Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
1. L’IMPORTANZA DI CONSAPEVOLIZZARE LE ATTIVITÀ QUOTIDIANE La consapevolizzazione delle attività quotidiane è di fondamentale importanza per il Divenire veritiero (maturazione spirituale). Per maturare la Consapevolezza integrale e trascenderla, la mente deve consapevolizzare integralmente i propri contenuti e quindi anche le attività quotidiane, le quali appaiono in lei stessa e sono suoi processi. Mezz’ora, un’ora o più di meditazione appartata qualitativa al giorno fa sicuramente bene, ma non è sufficiente per il Divenire veritiero. Per maturare qualitativamente, la mente deve nobilitare con la consapevolizzazione delle attività quotidiane i processi positivi avviati con la meditazione appartata, o con altre specifiche attività consapevolizzanti. Questo significa anche la maturazione della capacità della mente di meditare qualitativamente durante le attività quotidiane, per rendere possibile la meditazione massima (Consapevolezza integrale) e il suo trascendimento durante le stesse. Per il proprio bene e il bene di altre menti, consacrarsi integralmente al Divenire veritiero dovrebbe essere l’occupazione primaria della mente, anche perché la consapevolizzazione qualitativa: - matura la certezza che in Realtà non si vive e non si svolgono le attività quotidiane, ma Si Sussiste come Origine (Reale Identità, Assoluto, Dio, Sé, Realtà) di ogni vita e questo: Ø diminuisce l’attaccamento alla vita, al corpo, alle emozioni, ai pensieri e alla consapevolezza, perché fa comprendere che soltanto la mente è stata concepita e morirà, mentre Noi (1) (Reale Identità, Assoluto, Dio, Sé, Realtà) Sussistiamo Immortali - non concepiti, non nati, mai vissuti; Ø matura la consapevolezza che la vita (quotidiana) è un aspetto della “proiezione” illusoria della Nostra Vita Eterna (intesa come Sussistenza della Reale Identità); - trasforma la vita terrena “ordinaria” in Vita terrena Divina, la Vita che avviene nel vuoto (mentale) della Consapevolezza integrale, il vuoto privo di “identità immaginata” (≈ io, ≈ ego) e colmo di Pace, Amore, Compassione e Conoscenza. (1) Riferito alla Reale Identità, il pronome personale noi è puramente indicativo, la Reale Identità è Una – Dio, l’Assoluto, la Realtà, il Sé. 2. TRASFORMARE Alcune menti sono convinte di non poter Divenire in modo veritiero (maturare spiritualmente) perché immaginano di esistere in condizioni non abbastanza idonee da fare ciò. Tra le ragioni principali di tale convinzione ci sono: - la fantasia che il Divenire veritiero è sostanzialmente incompatibile con la quotidianità e che per Divenire qualitativamente sia indispensabile un tipo di vita molto particolare e diverso dal comune ambito quotidiano, un tipo di vita che la mente definisce spesso come vita spirituale; - l’abbaglio di non avere tempo da dedicare alla consapevolizzazione (Divenire veritiero); - l’ignorare che pressoché ogni attività quotidiana può essere trasformata in ambito consapevolizzante e - l’ignorare come trasformare le attività quotidiane in processi consapevolizzanti. La convinzione di non poter Divenire qualitativamente a causa delle circostanze quotidiane fa sicuramente molto comodo ai segmenti di mente ostili alla consapevolizzazione, i quali utilizzano e potenziano questa mendace convinzione per far cercare e trovare ad altri segmenti di mente giustificazioni per non farsi consapevolizzare. È chiaro che ci sono condizioni di vita che sono più benefiche per il Divenire veritiero di altre, ma è bene che la mente consideri anche che: - la vita, gli avvenimenti, i luoghi, gli incontri, i problemi, le emozioni, i pensieri… avvengono (soltanto) nella mente che li percepisce e interpreta; - con l’aumento della consapevolezza, la mente aumenta la capacità di trasformare i processi nocivi in processi sempre più benefici per il Divenire veritiero: consapevolizzandosi e maturando, la mente trasforma le condizioni di vita in circostanze sempre più benefiche per il Divenire veritiero, migliora cioè la qualità dei propri processi relativi a ciò che lei stessa definisce vita. - la mente pienamente consacrata alla Ricerca della Reale Identità (Dio, Assoluto, Sé, Realtà) può trascendere ogni destino avverso, vale a dire ogni ostacolo per Divenire del tutto. La mente non abbastanza consapevole è invece creatrice del destino avverso ed è lei stessa il destino avverso – il destino avverso che potenzia se stesso. Per la mente non sufficientemente consapevole “tutto” è predestinato, la mente in via di consapevolizzazione è una mente trascendente il destino, mentre la mente Divenuta del tutto ha trasceso ogni destino. Per beneficiare di se stessa integralmente (2), la mente dovrebbe utilizzare ogni circostanza per stimolare la propria maturazione. Le condizioni più difficili sono anche occasioni (potenzialmente) molto consapevolizzanti e vincendo le battaglie più difficili con se stessa, la mente fa passi consapevolizzanti importanti. Per esempio, gli eventi che fanno emergere le paure “più” forti e profonde, possono essere utilizzati dalla mente per “neutralizzarle” (consapevolizzandole pienamente): pregando intensamente per eliminarne le ragioni, testimoniandole “senza” identificazione, affrontandole con coraggio… (2) Tutte le circostanze appaiono nella mente. Migliore è il modo in cui la mente o alcuni suoi segmenti affrontano le circostanze, che sono altri segmenti della stessa mente, maggiore è la misura in cui la mente fruisce beneficamente di se stessa. 3. OCCUPARSI DI CONOSCERE L’UNITÀ E NON PREOCCUPARSI DELLA MOLTEPLICITÀ La mente che vuole Divenire qualitativamente e quindi migliorare la qualità della vita e risolvere i propri problemi sostanziali, non deve preoccuparsi della (apparente) molteplicità, ma deve occuparsi a consapevolizzare l’Unità (3). (3) La Reale Identità Sussiste come Uno non manifesto. La Coscienza (Infinita) esiste come Unità manifesta. L’unità nell’ambito della mente è la dualità sperimentata in modo unitario, il che è inscindibile dalla Consapevolezza integrale. Queste tre unità, o tre ambiti di unità, sono inscindibili tra loro e compongono l’Unità Trina. Occuparsi (è la mente che si occupa) di consapevolizzare l’Unità non significa “fuggire dalla vita pratica” o non affrontare le “concrete” questioni quotidiane, ma significa rendere la mente sempre meno ebbra di emozioni nocive e di pensieri nocivi, e una mente sobria può certamente creare un percorso vitale certamente più qualitativo di una mente alterata da processi poco consapevolizzati: più la mente è consapevole dell’Unità, maggiore è la qualità delle sue emozioni e dei suoi pensieri e più crea soluzioni positive. La mente che conosce l’Origine (Reale Identità) della vita è di per sé un’ottima medicina per la vita stessa. La mente poco o quasi per niente consapevole dell’Unità invece, sperimenta la vita in modo falsato, anche perché immagina la (presunta) separazione, e quindi crea confusione, conflitti e malessere (tra l’altro, spesso è tanto assuefatta a questi processi nocivi da notarli soltanto in minima parte). Questa è la versione parziale dell'articolo. La versione integrale è disponibile ai soli abbonati al sito. |
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