Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità 1.TESTIMONE E TESTIMONE 2. TESTIMONIANZA E TESTIMONIANZA 3. TESTIMONIANZA INDIRETTA E DIRETTA 4. QUALITÀ DELLA TESTIMONIANZA 5. QUALITÀ DEL CONOSCITORE E DEL CONOSCIUTO 6. TESTIMONIANZA E DISTACCO 8. MATURAZIONE DELLA TESTIMONIANZA: LA TESTIMONIANZA ILLUMINANTE 9. LA MATURAZIONE DELLA TESTIMONIANZA DIRETTA 9.1. TESTIMONIANZA DEL CORPO FISICO 9.2. TESTIMONIANZA DEL TEMPO-SPAZIO 9.3. TESTIMONIANZA DELLE PROPRIE EMOZIONI ED IDEE 10. LA MATURAZIONE DELLA TESTIMONIANZA INDIRETTA 10.1. TESTIMONIANZA DI EMOZIONI E IDEE ALTRUI 10.2. TESTIMONIARE ***
1. testimone e Testimone
Dal Testimone Assoluto traggono espressione i testimoni relativi. Lui è la Reale Identità (Dio, Assoluto, Sé, Realtà), loro gli individui.
Il Testimone Assoluto (da ora in poi solamente Testimone – T maiuscola) non percepisce, non osserva, ma eternamente Sussistente permette l’esistenza di ogni testimone relativo (da ora in avanti semplicemente testimone – t minuscola) e quindi di ogni forma di percezione. Il Testimone è l’Origine del testimone e così lo precede. Non in termini di tempo e spazio, di prima e dopo, ma perché da Lui spuntano il tempo e lo spazio, inscindibili dal testimone. Il Testimone non è mai senza testimoni: il Suo Sussistere sempre assieme alla Manifestazione fa parte dell’ordine naturale - l’Immanifesto Sussiste sempre con il manifesto. Il Testimone è (il) Senza tempo. Il testimone è temporale. Ha durata, contiene il tempo ed è anche tempo. È portatore del proprio tempo-spazio, che sparisce definitivamente con la sua fine. Come principio universale perdura, ma come singola espressione (individuo) permane una vita soltanto, che lui stesso è. Come tale, inizia con il concepimento, termina con la morte e si compone di processi vitali e di percezione di sé (consapevolezza [di sé]), che è la testimonianza relativa. 2. testimonianza e Testimonianza Precedendolo, il Testimone Testimonia l’esistenza del testimone. Il testimone testimonia il Testimone in modo perlomeno triplice: - come Sua manifestazione, è la “prova” indiretta della Sua Sussistenza; - consapevolizzandosi diviene consapevole del Testimone, diventando così prova a se stesso che Lui è l’unica Realtà; - una volta liberatosi compiutamente dall’attaccamento a se stesso, esistendo affrancato da ogni paura ed emanante Pace e Amore, il testimone è per l’umanità la prova lucente della Sussistenza di Dio. La testimonianza relativa (da ora in avanti testimonianza, t minuscola) inizia e termina con la percezione di essere del testimone (più precisamente della testimonianza[1]), sul “confine” tra il processo vitale privo di percezione e la sua percezione prima. La pura Conoscenza di essere esente da pensieri, è la reazione primaria all’Amore, che è la risposta prima alla (Pace della) pura percezione di essere. L’essenza della testimonianza è quindi: Pace (della pura percezione di essere), Amore (dell’essere, per l’essere) e pura Conoscenza (di essere). Questa è la qualità della testimonianza (consapevolezza) primaria. La testimonianza in Salute, cioè Divenuta del tutto, è integralmente caratterizzata da questa qualità, mentre molti segmenti di quella disturbata differiscono da lei. La base della testimonianza è la conoscenza di esserci[2] (come individuo). Si tratta dell’autoconsapevolezza del testimone (più specificatamente della testimonianza).Testimoniare la propria esistenza di individuo (esserne consapevoli) è la testimonianza primaria, senza la quale non ci può essere altra. La testimonianza (di sé), cioè la consapevolezza di essere, dura dal momento del concepimento[3] alla morte e si svolge attraverso tre stati abituali: sonno profondo, sogno e stato di veglia, e uno non usuale, ma Naturale: la testimonianza integrale (Consapevolezza integrale). La testimonianza, durante: - il sonno profondo è tanto silente da non essere riconosciuta; - il sognare è più attiva, ma è riconosciuta soltanto nel caso di sogno lucido (so che sto sognano); - lo stato di veglia è attiva al massimo ed è in parte riconosciuta: la veglia della testimonianza mediamente consapevole è uno stato di sonnolenza, durante il quale la conoscenza di esserci è constatata solo in minima parte, perché offuscata dall’onanismo intellettivo ed emotivo. La testimonianza non c’è solamente durante l’Estinzione, quando cessa totalmente la percezione di sé, ma il testimone continua comunque ad esistere. TESTIMONIANZA INDIRETTA E DIRETTA La testimonianza può essere diretta o indiretta. La testimonianza diretta La testimonianza diretta è la percezione che la testimonianza ha di sé. I suoi aspetti principali sono, la testimonianza: - del corpo fisico, - del tempo-spazio, - delle sensazioni, - delle emozioni, - dei pensieri, - delle vibrazioni – energie, - del “confine” primo e ultimo della testimonianza, cioè del “confine-nesso” tra la percezione di sé e la sua assenza, - del vuoto della testimonianza. La testimonianza diretta può essere: - totale, quando è compiutamente consapevole della totalità di sé e testimonia (“osserva”) i suoi singoli processi (corpo fisico, umanità, pensieri, emozioni, aria, odori, mondo, universo…), consapevole che si tratta di suoi segmenti. Libera dall’identità immaginata, può conoscersi da una prospettiva totale ed è integralmente caratterizzata da Pace, Amore, pura Conoscenza di essere e percezione unitaria; - parziale, quando è consapevole soltanto di parti di se stessa, perché condizionata dall’identità immaginata, a causa della quale, invece di esserci una prospettiva conoscitiva globale, c’è un punto di osservazione ristretto (conoscitore limitato relativo al segmento di identità immaginata che sta predominando in quel momento), che può essere consapevole soltanto di alcuni segmenti della testimonianza, immaginandoli separati (percezione frammentata) tra loro e da lui stesso, che immagina di essere il fulcro dell’attività conoscitiva. Nella testimonianza diretta la percezione e la consapevolezza coincidono. Il conoscitore percepisce l’oggetto di cui è consapevole, perché fa parte della stessa testimonianza. La testimonianza indiretta La testimonianza può sperimentare soltanto se stessa: può essere consapevole di altri aspetti della Totalità, ma non può farne esperienza. La testimonianza indiretta concerne proprio la sua consapevolezza riguardo ad elementi che lei non è: altri testimoni (individui), Coscienza, Reale Identità… Nella testimonianza indiretta, la sperimentazione e la consapevolezza non coincidono: la testimonianza non fa esperienza diretta dell’elemento di cui è consapevole, ma ha conoscenza riguardo alla sua esistenza. Per esempio: - non può percepire (sperimentare direttamente) le emozioni e le idee altrui, ma ne può essere consapevole[4]. La percezione di emozioni e di idee definite come altrui, è la produzione di impressioni nella testimonianza, che si formano anche come conseguenza dell’influsso di emozioni e idee prodotte da altri. Si tratta di un suo modo di percepirsi, elaborandosi condizionata da processi altrui. - la “percezione” del corpo fisico altrui non è una sperimentazione dello stesso, ma un’elaborazione, che avviene nella testimonianza, relativa ai processi del corpo fisico altrui. Il corpo fisico altrui non si può toccare. Il tatto è una percezione interiore, la sensazione di star toccando qualcosa. La testimonianza indiretta dei processi altrui (altri individui, testimoni) è una capacità innata. Quella relativa alla Coscienza e alla Reale Identità, va invece maturata, come anche la chiara testimonianza dei processi altrui, perché implica anche la piena consapevolezza che ogni esperienza è interiore (alla testimonianza) e che l’ “esterno” non può essere sperimentato. La testimonianza integrale La consapevolezza riguardo all’unità della testimonianza è la sperimentazione della stessa unità. Invece, la consapevolezza riguardo all’Unità della Totalità non è sperimentarLa, ma è uno stato della testimonianza: la testimonianza integrale. La testimonianza integrale, è la testimonianza totale nobilitata dalla piena consapevolezza riguardo all’Uno Totale[5] (Totalità, Vera Identità) e all’Uno Reale (Testimone, Reale Identità). È consapevole di essere un’illusione e che soltanto il Testimone è Reale. Durante essa, il soggetto che sperimenta è sempre l’individuo, ma il punto di vista non è individuale, perché non c’è identificazione con l’individualità (io sono un individuo): l’individuo non ha la percezione e l’idea di esserlo. QUALITÀ DELLA TESTIMONIANZA La (qualità della) Testimonianza è sempre eguale: Assoluta. La qualità della testimonianza dipende, invece, dal grado di consapevolezza in generale e in un dato momento, in altre parole dalla capacità di testimoniare (osservare) specifici processi (circostanze, avvenimenti, emozioni, pensieri…). Per esempio, una testimonianza può testimoniare qualitativamente i processi riguardanti il lavoro (che chiaramente appaiono in lei), mentre non riesce ad osservare come dovuto quelli concernenti il rapporto con i genitori (che, chiaro, appare e appaiono in lei). Un’altra può invece testimoniare con facilità i processi concernenti il rapporto di coppia, ma non quelli al rapporto con il fratello. Di solito, è più facile maturare l’osservazione qualitativa in un campo piuttosto che in un altro. La qualità in un ambito specifico, dipende primariamente da quanto la testimonianza ha consapevolizzato i processi relativi alla sfera in questione: lavoro, famiglia, rapporto di coppia, tempo libero… L’avvicinamento alla massima qualità di testimonianza di ogni aspetto della vita, è un indicatore chiaro che il testimone sta Divenendo in modo veritiero. La massima qualità di testimonianza è l’Alternanza tra la testimonianza integrale (Consapevolezza integrale) e l’Estinzione (della testimonianza), anche se durante l’Estinzione la testimonianza cessa.
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[1] La testimonianza permette la constatazione che il testimone esiste, ma la testimonianza è relativa soltanto a se stessa, a ciò che può percepire, perché non può sperimentare il testimone nella sua totalità. Il testimone inizia e termina con l’Attimo presente e il suo inizio e la sua fine non sono percepibili. [2] La conoscenza di esserci precede la constatazione (il pensiero) di esserci: io sono. [3] La consapevolezza di essere precede ogni pensiero e per esserci non ha bisogno della constatazione di esserci, cioè del pensiero io sono. [4] Affermare di percepire (sperimentare direttamente) le emozioni altrui e i pensieri altrui, equivale all’asserire di percepire direttamente le stesse immagini percepite da altri (cioè prodotte da altre percezioni, in loro stesse). [5] Si tratta della prospettiva della piena consapevolezza[5] che esiste un unico Uno Totale, non della “consapevolezza dell’Uno Totale” (la quale non esiste, anche perché il Testimone, che fa parte della Totalità, precede la consapevolezza e ne è esente). |