Per arrivare a Se Stessi bisogna trascendere l'immaginare se stessi. - Il Cavaliere delle Energie
Home page Area abbonati Chi siamo Acquisti Aggiornamenti Newsletter Libri Contatti Carrello
Differenze tra Amare e voler bene
Dio, la Reale Identità
Video per meditare sul Sé Reale
La ricerca spirituale è la ricerca della Felicità, il Maestro spirituale Autentico
Tu sei per te stesso il più grande dei misteri, il Principio di tutte le soluzioni.
Aiutare veramente - chi conosce le soluzioni si occupa, non preoccupa
Tu sei Io per te Dio e sei
Lui per te individuo.
Il terzo paesaggio spirituale
Energie spirituali
Gruppo Alla Ricerca della Reale Identità su Facebook
Essere Amore - intensivo giornaliero per scoprire l'Amore in se stessi e ScoprirSi sua Origine
Alla Ricerca della Reale Identità - corso per la Realizzazione integrale (Spirituale-materiale)
Liberi di Essere - artisti protagonisti - corso di teatro consapevole
Il Canto Originale - corso di canto per liberare la voce dalle catene delle definizioni
Trattamenti spirituali
ed energetici
Trasformare i sensi di colpa in Amore e il rancore in Perdono
ARTICOLI
DIVENIRE VERITIERO E QUOTIDIANITA'
Articolo di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

1. DIVENIRE VERITIERO E QUOTIDIANITÀ

2. TIMORI RIGUARDO AL DIVENIRE VERITIERO

3. VITA CITTADINA E VITA MONACALE

4. VITA SPIRITUALE ED EVOLUZIONE SPIRITUALE 

5. VITA SPIRITUALE E NON ATTACCAMENTO

6. VITA SPIRITUALE E POVERTÀ

7. IL CONCETTO DI SERVIRE DIO  

1. DIVENIRE VERITIERO E QUOTIDIANITÀ

Il Divenire veritiero non è un qualcosa di astratto e lontano dalla quotidianità, anzi, la mente può utilizzarla per stimolarlo. La sostanziale qualità dell’impiego della quotidianità è determinata proprio da quanto è fruita per sollecitare l’accrescimento della consapevolezza.

La mente poco consapevole di solito  immagina di dover fare tante cose e di avere tanti impegni, molti doveri e grosse responsabilità. Invece, anche per migliorare la propria esistenza, dovrebbe concentrarsi primariamente su “una cosa soltanto” – consapevolizzarsi qualitativamente. “Il resto viene da solo”. I vari aspetti della vita, che sono particolari aspetti della mente, si realizzano come naturale conseguenza del soddisfare la sua esigenza di Divenire veramente. Consapevolizzandosi, la mente diventa più fluente e la vita scorre più fluidamente in lei, se ne va il futile e si manifesta l’utile.

L’occupazione sostanziale della mente dovrebbe essere Divenire in modo veritiero, anche perché questo fa emergere la Pace e l’Amore, a cui consciamente o inconsciamente ambiscono praticamente tutte le menti[1].

Divenendo in modo ingannevole, la mente nuoce a sé e ad altre menti, magari immaginando di fare del bene, perché fa cose che ritiene importanti, ma perde di vista la basilare importanza del consapevolizzarsi, e che meglio Diviene, più (si) aiuta.

Qualche mente potrebbe pensare che esistere in funzione del proprio Divenire veritiero sia egoismo o narcisismo. Invece, consapevolizzandosi la mente se ne libera e si avvicina ad Amare la prossima sua come se stessa[2]. In assenza di consapevolizzazione, l’egoismo e il narcisismo non possono scomparire, ma soltanto cambiare forma e assumere, per esempio, una veste che può essere interpretata come spirituale (ego spirituale e narcisismo spirituale).

2. TIMORI RIGUARDO AL DIVENIRE VERITIERO

Dare la priorità al Divenire veritiero può fare emergere vari timori, perché la mente immagina che ne risentiranno: il lavoro, la vita famigliare, i rapporti, il tempo libero, la vita sociale, emotiva, sessuale e altri aspetti dell’esistenza. Queste preoccupazioni sono sostanzialmente infondate, anche perché:

- la mente che non si consapevolizza può soltanto sognare di essere realizzata e di potersi realizzare. Rispetto alla Realizzazione del Divenire del tutto, ogni altra realizzazione è praticamente nulla. Consapevolizzandosi, la mente non perde nulla di importante e si avvicina a ciò che conta veramente - Divenire del tutto. La maturazione della consapevolezza è l’unica soluzione effettiva per un miglioramento sostanziale della qualità della vita;

- la mente può essere Felice soltanto consapevolizzandosi. Quella poco consapevole soffre continuamente, rendendosi conto di ciò soltanto parzialmente perché assuefatta all’afflizione;

- la vita è un processo mentale[3] e la sua qualità dipende sopratutto da quella della mente. Maggiore è la consapevolezza, migliore è la qualità con cui la mente sperimenta e interpreta la vita (se stessa), e più sono qualitativi i vari aspetti della vita (rapporti, salute psicofisica, vita di coppia, carriera professionale, vita affettiva …). L’esistenza  della mente caratterizzata dalla Consapevolezza integrale è Pace e Amore - il Regno dei Cieli in terra. La mente imperfetta[4] percepisce e interpreta il mondo come imperfetto, mentre quella perfetta[5] come perfetto;

- il disagio, la sofferenza, i problemi…, sono primariamente una conseguenza della mente non abbastanza consapevole[6] che è anche il problema fondamentale per se stessa (anche se raramente  comprende di esserlo) e una concausatrice di problemi altrui. Divenendo in modo veritiero provoca sempre meno problemi e risolve più facilmente quelli esistenti, anche perché può affrontarli con meno ansia e con più coraggio, risoluzione e lucidità. Aumentando la propria consapevolezza, semplifica la vita, o più precisamente, intravede meglio la semplicità e le soluzioni essenziali. Per risolvere i problemi in profondità è fondamentale che comprenda che:

o        il suo problema basilare è il suo basso grado di consapevolezza; e

o        la risoluzione effettiva dei problemi comincia: assumendosi la responsabilità, non la colpa, del proprio stato e iniziando a Divenire veramente. Questo implica anche la consapevolizzazione che: la vita appare in lei, che il cosiddetto mondo “esteriore” è un suo segmento, e che i responsabili sostanziali dei suoi problemi non si trovano all’ “esterno”[7], ma sono i suoi processi non sufficientemente consapevolizzati. Se non consapevolizza a fondo i propri processi che concausano il problema, eliminandone le cause, è probabile che anche se lo “risolve” ritornerà a manifestarsi, magari in forma diversa.

3.     VITA CITTADINA E VITA MONACALE

La mente non può Divenire con qualità “fuggendo” dagli impegni quotidiani. Occuparsi di spiritualità non deve essere una (falsa) giustificazione per scappare da questioni irrisolte, paure, conflitti…, e per reprimere frustrazioni, complessi, delusioni…, che sono suoi processi. La mente è sempre con tutti i propri contenuti e non può in nessun modo scappare (d)a se stessa. Può  affrontarli oppure immaginare di poter scappare. L’occuparsi di spiritualità per “fuggire dalla ciò che non piace, non è maturazione spirituale (Divenire veritiero), ma abbagliamento con allucinogeni (primariamente concetti) di tipo “spirituale”.

Nella maggior parte dei casi, la formazione della mente è stata condizionata da influssi simili a quelli a cui sottostà ancora (o che continuano a costituirsi in lei): tradizioni famigliari e collettive, credenze religiose, usi cittadini, concetti inerenti al lavoro, idee sul senso della vita, un certo tipo di approccio alla sessualità, meccanismi nei rapporti interpersonali, rappresentazioni riguardo alla spiritualità, concetti sulla vita in generale… Inoltre, è anche il prodotto delle menti antenate (genitori, nonni, bisnonni…) che avevano fatto alcune esperienze simili a quelle che sta affrontando. Se non sono state fruite in modo consapevole hanno concorso alla formazione di ostacoli per la consapevolizzazione che caratterizzano il cosiddetto inconscio famigliare: traumi famigliari, forme emozione e pensiero radicate in ambito familiare, repressione della sessualità, sofferenza e privazione come “filosofie di vita”, frustrazioni e complessi in comune a varie menti della famiglia, processi nocivi relativi a suicidi, incesti, conflitti famigliari e altro ancora. La comparsa di condizioni simili a quelle che hanno influito sulla formazione degli impedimenti, “obbliga” la mente che vuole consapevolizzarsi ad affrontarle in modo illuminante, e a non fare finta che non ci siano o che non influiscano nocivamente.

Scegliendo invece la vita da monastero, ashram, comunità, eremita… (da ora in avanti vita “particolare”), la mente di solito non incontra direttamente (non compaiono in lei), condizioni quotidiane simili a quelle che hanno portato alla formazione di molti degli ostacoli. Questo può essere un limite per neutralizzarli, anche perché la mente può illudersi di averli trascesi, mentre soltanto il tipo di vita[8] non li fa emergere. Può anche illudersi di aver consapevolizzato pienamente certe situazioni, ma quando entra in contatto con la vita “ordinaria”[9] si rende conto che la turbano ancora. Gli impedimenti possono essere eliminati anche senza che la mente sperimenti condizioni simili a quelle che hanno portato alla loro formazione, ma incontrarle direttamente nella quotidianità e affrontarle in modo illuminante può facilitare la loro neutralizzazione.

Questo non significa che la vita “ordinaria” sia l’ambito maturativo più favorevole per tutte le menti. La soluzione migliore per alcune è la vita “particolare”. Ognuna ha le proprie esigenze maturative, l’importante è che scelga l’ambito più idoneo, che è qualitativo nella misura in cui favorisce il Divenire veritiero. Inoltre, ogni ambito appare nella mente e se questa non si consapevolizza bene, qualsiasi ambiente è sbagliato, perché la mente che non Diviene veramente è l’ambito sbagliato primario.     

La scelta di una vita “particolare” deriva talvolta anche dalla mancanza di un metodo abbastanza qualitativo da illuminare (consapevolizzare) la vita ordinaria. Una delle ragioni per cui ci sono state rarissime menti Divenute del tutto (una su milioni), è proprio questo tipo di carenza, che ha, tra l’altro, portato molte menti a fantasticare che Divenire del tutto sia un qualcosa di (quasi) sovrannaturale, mentre è completamente Naturale.  

Praticamente ogni circostanza può essere utilizzata per stimolare o intralciare la crescita della consapevolezza. Ogni attività fa parte del Divenire, diversa è “soltanto” la qualità con cui è fruita, la quale dipende da quanto stimola quello veritiero. Per la mente è bene giovarsi di ogni occasione per illuminarsi, invece di sprecarla ottenebrandosi ulteriormente, come spesso accade.

La vita in funzione del Divenire veritiero affronta in modo illuminante la quotidianità e le problematiche che pone dinanzi (si tratta di alcuni aspetti della mente che affrontano altri aspetti della stessa). Se la mente non le risolve qualitativamente e continuano a turbarla (paure, stress, ansia, aspettative, conflitti…), rimangono un intralcio per la maturazione della consapevolezza.

La mente che si consapevolizza con qualità si “radica nella materia” trascendendo  “l’attaccamento alla materia”, “unisce” in se stessa il Cielo e la Terra per Conoscerne l’Origine. L’attaccamento alla materia è profondamente diverso dal radicamento nella materia. Il primo è un ostacolo per il Divenire veritiero. Il secondo è inscindibile dall’Alternanza della Consapevolezza integrale con l’Estinzione. L’attaccamento implica l’identità immaginata il cui stato dipende in gran parte da ciò che “possiede” e dalla tipologia degli avvenimenti. Il radicamento sottintende invece l’assenza dell’identità immaginata ed esige la consapevolezza compiuta che l’intero mondo materiale è un processo della mente,  e che sia “colui che possiede” sia la “cosa posseduta” sono suoi segmenti.

La mente si consapevolizza anche per migliorare la qualità della propria esistenza, per partecipare in Pace, con Amore, Consapevolmente e Integralmente al meravigliosamente illusorio gioco della vita. Per esistere nella pienezza della propria Luce deve illuminare la propria esistenza consacrandosi pienamente alla Ricerca della Reale Identità.

4. VITA SPIRITUALE ED EVOLUZIONE SPIRITUALE 

Compreso nella sua essenza, il concetto di vita spirituale può favorire l’evoluzione spirituale (Divenire veritiero), altrimenti può facilmente abbagliare e sviare. Spesso quella che è definita vita spirituale non è tale da far maturare spiritualmente, ma è soltanto una vita in linea con dei concetti riguardanti la spiritualità o presunta tale, più precisamente ciò che gli stessi definiscono come spiritualità e vita spirituale. Seguire determinate idee spirituali e tipi di condotta (definita come) spirituale, non sottintende maturare spiritualmente. D’altra parte, ci sono modi di vita che possono sembrare poco o per nulla spirituali, perché non sono in linea con ciò che la mente crede essere spirituale e spiritualmente corretto, ma attraverso i quali si evolve spiritualmente.

Una cosa sono i concetti sulla vita spirituale, che possono essere più o meno qualitativi e veritieri, altra cosa è l’effettiva vita spirituale che non è determinata dalla forma, ma da quanto stimola il Divenire veritiero, indipendentemente dall’ambito in cui si svolge e dalla forma espressiva. La vita spirituale qualitativa porta a trascendere i concetti, la forma oggettuale e la suddivisione in spirituale - non spirituale. La vera vita spirituale non è una questione di concetti sulla spiritualità, ma di Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Nella mente Naturale (Divenuta del tutto) avviene costantemente una piena vita spirituale.

Dopo l’autorealizzazione, qualsiasi siano il comportamento o le azioni espresse attraverso il corpo di un saggio, queste saranno spontanee e completamente incondizionate; non possono essere connesse ad alcuna disciplina. Un saggio realizzato può nascondersi in una persona dall’aspetto trasandato, seduta in un campo per cremazioni, o in palazzo prezioso, nel palazzo di un re. Può essere un macellaio per vocazione, o un uomo d’affari di successo, ciò non di meno un essere realizzato, avendo trasceso la dimensione dell’essere, risiede per sempre nell’eterno assoluto.[10]

Sri Nisargadatta Maharaj

La mancanza di comprensione di cos’è effettivamente la vita spirituale, scaturisce primariamente dal non capire il vero significato del concetto di evoluzione spirituale: maturazione della consapevolezza per il suo trascendimento. Questo può dar adito a idee, emozioni e condotte che ostacolano l’evoluzione spirituale, e può essere paragonato al salire in una macchina guidata da un autista che non si conosce, senza sapere perché si è saliti, ignorando dov’è diretta la macchina e se l’autista sa guidare. Così alcune menti immaginano di evolversi spiritualmente e invece soltanto si occupano di temi spirituali e conducono un’esistenza che definiscono come spirituale.

Per comprendere il significato essenziale dei termini vita spirituale e evoluzione spirituale e disilludersi dagli abbagli loro riguardanti, è necessario che la mente consideri che la quintessenza dell’evoluzione spirituale consiste nella sua consapevolizzazione.

5. VITA SPIRITUALE E NON ATTACCAMENTO

Per evolversi spiritualmente la mente deve trascendere ogni attaccamento, è un pensiero veritiero, ma mal interpretato fuorvia. Alcune menti pensano che per superare ogni attaccamento[11] sia necessario abbandonare la vita ordinaria, in favore di quella che definiscono vita spirituale[12]. La sostanza del trascendimento non consiste in un cambio di stile di vita, ma nella maturazione della consapevolezza, senza la quale la mente può soltanto fantasticare di aver trasceso gli attaccamenti, magari perché ha sostituito l’attaccamento alla carriera con quello a ciò che lei stessa chiama spiritualità, condito magari con l’attaccamento al (concetto di) non attaccamento. Questo può facilmente potenziare il suo abbaglio di essere molto evoluta spiritualmente e di essere sulla strada giusta, mentre è su quella dell’abbagliarsi diversamente.

Il fraintendimento che la vita spirituale sia incompatibile con quella ordinaria è uno dei maggiori ostacoli per l’evoluzione spirituale, e può facilmente sfociare in “estremismo spirituale” che è un aspetto del fuggire dalla vita. Per Divenire veramente, la mente non deve cessare di vivere la vita ordinaria per scappare in ciò che definisce vita spirituale, ma deve esistere in modo illuminante (consapevolizzante) per giungere all’esistenza Illuminata  (Alternanza).

Il trascendimento ultimo degli attaccamenti non è un particolare porsi verso la vita, anche nel senso di scegliere determinati avvenimenti e comportamenti ed escluderne altri, ma è una conseguenza del pieno Discernimento del Reale (Identità Reale) dall’irReale (identità individuale).

6. VITA SPIRITUALE E POVERTÀ 

Secondo alcune menti la vita spirituale deve essere caratterizzata anche dalla povertà intesa come rinuncia ai beni materiali. La vera rinuncia spirituale è invece sostanzialmente quella all’identità immaginata e all’abbaglio che il mondo è reale. L’effettiva povertà è la povertà di idee riguardo al “se stessi” (identità immaginata) e a Dio (Reale Identità, Assoluto, Sé, Realtà). Meno sono le idee riguardo al “se stessi” e a Dio e più sono illuminate dall’Amore, più la mente è vicina a ConoscerLo Dio come Reale Identità di ognuno[13].

La credenza che la vita spirituale deve essere caratterizzata dalla rinuncia ai beni materiali, è causata anche dalle convinzioni errate che la materia è impura e divisa dallo Spirito, che possono stimolare la formazione di convinzioni errate come: la vita materiale (mondana) è in conflitto con quella spirituale; lo Spirito è in conflitto con la materia; per avvicinarsi allo Spirito e a Dio è necessario rigettare la materia.

I conflitti sono sempre dell’intelletto, lo Spirito non ne conosce, sia che come Spirito si intenda Dio, la Coscienza oppure la pura consapevolezza (Pace, Amore, Conoscenza – il puro principio io sono). Ogni vita è spirituale in una certa misura, cambia “soltanto” il grado di spiritualità, la qualità della consapevolezza. Ogni vita Origina da Dio, è un’espressione della Coscienza e basilarmente è pura consapevolezza. La materia, le energie e le vibrazioni sono aspetti della consapevolezza che è una manifestazione della Coscienza e un processo in funzione del Suo perpetuarsi – riconoscersi.

Cos’è lo Spirito?

Dove si trova, si trova veramente da qualche parte?

Cosa significa avvicinarsi allo Spirito, chi si avvicina?

 

7. IL CONCETTO DI SERVIRE DIO

La vita spirituale è quella dedicata a Dio è un concetto potenzialmente molto illuminante, ma anche fuorviante, come quando per Dio la mente intende un’entità che vuole questo e quello (la cosiddetta volontà di Dio) e immagina che servirLo sia fare proprio quello che immagina essere la Sua volontà. La fantasia di essere servitori di Dio può facilmente alimentare l’identità immaginata di tipo spirituale (“ego” spirituale) e ostacolare l’evoluzione spirituale.

Servire Dio significa Consacrarsi alla Ricerca della Reale Identità (Dio). Meglio è volta verso l’Origine (Dio), più la mente Lo serve, facendo emergere la Pace, l’Amore – la Compassione. Servire Dio significa anche aiutare il prossimo, e più la mente è consapevole, meglio può aiutare gli altri, servirLo.

(Bisogna) servire Dio, servi di Dio, Dio ha bisogno del nostro aiuto, come ogni pensiero, anche questi sono limitati alla mente e non Lo tangono. Fruiti in modo illuminante sono comunque utili alla consapevolizzazione. Servire Dio non serve certamente a Lui (Dio è la Perfezione di per Sé, come potrebbe avere bisogno di qualcosa?), ma serve sicuramente alla mente. È una sua forma di autogoverno positivo, per Divenire veramente. Dio non ha bisogno di essere servito, mentre la mente, servendoLo rende servizio a sé e all’umanità. Servendo Dio, noi esistenza individuale e temporale ci aiutiamo a scoprire Quello che Si Sussiste oltre la vita – l’Esistenza Assoluta, Senza tempo.  Non siamo Noi[14] (Reale Identità) a servire Dio, ma è la mente che serve Noi Dio.



[1] Quale mente non cerca l’appagamento?

[2] L’Amare il prossimo come se stessi esige la dissoluzione dell’immaginaria suddivisione in io - non io. L’Amare il prossimo come se stessi è esclusivo alla mente che Ama “tutta se stessa con tutta se stessa”.

[3] Tutto ciò che la mente sperimenta e definisce come vita (vita propria, vita altrui, vita umana, vita animale, vita vegetale…) sono suoi segmenti.

[4] Non caratterizzata dalla Consapevolezza integrale.

[5] Caratterizzata dalla Consapevolezza integrale.

[6] Alcune menti poco consapevoli sanno manipolare bene la vita, e può sembrare che non abbiano problemi.

[7] La mente può sempre subire gli influssi nocivi di altre menti, ma consapevolizzandosi li trasforma sempre più beneficamente, sino trascenderli.    

[8]  Che si costituisce in lei stessa.

[9] Quando nella mente appare ciò che lei definisce come vita ordinaria.

[10] Il nettare dell’immortalità – ultimi insegnamenti, Sri Nisargadatta Maharaj, a cura di Robert Powell, Ubaldini Editore – Roma, pag. 91.

[11] Si tratta di aspetti della mente che trascendono l’attaccamento ad altri aspetti della stessa.

[12] Sia ciò che la mente definisce vita quotidiana sia ciò che denomina vita spirituale appaiono in lei, sono suoi segmenti.

[13] Di ognuno dalla prospettiva dell’individuo (mente). La Reale Identità è Una ed è soltanto di Se Stessa.

Informazioni abbonamento al sito

ARTICOLI CORRELATI

- IL VOLGERSI DELLA MENTE VERSO L'ORIGINE - Volgersi “verso” la propria Origine è per la mente un passo obbligato per orientarsi alla Ricerca della Reale Identità e stimolare la propria consapevolizzazione e maturazione.  Originando la mente, appunto, dall’Origine (Reale Identità, Sé, Dio, Assoluto, Realtà), ogni mente è in una certa misura volta “verso" la propria Origine. Il concetto di volgersi della mente “verso” l’Origine indica quindi a un aumento di tale volgersi... 

- L'ETICA DEL DIVENIRE - Un’etica universale, uguale per tutti i popoli e per tutti gli individui , costante nel tempo e nello spazio, semplice e coerente in tutti i suoi aspetti. Tale è l’etica del Divenire, la quale trova fondamento appunto nel processo basilare di ogni mente - nel Divenire ovvero nell’esigenza sostanziale di ogni mente - nel Divenire veritiero (maturazione spirituale)...

- IL DIVENIRE VERITIERO (LA MATURAZIONE SPIRITUALE) - Il Divenire è il processo fondamentale di ogni mente - tutte le menti tendono a Divenire. Il Divenire è essenzialmente un processo mentale anche perché tutto ciò che la mente prova emotivamente, pensa, percepisce, fa… il corpo, la vita, gli avvenimenti, il mondo, l’universo, gli “altri”… appaiono nella stessa mente e sono suoi elementi.

- GLI OSTACOLI PER IL DIVENIRE VERITIERO - Se non ci fossero gli ostacoli per Divenire in modo veritiero, per Divenire del tutto la mente non avrebbe bisogno di stimolare il proprio Divenire. Sospinta dalla Potenza dell’incessante esprimersi della Coscienza la mente Diverrebbe del tutto in modo spontaneo. Gli ostacoli per il Divenire veritiero possono essere classificati: in ostacoli mentali, vale a dire in ostacoli sul piano delle vibrazioni, delle energie e della materia e in “ostacoli” nell’ambito della Coscienza... 

- DIVENIRE VERITIERO E QUOTIDIANITA' - Il Divenire veritiero (maturazione spirituale) non è un qualcosa di astratto o di metafisico e di lontano dalla quotidianità. La vita in funzione del Divenire veritiero non è in contrasto con la quotidianità, anzi: la mente può utilizzare la vita e la quotidianità,  che tra l’altro avvengono in lei stessa, per Divenire in modo veritiero...

- MATURAZIONE E CONSAPEVOLIZZAZIONE DEL DIVENIRE - La maturazione del

Divenire ha quindi due aspetti sostanziali: la maturazione della mente e la maturazione della Coscienza. Si tratta di due processi maturativi interdipendenti: la maturazione della mente stimola la maturazione della Coscienza e la maturazione della Coscienza stimola la maturazione della mente.Il processo più importante della maturazione del Divenire è la consapevolizzazione del Divenire che consiste:nella consapevolizzazione della Coscienza e nella consapevolizzazione della mente...

Condividi questa pagina su Facebook
ARTICOLI PIU' LETTI
BRANI TRATTI DAI LIBRI
VIDEO PER MEDITARE
Meditazione sul Vuoto mentale
Consapevolezza spirituale
Consapevolizzare, non colpevolizzare
L'abito non fa il monaco,
la spiritualità porta alla nudità
Il segreto di Nikola Tesla Sri Nisargadatta Maharaj Krishnamurti-MenteLibera Osho - The Movie
Ranjit Maharaj 1
U.G. Krishnamurti UG Krishnamurti - you see
Madre Teresa di Calcutta Talks with Nisargadatta Meher Baba Interview Ghandi
OSHO: Absolutely Free Padre Pio vivo 1
Krishnamurti - Il Risveglio
Krishnamurti
Maharishi Mahesh Yogi Padre Pio - l'Eucarestia Thich Naht Hanh Carezza- Giovanni XXIII
Ultima messa di Padre Pio
Anandamayi ma Meher Baba with Lepers
Copyright 2003-2010 Andrea Pangos