMMARIO

1. La formazione dei samskara

2. I quattro ambiti dei processi samskarici

3. Qualità dei samskara

4. Samskara sattvici, rajasici e tamasici

5. Samskara e sogni

6. Samskara e qualità dei rapporti

7. Influsso sulla formazione di samskara altrui

8. Influsso benefico del maestro autentico

9. Il pellegrinaggio ai luoghi di potere

10. La consapevolizzazione dei samskara

11. Samskara e insegnamenti spirituali

12. Esercizi meditativi

13. Meditazione per riprogrammare i samskara

14. Meditazione per riprogrammare i tre tipi fondamentali di samskara

15. Meditazione per riprogrammare samskara specifici

16. Riprogrammazione di samskara “altrui”

17. Riprogrammare i samskara durante il sonno

18. La trasformazione delle reazioni intense

19. Tempi di consapevolizzazione

I SAMSKARA

LA FORMAZIONE DEI SAMSKARA

I samskara si formano come conseguenza dell’attività mentale. Secondo la ragione della loro formazione, ci sono tre tipi di samskara: percettivi[1], emozionali e intellettivi.

I samskara iniziano a formarsi con il concepimento. Secondo alcuni insegnamenti l’individuo li eredita dalle sue (presunte) vite precedenti, ma non è così perché l’individuo è una vita soltanto, inizia con il concepimento e termina con la morte. È quindi utile interpretare questi insegnamenti dalla prospettiva dell’influsso dei processi samskarici collettivi sulla formazione di quelli del singolo, anche attraverso le predisposizioni genetiche per la formazione dei suoi samskara. Per esempio, la tipologia delle forme emozione e pensiero dei membri della famiglia, che sono anche aspetti del cosiddetto inconscio famigliare, influisce generalmente sulla tipologia dei samskara dei componenti la famiglia.

I QUATTRO AMBITI DEI PROCESSI SAMSKARICI

I processi samskarici sono elementi costituenti della memoria ed esistono in quattro ambiti:

1) nell’ambito delle vibrazioni, sono vibrazioni samskariche. Si tratta di unità minime delle tracce samskariche che si formano come conseguenza dei processi percettivi, emotivi e intellettivi. Queste vibrazioni sono una specie di “particella minima” del percepito, del provato emotivamente e del pensato. Il pensiero imprime una traccia samskarica da pensiero (intellettiva). Paragonandola a una linea, i samskara vibrazionali da pensiero (intellettivi) sono i puntini che la compongono. Simile spiegazione vale per i samskara percettivi e quelli emozionali. 

2) nell’ambito delle energie, sono strutture energetiche samskariche che si formano primariamente come conseguenza delle vibrazioni samskariche. Fanno parte delle tracce samskariche intese nel senso più ampio del fenomeno.

3) la base fisica primaria dei processi samskarici sono i neuroni. I samskara “si imprimono” nell’intero sistema nervoso e di solito “fasciano” anche i singoli organi[2].

4) come tutti i processi mentali, anche quelli samskarici hanno i loro corrispettivi processi nell’ambito della Coscienza.

QUALITÀ DEI SAMSKARA

Le vibrazioni-energie dei samskara vibrano costantemente, anche se in gran parte ciò non è riconosciuto, influendo così continuamente sulle emozioni, sui pensieri e sui comportamenti. La qualità dei samskara è quindi determinante per quella del divenire, della salute psicofisica e della vita in generale[3].

Per comprendere meglio come la qualità dei samskara influisce su quella della vita e del mondo, è utile riflettere in modo illuminante sul fatto che ognuno concrea e sperimenta il proprio mondo[4], la qualità e tipologia del quale sono determinate in gran misura da quelle dei samskara. La mente caratterizzata da samskara di bassa qualità crea e sperimenta un mondo di equivalente qualità, questo influisce nocivamente sulla qualità del mondo altrui (che compare in un’altra mente) e del cosiddetto mondo collettivo.

I samskara possono essere nocivi o benefici. I primi ostacolano la consapevolizzazione, i secondi la stimolano. Per maggior precisione e affinché la mente non potenzi la suddivisione dicotomica in positivo/benefico - negativo/nocivo, che non corrisponde all’effettivo stato dei processi: dalla prospettiva della maturazione della consapevolezza, la qualità dei samskara è determinata da quanto la stimolano/ostacolano.

I samskara di bassa qualità sono primariamente una conseguenza dell’identità immaginata (la mente non macchiata da essa non li produce) e possono essere percepiti anche come immagini di: cosiddette larve energetiche, esseri demoniaci, entità negative…, che non sono la loro forma effettiva, ma è un modo in cui la mente può decodificarli.

 Dal punto di vista “tecnico”, la qualità dei samskara è determinata primariamente:

- dal grado di armonia delle vibrazioni samskariche con quelle dell’Amore, e

- dalla qualità delle informazioni da loro contenute, dal loro potenziale potere di stimolare il divenire veritiero.

I samskara più qualitativi si formano durante l’Alternarsi della Consapevolezza integrale con l’Estinzione. Le vibrazioni dei samskara prodotti durante la Consapevolezza integrale sono pienamente armonizzate con quella dell’Amore, mentre durante l’Estinzione le attività percettive, emotive e intellettive sono estinte e quindi non producono samskara. L’Estinzione ha comunque un ruolo fondamentale nella trasformazione positiva dei samskara.

I samskara di bassa qualità sono tra i maggiori ostacoli per la consapevolizzazione, anche perché:

- sono l’elemento fondamentale (“particelle di base”) dell’identità immaginata;

- distorcono la percezione e concorrono a far immaginare la tripartizione della percezione in: a) soggetto, b) confine/spazio tra soggetto e oggetto e c) oggetto ovvero in a) conoscitore, b) conoscere e c) conosciuto. Impediscono cioè alla consapevolezza di sperimentare che sia chi sperimenta, sia l’esperienza, sia ciò di cui fa esperienza è lei stessa;

- “offuscano” la percezione, facendole percepire e interpretare le “cose come sembrano essere e non come sono effettivamente”, impediscono cioè di discernere il vero (unità) dal falso (molteplicità), ma soprattutto di Discernere il Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione);

- oltre ad essere una conseguenza anche di emozioni e pensieri di bassa qualità, i samskara:

sono anche la loro base e ne stimolano la formazione, consolidando così le forme emozione e pensiero nocive,

stimolano la formazione di processi nocivi quali: complessi, frustrazioni, nevrosi, psicosi, conflitti interiori e “esteriori”, critico interiore…;

- influiscono nocivamente sul comportamento: meccanismi comportamentali nocivi, reazioni nocive, abitudini nocive… I samskara nocivi concorrono a rendere la mente prigioniera dei propri schemi comportamentali, che si rafforzano con il passare del tempo, fossilizzando la vita che appare nella stessa mente. Più la mente ripete un certo tipo di azione, percezione, emozione e pensiero condizionato dai samskara nocivi, più potenzia gli stessi e ne crea di nuovi;

- diminuiscono la qualità delle scelte operate e riducono la potenzialità e la qualità di utilizzo del cosiddetto libero arbitrio;

- impediscono alle emozioni e ai pensieri di scaturire integralmente dall’Amore, che è la reazione naturale; questo impedisce l’eguaglianza delle emozioni e dei pensieri.

SAMSKARA SATTVICI, RAJASICI E TAMASICI

In base ai tre guna, i samskara possono essere classificati in sattvici, tamasici e rajasici. I primi sono quelli di massima qualità e basilari, perché relativi allo stato naturale della percezione (Pace, Amore e pura Conoscenza di essere), e stimolano la trasformazione di quelli tamasici e rajasici in sattvici, “ricordano loro la loro essenza sattvica”.

Dalla prospettiva della suddivisione dei samskara in percettivi, emotivi e intellettivi, i samskara sattvici possono essere classificati come segue. I samskara sattvici:

- percettivi, sono relativi alla percezione unitaria, alla pura percezione di essere, alla Pace,

- emotivi, sono relativi all’Amore,

- intellettivi (da pensiero), concernono i pensieri che non turbano la pura Conoscenza di esserci.

I samskara non sattvici sono “distorti” (le loro vibrazioni non sono pienamente armonizzate con la vibrazione dell’Amore) e sono anche una conseguenza dalla percezione non unitaria (per esempio, di essere un qualcosa diviso dal “resto” della Totalità), della suddivisione in “amante” e “amato” e della concettualizzazione io sono questo e quello (identità immaginata). 

Questo genere di classificazione è relativa soltanto all’individuo (vibrazioni-energie-materia). La qualità dei processi della Coscienza è uguale per tutti i tipi di samskara e non è definibile, se non come “eguale”. Esistendo “di là” della mente, la Coscienza è inclassificabile.

SAMSKARA E SOGNI

La qualità dei samskara formati durante lo stato di veglia influisce sulla qualità del sonno e dei samskara che si formano durante lo stesso. A loro volta, questi influiscono sulla qualità dello stato di veglia e dei samskara che si formano durante essa.

I samskara non sattvici stimolano la formazione di sogni che, da una parte e sino a un certo punto possono essere terapeutici e in funzione del divenire veritiero, mentre dall’altra indicano sostanzialmente una mente non sufficientemente quieta (consapevole)[5]. Maggiore è la consapevolezza durante lo stato di veglia, meno i samskara formatisi durante questa stimolano la formazione dei sogni. I samskara formati durante l’Alternanza non stimolano il sognare, anzi facilitano il sonno profondo e l’Alternanza durante il “riposo”. Ad ogni modo, anche la mente molto consapevole può elaborare sogni, lucidi.

Se non si Discerne il Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione) sia il sonno sia lo stato di veglia sono stati di sogno.

SAMSKARA E QUALITÀ DEI RAPPORTI

La qualità dei samskara influisce in modo determinante su quella dei rapporti. Di solito, gli individui caratterizzati da samskara simili si attirano.

Nei casi di samskara di bassa qualità, i rapporti sono solitamente basati prevalentemente su elementi nocivi: attaccamenti simili, pregiudizi simili, sensi di colpa simili, emozioni nocive simili (gelosia, rabbia, paure…). Molti definiscono queste similitudini addirittura come affinità ed empatia positiva. “Alcuni” innamoramenti sono basati proprio su processi nocivi concausati da samskara di bassa qualità. Questo è uno dei perché molti matrimoni non funzionano e dei perché non si capisce perché si sta con qualcuno che ci fa sentire male.

Quando si tratta di samskara di alta qualità i rapporti sono solitamente basati su elementi positivi (comprensione, emozioni benefiche, apertura, rispetto, sincerità, ascolto, compassione…). Maggiore è la maturità della consapevolezza, migliore è la qualità dei suoi samskara e più è vicina a essere caratterizzata integralmente dall’Amore, il che stimola la formazione di emozioni e idee benefiche riguardo al rapporto e in generale.

Nel caso di samskara di massima qualità e dell’Alternanza, il rapporto è caratterizzato in sostanza dall’ “assenza di rapporto” e sostanzialmente “solo” dall’Amore, perché:

- durante l’Estinzione non c’è percezione e dunque non c’è rapporto;

- la Consapevolezza integrale è caratterizzata proprio dall’Amore e dalla piena consapevolezza che ogni percezione di rapporto è un interagire tra vari segmenti della stessa mente.

Per capire più a fondo l’importanza della qualità dei samskara per quella dei rapporti, è utile che la mente rifletta in modo illuminante sul fatto che il rapporto e i soggetti (amici/fidanzati/parenti/colleghi…) dello stesso, appaiono in lei e sono suoi processi. Da ciò la mente può evincere che maggiore è la qualità dei samskara e con questo la sua, maggiore è la potenziale qualità del rapporto (di lei con se stessa).

Ogni mente partecipante al rapporto sperimenta e interpreta, emotivamente e intellettualmente, il rapporto in se stessa. Il rapporto tra due individui non è un unico rapporto, ma è doppio. Uno avviene in uno dei due individui partecipanti al rapporto, un altro accade nell’altro.

In ambedue le menti appare sia ciò che è definito rapporto sia ciò che è definito persone. Ogni rapporto percepito è quindi sostanzialmente una relazione tra un insieme di processi della mente (definiti come io o me) con un altro insieme di processi della stessa mente (definiti come l’altro). In questo processo, i segmenti definiti come l’altro si formano anche come conseguenza dell’elaborazione dei processi relativi all’altro individuo partecipante alla relazione.

I processi altrui influiscono sulle proprietà del rapporto, ma la qualità della mente che lo percepisce (proietta, elabora in se stessa) è fondamentale nel determinare la qualità dello stesso. Maggiore è la qualità, meglio la mente trasforma in modo benefico i processi stimolati dall’altro, influendo di riflesso beneficamente anche su lui.

La mente in Pace è in Pace con tutto, mentre quella conflittuale è fondamentalmente in conflitto con “tutto e tutti”[6], perché è in conflitto con se stessa, ignorando di norma[7] che ciò che lei stessa percepisce e definisce come tutto e tutti sono sue parti.

Ignorando che ciò che si percepisce come altri sono nostri processi, si può facilmente addossare ad altri la colpa per il proprio stato, per esempio: mi fai innervosire, mi metti pressione, è colpa tua se mi sono arrabbiata… Quando la mente si ritrova a esprimersi così, è utile ricordare che sia chi critica/si lamenta sia chi è criticato/si lamenta sia la critica/lamentela appaiono in lei. È la mente a criticarsi tramite se stessa, sono segmenti della mente che si lamentano con altri aspetti della stessa. Per avvicinarsi alla naturalezza dell’Amore-Pace, l’individuo deve prendere atto di essere lui il principale artefice della propria carenza di consapevolezza e iniziare a migliorare la qualità dei propri processi, volgendosi maggiormente verso l’Origine (Reale Identità), per perdersi in Dio e così ritrovarSi.

INFLUSSO SULLA FORMAZIONE DI SAMSKARA ALTRUI

Ognuno influenza la formazione dei samskara altrui. Questo influsso avviene attraverso i processi della Coscienza: la comunicazione tra individui non è diretta (individuo-individuo), ma avviene attraverso la Coscienza (individuo-Coscienza-individuo).

Ogni processo mentale, tra cui le vibrazioni samskariche, riprogramma i processi della Coscienza che è una ed eguale per tutti. Come individui siamo tutti espressioni della stessa Coscienza e attraverso Lei si influisce sugli altri e sulla formazione dei loro samskara

La formazione dei samskara è influenzata quindi anche:

- da tutte le vibrazioni ed energie che influiscono (“tramite”[8] la Coscienza) sul singolo sin dal momento del suo concepimento. Per la salute psicofisica, la vita in generale e il divenire è quindi importante essere influenzati da vibrazioni ed energie samskariche qualitative;

- dai processi materiali. Con il proprio modellare il mondo materiale (testi, sculture, dipinti, progettazione di ambienti, cucinare, comportamenti, realizzare un film, giardinaggio…), l’individuo influisce sul modo in cui altri creeranno, percepiranno e interpreteranno il (loro) mondo, quindi anche sulla formazione dei loro samskara. Per esempio, la qualità dei programmi televisivi e dei film è di fondamentale importanza per la formazione dei samskara degli spettatori e di chi è influenzato da loro (in minor o maggior misura praticamente tutti). Con la percezione di un programma televisivo o di un film, si formano samskara che influiscono sul comportamento, sulle emozioni e sui pensieri del singolo e della collettività. Simile discorso vale chiaramente anche per i videogiochi, internet, i giornali, le riviste, i libri e per ogni altro elemento che stimola la formazione dei samskara.

I samskara condizionano in modo determinante le attitudini mentali e “cercano l’alimento di cui nutrirsi”, abitualmente in base al principio il simile attira il simile. La tipologia e la qualità dei samskara  del singolo, si possono dedurre anche dai samskara di cui “si ciba”, vale a dire dal tipo di immagini, emozioni e pensieri che predilige, cerca, crea e manifesta. Per esempio, i samskara formatisi come conseguenza della percezione e dell’interpretazione di scene di violenza spingeranno a cercare altre scene violente in tv, al cinema, nei libri, su internet, nei videogiochi… In alcuni casi anche a manifestare scene di violenza dal “vivo”. In fin dei conti, lo schermo televisivo, quello cinematografico, quello del computer, il mondo e la percezione della vita appaiono nella mente, che è anche una specie di schermo tridimensionale e multisensoriale ad altissima definizione.

INFLUSSO BENEFICO DEL MAESTRO AUTENTICO

Per consapevolizzarsi con qualità è importante essere aperti all’influsso di menti qualitative (che vibrano di samskara di alta qualità), soprattutto a quello di coloro che sono Divenuti del tutto. Ogni mente può beneficiare qualitativamente del Loro aiuto, in ogni istante e in qualsiasi luogo, anche perché ogni momento e posto da lei percepiti sono suoi aspetti, ma rare menti ne traggono il beneficio che potrebbero. Più è consapevole della potenziale onnipresenza di questo aiuto, meno il singolo abbisogna della cosiddetta presenza fisica di chi è Divenuto del tutto (Maestro Autentico). Chi invece immagina che Egli sia soltanto un “uomo in carne e ossa” e ignora l’effettiva entità della sua presenza, per beneficiare qualitativamente della sua influenza, ha bisogno della Sua cosiddetta vicinanza fisica, che comunque è sempre un’apparizione nella mente che la sperimenta. Chi immagina l’indispensabilità della presenza fisica del Maestro Autentico per trarre supporto da Lui, sperpera l’opportunità di essere sempre in Sua compagnia, di consapevolizzare che non esiste alcuna separazione (solo Uno È) e di fruire costantemente con qualità della Sua azione benefica. Questo è un chiaro esempio di come la mente può limitarsi e di come le immagini sono fondamentali nel determinare molti suoi processi: quando nella mente allieva, che ignora la potenziale onnipresenza dell’aiuto del Maestro Autentico, appare l’immagine corpo fisico del Maestro Autentico vicino al corpo fisico dell’allievo, essa può beneficare qualitativamente dell’influsso del Maestro Autentico, altrimenti no. Per fruire in modo maggiore della Sua influenza, tale mente deve quindi fare in modo che in lei si svolgano i fotogrammi del film[9] viaggio del corpo dell’allievo verso il corpo del Maestro. Chi si cela la semplicità dell’onnipresenza deve faticare e investire tempo, energie e risorse finanziarie, per giovare qualitativamente di ciò che in potenza è disponibile sempre e ovunque. Questo è il prezzo che paga perché non si apre all’emersione della Grazia Divina in lui stesso. La mente consapevole della potenziale onnifruibilità dell’azione del Maestro, non ha invece bisogno di questi giochi di prestigio per beneficiarne.  

IL PELLEGRINAGGIO AI LUOGHI DI POTERE

Il pellegrinaggio ai Luoghi di potere[10] è un ottimo modo per stimolare la formazione di samskara qualitativi. In questi Luoghi si costituiscono in modo accentuato le vibrazioni concernenti i processi relativi a coloro che sono Divenuti del tutto (Gesù, Buddha, Leonardo, Madre Teresa di Calcutta, Tesla, Mozart, Maria di Nazareth, Lao Tzu, Shankara, Yogananda…).

I potenziali benefici della visita al Luogo di potere sono generalmente secondi soltanto a quella al Maestro Autentico[11].

Come ogni viaggio, anche quello verso il Luogo di potere è un processo mentale, un susseguirsi di immagini, suoni, sensazioni… che appaiono nella mente, senza che essa vada da nessuna parte (dove potrebbe andare, dato che ogni luogo e tempo da lei sperimentabili, appaiono in lei stessa, sono suoi segmenti?). La visita a questi Luoghi consiste quindi nell’agire della mente in modo tale che in essa apparirà: prima ciò che lei definisce viaggio verso il Luogo, e poi ciò che identifica come presenza del pellegrino in tale Luogo. La mente che immagina che il soggetto reale sia il corpo fisico, fantastica anche che per giovare dell’influenza benefica del Luogo, il corpo deve andarci. Più la mente è invece consapevole[12] che ogni dove e quando, quindi anche il pellegrino e il Luogo di Potere, appaiono in lei e sono suoi aspetti, meno ha bisogno di “far sì che il corpo fisico vada nel Luogo di Potere”, e più può fruire ora-qua dell’azione benefica del Luogo.

Il pellegrinaggio sostanziale è la consapevolizzazione che tutti i pellegrinaggi avvengono nella mente e che in Realtà si è loro Origine (come Dio, non come individuo).

LA CONSAPEVOLIZZAZIONE DEI SAMSKARA

Consapevolizzare i samskara è molto importante anche perché, come particelle minime della mente, sono i granelli dei mattoni dell’edificio mente. La loro consapevolizzazione consiste in sostanza:

- nell’armonizzazione delle vibrazioni samskariche con quelle dell’Amore, e

- nell’eliminazione delle cause effettive dei samskara nocivi, le quali sono sempre nell’ambito della Coscienza.

Un aspetto particolare della consapevolizzazione dei samskara è quella dei processi della Coscienza relativi a loro. Quando la mente in Pace constata (non sperimenta[13]) qualitativamente l’esistenza di questi processi, essi si riprogrammano e così diminuiscono le cause dei samskara nocivi.

Alcuni utilizzano l’espressione eliminare i samskara, che va compresa in senso metaforico. I samskara non possono essere eliminati, ma “solo” trasformati/consapevolizzati, anche perché:

- nell’ambito della Coscienza le “informazioni”[14] inerenti ai samskara sono indelebili;

- le vibrazioni-energie dei samskara pienamente consapevolizzate, non sono eliminate[15], ma trasformate in Amore e continuano a vibrare come benefiche, sattviche.

La consapevolizzazione dei samskara:

 1) incide positivamente sulla qualità della mente quindi della vita.

2) aumenta la qualità:

- del comportamento: diminuiscono le reazioni nocive, i meccanismi comportamentali limitanti, le abitudini negative…;

- della percezione: la quale diventa più chiara e diminuisce la sensazione che il soggetto sia separato dall’oggetto. Matura la percezione unitaria (integrale);

- dell’attività emotiva: diminuisce il numero delle emozioni diverse dall’Amare, la loro frequenza, intensità e durata: il “voler male” e il “voler bene” si trasformano in essere Amore. Matura la capacità di Amare;

- dell’attività intellettiva: diminuisce il numero di pensieri e matura quelli funzionali per il divenire veritiero. Matura il pensare consapevole.

- del rapporto della mente con se stessa, di suoi segmenti con altri suoi segmenti. Così si placano i conflitti interiori e “esteriori”[16]. Questo avvicina ad Amare il prossimo come se stessi, anche perché si diviene sempre più consapevoli che ciò che prima era percepito come il prossimo è, in effetti, un segmento di noi stessi. Questo favorisce l’emersione dell’Amore

2) diminuisce:

- l’identità immaginata;

- l’identificazione con: il corpo, le emozioni, i pensieri e l’individualità nel suo complesso;

- l’attaccamento alle mete, ai desideri, a persone, ad avvenimenti, alla spiritualità, al Maestro…;

- il “vagare della mente”, tra cui il “proiettarsi nel passato e nel futuro”. La diminuzione del vagare attenua, fino a far scomparire:

• l’immaginare la tripartizione del tempo in passato, presente e futuro, e rende maggiore la consapevolezza dell’Attimo presente;

• il dipendere dal passato sotto forma di ricordi, nostalgia, recriminazioni…;

• l’attaccamento al futuro sotto forma di aspettative, desideri non sufficientemente consapevolizzati, paure riguardo al futuro...;

- la gravità degli ostacoli per la maturazione della consapevolezza;

- l’abbagliarsi della mente;

3) Inoltre:

- quieta la mente,

- trasforma l’inconscio in conscio;

- matura la capacità di testimoniare,

- aumenta la consapevolezza riguardo all’esistenza della Coscienza e della Reale Identità, e quindi il Discernimento dell’Eterno dal temporale (dell’Infinito dal limitato, dell’Esistenza Assoluta da quella individuale).

SAMSKARA E INSEGNAMENTI SPIRITUALI

Molti insegnamenti spirituali danno giustamente molta importanza ai samskara e alla loro “eliminazione”. Si sono così sviluppate particolari tecniche e specifiche regole comportamentali che favoriscono, o dovrebbero favorire, la loro consapevolizzazione. Di solito questi metodi esigono molto sforzo, esercizi particolari e uno stile di vita spesso difficilmente applicabile a quella cittadina, soprattutto se la mente è poco consapevole e quindi fortemente influenzata dai propri e altrui samskara di bassa qualità. Uno dei limiti della maggior parte di questi sistemi è che agiscono sulla consapevolizzazione dei samskara in modo indiretto: tramite la respirazione, l’astenersi, l’esercizio meditativo durante il quale il corpo deve rimanere immobile il più possibile …

Nell’ambito di alcuni di questi insegnamenti è teorizzato addirittura che i samskara si possano annullare facendo esperienze opposte a quelle relative alla loro formazione. Ciò non è vero, anche perché non ci sono esperienze del tutto opposte. Ogni esperienza che non consapevolizza nuoce alla qualità dei samskara, mentre quella consapevolizzante ne migliora la qualità, indipendentemente dalla forma in cui avviene. Un guerriero che combatte in modo consapevole stimola la creazione di samskara più qualitativi di chi prega Dio in modo meccanico, magari supplicandolo o perché prova senso di peccaminosità e perché ha timore di Lui[17]. Un approccio questo che stimola la formazione di samskara relativi alla spiritualità ingannevole (falsa spiritualità).

ESERCIZI MEDITATIVI

Ogni esercizio che consapevolizza la mente in generale, consapevolizza anche i samskara, ma l’effetto è maggiore quando si agisce direttamente per consapevolizzare i samskara.

A) MEDITAZIONE PER RIPROGRAMMARE I SAMSKARA

Il termine riprogrammazione dei samskara significa:

-  la consapevolizzazione dei samskara, e

- la programmazione della Coscienza e della mente, con processi che permettono un’efficace consapevolizzazione anche dopo l’esercizio meditativo.

A) Questa mente chiede la meditazione massima.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

1) Questa mente chiede di “portare” le vibrazioni-energie dei samskara dinanzi al corpo.

La menta visualizza uno schermo tipo TV, due o tre metri dinanzi al corpo fisico. Tempo: 2’-3’

2) Questa mente chiede la riprogrammazione dei samskara.

Visualizzazione: lo “schermo TV” come spiegato sopra. Tempo: minimo 5’

3) Questa mente abbandona i samskara alla Reale Identità.

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

  B) MEDITAZIONE PER RIPROGRAMMARE I TRE TIPI FONDAMENTALI DI SAMSKARA

A) Chiedo alla Reale Identità di eliminarmi gli ostacoli per meditare.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

1) Chiedo alla Reale Identità  di riprogrammarmi i samskara percettivi.

Visualizzazione: il corpo fisico. Tempo: minimo 3’

2) Chiedo alla Reale Identità di riprogrammarmi i samskara emozionali.

Visualizzazione: il petto. Tempo: minimo 3’

3) Chiedo alla Reale Identità di riprogrammarmi i samskara intellettivi.

Visualizzazione: il centro della fronte. Tempo: minimo 3’

4) Abbandono tutti i samskara alla Reale Identità.

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

C) MEDITAZIONE PER RIPROGRAMMARE SAMSKARA SPECIFICI

A) Chiedo la meditazione massima.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

1) Chiedo la riprogrammazione dei samskara (indicare il tipo di samskara).

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

2) Abbandono completamente alla Reale Identità i samskara… (specificare il tipo di samskara).

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

Con la meditazione per riprogrammare i samskara specifici, si possono riprogrammare vari tipi di samskara, per esempio quelli di:

- immagini specifiche: madre, padre, seno della madre, casa dove si è cresciuti, incidente, funerale…;

- emozioni nocive specifiche: rabbia, gelosia, tristezza, insoddisfazioni relative al lavoro, paure in generale, paura dell’abbandono …;

- pensieri nocivi specifici: sono il corpo, sono le emozioni, sono i pensieri, sono destinato a rimanere povero, nessuno mi capisce, nessuno mi vuole, finisco sempre per essere abbandonato, non sarò mai amata, non ci riuscirò, non sbaglio mai, ho sempre ragione, sono tutti incapaci…;

- avvenimenti: nascita, lutto famigliare, episodio stressante, fine di un rapporto…;

- rapporti con: il padre, la madre, i nonni, l’insegnante, la fidanzata, l’amico…;

- ambiti specifici: sessualità, tempo libero, vacanze, lavoro…;

- organi e zone del corpo: fegato, polmoni, contorno occhi, reni, stomaco, organi genitali...;

- singoli chakra: primo, secondo, terzo…;

- malattie: polmonite, sinusite, tachicardia, ulcera…;

- processi nocivi: aspettative, attaccamento al passato, inconfessato, inconfessabile, non detto, critico interiore…;

- sogni: incubi, sogni ricorrenti…;

- complessi: di inferiorità, superiorità, Edipo, Elettra…;

- blocchi: fisici, energetici, emotivi, intellettivi, comunicativi…

Un’altra richiesta qualitativa per consapevolizzare i samskara è:

- Chiedo alla Grazia Divina di attivarsi nei samskara… (in generale oppure in samskara specifici).

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

D) RIPROGRAMMAZIONE DI SAMSKARA “ALTRUI”

Le richieste per riprogrammare i samskara possono essere utilizzate anche per la riprogrammazione di quelli altrui.

1) Chiedo alla Reale Identità di riprogrammare i samskara (oppure samskara specifici) di… (indicare nome della persona).

Visualizzazione: la persona oppure senza visualizzazione. Tempo: minimo 5’

È utile che all’inizio e alla fine della riprogrammazione, il paziente affermi: Abbandono tutti i samskara (oppure samskara specifici) alla Reale Identità.

La riprogrammazione dei samskara altrui può essere fatta anche “a distanza”. Maggiore è la consapevolezza e meno il fattore distanza influisce sulla qualità del trattamento.

RIPROGRAMMARE I SAMSKARA DURANTE IL SONNO

Per riprogrammare i samskara durante il sonno, prima di addormentarsi la mente può fare la seguente richiesta:

- Chiedo alla Reale Identità di riprogrammarmi i samskara (oppure samskara specifici) durante il sonno. 

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’, ma è ancora meglio se la mente si addormenta concentrata su questa richiesta.

Come conseguenza di questa richiesta si potrebbe avere degli incubi, spiacevoli, ma sicuramente benefici per la consapevolizzazione. Così pure ci si potrebbe svegliare intontiti o con mal di testa, nausea o altri stati spiacevoli, che possono fare parte del processo di consapevolizzazione. Per diminuirli, si può fare la richiesta:

- Chiedo alla Reale Identità di armonizzarmi con l’Amore.

Visualizzazione: il petto. Tempo: minimo 3’.

LA TRASFORMAZIONE DELLE REAZIONI INTENSE

Nella prima fase di riprogrammazione dei samskara (alcuni giorni, qualche settimana e in alcuni casi vari mesi) può accadere che le reazioni comportamentali, emotive e intellettive siano molto intense. Per esempio, riprogrammando i samskara inerenti ai litigi di coppia, i partner potrebbero “sentire un maggior bisogno di litigare”. Si tratta di un naturale processo di consapevolizzazione di processi samskarici relativi a: rabbia, tensione, paure, odio, gelosia, insoddisfazione… concernenti il rapporto. In caso di reazioni intense è saggio trasformarle positivamente, quietandosi. Si può ottenere ciò:

- abbandonandosi alla Reale Identità oppure abbandonando l’emozione/idea specifica:

Mi abbandono completamente alla Reale Identità,

Questa mente abbandona la rabbia alla Reale Identità,

Abbandono i pensieri alla Reale Identità;

- aprendosi all’aiuto interiore:

Mi apro completamente alla Grazia in me,

Mi apro totalmente all’Aiuto onnicomprensivo in me;

Mi apro completamente all’Amore in me.

- con le affermazioni (potenzialmente) illuminanti: Io sono e Sussisto Assoluto;

- con la domanda (potenzialmente)  illuminante: Chi sono in Realtà? oppure Qual è la Reale Identità?;

- testimoniando il più possibile consapevolmente la situazione, le emozioni, i pensieri…), cercando di non identificarsi;

- non rimuginando sui come e sui perché della situazione…;

- non reagendo meccanicamente e in modo inappropriato;

- contando lentamente sino a dieci prima di reagire;

- respirando profondamente rendendosi conto del respiro;

- concentrandosi su un’unica emozione o un unico pensiero, osservandolo;

- facendo una delle seguenti richieste o affermazioni e rimanendo concentrati su essa:

Chiedo la Consapevolezza integrale;

Chiedo alla Reale Identità  di eliminare i processi nocivi;

Chiedo alla Reale Identità di illuminarmi;

Sono Pace, Amore e Armonia.

TEMPI DI CONSAPEVOLIZZAZIONE

Il tempo necessario per consapevolizzare un insieme di samskara specifici relativi a: meccanismi comportamentali, rapporti, forme pensiero, forme emozione, avvenimenti…, è difficilmente determinabile, anche perché dipende da vari fattori, tra cui:

- la “potenza” dei samskara in questione;

- quanto è radicata l’attività (meccanismo comportamentale, emozionale, intellettivo) relativa ai samskara in questione;

- come l’ambiente, lo stile di vita, gli altri, le circostanze[18] …, influiscono sulla qualità dei samskara;

- il grado medio di consapevolezza durante le ventiquattro ore;

- la capacità di riprogrammare i samskara, che può essere maturata anche con la richiesta: Chiedo di consapevolizzare la capacità di riprogrammare i samskara;

- la misura in cui ci si assume la responsabilità, non la colpa, per il proprio stato e la situazione di vita, senza addossare la colpa ad altri;

- la risolutezza a consapevolizzarsi;

- la capacità di lasciar andare tutto ciò che è superfluo e nocivo. 


[1] Samskara da immagine, da suono, da odore…

[2] In occasione del trapianto di un organo, può accadere che i samskara prodotti dal donatore influiscano in modo notevole sul comportamento di colui a cui è stato trapiantato l’organo.

[3] Lo stato psicofisico (corpo – emozioni – pensieri), la quotidianità e tutti i processi vibratori – energetici – materiali sono processi mentali, avvengono nella mente.

[4] Il mondo appare nella mente ed è un suo segmento.

[5] Tra l’altro, i sogni indicano il bisogno della mente di elaborare. In sostanza, la mente Sana (Divenuta del tutto), non ha bisogno di elaborare, anche perché ha già maturato l’elaborazione fondamentale, che consiste nella maturazione completa della conoscenza che ogni esperienza è irReale.

[6] Soltanto la mente in Pace è libera da ogni conflitto. Paragonato a tale assenza di conflitti, è grande conflitto anche quello che alla mente poco consapevole può sembrare minimo.

[7] Anche la mente che sa che tutto ciò che sperimenta fa parte di lei stessa può essere in conflitto. L’assenza di conflitti non è una questione di mero sapere, ma di qualità dell’esserci.

[8] Le vibrazioni e le energie non passano attraverso la Coscienza, ma si costituiscono nell’individuo come conseguenza dei Suoi processi.

[9] Tutto ciò che la mente percepisce fa parte di lei stessa.

[10] Attualmente ci sono 102 Luoghi di Potere, tra cui: Musei Vaticani, Monte Athos, Westminster Abbey (Londra), Piramidi di Giza (Egitto), Città Proibita (Pechino), Piramide della Luna e Piramide del Sole (Messico). L’argomento Luoghi di Potere è trattato in modo dettagliato nel libro Il Conscio Maturo, Zoran Gruičić e Milica Gruičić, Andrea Pangos Editore, 2003.

[11] Visita che può essere intesa come avvicinamento al Suo corpo fisico, oppure come apertura al Suo influsso benefico. Il Maestro Autentico comprende tutti i Luoghi di Potere, nel senso che è pienamente consapevole dell’Uno Totale (Totalità – Vera Identità) e dell’Uno Reale (Assoluto – Reale Identità).

[12] Non soltanto sa. Non basta il concetto: tanto è tutto in me. È questione di maturità della consapevolezza, non di mere convinzioni.

[13] L’individuo non può sperimentare la Coscienza.

[14] In forma di processi della Coscienza.

[15] I ricordi concernenti i samskara pienamente consapevolizzati, non spariscono, ma quando la mente li rievoca non li sperimenta più come tristezza, nostalgia, paura…, perché vibrano di Amore e sono sperimentati come tale.

[16] Si tratta si conflitti di segmenti della mente, con quelli che solitamente sono percepiti e definiti come elementi del cosiddetto mondo esteriore, mentre sono sempre aspetti della stessa mente.

[17] Ogni preghiera a Dio produce anche degli effetti positivi, ma quando è caratterizzata da paura, senso di colpa e di peccato stimola anche la formazione di samskara nocivi e di strutture energetiche nocive.

[18] L’ambiente, “il modo di vivere”, gli altri, le circostanze sono chiaramente tutti aspetti della mente.

                                                    

 

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