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L'ETICA SPIRITUALE SOMMARIO DELL'ARTICOLO 1. BENE E MALE 2. PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’ETICA SPIRITUALE 3. AMORE E CONOSCENZA 4. CONFONDERE IL MALE CON IL BENE 5. ETICA SPIRITUALE E BENESSERE 6. TRASCENDIMENTO DEI CONCETTI DI BENE E MALE 7. MEDITAZIONE DELL’ETICA SPIRITUALE BENE E MALE Quando un’azione è giusta o sbagliata? e Qual è il principio che decide che cosa è il bene e che cosa è il male?, sono tra le domande fondamentali alle quali cerca di rispondere l’etica. Le risposte sono inevitabilmente suggestionate dalle rappresentazioni che si hanno del bene e del male. Alcuni definiscono come male ciò che altri caratterizzano come bene e viceversa. I concetti etici non sufficientemente qualitativi, come quelli di qualità utilizzati malamente, fanno facilmente smarrire l’intelletto in un turbine di nozioni, credenze, dogmi, valori, emozioni, immagini…, spesso contrastanti tra loro e non in linea con le esigenze vere dell’individuo. Questo produce conflitti interiori che possono sfociare in “esteriori”: litigi, vendette, violenza, omicidi, scontri armati, fanatismo, estremismo, terrorismo… Per far sopravvivere le proprie idee sul giusto e sullo sbagliato, sul bene e sul male, alcuni uccidono e altri si fanno ammazzare. Molti si ritrovano così a fare ciò (uccidere) che, di solito, definiscono male, in nome di ciò che chiamano bene, giustificando questa trasformazione con la fallace scusa di agire in nome del bene o della cosiddetta (presunta) volontà Divina. Per ovviare a tutto questo c’è bisogno di un’etica universale. Uguale per tutti, costante, semplice e coerente in ogni aspetto, come l’etica spirituale, la quale trova fondamento nell’esigenza sostanziale di divenire con qualità (maturare la consapevolezza), rispettando così pienamente il valore della vita umana. PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’ETICA SPIRITUALE Il principio fondamentale dell’etica spirituale è: il bene è ciò che stimola la maturazione della consapevolezza, che è la maturazione spirituale. Il male, invece, è ciò che la ostacola. Chi sollecita la consapevolizzazione (si) fa del bene, chi lo ostacola (si) fa del male. Da questa prospettiva, la qualità di un processo (azione, emozione, idea…) è determinata da quanto stimola o ostacola la maturazione. Più la favorisce, più è etico, spirituale. Per meglio comprendere la fondatezza di questi concetti e l’utilità di applicarli, è produttivo considerare l’apporto dato all’evoluzione dell’umanità da chi è Divenuto del tutto, per esempio: san Tommaso d’Aquino, Buddha, Beethoven, Bernini, William Blake, Bramante, Santa Caterina da Siena, Chuang-Tzu, Marie Curie, Democrito, Eratostene, Enrico Fermi, Fibonacci, Galeno, Gesù, Kabir, Herman Hesse, Ippocrate, Giovanni Keplero, Platone, Socrate, Ramakrishna, Tagore, santa Teresa d’Avila, santa Teresa di Calcutta, Tolomeo, Voltaire. AMORE E CONOSCENZA L’etica spirituale intende stimolare la crescita della qualità di emozioni, idee e azioni. Questo proposito trova riscontro in altri sistemi etici. I fenomeni che di solito sono definiti come male: malattie, guerre, omicidi, suicidi, soprusi, crimini…, sono, infatti, primariamente sia conseguenze sia ragioni di: - emozioni nocive: rabbia, gelosia, paure, sofferenza, invidia, astio, odio, insoddisfazione, ira, tristezza, ansia… In generale di emozioni le cui vibrazioni non sono sufficientemente armonizzate con quella dell’Amore; - pensieri nocivi: razzisti, di superiorità, di inferiorità, pensieri bellicosi… Nel senso stretto del fenomeno, di idee che si formano come conseguenza di stati esperienziali diversi dall’Amore; - manifestazioni e comportamenti nocivi: attaccamento al potere, manipolazione, meccanismi comportamentali controproducenti, frustrazioni, depressione, reazioni dannose, complessi, sensi di colpa, conflitti interiori e “esteriori”, vendicatività, avidità, lussuria, tendenza a dominare, repressione della sessualità, bramosia, accidia, dipendenza… Questi fenomeni distruttivi sono tutti caratteristici della consapevolezza parziale, non sufficientemente matura. La Consapevolezza integrale è invece caratterizzata dall’Amore e dalla Conoscenza di Se Stessi (Reale Identità, Dio, Sé, Assoluto, Realtà). Per essere trasformato positivamente, il circolo chiuso e vizioso del basso grado di maturità della consapevolezza, ha bisogno di un elemento nuovo: dell’apertura all’Amore. Per fare veramente del bene bisogna consapevolizzarsi. Più si è consapevoli, meglio si aiuta se stessi e il mondo. L’Amore e la Conoscenza di uno sono di beneficio a tutti (che sono Uno): l’etica spirituale è l’etica dell’Amore e della Conoscenza. L’avvicinamento alla conoscenza di Se Stessi riduce la distanza dall’Amare. Più si è vicini a ConoscerSi, più si è consapevoli dell’Unità e questo favorisce l’Amore. Le guerre, generalmente considerate uno dei mali maggiori, hanno di solito anche una forte componente religiosa, contaminata dall’ignorare Dio (Reale Identità), cioè Se Stessi: Conoscere Se Stessi significa Conoscere Dio[1]. Di solito chi crede in Dio (perché non Lo Conosce) ha molteplici idee fuorvianti su Lui, che spesso scambia per Dio. Così, in nome di ciò che immaginano essere Dio, alcuni combattono e uccidono altri perché hanno idee su Dio diverse dalle loro. Chi è veramente consapevole di Dio è libero da idee bellicose relative al concetto Dio, perché sa perfettamente che Dio è Uno, l’Origine di ognuno. [1] Dio è l’Identità Reale, non quella individuale. Chi conosce veramente Dio, Lo “vede” in tutti e Ama tutto. Per chi Lo Conosce, non ci sono uomini senza Dio, non ci sono infedeli da combattere, ma ci sono menti che Conoscono Dio e altre che Lo ignorano. CONFONDERE IL MALE CON IL BENE Applicando principi etici che contrariano la consapevolizzazione, si può immaginare di fare del bene, magari fantasticando che si tratta proprio del comportamento voluto da Dio, invece si sta nuocendo(si). Se ciò che è definito bene ostacola la maturazione della consapevolezza è male.[2] |