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LA TESTIMONIANZA

Articolo tratto dal libro
Saggio sulla spiritualità

Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

LA TESTIMONIANZA

La testimonianza1 è un processo che comprende:

-percepire con la mente – la stessa mente e – l’ambiente,

-la consapevolizzazione della mente e

-il reciproco consapevolizzarsi della Coscienza Infinita e della Coscienza Individuale.

1 Al posto delle parole “testimonianza”, “testimone” e “oggetto della testimonianza”, possiamo utilizzare anche le parole “osservazione”, “osservatore” e “oggetto dell’osservazione”.

1. PERCEPIRE CON LA MENTE

La mente è una manifestazione del processo d’individuazione della Coscienza. La mente si è formata come risultato del peculiare processo dell’autoriconoscersi della Coscienza Infinita attraverso il processo d’individuazione della Coscienza.

Essendo la mente la reazione della Coscienza alle Vibrazioni ricevute tramite i sensi, essa è la somma di tali reazioni, ma si manifesta come Vibrazione ovvero come Vibrazione condensata – Energia, e in questo senso rappresenta il rapporto dell’uomo con se stesso, gli altri, l’ambiente…

La mente è lo strumento basilare con l’aiuto del quale si realizza il processo d’individuazione della Coscienza e rappresenta il nesso tra la Coscienza e la Materia; il senso dell’esistenza della mente è proprio nella sua azione di ritorno sulla maturazione della Coscienza.

La mente collega il processo d’individuazione della Coscienza e le sue manifestazioni: l’aura, il Corpo Illuminato, l’Anima ed il corpo fisico, attraverso le quali si ricevono le Vibrazioni interiori ed esteriori e si convertono in emozioni ed in pensieri. Generalizzando si può affermare che esistono tre gruppi di processi ovvero manifestazioni provate dalla mente:

a) le manifestazioni materiali dei processi Vibratorio – Energetici, come lo sono: il proprio corpo (fisico) e i corpi altrui, poi l’ambiente nel quale l’individuo vive (casa, città, regione, stato…), sino al cosmo visibile, il che si percepisce primariamente attraverso i sensi: il tatto, l’udito, la vista…

b) le manifestazioni Vibratorio – Energetiche, prime fra tutte

– l’aura, l’Anima, il Corpo Illuminato, ma anche molti altri processi di movimento delle Vibrazioni e delle Energie, sino al c.d. cosmo invisibile. Questa forma di percezione si realizza silenziando i sensi. Ad esempio, “escludendo” gli occhi, il centro per la vista si attiva più del solito ed è possibile realizzare la c.d. vista mentale, oppure se si “escludono” le orecchie, il centro per l’udito si attiva più del solito ed è possibile sentire un dialogo anche a distanza di alcune decine di metri, oppure sentire la comunicazione sottile tra gli animali ecc.

c) il provare mentale della mente, come aspetto più importante dell’attività della mente, attraverso la conoscenza dei suoi contenuti – delle emozioni e dei pensieri; in ciò non è di particolare importanza se si tratta della c.d. mente conscia oppure della mente inconscia, perché si tratta sempre della mente. Vivendo se stessi come insieme di emozioni e di pensieri (ciò che di fatto la mente è), si esprimono le sue funzioni: il confrontare, il memorizzare, l’analizzare…, ma anche l’autoingannarsi come funzione specifica. In questo modo la mente forma l’immagine:

-di se stessi, come di un qualcuno al quale sta accadendo qualcosa di particolare, perdendo così di vista l’insieme ovvero il collegamento di tutti gli esseri umani nell’umanità e

-del mondo che lo circonda come – di un mondo reale, anche se esso non è altro che una proiezione dell’individuo, che lo stesso individuo assorbito dalla mente tenta di comprendere senza aver prima compreso se stesso.

Considerando che la mente si forma e funziona in base alle contrarietà (bene – male, piacevole – spiacevole, positivo – negativo…), la base del suo funzionamento è la memoria. Avendo l’esperienza della soddisfazione, la mente vuole rimanere in essa e vuole ripetere tale esperienza, mentre avendo l’esperienza del dolore, desidera eliminarlo ed evitarlo in futuro. Così il comportamento della maggioranza della gente si trova tra, da una parte – i desideri, e dall’altra – le paure relative alla possibilità che i desideri non si realizzeranno, il che “nutre” e rafforza la mente e con questo l’attaccamento ad essa perdura come processo dominante.

“La memoria è un buon servo, ma un cattivo padrone.” 2

2 I am that – talks with Sri Nisargadatta Maharaj, Published by arrangement with Chetana, in the USA and canada, by The Acorn Press, Durham 1999, pag.476. 

Percepire con la mente è il primo livello di testimonianza nel quale la mente riconosce se stessa come somma di emozioni e di pensieri, mentre riconosce l’ambiente circostante come riflesso delle Vibrazioni che lei stessa invia mentre proietta l’immagine del mondo. Tale mondo è sempre pieno di difficoltà, sofferenze, dolore, mentre l’ambiente è vissuto come un qualcosa su cui non si ha, e non si può nemmeno avere, alcun influsso, perlomeno non di grande peso (guerre, cataclismi, la vita di altri/ i loro comportamenti…/…). Con tale mente è impossibile comprendere che abbiamo proprio tale mente con la quale siamo intensamente identificati, e la quale essendo “nutrita” da se stessa, rafforza se stessa proprio come tale, producendo avvenimenti nel tempo e nello spazio e creando il mondo come propria proiezione, dimenticando che il tempo e lo spazio sono sue parti inscindibili (“io-mente” con la mente valuto me stesso come mente, e il mondo che è una proiezione di “me – mente”).

Quando rallentiamo e poi arrestiamo la mente gli avvenimenti non si svolgono, perché non c’è chi li “produce” e li vive. Scompare tutto ciò che intendiamo come espressione sul piano della materia, delle Energie e delle Vibrazioni. Così, ad esempio, quando torniamo dal sonno profondo oppure dalla c.d. meditazione profonda, dove la mente era tanto silenziata da non esserci quasi più, noi non ci ricordiamo di alcun avvenimento o esperienza, perché senza la mente, in sostanza, non possono nemmeno esserci.

Percependo il mondo, ma anche se stesso con la mente, l’uomo può soltanto affermare – “io esisto” oppure detto diversamente – non può affermare di non esistere ovvero negare se stesso. Da ciò deriva la lotta spasmodica della mente per la propria sopravivenza, causata dalla conclusione che – se non ci sono emozioni e pensieri, allora nemmeno esiste.

Perciò, per poter continuare sulla strada della “testimonianza”, dopo aver vissuto diverse sensazioni ed aver fatto varie esperienze è necessario liberarsene. Realizzeremo ciò non attaccandoci ad esse, perché in caso contrario rimarremo ancora nel limitato mondo della mente.

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