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Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

I RICERCATORI DI DIO

“Perché è così difficile trovare Dio?

Perché cercate ciò che non avete mai perso.”

Iskre Meher Babe, IP ESOTHERIA, Beograd, 1996, pag. 10.

  1. I tipi di ricercatori di Dio….
  2. I potenziali primari
  3. Lo scopo (il senso) del cercare Dio
  4. Gli elementi del ricercare Dio

I RICERCATORI DI DIO

Fondamentalmente, tutti gli uomini sono ricercatori di Dio, per almeno due ragioni:

La prima è che oltre all’impulso di conservazione (della vita) e all’impulso di conservazione della specie (l’impulso sessuale), gli uomini hanno anche un terzo impulso, il più importante – l’impulso ad autorealizzarsi. Soltanto l’uomo ha questo impulso, che nella maggioranza delle persone inizia a manifestarsi tra i trentadue e i quarantadue anni. (1) Questo si può riconoscere attraverso una serie di domande tra le quali ci sono: “Chi sono io?”, “Da dove provengo?” e “Qual è il senso della vita?”

(1)     Carl Gustav Jung ha spiegato dettagliatamente l’importanza e il ruolo di questo impulso, definendo il suo esprimersi come processo di autoindividuazione.

La seconda deriva dal fatto che l’uomo è l’unico essere che ha la capacità di credere, dalla quale deriva la capacità di consacrarsi, alla base della quale c’è la mente, che è però superata dalla stessa capacità di consacrarsi. Il risultato di questo processo – del consacrarsi, è la consapevolizzazione della mente, ovvero la sua trasformazione, che implica:

-          la quiete della mente, ovvero l’assenza di agitazione, attaccamenti e paure, la libertà dalle mete, dalla dualità e dagli abbagli, il costante orientamento delle emozioni e dei pensieri verso Dio (Realtà, Assoluto, Sé); e

-          l’utilizzo consapevolizzato della mente, come processo costante e ottimale di espressione e di reciproco collegamento delle manifestazioni della Coscienza individuale, alla base del quale c’è l’Amore verso Dio in se stessi.

I.I TIPI DI RICERCATORI DI DIO

I ricercatori di Dio possono essere classificati in due categorie basilari. Alla prima appartengono tutti coloro la cui direzione primaria è – la meta della ricerca, della seconda fanno invece parte coloro la cui direzione primaria è – l’approccio alla ricerca (il metodo di ricerca).

A) In base alla meta, generalizzando, ci sono tre gruppi di ricercatori di Dio:

I primi sono quelli che tendono (desiderano) a conoscere e ricevere la “benevolenza”, la “generosità”, la “grazia”Divina. Tra questi ci sono:

- coloro che a causa di varie paure (paura delle malattie, paura della morte…) pregano Dio di perdonargli i peccati, di essere clemente e che gli faccia andare in paradiso e non all’inferno,

- quelli che a Dio chiedono il potere – economico, politico, militare e altre forme di potere.

“O Dio! Se Ti venero per paura dell’inferno, gettami nell’inferno affinché io bruci. Se Ti venero con la speranza di andare in paradiso, vietami l’ingresso in paradiso. Ma se Ti venero per Te Stesso, non celarmi la Tua eterna meraviglia.” (Rabi) (2)

(2) Vedi: “Sufizam – mistici izlama”, Reynlod A.Nicholson. IP BABUN, Beograd 2004, pag.83.

            I secondi affermano che l’essenza Divina è incomprensibile, irriconoscibile, da qualche parte fuori dell’uomo – filosofi, teologi… Nonostante questo, non desistono dal tentativo di definire Dio (Realtà, Assoluto, Sé) in uno dei seguenti modi:

            - come Essere che “vive” la propria vita e che amministra in modo onnipervadente tutti i processi, esistendo ovvero realizzandosi in questo modo,

            - come Principio che contiene in sé i principi generali e specifici in base ai quali, e secondo una certa legge (la c.d. legge Divina), si svolgono i processi nell’Universo visibile e invisibile,

            - come Vibrazione – Energia, alla quale sono associati, come pure al concetto di Coscienza, gli attributi riportati.

           I terzi non tentano di definirlo e non chiedono nulla a Lui, ma cercano attraverso l’esperienza e la conoscenza di essere uno con Lui, essendo peraltro già uno con Lui. In questo gli è chiaro che l’“esperienza” e la “conoscenza” sono soltanto processi che possono eliminare gli impedimenti per essere completamente ciò che siamo veramente. Ogni esperienza e rivelazione non è sicuramente Dio (Realtà, Assoluto, Sé), perché nello stato di Dio (Realtà, Assoluto, Sé) non c’è l’individuo, non c’è chi può conoscere o fare esperienza e non esistono esperienze e processi conoscitivi.

            B) In base al metodo di ricerca di Dio (cioè – in base all’approccio), possiamo parlare nuovamente di tre gruppi:

         I primi sono i consacrati a Dio – quelli che consacrano la propria attenzione, le emozioni e i pensieri a Lui (Buddha, Gesù. Maometto, Mahatma Gandhi…).

            I secondi sono gli artisti – persone che durante l’attività creativa entravano spesso nel c.d. stato di “flow”, vale a dire del lasciarsi andare, e così consapevolizzavano la mente sino alla completa maturazione della Coscienza (Leonardo da Vinci, Wolfang Amadeus Mozart, William Shakespeare, Vladimir Nabokov, Walter Gropius…).

            Del terzo gruppo fanno parte gli scienziati – coloro che immergendosi nel processo di ricerca scientifica, giungono in uno stato di rapimento identico allo stato di “flow” e così consapevolizzano la mente (Nikola Tesla, Isacco Newton, Elise Pasca, Paracelso, Einstein, Archimede…).

            Questa è la versione parziale dell'articolo.

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