Il principio fondamentale dell’etica spirituale è: il bene è ciò che stimola la maturazione della consapevolezza, che è la maturazione spirituale. Il male, invece, è ciò che la ostacola. Chi sollecita la consapevolizzazione (si) fa del bene, chi lo ostacola (si) fa del male.
Home page Area abbonati Chi siamo Acquisti Aggiornamenti Newsletter Libri Contatti Carrello
Arte e spiritualità
Aforismi
Articoli
Corsi
Dialoghi consapevoli
Oroscopi di Illuminati
Essere
Video spirituali
Energie spirituali
Il terzo paesaggio spirituale
Gruppo Alla Ricerca della Reale Identità su Facebook
Essere Amore - corso
per scoprire l'Amore
in se stessi e
ScoprirSi sua Origine
Alla Ricerca della Reale Identità - metodo completo
di maturazione della consapevolezza
Liberi di Essere - artisti protagonisti: corso di teatro consapevole
Il Canto Originale - corso di canto per liberare la voce dalle catene delle definizioni
ETICA SPIRITUALE

L'ETICA SPIRITUALE

Articolo di Andrea Pangos

(scritto nel 2004, aggiornato nel 2010)

Pagina principale articoli

SOMMARIO DELL'ARTICOLO

1. BENE E MALE

2. PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’ETICA SPIRITUALE

3. AMORE E CONOSCENZA

4. CONFONDERE IL MALE CON IL BENE

5. ETICA SPIRITUALE E BENESSERE

6. TRASCENDIMENTO DEI CONCETTI DI BENE E MALE

7. MEDITAZIONE DELL’ETICA SPIRITUALE

BENE E MALE

Quando un’azione è giusta o sbagliata? e Qual è il principio che decide che cosa è il bene e che cosa è il male?, sono tra le domande fondamentali alle quali cerca di rispondere l’etica.

Le risposte sono inevitabilmente suggestionate dalle rappresentazioni che si hanno del bene e del male. Alcuni definiscono come male ciò che altri caratterizzano come bene e viceversa.

I concetti etici non sufficientemente qualitativi, come quelli di qualità utilizzati malamente, fanno facilmente smarrire l’intelletto in un turbine di nozioni, credenze, dogmi, valori, emozioni, immagini…, spesso contrastanti tra loro e non in linea con le esigenze vere dell’individuo.

Questo produce conflitti interiori che possono sfociare in “esteriori”: litigi, vendette, violenza, omicidi, scontri armati, fanatismo, estremismo, terrorismo… Per far sopravvivere le proprie idee sul giusto e sullo sbagliato, sul bene e sul male, alcuni uccidono e altri si fanno ammazzare. Molti si ritrovano così a fare ciò (uccidere) che, di solito, definiscono male, in nome di ciò che chiamano bene, giustificando questa trasformazione con la fallace scusa di agire in nome del bene o della cosiddetta (presunta) volontà Divina.

Per ovviare a tutto questo c’è bisogno di un’etica universale. Uguale per tutti, costante, semplice e coerente in ogni aspetto, come l’etica spirituale, la quale trova fondamento nell’esigenza sostanziale di divenire con qualità (maturare la consapevolezza), rispettando così pienamente il valore della vita umana.

PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’ETICA SPIRITUALE

Il principio fondamentale dell’etica spirituale è: il bene è ciò che stimola la maturazione della consapevolezza, che è la maturazione spirituale. Il male, invece, è ciò che la ostacola. Chi sollecita la consapevolizzazione (si) fa del bene, chi lo ostacola (si) fa del male. Da questa prospettiva, la qualità di un processo (azione, emozione, idea…) è determinata da quanto stimola o ostacola la maturazione. Più la favorisce, più è etico, spirituale.

Per meglio comprendere la fondatezza di questi concetti e l’utilità di applicarli, è produttivo considerare l’apporto dato all’evoluzione dell’umanità da chi è Divenuto del tutto, per esempio: san Tommaso d’Aquino, Buddha, Beethoven, Bernini, William Blake, Bramante, Santa Caterina da Siena, Chuang-Tzu, Marie Curie, Democrito, Eratostene, Enrico Fermi, Fibonacci, Galeno, Gesù, Kabir, Herman Hesse, Ippocrate, Giovanni Keplero, Platone, Socrate, Ramakrishna, Tagore, santa Teresa d’Avila, santa Teresa di Calcutta, Tolomeo, Voltaire.

AMORE E CONOSCENZA

L’etica spirituale intende stimolare la crescita della qualità di emozioni, idee e azioni. Questo proposito trova riscontro in altri sistemi etici. I fenomeni che di solito sono definiti come male: malattie, guerre, omicidi, suicidi, soprusi, crimini…, sono, infatti, primariamente sia conseguenze sia ragioni di:

- emozioni nocive: rabbia, gelosia, paure, sofferenza, invidia, astio, odio, insoddisfazione, ira, tristezza, ansia… In generale di emozioni le cui vibrazioni non sono sufficientemente armonizzate con quella dell’Amore;

- pensieri nocivi: razzisti, di superiorità, di inferiorità, pensieri bellicosi… Nel senso stretto del fenomeno, di idee che si formano come conseguenza di stati esperienziali diversi dall’Amore;

- manifestazioni e comportamenti nocivi: attaccamento al potere, manipolazione, meccanismi comportamentali controproducenti, frustrazioni, depressione, reazioni dannose, complessi, sensi di colpa, conflitti interiori e “esteriori”, vendicatività, avidità, lussuria, tendenza a dominare, repressione della sessualità, bramosia, accidia, dipendenza…

Questi fenomeni distruttivi sono tutti caratteristici della consapevolezza parziale, non sufficientemente matura. La Consapevolezza integrale è invece caratterizzata dall’Amore e dalla Conoscenza di Se Stessi (Reale Identità, Dio, Sé, Assoluto, Realtà).

Per essere trasformato positivamente, il circolo chiuso e vizioso del basso grado di maturità della consapevolezza, ha bisogno di un elemento nuovo: dell’apertura all’Amore. Per fare veramente del bene bisogna consapevolizzarsi. Più si è consapevoli, meglio si aiuta se stessi e il mondo. L’Amore e la Conoscenza di uno sono di beneficio a tutti (che sono Uno): l’etica spirituale è l’etica dell’Amore e della Conoscenza.

L’avvicinamento alla conoscenza di Se Stessi riduce la distanza dall’Amare.

Più si è vicini a ConoscerSi, più si è consapevoli dell’Unità e questo favorisce l’Amore.

Le guerre, generalmente considerate uno dei mali maggiori, hanno di solito anche una forte componente religiosa, contaminata dall’ignorare Dio (Reale Identità), cioè Se Stessi: Conoscere Se Stessi significa Conoscere Dio[1]. Di solito chi crede in Dio (perché non Lo Conosce) ha molteplici idee fuorvianti su Lui, che spesso scambia per Dio. Così, in nome di ciò che immaginano essere Dio, alcuni combattono e uccidono altri perché hanno idee su Dio diverse dalle loro. Chi è veramente consapevole di Dio è libero da idee bellicose relative al concetto Dio, perché sa perfettamente che Dio è Uno, l’Origine di ognuno.  

[1] Dio è l’Identità Reale, non quella individuale.

Chi conosce veramente Dio, Lo “vede” in tutti e Ama tutto. Per chi Lo Conosce, non ci sono uomini senza Dio, non ci sono infedeli da combattere, ma ci sono menti che Conoscono Dio e altre che Lo ignorano.

CONFONDERE IL MALE CON IL BENE

Applicando principi etici che contrariano la consapevolizzazione, si può immaginare di fare del bene, magari fantasticando che si tratta proprio del comportamento voluto da Dio, invece si sta nuocendo(si). Se ciò che è definito bene ostacola la maturazione della consapevolezza è male.[2]

[2] La buona fede e le buone intenzioni possono anche essere delle scusanti, ma non evitano o riparano i danni causati dalle azioni malefiche, vale a dire dalle azioni (emozioni, idee e azioni nocive) che hanno nuociuto alla qualità del divenire.

D’altro canto, può succedere che quando si fa veramente del bene, ma in discordanza con le regole etiche che non considerano l’importanza della consapevolizzazione, si è combattuti tra seguire le indicazioni della voce spirituale interiore[3], che suggerisce il giusto comportamento, e rispettare quelle della falsa coscienza[4], programmata e condizionata da principi etici non in linea con la consapevolizzazione.

[3] Voce spirituale interiore intesa anche come intuizioni su come fare del bene, stimolare la consapevolizzazione.

[4] In questo articolo, il termine coscienza (c minuscola) è utilizzato per indicare il segmento mentale che è comunemente definito, appunto, come coscienza (sistema dei valori morali di una persona, che le permette di approvare o disapprovare i propri atti) e non per indicare la Coscienza  (Infinita) per la quale è utilizzata l’iniziale maiuscola (Coscienza).

Tra l’altro, non seguire i suggerimenti della falsa coscienza, contribuisce alla formazione di conflitti interiori, di sensi di colpa e di peccato, che sono ulteriori ostacoli per la spiritualità.

L’etica spirituale non stimola questi fenomeni nocivi. Il verificarsi di incongruenze e di conflitti nella relazione tra voce spirituale interiore ed etica spirituale, significa che non si sono compresi a fondo i principi di quest’ultima. A differenza di una certa etica religiosa, l’etica spirituale non sollecita mai la formazione della falsa coscienza, ma stimola a liberarsene.

Per applicare qualitativamente il principio fondamentale dell’etica spirituale, è necessario sollecitare la maturazione della consapevolezza, senza farsi fuorviare dalla forma in cui avviene. Più si è consapevoli, più le azioni, le emozioni e le idee sono qualitative e in funzione dell’Amore, a prescindere dalla forma espressiva. La consapevolizzazione di qualità può svolgersi anche in una forma che qualcuno potrebbe definire malefica, immorale o non spirituale[5].

[5] Per esempio, alcuni pensano, erroneamente, che un guerriero non potrebbe mai Divenire del tutto.

ETICA SPIRITUALE E BENESSERE

L’applicazione di principi etici, che non considerano la fondamentale importanza di maturare la consapevolezza, porta a (far) soffrire. Questo genera confusione, conflitti, insicurezze, delusioni e sconcerto: Visto che sto facendo del bene, come mai sto male?

In questo caso, è utile interrogarsi in modo illuminante:

Sto facendo veramente del bene o soltanto immagino di farlo?

Non sarebbe naturale che fare del bene portasse a stare bene?

Ciò che mi hanno insegnato essere il bene è veramente il bene?

Come mai c’è tanto malessere, in un mondo dove tanti fanno ciò che è definito bene?

Cosa devo fare per stare bene?

Farmi del bene. Certo!

Ma cosa significa farmi del bene?

Per chi beve veleno scambiandolo per una medicina, l’avvelenamento è certo. Se non vuole morire avvelenato deve:

1) comprendere che ciò che crede(va) essere una medicina, è veleno, che ciò che immagina(va) essere il bene è invece il male;

2) smettere di assumere il veleno, cessare di applicare dei valori etici che sono benefici solo apparentemente;

3) capire cos’è l’effettivo bene;

4) agire in modo da disintossicarsi, migliorando la qualità della consapevolezza.

L’effettivo bene è quello indicato dall’etica spirituale. Seguendo i suoi principi in modo illuminante, non si corre il rischio di stare male facendo del “bene” e si migliora sicuramente la qualità della vita, che come individui siamo.

Molti immaginano di stare bene, ma si sono soltanto assuefatti al malessere, che notano soltanto “occasionalmente” e in parte. Altri addirittura si illudono che la sofferenza faccia bene perché purifica. Altri ancora pensano che il malessere sia lo stato naturale. Tutto questo perché ignorano il BenEssere dell’Amore, che non è il mero “voler bene”.

Il proverbio mal comune mezzo gaudio, può essere un modo molto efficace per ingannarsi e ingannare, giustificando falsamente il proprio malessere, invece di assumersene la responsabilità (non la colpa) e iniziare a tendere verso il BenEssere.

L’effettivo bene fa male all’identità immaginata, la fa scomparire. Per questo lei bolla spesso il bene come male.

L’identità immaginata è una disfunzione molto maliziosa, che ha non solo la capacità di ribellarsi alla cura illuminante, ma può anche prescrivere una “terapia” apparentemente benevola ed effettivamente maligna, che invece di far guarire (neutralizzare la stessa identità immaginata), peggiora il disturbo (la rafforza).

TRASCENDIMENTO DEI CONCETTI DI BENE E MALE

Oltre a permettere di definire cosa sono il bene e il male, i principi dell’etica spirituale stimolano a oltrepassare questa suddivisione. Il loro scopo più profondo è quello di farsi trascendere. Come tutti i principi, anch’essi sono limitati all’intelletto, ma a differenza di molti altri, sollecitano a superarlo. In questo senso, si tratta di un insieme di idee che mirano a far trascendere ogni concetto. Soltanto liberandosi dall’attaccamento a ogni convinzione si può Amare dinanzi a ogni concetto.

Solamente chi è libero da ogni nozione[6] può comprendere il profondo valore dell’etica spirituale. Altrimenti, anche il suo principio fondamentale può essere uno strumento per ostacolare la spiritualità. I principi dell’etica spirituale sono potenziali indicazioni, non sono la via, che è sempre la consapevolizzazione. Farsi condizionare beneficamente dai suoi principi, può essere un’ottima guida iniziale per consapevolizzarsi, anche per sostituire un’etica di bassa qualità, con una di alta qualità. Per maturare integralmente bisogna però trascendere la conflittualità bene-male.

[6] Libero nel senso che nessuna idea turba il Vuoto mentale, l’Amare.

Se i concetti dell’etica spirituale sono appresi senza la necessaria consapevolizzazione, possono facilmente trasformarsi in impedimenti, perché possono stimolare l’attaccamento:

- a se stessi (individuo);

- al “se stessi” (identità immaginata);

- al bene, ma anche al male;

- alla suddivisione non illuminata in bene e in male;

- al mercanteggiare con il bene - faccio del bene così otterrò del bene;

- ai frutti dell’azione - semino bene così raccoglierò del bene;

- all’identità immaginata di tipo morale, umanitario e spirituale e

- alla spiritualità.

Si tratta di fenomeni che protratti e non trascesi, denotano che invece della consapevolizzazione è in atto la concettualizzazione della stessa, cioè che la maturazione spirituale è stata mendacemente “sostituita” dalla concettualizzazione priva di consapevolizzazione. Per divenire qualitativamente bisogna focalizzarsi sulla maturazione della consapevolezza, ma senza attaccamento e senza che i concetti di bene e di male la condizionino nocivamente.

Quando una persona si considera buona e non cattiva, si auto-afferma identificandosi con questa convinzione, che prolunga l’esistenza separativa in una nuova forma. In certi casi questa nuova costruzione dell’ego è più difficile da smantellare, perché spesso ci si identifica più completamente con il bene che non con il male. È più facile liberarsi dell’identificazione con il male perché, non appena si percepisce che il male è male, la sua presa sulla coscienza perde forza. Districarsi dalla presa del bene è un problema più difficile, poiché il bene ha una parvenza di auto-giustificazione perché il confronto con il male è a suo favore. Con il tempo tuttavia, l’aspirante si stanca della sua nuova prigione, e dopo questa intuizione abbandona la propria esistenza separata trascendendo la dualità di bene e di male.[7] - Meher Baba

[7] Discorsi, Meher Baba Orizzonti edizioni, 2000, pag.107.

Maturando, ci si avvicina a trascendere la suddivisione bene-male: facendo ciò che è effettivamente bene, si può trascendere i concetti di bene e di male. Chi non Ama ha bisogno di guide, di valori etici e di concetti sul bene. Chi Ama è la Guida, il Valore e il Bene di per sé.

Ama e fai quello che vuoi. - Sant’Agostino.

Per diminuire l’attaccamento ai concetti di bene e male, è utile che l’intelletto consideri in modo illuminante che:

- l’attaccamento a queste idee potenzia il funzionamento dualistico dell’intelletto, il che crea conflitti, anche perché potenzia l’immaginaria separazione dagli altri e da Dio;        

- la Reale Identità non cambia, a prescindere dal fatto che si faccia il “massimo del bene” oppure il “massimo del male”, che si stimoli la maturazione della consapevolezza oppure che si ostacoli, che si maturi del tutto oppure minimamente;

- la Coscienza Originale (Divina), si perpetua sia attraverso ciò che può essere interpretato come maggior male, sia tramite quello che è può essere definito come maggior bene;

- non esiste né il male assoluto né il bene assoluto. Soltanto Dio Sussiste Assoluto. Inscindibili dal tempo-spazio, il bene e il male possono essere soltanto relativi;

- i concetti di bene e di male sono spesso associati a quelli di giustizia e di ingiustizia. Secondo un certo modo di determinare che cos’è la giustizia, il mondo potrebbe sembrare pieno di ingiustizie. Invece, vige la massima giustizia. Ogni avvenimento è un aspetto del riconoscersi dell’umanità attraverso se stessa. In questo senso, sarebbe una “vera e propria ingiustizia” se non fosse così. Le menti creano il destino. Gli avvenimenti sono primariamente il risultato della “materializzazione” di emozioni e idee, attraverso le quali l’umanità crea e conserva se stessa. Questo non significa che non bisogna tendere a migliorare la qualità dei processi collettivi, anzi. Per farlo in modo veramente efficace è necessario aumentare la qualità delle proprie emozioni e idee.

Produrre emozioni e idee nocive crea un mondo infernale. Amare ed esprimere concetti in funzione dell’Amare stimola la creazione di un mondo Paradisiaco. Nella loro sostanza, i problemi dell’umanità non sono una questione di ingiustizia, ma del non tendere ad Amare. Le “ingiustizie” sono sostanzialmente il prodotto di processi emotivi e intellettivi non sufficientemente illuminati, una conseguenza naturale dello stato inNaturale degli individui.

Il mondo di individui Naturali sarà un mondo di costante Pace e Amore, come lo è (qui-ora) il mondo di chi è Divenuto del tutto.

MEDITAZIONE DELL’ETICA SPIRITUALE

1)       Dedico questa meditazione alle verità.

Visualizzazione: centro del petto. Tempo: 1’-2’

2) Chiedo alla Reale Identità la meditazione massima.         

Visualizzazione: la testa. Tempo: 1’-2’

3) Chiedo alla Reale Identità di riprogrammarmi il concetto bene.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

4) Chiedo alla Reale Identità di riprogrammarmi il concetto male.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

5) Abbandono i miei concetti alla Reale Identità.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’-3’

6) Chiedo di consapevolizzare l’etica spirituale in me.

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 3’

Ritorna a inizio pagina

VIDEO: TRASFORMARE IL RANCORE IN PERDONO


Condividi questa pagina su Facebook
In quale mondo vivi?
In nessuno, il mondo esiste in me.

Realtà e Amore
Abbandonandosi a Dio si  trae sempre più ispirazione da Lui e si è sempre meno condizionati dal mondo oggettuale.
Amare
Nell’ambito del Karma tutto avviene in modo spontaneo, senza alcuna ragione definibile intellettualmente.
Karma e incarnazione
Per divenire in modo veritiero è indispensabile che la mente stia dalla parte del proprio e altrui divenire, che parteggi per la Pace e l’Amore.
Divenire
La sincerità avvicina alla Verità, la Verità porta a Dio.
Il Cavaliere delle Energie
Per non essere turbata dalla troppa pace, la mente turbata cerca e crea agitazione.
Eternamente Qua
Il segreto di Nikola Tesla Sri Nisargadatta Maharaj Krishnamurti-MenteLibera Osho - The Movie
Ranjit Maharaj 1
U.G. Krishnamurti UG Krishnamurti - you see
Madre Teresa di Calcutta Talks with Nisargadatta Meher Baba Interview Ghandi
OSHO: Absolutely Free Padre Pio vivo 1
Krishnamurti - Il Risveglio
Krishnamurti
Maharishi Mahesh Yogi Padre Pio - l'Eucarestia Thich Naht Hanh Carezza- Giovanni XXIII
Ultima messa di Padre Pio
Anandamayi ma Meher Baba with Lepers
Copyright 2003-2010 Andrea Pangos