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- Le domande spirituali illuminanti: Chi sono in Realtà? Cosa sono la Coscienza, la consapevolezza, la mente e la Reale Identità?
- Maestri spirituali e allievi spirituali
- Il Testimone Assoluto e la testimonianza integrale
- Amare e voler bene: cos'è l'Amore e cosa significa voler bene?
- I samskara e come consapevolizzarli
- Le constatazioni spirituali: Io sono e Sussisto Assoluto
- L'esistenza illuminante: vivere in modo spirituale
- L'insegnamento spirituale
- Evoluzione spirituale e vita quotidiana
- Aiutare il prossimo e se stessi
- L'abbandono spirituale della mente all'Assoluto
- L'Etica del Divenire: il bene dalla prospettiva spirituale
- L'essenza della ricerca spirituale
- Incarnazione e reincarnazione
- Karma e spiritualità
- Le cosiddette vite precedenti
- La cosiddetta vita dopo la morte
- Meditazione dell'Amore spirituale
- Meditazione spirituale per ottimizzare i chakra
- Meditazione per trasformare la depressione in Amore
- La meditazione dinamica
- La meditazione appartata

- La ricerca spirituale essenziale è molto concreta e pragmatica (e per nulla dogmatica). Osservare con sufficienza o disprezzo (ogni forma di spregio è una proiezione della mancata accettazione di se stessi) il mondo materiale (fantasticando magari che è diviso da quello spirituale) dalla propria nuvoletta spirituale, significa anche indicarsi che la maturazione spirituale è stata sopraffatta dal fantasticare di essere spirituali. La ricerca essenziale è anche integrazione dei processi di consapevolizzazione nella concreta vita quotidiana, per trasformare le circostanze in ambito sempre più idoneo per Divenire del tutto. L’intero mondo appare nell’individuo e più lui è spirituale (consapevole), più il suo mondo vibra finemente di Pace e Amore...

-Evoluzione spirituale e vita quotidiana Compreso nella sua essenza, il concetto di vita spirituale può favorire l’evoluzione spirituale (Divenire veritiero), altrimenti può facilmente abbagliare e sviare. Spesso quella che è definita vita spirituale non è tale da far maturare spiritualmente, ma è soltanto una vita in linea con dei concetti riguardanti la spiritualità o presunta tale, più precisamente ciò che gli stessi definiscono come spiritualità e vita spirituale. Seguire determinate idee spirituali e tipi di condotta (definita come) spirituale, non sottintende maturare spiritualmente. D’altra parte, ci sono modi di vita che possono sembrare poco o per nulla spirituali, perché non sono in linea con ciò che la mente crede essere spirituale e spiritualmente corretto, ma attraverso i quali si evolve spiritualmente...

- Il Divenire veritiero è la maturazione spirituale. Accrescendo la consapevolezza, la mente trascorre il percorso spirituale consapevolizzandolo come proprio processo. La mente che, invece, Diviene in modo ingannevole ostacola la propria e altrui maturazione spirituale, anche fantasticando che il percorso spirituale si trova fuori di lei...

- La ricerca della Reale Identità e la ricerca spirituale: la mente che cerca Dio indaga sulla Reale Identità. La domanda Chi sono in Realtà? equivale al quesito Chi è Dio? L’intelletto che cerca la verità sostanziale cerca la Verità riguardo all’Assoluto. Ritornare da Dio, cercare il Sé, maturare spiritualmente, riconoscerSi, cercare Se Stessi, tendere a realizzare il sé, individuazione, autorealizzazione, guarigione spirituale… sono tutte espressioni che indicano la ricerca della Reale Identità. Molti i nomi, molteplici le vie, una la sostanza...

VITA SPIRITUALE ED EVOLUZIONE SPIRITUALE

Compreso nella sua essenza, il concetto di vita spirituale può favorire l’evoluzione spirituale (Divenire veritiero), altrimenti può facilmente abbagliare e sviare. Spesso quella che è definita vita spirituale non è tale da far maturare spiritualmente, ma è soltanto una vita in linea con dei concetti riguardanti la spiritualità o presunta tale, più precisamente ciò che gli stessi definiscono come spiritualità e vita spirituale. Seguire determinate idee spirituali e tipi di condotta (definita come) spirituale, non sottintende maturare spiritualmente. D’altra parte, ci sono modi di vita che possono sembrare poco o per nulla spirituali, perché non sono in linea con ciò che la mente crede essere spirituale e spiritualmente corretto, ma attraverso i quali si evolve spiritualmente.

Una cosa sono i concetti sulla vita spirituale, che possono essere più o meno qualitativi e veritieri, altra cosa è l’effettiva vita spirituale che non è determinata dalla forma, ma da quanto stimola il Divenire veritiero, indipendentemente dall’ambito in cui si svolge e dalla forma espressiva. La vita spirituale qualitativa porta a trascendere i concetti, la forma oggettuale e la suddivisione in spirituale - non spirituale. La vera vita spirituale non è una questione di concetti sulla spiritualità, ma di Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione. Nella mente Naturale (Divenuta del tutto) avviene costantemente una piena vita spirituale.

La mancanza di comprensione di cos’è effettivamente la vita spirituale, scaturisce primariamente dal non capire il vero significato del concetto di evoluzione spirituale: maturazione della consapevolezza per il suo trascendimento. Questo può dar adito a idee, emozioni e condotte che ostacolano l’evoluzione spirituale, e può essere paragonato al salire in una macchina guidata da un autista che non si conosce, senza sapere perché si è saliti, ignorando dov’è diretta la macchina e se l’autista sa guidare. Così alcune menti immaginano di evolversi spiritualmente e invece soltanto si occupano di temi spirituali e conducono un’esistenza che definiscono come spirituale.

Per comprendere il significato essenziale dei termini vita spirituale e evoluzione spirituale e disilludersi dagli abbagli loro riguardanti, è necessario che la mente consideri che la quintessenza dell’evoluzione spirituale consiste nella sua consapevolizzazione...

VITA SPIRITUALE E NON ATTACCAMENTO

Per evolversi spiritualmente la mente deve trascendere ogni attaccamento, è un pensiero veritiero, ma mal interpretato fuorvia. Alcune menti pensano che per superare ogni attaccamento[11] sia necessario abbandonare la vita ordinaria, in favore di quella che definiscono vita spirituale[12]. La sostanza del trascendimento non consiste in un cambio di stile di vita, ma nella maturazione della consapevolezza, senza la quale la mente può soltanto fantasticare di aver trasceso gli attaccamenti, magari perché ha sostituito l’attaccamento alla carriera con quello a ciò che lei stessa chiama spiritualità, condito magari con l’attaccamento al (concetto di) non attaccamento. Questo può facilmente potenziare il suo abbaglio di essere molto evoluta spiritualmente e di essere sulla strada giusta, mentre è su quella dell’abbagliarsi diversamente.

Il fraintendimento che la vita spirituale sia incompatibile con quella ordinaria è uno dei maggiori ostacoli per l’evoluzione spirituale, e può facilmente sfociare in “estremismo spirituale” che è un aspetto del fuggire dalla vita. Per Divenire veramente, la mente non deve cessare di vivere la vita ordinaria per scappare in ciò che definisce vita spirituale, ma deve esistere in modo illuminante (consapevolizzante) per giungere all’esistenza Illuminata  (Alternanza).

Il trascendimento ultimo degli attaccamenti non è un particolare porsi verso la vita, anche nel senso di scegliere determinati avvenimenti e comportamenti ed escluderne altri, ma è una conseguenza del pieno Discernimento del Reale (Identità Reale) dall’irReale (identità individuale).

VITA SPIRITUALE E POVERTÀ 

Secondo alcune menti la vita spirituale deve essere caratterizzata anche dalla povertà intesa come rinuncia ai beni materiali. La vera rinuncia spirituale è invece sostanzialmente quella all’identità immaginata e all’abbaglio che il mondo è reale. L’effettiva povertà è la povertà di idee riguardo al “se stessi” (identità immaginata) e a Dio (Reale Identità, Assoluto, Sé, Realtà). Meno sono le idee riguardo al “se stessi” e a Dio e più sono illuminate dall’Amore, più la mente è vicina a ConoscerLo Dio come Reale Identità di ognuno[13].

La credenza che la vita spirituale deve essere caratterizzata dalla rinuncia ai beni materiali, è causata anche dalle convinzioni errate che la materia è impura e divisa dallo Spirito, che possono stimolare la formazione di convinzioni errate come: la vita materiale (mondana) è in conflitto con quella spirituale; lo Spirito è in conflitto con la materia; per avvicinarsi allo Spirito e a Dio è necessario rigettare la materia.

I conflitti sono sempre dell’intelletto, lo Spirito non ne conosce, sia che come Spirito si intenda Dio, la Coscienza oppure la pura consapevolezza (Pace, Amore, Conoscenza – il puro principio io sono). Ogni vita è spirituale in una certa misura, cambia “soltanto” il grado di spiritualità, la qualità della consapevolezza. Ogni vita Origina da Dio, è un’espressione della Coscienza e basilarmente è pura consapevolezza. La materia, le energie e le vibrazioni sono aspetti della consapevolezza che è una manifestazione della Coscienza e un processo in funzione del Suo perpetuarsi – riconoscersi.

Maturare spiritualmente (accrescere la consapevolezza) è ben diverso dal solo occuparsi di spiritualità e le seguenti descrizioni possono essere molto utili per migliorare la qualità del Divenire.

La ricerca spirituale essenziale:

- è il Divenire veritiero, la vera esplorazione spirituale. 

mportante: il potenziamento delle vibrazioni e delle energie non sottintende la maturazione spirituale.

- è molto concreta e pragmatica (e per nulla dogmatica). Osservare con sufficienza o disprezzo (ogni forma di spregio è una proiezione della mancata accettazione di se stessi) il mondo materiale (fantasticando magari che è diviso da quello spirituale) dalla propria nuvoletta spirituale, significa anche indicarsi che la maturazione spirituale è stata sopraffatta dal fantasticare di essere spirituali. La ricerca essenziale è anche integrazione dei processi di consapevolizzazione nella concreta vita quotidiana, per trasformare le circostanze in ambito sempre più idoneo per Divenire del tutto. L’intero mondo appare nell’individuo e più lui è spirituale (consapevole), più il suo mondo vibra finemente di Pace e Amore.

può essere indirizzata con l’intenzione di fare del bene e di dare molto per ricevere molto, ma porta a trascendere quest’ottica ristretta (altrimenti la ricerca spirituale o presunta tale rimane un’attività mercanteggiante), perché la piena consapevolezza riguardo all’Uno Totale è Amore, che è il Bene di per sé ed è oltre la prospettiva individuale.

- può essere caratterizzata dal miglioramento della qualità del proprio cibarsi, ma non esiste un’alimentazione spirituale vera e propria (idonea a tutti). Ognuno ha le proprie esigenze alimentari.

Chi sono in Realtà? oppure Qual è la Reale Identità? è il quesito primario di ogni ricercatore spirituale veritiero, a prescindere: dal suo modo di cercare Dio, dalla tipologia del suo percorso spirituale, dal metodo consapevolizzante utilizzato…, anche quando questa domanda non è esplicita, come può essere nel percorso spirituale caratterizzato primariamente dalla devozione.    

La domanda Chi sono io? ha insita anche una specie di insidia spirituale. Essendo la percezione e la conoscenza di esistere (Io sono) relative alla mente, c’è il rischio che la ricerca della risposta a Chi sono io? si limiti alla mente, mentre l’Assoluto Sussiste “di là”: scaturendo dalla sensazione (conoscenza) di esistere, la domanda Chi sono io? è accompagnata dal potenziale di ostacolare l’emersione della conoscenza riguardo a Se Stessi Dio, anche perché è la mente a porla e può quindi sembrare che significhi Cos’è la mente?

Concetti come: la Consapevolezza integrale è tutto, la tappa ultima del percorso spirituale, è lo stato supremo…, possono facilmente sviare e impedire la conoscenza che la Consapevolezza integrale è un aspetto dell’esprimersi dello “Stato” Supremo (Reale Identità).

Utilizzate in modo inadeguato (non consapevolizzante) diventano un modo della mente di programmarsi e abbagliarsi con concetti di tipo spirituale, perché la loro acquisizione non è supportata da un’adeguata maturazione della consapevolezza.

Il concetto che il Divenire veritiero (maturazione spirituale) è un percorso di maturazione della consapevolezza, è esatto soltanto in parte: affinché emerga l’Estinzione, la consapevolezza (di sé) deve dissolversi.

La morte dell’io è nulla per l’Io: maturare la consapevolezza che è così significa maturare spiritualmente. I se stessi sono miliardi, tanti quanti gli individui in essere (tutti derivanti dall’Unico Se Stessi). Confondere Se Stessi con se stessi o peggio ancora con “se stessi” (identità immaginata), significa rovinare se stessi, non di certo Se Stessi.

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La domanda Cos’è l’insegnamento spirituale?, rimanda a Cos’è la spiritualità? e a Perché lo è?

         Per spiritualità si intende spesso l’attitudine a vivere secondo le esigenze dello spirito e a dare loro preminenza. Quali sono le esigenze dello spirito? Ne ha? E, cos’è lo spirito?

Ama il prossimo come te stesso e Conosci te stesso, esortano la consapevolezza a questo. L’insegnamento spirituale verbale spiega: a) quanto descritto dai punti uno, due e tre e b) come maturarlo.

Dato che le parole sono soltanto frammenti di consapevolezza:

-      il vero insegnamento spirituale è l’Alternanza tra la Consapevolezza integrale e l’Estinzione,

-      l’Autentico Maestro spirituale è la consapevolezza che rende possibile l’Alternanza, che è: a) il funzionamento Naturale dell’ambito Reale Identità-individuo; b) lo stato di Appagamento totale, che la consapevolezza cercante un appagamento diverso (o che Lo ricerca in malo modo) si impedisce.

L’insegnamento spirituale stimola l’ottenimento dell’Appagamento.

L’insegnamento spirituale è interno, non esterno. I concetti sentiti, le parole lette, le indicazioni percepite, le mani tese… sono aspetti della percezione di sé. L’aspetto secondario del Maestro manifesto (quello primario è la Coscienza Infinita, non sperimentabile) è la qualità della consapevolezza primaria: Pace, Amore e pura Conoscenza). Il Maestro Reale (Reale Identità, Dio, Assoluto) è l’Origine: Quello che si è in Realtà (non come espressione).

La testimonianza qualitativa non significa distacco spirituale, anzi, dissolve l'abbaglio che ci può essere distacco, separazione. 

Il distacco spirituale è la compiuta consapevolezza che ogni percezione è irReale. È distacco nel senso che la testimonianza rimane Pace, Amore e pura Conoscenza di essere, indipendentemente dalle vicissitudini che si svolgono in lei, anche perché esse rimangono sempre caratterizzate da queste tre Qualità (che sono una).

Chi invece tende a “riunirsi a Dio” senza consapevolizzarsi nuoce a sé e al prossimo e stimola la fossilizzazione spirituale, quando l’effettiva maturazione spirituale (Divenire veritiero) è mendacemente sostituita dal palliativo del mero concettualizzare la “spiritualità” in modo poco consapevole e non illuminante.

Queste idee possono diventare facilmente prelibati alimenti per l’identità immaginata di tipo spirituale (“ego” spirituale), a causa della quale l’individuo può vaneggiare di essere chiamato a compiere un qualcosa di “più spirituale” di altri e a classificare in modo poco consapevole

Questo può sfociare in elitarismo spirituale che è un enorme ostacolo per il Divenire veritiero. Per evitare di cadere in questi tipi di tranelli, caratteristici per chi si occupa di spiritualità senza però accrescere la consapevolezza

Anche la mente pienamente consapevole può fare classificazioni simili (per esempio: più la mente è consapevolizzata e più è spirituale, oppure, più la mente è matura e più e vicina a conoscere Dio), ma come risultato dell’Amoroso constatare l’effettivo stato dei processi e non, come nel caso della mente non abbastanza consapevole, come giudizio derivante da preconcetti, emozioni nocive, parvenza di separazione, assenza di Amore, rivalsa, invidia…

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