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ARTICOLI
LA MEDITAZIONE APPARTATA
Articolo di Andrea Pangos

1.       La meditazione appartata

1.1.    Inizio della meditazione

1.2.    Istruzioni basilari per questa meditazione appartata

1.3.   Conclusione dell’esercizio meditativo

1. LA MEDITAZIONE APPARTATA

Nella prima fase di Divenire veritiero (maturazione spirituale) è bene che la mente si apparti a meditare qualitativamente per circa un’ora al giorno (1) senza essere disturbata. Questa prima fase può durare alcuni mesi o alcuni anni, secondo la maturità/consapevolezza raggiunta dalla mente.

(1) Questo è soltanto un modo di dire, una metafora dell’effettivo svolgimento dei processi: la mente non va da nessuna parte perché tutti i luoghi sono nella stessa mente. L’ “appartarsi” della mente consiste quindi nella creazione nell’ambito della stessa mente di condizioni (immagini, sensazioni…) che la stessa mente definisce come meditazione appartata (corpo in posizione meditativa in un ambiente tranquillo ed esente da disturbi).

La mente che cerca/trova la giustificazione di non riuscire a trovare un’ora di tempo al giorno per la meditazione appartata, farebbe bene a riflettere in modo consapevolizzante che molto probabilmente la mancanza di tempo è una conseguenza della sua inquietudine che non gli permette di gestire qualitativamente il tempo e gli impegni (che appaiono nella stessa mente e sono suoi aspetti). Le sarebbe inoltre utile considerare che molto spesso la parte di mente che non vuole essere consapevolizzata trova stratagemmi molto ammalianti per indurre a non meditare la parte di mente propensa a consapevolizzarsi.

La mente non deve usare la meditazione appartata per isolarsi e fuggire dalla quotidianità, ma se vuole farsi del bene e fare del bene deve utilizzarla per maturare la capacità di affrontare la quotidianità con maggior coraggio, decisione, lucidità e quiete e per aprirsi verso la vita. Riguardo a ciò e per consapevolizzare che tutto ciò che sperimenta sono suoi segmenti, è utile che la mente consideri che poiché la vita appare in lei stessa ed è un suo aspetto:

- l’isolamento è un isolarsi di segmenti di mente da altri segmenti di mente (la mente fantastica l’isolamento di alcuni suoi processi da altri suoi processi),

- la fuga è un fuggire di parti di mente da altre parti della stessa (la mente immagina la fuga di un suo aspetto da altri aspetti),

-  la meditazione appartata qualitativa è anche un modo della mente di prepararsi a sperimentare e interpretare con maggior qualità quei suoi processi che lei stessa definisce come quotidianità e vita.

1.1. ESEMPIO DI MEDITAZIONE

La mente può meditare in molti modi. Di seguito è spiegato uno dei vari modi proposti al corso di meditazione Alla Ricerca della Reale Identità.

Per iniziare a meditare, la mente:

1) fa assumere al corpo (che appare in lei stessa ed è un suo aspetto) una posizione seduta, preferibilmente con le mani sulle cosce e i palmi rivolti verso l’alto. Può comunque fargli assumere qualsiasi posizione consona alla meditazione, tranne la posizione distesa;

2) fa chiudere gli occhi;

3) si rilassa brevemente;

4) calma la respirazione e

5) inizia con la serie di richieste/domande/affermazioni.

È importante che la mente sappia che le richieste sono rivolte alla Reale Identità (Assoluto, Dio, Realtà, Sé, Origine), anche se ciò non è specificato nella richiesta.

La mente può iniziare l’esercizio meditativo con la richiesta:

A) Questa mente chiede la meditazione massima.

 Visualizzazione: senza visualizzazione. Tempo: 1’-3’ minuti.

Questa richiesta:

- è facoltativa e non serve alle menti più mature, ma è molto utile soprattutto nei primi mesi di meditazione,

- migliora le condizioni generali per la meditazione e

- abbassa le onde cerebrali e così permette processi meditativi più profondi e qualitativi.

Esempio di esercizio meditativo (facente parte del programma del primo mese del corso Alla Ricerca della Reale Identità).

A. Questa mente chiede la meditazione massima.

Visualizzazione: la testa. Tempo: 2’

1. Questa mente chiede l’ottimizzazione del sistema nervoso.

Visualizzazione: il cervello e il sistema nervoso. Tempo: 1’

2. Questa mente chiede l’ottimizzazione del sistema endocrino.

Visualizzazione: la testa e il busto. Tempo: 1’

3. Questa mente chiede la maturazione dei chakra.

Visualizzazione: i sette chakra. Tempo: 1’

4. Questa mente chiede la maturazione dell’Energia Vitale.

Visualizzazione: il corpo fisico. Tempo: 1’

5 Questa mente chiede la maturazione dell’aura.

Visualizzazione: l’aura. Tempo: 1’

6. Questa mente chiede la maturazione del Corpo Illuminato.

Visualizzazione: il Corpo Illuminato. Tempo: 1’

7. Questa mente chiede la maturazione dell’Anima.

Visualizzazione: l’Anima. Tempo: 2’

8. Questa mente chiede la maturazione dell’Amore.

Senza visualizzazione. Tempo: 2’

9. Questa mente chiede la maturazione massima.

Senza visualizzazione. Tempo: 2’

10. Questa mente si abbandona completamente alla Reale Identità.

Senza visualizzazione. Tempo: 2’-3’ o più.

11. Qual’è la Reale Identità?

Senza visualizzazione. Tempo: minimo 5’, ma anche mezz’ora o più.

La mente si pone la domanda Qual è la Reale Identità? e poi si “svuota”, anche testimoniando le emozioni e i pensieri senza identificazione, per far emergere (in modo spontaneo) la risposta: Sussisto come Assoluto. Questa risposta può emergere già durante le prime meditazioni oppure dopo vari mesi di meditazione. L’importante è che la mente mediti regolarmente e la constatazione spontanea Sussisto come Assoluto emergerà sicuramente. 

1.2. ISTRUZIONI BASILARI PER QUESTA  MEDITAZIONE APPARTATA

Istruzioni base per la meditazione in questione:

- se la mente non riesce a concentrarsi, prima di iniziare la meditazione, può seguire il respiro per quietarsi, oppure può concentrarsi su un unico pensiero sino a che non scompare;

- è consigliabile che la mente registri (CD, MP3, cassetta...) la meditazione e poi mediti facendosi guidare dalla meditazione registrata. L'apertura degli occhi durante la meditazione per leggere le richieste diminuisce l'effetto della meditazione;

- alcune richieste/affermazioni/domande vanno accompagnate dalla visualizzazione. Quando è indicato l’oggetto della visualizzazione, la mente lo visualizza per alcuni secondi prima di fare la richiesta, la domanda o l’affermazione. Se non è specificato che va fatta la visualizzazione significa che non serve che la mente la faccia;

- la mente pronuncia le richieste/domande/asserzioni “interiormente” (quindi “non a voce”) e senza ripeterle. Le ripete soltanto quando perde la concentrazione, quando si dimentica di star meditando o su che cosa sta meditando (2);

(2) Tranne nel caso in cui durante l’esercizio meditativo emergere l’Alternanza del Sussistere pienamente con l’Essere pienamente. In questo caso la mente ha raggiunto lo scopo sostanziale della meditazione e lascia semplicemente avvenire l’Alternanza.

- la mente fa ogni richiesta/asserzione/intenzione per il tempo indicato. I tempi proposti sono comunque indicativi e in una certa misura possono adeguati alle esigenze, ma è meglio che la mente segua la tempistica proposta;

- dopo aver fatto la richiesta, la mente cerca di essere consapevole di star meditando e su cosa sta meditando, testimoniando (3) ciò che avviene, per il tempo indicato;

(3) Tranne che nel caso delle meditazioni (per esempio: Qual’è la Reale Identità? e Sussisto come Assoluto) che servono anche a trascendere la testimonianza massima (pura testimonianza).

- di solito dopo aver fatto la richiesta iniziano a manifestarsi emozioni e pensieri. È importante che la mente non “segua” le emozioni e i “pensieri” e che non si chieda (analizzi) perché sono comparsi, ma deve “semplicemente” testimoniare come le emozioni e i pensieri si costituiscono, durano e scompaiono. Il tendere della mente a testimoniare senza identificazione i processi (emozioni, pensieri, immagini…) è di fondamentale importanza, anche perché fa maturare la sua capacità di testimoniare per giungere al “punto” in cui la stessa testimonianza si dissolve nel Sussistere pienamente, durante il quale la mente è tanto dissolta da non poter esserci la “minima” testimonianza perché non c’è chi può meditare.

1.3. CONCLUSIONE DELL’ESERCIZIO MEDITATIVO

Alla fine dell’esercizio meditativo gli occhi vengono lentamente riaperti. È importante che la mente tenga presente che con la fine delle sequenze di richieste/domande/asserzioni termina l’esercizio meditativo specifico, ma non termina l’esercizio meditativo nel senso che i processi di consapevolizzazione vanno integrati nella quotidianità per giungere allo stato meditativo costante, più precisamente all’Alternarsi dello stato meditativo massimo (Essere pienamente) con lo stato “oltre” la meditazione (Sussistere pienamente) (4). Dopo aver riaperto gli occhi la mente deve quindi cercare di prolungare, ma anche aumentare, il più possibile la qualità dello stato meditativo ottenuto con la meditazione appartata attraverso l’integrazione dei suoi processi nelle attività quotidiane. (5)

(4) Oltre la meditazione nel senso che durante il Sussistere pienamente non c’è consapevolezza e in questo senso non c’è meditazione.

(5) È la mente che tende a integrare alcuni suoi segmenti (processi di meditazione/consapevolizzazione) con altri suoi processi (definiti come quotidianità).

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