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Articolo tratto dal libro
L'ESISTENZA SENZA TEMPO
Saggio spirituale

Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

L’ESISTENZA SENZA TEMPO

“Egli è, e per Lui non c’è né dopo né prima, né sopra né sotto, né vicino né lontano, né unificazione né divisione, né come, né dove, né quando, né tempo, né attimo, né vecchiaia, né esistenza, né luogo. Egli è, uguale a com’era. Egli è uno senza unità e unico senza unicità.”

“Ko samog sebe poznaje…”, Ibn ‘Arabi, Zlatni zmaj, Beograd, 2005, pag. 13

1. La ricerca

2. La Consapevolezza totale

3. L’Esistenza senza tempo

1. LA RICERCA

L’impulso di autorealizzazione come impulso cardinale (assieme all’impulso per la vita e per il mantenimento della specie) dell’uomo, si esprime in modo spontaneo attraverso la ricerca della Verità riguardo a sé.

La prima cosa che si incontra è l’identificazione di se stessi con il proprio corpo, la quale deriva dall’esperienza primaria del proprio esistere attraverso i sensi.

La seconda cosa con la quale si incontra il ricercatore è l’identificazione con la mente (con le emozioni e i pensieri). Le vibrazioni ricevute tramite i sensi si sincronizzano e sintetizzano e così costituiscono le emozioni e poi i pensieri.

La terza cosa alla quale giunge il ricercatore è l’identificazione con la consapevolezza, ovvero con il processo di individuazione della Coscienza. Seguendo il processo di formazione, mantenimento e scomparsa delle emozioni e dei pensieri dentro di sé e constatando che esiste l’ambiente circostante (le altre persone e la totalità dell’ambiente circostante) lui scopre la consapevolezza e si identifica con essa.

I concetti sul tempo e sullo spazio creano un’ulteriore complicazione, l’identificazione con il corpo e la mente crea l’illusione che l’individuo esiste nel tempo e nello spazio. A questo concetto si aggiungono anche altri, tra i quali c’è quello che l’individuo pensa che il concepimento, la nascita e la morte esistono come processi che si svolgono nel tempo.

Tutti questi attaccamenti portano alla comparsa di altri attaccamenti, che nella maggioranza si concludono con le paure riguardo alla vita, alla morte e molte altre. Alcuni trovano conforto nella constatazione che esiste il destino e che bisogna accettarlo, senza però comprendere che ciò è soltanto un manipolare le paure.

Ma, però, qualcosa dall’interno, prima di tutto l’impulso ad autorealizzarsi e un determinato livello di consapevolezza (51), portano al punto in cui l’uomo si chiede se lui è soltanto il corpo fisico, la mente e i processi di consapevolezza. La vita di chi si svolge secondo il dettato del tempo? Esiste qualcos’altro?

51) Spesso la combinazione dell’impulso di autorealizzazione e un determinato grado di consapevolezza è definito intuito. L’intuito va definito in modo più preciso come unità: della percezione, dell’esperienza acquisita, della conoscenza e della reazione spontanea.        

 Lo spontaneo sviluppo della consapevolezza porta l’individuo a chiedersi: Sono il corpo fisico oppure anche qualcos’altro? Sono il corpo fisico e la mente, oppure anche qualcos’altro? Sono il corpo fisico, la mente, la consapevolezza, oppure anche qualcos’altro? Ovvero, chi sono io?

Attraverso queste domande la mente si volge lentamente “verso dentro”, verso l’origine. (52)

52) Lo scopo di queste domande è scoprire perché e da dove si è formata l’esperienza di se stessi e del mondo.

La ricerca continua e “giungono” le constatazioni: Io non sono soltanto il corpo fisico, sono forse anche qualcos’altro? Io non sono soltanto il corpo fisico e la mente, sono forse anche qualcos’altro? Io non sono soltanto il corpo fisico, la mente e la consapevolezza, sono forse anche qualcos’altro?

Una forma più sottile di ricerca si manifesta sotto forma di interrogazione più sottile: Sono il corpo fisico, o non sono il corpo fisico? O né l’uno né l’altro? Sono il corpo fisico e la mente, o non sono né il corpo fisico né la mente? O né l’uno né l’altro? Sono il corpo fisico, la mente e la consapevolezza o non sono il corpo fisico, la mente e la consapevolezza? O niente di ciò?

Le diverse forme di interrogarsi elencate, come – Chi sono io?  (ma possono essere anche molte altre), sono soltanto forme inverse delle constatazioni: io sono questo, o quello, formatesi dall’esperienza primaria: “io sono”

La natura del concetto dualistico della mente si esprime nel dualismo: “Io sono questo, o quello” – “Chi sono io?”

    Quando questi due concetti si uniscono in uno: il volgere la mente verso dentro (verso l’Origine) attraverso l’interrogarsi e il lasciarsi andare (entrata nello stato di flow) attraverso la constatazione, allora inevitabilmente il processo di consapevolezza parziale si collega, completa e integra nella consapevolezza totale il cui scopo è scacciare la non – Conoscenza.

Questa è la versione parziale dell'articolo.

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