Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità SULLA MORTE
Alla maggioranza delle persone il solo pensiero riguardo alla morte o l’idea della morte provoca disagio, paura o qualche altro trauma. Il più delle volte queste situazioni si risolvono: - con il desiderio (l’intenzione) di non riflettere sulla morte (“non voglio pensare a ciò”), - con la spontanea repressione nell’inconscio dei pensieri sulla morte, - reindirizzando i pensieri verso qualcos’altro, - accettando la morte come qualcosa di inevitabile, di destinato (“ognuno deve morire un giorno”), ecc. 1. I MODI DI COMPRENDERE LA MORTE La morte è soltanto una parola? Come farne esperienza? C’è qualcuno che ha il diritto di parlare della morte, poiché nessun vivo ha avuto questa esperienza? Avere il corpo fisico significa – sono vivo, mentre non averlo significa – sono morto? Ognuno (o tutto ciò) che nasce deve un giorno (e più è lontano questo giorno, meglio è) morire? Questi e simili modi di comprendere la morte e idee simili su essa si basano sul ragionamento che l’essenza dell’uomo è legata esclusivamente al corpo fisico. Lav Tolstoj ci indica: “Chi comprende falsamente la vita, comprenderà falsamente anche la morte.” 46) 46) Vedi: “Biseri mudrosti”, jasmina Puljo, GRO Prosveta, beograd, 1979, pag 243. L’esperienza primaria del proprio esistere, prima di tutto tramite il “piacevole - spiacevole” porta all’attaccamento al corpo, ovvero all’identificare se stessi con il corpo fisico. La constatazione riguardo al proprio esistere – “io sono”, “io esisto”… porta all’attaccamento a elementi parziali della mente e all’identificare se stessi con la mente, primariamente con la mente parziale. L’attaccamento al corpo fisico e alla mente porta alla constatazione: “ho il corpo fisico, provo emozioni e penso – significa che sono vivo”. Questo concetto “sono vivo” ha il proprio contrario nel fatto che un giorno sarò morto. Il principio dualistico crea così a se stesso l’immagine che se qualcuno è nato deve anche morire. Il concetto “io”, “io sono” è intollerante verso l’esistenza impersonale e da ciò il problema della paura della morte. Preoccuparsi della morte porta alla paura perchè la maggioranza della gente non sa cosa sia la morte, o perlomeno a cos’è collegata In questo modo si evita di pensare alla morte attraverso il riflettere sull’immaginario futuro. Attraverso il subconscio la paura si divide in parti e si “traveste” in molte altre paure e “paurine”, rinunce, insoddisfazione, rabbia e molteplici altre emozioni e pensieri distruttivi. La paura è una delle forme primarie di attaccamento ed è direttamente collegata con altre forme di attaccamento come: attaccamento al materiale, alla soddisfazione dei sensi, all’esprimere le capacità, al passato e al futuro, ai rapporti con gli altri (rapporti tra partner)… ovvero, osservando globalmente, alla vita. Qualsiasi paura, e anche la paura della morte, deriva dall’attaccamento al corpo e alla mente. L’uomo ha paura della morte perchè ha paura di perdere l’identità. La paura della morte non è espressa tanto nel fatto che qualcuno ha la sensazione che non ci sarà più, ma che morirà non realizzato. Il concepimento, la nascita e la morte sono concetti legati al concetto di tempo e il tempo è un elemento della mente. L’esperienza del tempo si forma contemporaneamente con l’esperienza di se stessi come corpo fisico e mente, e del mondo come ambiente circostante. Questo è simile all’esperienza di quando termina il sonno. Il tempo si trova in noi stessi, e non noi in esso. Il momento quando conosciamo di essere (“io sono”) segna l’inizio del tempo e quando termina la conoscenza di essere, questo segna la fine del tempo. Questa è la versione parziale dell'articolo. La versione integrale è disponibile ai soli abbonati al sito. |
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