Per la mente non consapevolizzata “tutto” è predestinato, la mente in via di consapevolizzazione è una mente che sta trascendo il destino, mentre la mente pienamente Consapevolizzata ha trasceso ogni destino. - Karma e incarnazione
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ARTICOLI
LA TV COME STRUMENTO CONSAPEVOLIZZANTE
Articolo di Andrea Pangos

Guardare la TV in modo consapevolizzante è per la mente uno dei modi per stimolare la propria consapevolizzazione. Per trasformare il mero guardare la TV e identificarsi con il percepito in guardare la TV in modo consapevolizzante la mente può tendere a:

- testimoniare la visione dei programmi televisivi in modo da utilizzarli come strumento meditativo per maturare la capacità di testimoniare senza identificarsi;

-  riflettere in modo consapevolizzante sul fatto che lo schermo televisivo e l’intero televisore, come anche i suoni emessi dagli altoparlanti e gli stessi altoparlanti, appaiono in lei stessa (mente)  e che come tali sono suoi processi. La consapevolizzazione può essere facilitata dal domandarsi – rispondersi (della mente):

Dove appare la Tv?

Nella stanza!

Dove appare la stanza?

In me mente! Le immagini del mondo che osservo sullo schermo televisivo appaiono sullo schermo televisivo che si trova nel mondo che a sua volta si trova in me mente. Meditando in modo consapevolizzante su ciò la mente può maturare la consapevolezza che il corpo, l’universo intero, il tempo e lo spazio, come anche il vuoto, sono suoi elementi e può anche consapevolizzare (non sperimentare) (1) che “di là” di lei esiste la Coscienza e Sussiste la Reale Identità (Dio, Assoluto, Realtà, Sé, Origine)

(1) La sperimentazione è limitata alla mente: è sempre la mente che sperimenta se stessa.

- consapevolizzare che il corpo dei protagonisti del film appare sullo schermo Tv, in modo molto simile a come tutti i corpi fisici che lei (mente) percepisce appaiono in lei stessa, nello “schermo tridimensionale” chiamato mente. In questo modo la mente può maturare la conoscenza che ogni corpo fisico esiste soltanto nella mente che lo percepisce;  

- comprendere che così come gli avvenimenti del film non sono reali, così non è Reale nemmeno il film chiamato vita, non è Reale l’universo, non sono Reali gli avvenimenti. Tale comprensione può essere facilitata se la visione del film è accompagnata dall’affermare in modo consapevolizzante: Ciò che percepisco non è Reale, ogni processo è mutabile è quindi irReale! Soltanto la Reale Identità Sussiste Realmente! ;

- consapevolizzare che sia ciò che è solitamente definito come spettatore, sia la visione, sia lo spettacolo appaiono in lei stessa e sono suoi aspetti. Questa consapevolizzazione facilita anche la consapevolizzazione della mente che il conoscitore, il conoscere e il conosciuto sono tre suoi aspetti e che come tali sono inscindibili l’uno dagli altri due;

- consapevolizzare che i cavalli (o le macchine o altro soggetto in “movimento”) che appaiono sullo schermo televisivo non corrono attraverso lo schermo, ma che sono i pixel dello schermo ad “accendersi”, “mantenersi accesi” e poi “spegnersi” per poi “nuovamente riaccendersi” formando così una nuova immagine e dando l’impressione di movimento, l’impressione che il soggetto si stia muovendo. Consapevolizzando ciò la mente può comprendere che questo processo di “accensione”, “mantenimento”  e “spegnimento” dei pixel è una specie di allegoria del principio/processo di costituzione, mantenimento e dissolvimento di lei mente, un processo che avviene incessantemente: ogni “attimo” la mente si costituisce, mantiene e dissolve e ogni volta si costituiscono nella mente immagini diverse il cui veloce susseguirsi rende alla stessa mente l’impressione del movimento attraverso il tempo - spazio degli oggetti percepiti. Comprendendo ciò, la mente può capire anche che in modo simile a come le macchine o i cavalli che “corrono sullo schermo” non escono mai dallo schermo pur “avvicinandosi” ai bordi dello stesso, così il mondo (percepito) non può uscire mai dalla mente perché il mondo è una forma della mente. Consapevolizzando l’incessante susseguirsi di “fotogrammi mentali” che appaiono e scompaiono (si costituiscono e dissolvono) in lei, la mente può comprendere che a causa della velocità del susseguirsi dei “fotogrammi mentali”, la mente non sufficientemente quieta (consapevolizzata) li percepisce come “film” e non come singoli “fotogrammi mentali”, il che rende la sensazione che gli oggetti si muovano. Per maturare tale comprensione la mente può riflettere sulla similitudine di questo processo mentale  con la pellicola cinematografica e i fotogrammi di cui è composta: i fotogrammi della pellicola cinematografica sono singole foto che però fate susseguirsi (girando la bobina cinematografica) a una certa velocità diventano “immagini in movimento” e danno la sensazione del movimento. Può inoltre riflettere in modo consapevolizzante sull’analogia che c’è tra lo spazio (il nero) tra due fotogrammi della pellicola cinematografica e la fase di “dissoluzione” della mente e del suo “essere dissolta” prima di ricostituirsi. Questo spazio (il nero) non è notato quando la pellicola gira abbastanza velocemente così come la mente non sufficientemente consapevolizzata non può notare l’intervallo tra il proprio decostituirsi e ricostituirsi. Lo spazio (il nero) tra i due fotogrammi rappresenta per la pellicola cinematografica e per la proiezione sullo schermo cinematografico ciò che per la mente rappresenta il processo del suo dissolvimento e l’ “assenza” della mente prima di ricostituirsi della mente, vale a dire prima del cambio d’immagine mentale, del cambio di “fotogramma mentale”;

- consapevolizzare che il non essere consapevole della fase di dissoluzione e di “assenza” di lei mente rende l’abbaglio che il tempo e lo spazio sono sempre presenti, mentre invece il tempo e lo spazio si costituiscono, mantengono e dissolvono incessantemente con lei stessa e in lei stessa.

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