Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità BRANI TRATTI DAL CAPITOLO IL RUOLO DEL MAESTRO Il modo migliore per riconoscere il Maestro è meditare intensamente, prima di tutto rivolgendosi a Dio a modo proprio. *** La mente dell’allievo è impaziente di trovare il suo Maestro manifesto nel corpo fisico e tale incontro accade raramente, perché l’impazienza blocca *** Il ruolo del Maestro può essere osservato attraverso i seguenti tre processi reciprocamente collegati: - orientare la mente dell’allievo verso l’interno sino al punto in cui - la mente si tranquillizza e si ritrae verso - la mente si trasforma, rimanendo nella quiete e nella consapevolezza. *** La natura dell’esprimersi del Maestro è tale che nell’allievo provoca in modo spontaneo *** In sintesi ultima, si può dire che il Maestro non fa nulla – Lui esiste, mentre il processo è svolto dall’allievo stesso. *** L’allievo deve semplicemente ascoltare le parole, comprenderne il significato basilare, e lasciarsi andare ai processi dentro di sé provocati da queste parole, il che più avanti può portare all’esperienza di “silenzio” e di “vuoto”. È certo che questo pone in evidenza la responsabilità dell’allievo verso se stesso, nel senso che lui è responsabile soltanto per ciò che può cambiare in sé e questo è l’atteggiamento verso se stesso. *** Nello stato di silenzio, il Maestro è sempre consapevole dei processi che si svolgono nella mente dell’allievo. Perciò nel Maestro sorgono spontaneamente parole che interrompono il silenzio soltanto quando è indispensabile spiegare qualcosa in questo modo, e poi lui si immerge nuovamente nello stato di silenzio. *** Il silenzio del Maestro è la miglior forma di insegnamento, perché in tale silenzio si può fare nel modo migliore l’esperienza di “vuoto” e di “silenzio” e consapevolizzare il processo di osservazione – testimonianza. Infine, il contenuto più importante, il culmine dell’insegnamento in silenzio, è la conoscenza dell’allievo che la Coscienza è l’origine di tutta l’esperienza. *** Infine, il ricercatore sincero incontra il Maestro vicino al quale: - prova pace, quiete, sicurezza… - sa di essere “qua e ora”. Ma ciò non basta, perché se non ha riconosciuto se stesso nel Maestro e viceversa, cioè che sono Uno, e che questo Uno non è null’altro che Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé), la ricerca sarà soltanto una “gita spirituale”. Questa è la versione parziale dell'articolo. La versione integrale è disponibile ai soli abbonati al sito. |
|