Ama il prossimo come te stesso. Egli è Te Stesso: l’Unico Se Stesso. - Karma e incarnazione
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AMARE SE STESSI, IL PROSSIMO E DIO - TOTALMENTE (COME SE STESSI)
Articolo di Andrea Pangos
MEDITAZIONE DELL'AMORE
(ingresso libero - gratuita)
A settembre, ottobre e novembre terrò varie meditazioni dell'Amore (gratuite) a Milano, Bologna, Roma, Padova, Treviso e in altre città.

Chi è interessato a partecipare o a ospitarle può scrivermi a andreapangos@gmail.com

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1. TENDERE AD AMARE SE STESSI, IL PROSSIMO E DIO - TOTALMENTE (COME SE STESSI)

Per Divenire in modo veritiero è necessario tendere ad Amare se stessi, il prossimo e Dio (1) (Reale Identità, Sé, Realtà, Assoluto) totalmente per giungere a Conoscere integralmente se stessi, il prossimo e Dio come aspetti della Totalità che si È (2).

(1) Anche una mente atea può tendere ad Amare Dio, per esempio la mente atea che si occupa, diciamo, di ricerca scientifica in modo consapevolizzante, matura automaticamente l’Amore verso Dio, anche se non crede in Dio o non conosce Dio. La consapevolizzazione della mente e il processo di trascendimento dell’io sottintendono l’aumento delle qualità delle emozioni “verso” Dio. Una mente atea può essere molto spirituale (molto consapevolizzata), mentre una mente molto religiosa (molto caratterizzata da concetti, emozioni e pensieri di tipo “religioso”) può essere ben poco spirituale (minimamente consapevolizzata).

(2) Il Conoscere se stessi e il prossimo come aspetti della Totalità che si È, consiste anche nel conoscere da parte della mente che sia ciò che è definito come se stessi sia ciò che è definito come prossimo sono suoi aspetti. Il Conoscere Dio come aspetto della Totalità che si È consiste invece nel Conoscere (da parte della mente) che Dio sussiste come Reale Identità e unica Realtà.

La quotidianità è piena di occasioni di verifica di quanto è maturata la capacità di Amare indipendentemente dalle condizioni in cui ci si trova – una cosa è pensare di Amare, confondendo il “voler bene” con l’Amare, ben altra cosa è Amare veramente (3).

Ogni momento è sostanzialmente ottimo per: mettersi definitivamente in pace con se stessi, accettarsi completamente, perdonarsi una volta per tutte e Amarsi totalmente.

La quotidianità e piena di occasioni per aprire il cuore al prossimo, accettarlo, perdonarlo e tendere ad Amarlo come se stessi oppure per chiudersi in “se stessi” e a “se stessi”.

Ogni attimo è il momento giusto per aprire completamente il cuore a Dio.

(3) L’Amare è inscindibile dall’Essere pienamente ed è caratterizzato dall’assenza: di identità immaginata, suddivisione in io - tu, di aspettative, di attaccamento, di emozioni nocive (tra cui l’assenza di gelosia), di “proiezioni”.

Per Divenire qualitativamente non bisogna chiudersi a se stessi, al prossimo, alla vita e a Dio, ma è indispensabile essere il più possibile aperti a se stessi, al prossimo, alla vita e a Dio, anche nei momenti più difficili e di maggiori conflitti “interiori” ed “esteriori”. Più la mente è aperta a ciò che si definisce come se stessi, il prossimo, la vita  e Dio  e più si può consapevolizzare che ciò che si definisce se stessi, il prossimo, la vita e Dio sono aspetti di Noi Stessi Totalità.

Tendere ad aprirsi a se stessi, al prossimo, alla vita e a Dio significa anche tendere ad Amare e a ConoscerSi dissolvendo i confini immaginari che producono l’abbaglio che la Totalità che Siamo sia divisa in noi (ciò che si immagina di essere) e in non noi/altro da noi  (ciò che si immagina di non essere).

Il grado di apertura (indipendentemente dalle circostanze) verso se stessi, il prossimo, la vita e Dio è uno degli indicatori di maturità/consapevolezza della mente: la qualità della propria apertura verso se stessi, il prossimo, la vita e Dio è uno degli indicatori di quanto si è concettualizzata la propria spiritualità e di quanto invece si è effettivamente maturati spiritualmente (Divenuti veramente).

Se non è nobilitato dal sincero tendere ad Amare incondizionatamente e ad abbandonarsi completamente a Dio, anche il miglior insegnamento spirituale non può essere di grande aiuto, anche perché la mente che non tende ad Amare con tutta se stessa e ad abbandonarsi completamente a Dio è una mente chiusa a se stessa da se stessa (segmenti di mente in conflitto con altri segmenti della stessa mente) e “ostile” alla propria Origine (Dio) e quindi è una sabotatrice del proprio Divenire veritiero.

La suddetta è chiaramente una spiegazione metaforica.

Non siamo Noi (Reale Identità, Assoluto, Dio, Sé, Realtà) ad aprirci o a chiuderci (verso noi stessi): Noi Sussistiamo esenti da ogni apertura, chiusura, divisione. È la mente che si apre e si chiude verso se stessa.

Non siamo Noi ad abbandonarci: Noi Sussistiamo come Meta dell’abbandonarsi a Dio - è la mente ad abbandonarsi a Noi.

Non siamo Noi a tendere ad Amare e a Conoscere: Noi Sussistiamo come Origine di tutto l’Amore e di tutta la Conoscenza.

Non siamo Noi a tendere ad aprirsi a Dio: Noi Sussistiamo (come) Dio – è la mente che tende ad aprirsi a Noi.

Non siamo Noi, ma è la mente, a consapevolizzare: Noi Sussistiamo come Origine della consapevolezza.

Inoltre, per la mente in questione: l’Amare, il prossimo, gli altri, la vita, il mondo sono aspetti/processi della stessa mente – tutto ciò che la mente sperimenta appare in lei stessa ed è un suo segmento. Il concetto di tendere ad Amare il prossimo significa quindi che: una parte di mente che definisce se stessa come io tende ad amare un'altra parte di se stessa che definisce come prossimo. Il mettersi in pace con se stessi e il prossimo consiste nel pacificarsi di segmenti della mente con altri segmenti della stessa mente. Il perdonare se stessi e il prossimo consiste nel perdonarsi della mente. Riguardo all’Amare Dio: essendo Dio non localizzabile e non percepibile, il concetto tendere ad Amare Dio significa anche l’apertura dei processi mentali relativi all’identità immaginata (≈ io) verso i processi mentali relativi ai concetti, alle emozioni, alle sensazioni e alle immagini riguardo a Dio, un’apertura che stimola il trascendimento dell’identità immaginata, dell’egoismo e l’abbandono del personale in favore del transpersonale.     

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