Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
1. DIO E Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità LE DOMANDE ILLUMINANTI 1. LE DOMANDE ILLUMINANTI 1.1. QUALITÀ DELLA DOMANDA E DELL’UTILIZZO 2. DOMANDE SULLA TOTALITÀ – VERA IDENTITÀ 3. LE DOMANDE ILLUMINANTI SULLA REALE IDENTITÀ 3.1. LA RICERCA DELLA REALE IDENTITÀ 3.2. QUAL È LA REALE IDENTITÀ? 4. DOMANDE SULLA COSCIENZA 5. DOMANDE SULLA MENTE - 6. DOMANDE RIGUARDANTI L’IDENTITÀ IMMAGINATA 6.1. IL CONCETTO IO 7. MEDITAZIONI CON LE DOMANDE ILLUMINANTI 7.1. MEDITAZIONE DINAMICA 7.2. MEDITAZIONE APPARTATA 7.3. MEDITAZIONE COMBINATA 7.4. MEDITAZIONE PER CONSAPEVOLIZZARE IL SONNO *** 1. LE DOMANDE ILLUMINANTI Utilizzate in modo opportuno, le domande illuminanti sono strumenti meditativi per scoprire Nel senso stretto del termine, il concetto di domanda illuminante riguarda specifici quesiti dall’alto potenziale consapevolizzante, per esempio: Chi sono in Realtà? oppure Qual è Nel senso ampio del concetto invece, ogni domanda impiegata in modo da aumentare la consapevolezza è illuminante. Adoperata per stimolare il Divenire veritiero, anche l’interrogazione sull’ameba è un ottimo strumento meditativo: Dove avviene l’ameba?, Si è formata nel tempo e nello spazio?, Li percepisce?, A chi l’ameba appare come tale?, Qual è la sua Origine? Interpellando(si) in modo consapevolizzante (illuminante), la mente si comporta da buona governatrice di sé ed elimina gli ostacoli per il riconoscerSi[1] (Divenire veritiero). Interrogando(si) invece in modo non consapevolizzante può facilmente nuocersi e nuocere, stimolando il definirsi dell’identità immaginata (Divenire ingannevole). La mente può porsi domande in modo da: - eliminare la propria ignoranza riguardo a se stessa, alla Coscienza, alla Reale Identità… Interpellarsi in modo consapevolizzante è uno degli aspetti dell’uso illuminante che può fare di sé; oppure - diversificare la propria ignoranza, facendole magari assumere nuove false vesti di “vera” conoscenza, stratificandola e rendendola più: complessa, affascinante, intrigante, credibile, supportata da calcoli, dati statistici, prove scientifiche… Nel primo caso si tratta di acquisizione di conoscenza nobilitata dalla maturazione della consapevolezza, che può portare la mente a conoscere l’illusorietà del sapere e a trascenderlo integralmente. Nel secondo caso invece, è conoscenza appresa in modo non illuminante e questo porta l’intelletto ad essere sempre più soggiogato del proprio concettualizzare non abbastanza consapevole. Si tratta del sapere che attribuendosi sempre più valore si impedisce di conoscere la propria illusorietà e limitatezza. Fruite in modo congruo, le domande illuminanti sono uno strumento per eliminare la conoscenza superflua e per contribuire al costituirsi di verità sostanziali. Interrogandosi in modo consapevolizzante la mente può superare le ramificazioni concettuali, emotive e percettive che le impediscono di cogliere integralmente la purezza: della sensazione primaria (pura percezione di essere), dell’emozione primaria (Amore) e della conoscenza primaria (Io sono). In questo modo si affranca dalla propria fossilizzazione e favorisce la costituzione di risposte sempre meno suggestionate dai condizionamenti limitanti che incombono sulla sua esistenza. Per esempio, la maggioranza degli individui (delle menti[2]) fantastica di trovarsi nell’universo e questo forma e potenzia concetti abbaglianti del tipo: sono nato, sto vivendo, morirò. In un certo senso, questi concetti corrispondono all’effettivo stato dei processi, perché l’individuo (la mente) è nato, vive e un giorno morirà. L’abbaglio consiste nella fantasia di essere in Realtà l’individuo, nel vaneggiamento che esso rappresenta l’Identità Reale. Questo farneticare impedisce la (piena) consapevolezza che: - l’universo appare nella mente (individuo) e come tale è un suo segmento, - l’universo Origina dalla Reale Identità, - soltanto la mente è nata e morirà, - la vita avviene nella mente, che è la vita stessa, - in Realtà si Sussiste come Origine (Reale Identità) di ogni forma di vita[3], - la Reale Identità Sussiste Eterna, non nata. Porgendosi domande in modo consapevolizzante la mente si stimola a trascendere ogni bisogno di chiedersi/chiedere e rispondersi/rispondere: la mente caratterizzata dalla Consapevolezza integrale dispone di risposte sostanziali praticamente senza bisogno di porsi domande - tutto è sostanzialmente chiaro alla mente Chiara. Utilizzate qualitativamente, le domande illuminanti sono inoltre un modo in cui la mente può diminuire il preoccuparsi e migliorare l’occuparsi. Solitamente, invece che occuparsi di sanarsi (consapevolizzandosi) e risolvere i problemi, la mente poco consapevole si preoccupa molto, si pone molte domande superflue e pochi quesiti sostanziali, senza praticamente offrirsi qualitative risposte fondamentali. 1.1. QUALITÀ DELLA DOMANDA E DELL’UTILIZZO Come nel caso delle affermazioni (potenzialmente) illuminanti ( Io sono, Sono Pace, Sono Amore, Sussisto Assoluto, Sussisto Origine dell’Amore …), anche le domande dal maggior potenziale consapevolizzante (per esempio: Chi sono in Realtà?, o Qual è - fruite in modo qualitativo (consapevolizzante), fanno emergere risposte veritiere sempre più libere dall’influsso nocivo di condizionamenti linguistici, famigliari, scolastici, sociali, religiosi…, mentre - adoperate in modo inopportuno (non consapevolizzante), sono soltanto punti di partenza di mera concettualizzazione priva di consapevolizzazione, che di norma induce risposte molto limitate da: identità immaginata, condizionamenti, meccanismi intellettivi, preconcetti, paure, attaccamenti, pigrizia intellettuale e altri fenomeni nocivi. Possono cioè facilmente dare alla mente tante mani a intricarsi ancor più nei propri labirinti elucubrativi a fondo cieco, caratterizzati dall’immaginare: “se stessi”, il prossimo, il mondo e Dio; la separazione da se stessi, dal prossimo, dal mondo e da Dio; la “felicità”; la conoscenza; l’“amore”; la divisione del mondo in interiore e in esteriore; la particolarità; la “realtà” del mondo, del concepimento, della nascita, della vita, della morte… Ci sono quindi due elementi: 1) il potenziale consapevolizzante della domanda di per sé – il suo potenziale di stimolare il Divenire veritiero, e 2) la qualità con cui la mente utilizza la domanda, determinata primariamente da quanto l’uso stimola l’accrescimento della consapevolezza. LA MANIFESTAZIONE – L’ESSERE
La Reale Identità (Assoluto, Dio, Realtà, Sé) Sussiste sempre con la Manifestazione: la Manifestazione esiste sempre con la Reale Identità. Questo è l’ambito eterno: l’Essere - la Totalità.
In Realtà si “È” (1) Dio e in Verità si È l’Essere. Dio “È” la Reale Identità, l’Essere è la Vera Identità. Questa è l’Eterna Verità che: - la mente non sufficientemente consapevole cela a se stessa, - la stessa mente può disvelarsi maturando la Consapevolezza integrale, la piena Consapevolezza che in Verità si è l’Essere e che in Realtà Si “È” Dio. In Verità: come Essere Sono l’Essere. In Realtà: come Dio Sussisto Assoluto. (1) Il verbo “È” è virgolettato perché Dio non è - Dio Sussiste.
2. LE DOMANDE CONSAPEVOLIZZANTI Le domande consapevolizzanti sono uno strumento meditativo per disvelare la Verità riguardo alla Reale Identità e all’Essere. Le domande consapevolizzanti sono anche un modo in cui la mente può diminuire il preoccuparsi e migliorare la qualità del suo occuparsi. Solitamente, invece che occuparsi di sanarsi (consapevolizzandosi), la mente poco consapevole si preoccupa molto di sé (vita, lavoro, famiglia, rapporti, avvenimenti, spese, investimenti, malattie…) (2): si pone molte domande superflue e pochi quesiti sostanziali, senza in sostanza offrirsi qualitative risposte fondamentali. (2) La vita, il lavoro, la famiglia, i rapporti, gli avvenimenti, le spese, gli investimenti, le malattie…, avvengono nella mente e sono suoi aspetti. Nel senso stretto del termine, il concetto di domanda consapevolizzante è relativo a determinate domande dall’alto potenziale consapevolizzante per esempio: Chi sono in Realtà io? oppure Qual è la Reale Identità? Nel senso ampio del concetto invece, ogni domanda utilizzata in modo consapevolizzante è una domanda consapevolizzante. Utilizzate in modo da stimolare il Divenire veritiero (maturazione spirituale, consapevolizzazione), anche le domande sull’ameba sono ottimi strumenti meditativi: Dove avviene l’ameba?, L’ameba si è formata nel tempo e nello spazio?, L’ameba percepisce il tempo e lo spazio?, A chi l’ameba appare come ameba?, Qual è l’Origine dell’ameba? Interpellando(si) in modo consapevolizzante, la mente si comporta da buona governatrice di se stessa ed elimina gli ostacoli per il riconoscerSi (3) (Divenire veritiero, maturazione spirituale), mentre chiedendo(si) spiegazioni in modo non consapevolizzante nuoce a se stessa e ad altre menti stimolando il definirsi dell’identità immaginata (Divenire ingannevole). La mente può porsi domande in modo da: - eliminare la propria ignoranza riguardo a se stessa, alla Coscienza, alla Reale Identità e all’Essere nel suo complesso. Interrogarsi in modo consapevolizzante è uno degli aspetti dell’uso consapevolizzante che la mente può fare di se stessa; oppure - diversificare la propria ignoranza facendole assumere nuove false vesti di “vera” conoscenza, stratificandola e rendendola più: complessa, affascinante, intrigante, credibile, supportata da calcoli, dati statistici, scientifici… (3) RiconoscerSi nel senso che la mente riconosce la Reale Identità. Nel primo caso si tratta di maturazione della conoscenza nobilitata dalla consapevolizzazione, che può portare la mente a conoscere l’illusorietà della conoscenza e a trascenderla integralmente. Nel secondo si tratta invece di conoscenza acquisita in modo non consapevolizzante e questo porta l’intelletto a essere sempre più soggiogato del proprio concettualizzare poco consapevolizzato; si tratta della conoscenza che attribuendosi sempre più valore si impedisce di conoscere la propria illusorietà. Le domande consapevolizzanti sono quindi anche uno strumento per eliminare la conoscenza superflua e per contribuire al costituirsi di verità sostanziali. L’interpellarsi consapevolizzante serve alla mente anche per: - superare le ramificazioni concettuali, emotive e percettive che le impediscono di cogliere la purezza: della sensazione primaria - pura percezione di esistere, dell’emozione primaria - Amore, della conoscenza primaria – Io sono, e - scoprire così anche che senza la sensazione di esistere non esiste nemmeno l’universo, nel senso che la percezione dell’universo è resa possibile dalla sensazione di esistere (della mente). Fuggire dalle domande essenziali offre momentaneo sollievo,
Cos'è la domanda consapevole (essenziale)? Quali sono le domande essenziali (consapevoli) ? Come avere sostanziali risposte (risposta)? Fuggire da domande fondamentali (fondamentale)... |
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