Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità CAPITOLO SECONDO Da consumato maestro dell’illusione il tempo cuce, passo dopo passo, le reti neurali nella testa di Athos Parenti. Come tutto e tutti, anche Athos in Realtà È Quel che È e non è quel che non è. Nel caso in questione sembra trattarsi di un ventiquattrenne disoccupato e figlio di un ricco imprenditore. Lo stiamo appunto osservando mentre si sta svegliando. Come consuetudine ha trascorso la notte fissando intensamente lo schermo del computer. Poi, verso le cinque, fortemente spossato, si è addormentato sul divano sul quale è ancora disteso. La sua mente vaga, strapiena di correnti non consapevolizzate e fuori controllo, padroneggiando la vita del giovane. Durante È parere di molti che la vita abbia dato tutto al giovane. Proprio tutto. Ma tra le innumerevoli porte aperte a tutto spiano, Athos ha scelto di varcare la soglia dell’inferno della lotta contro Glo Balle, gran sostenitore della globalizzazione mondiale, eccezionale fabbricante di menzogne alle quali, visto che sono profondamente radicate nelle strutture dell’apparato statale, la gente crede per davvero. Glo Balle è il Presidente di Democrazia, superpotenza mondiale per eccellenza. Un uomo per il quale potete scommettere che, mentre parla in nome del benessere nazionale, rimugina pressoché sempre su cosa e come fare per riempire il più efficacemente possibile le proprie tasche e per aumentare il proprio potere manipolativo. Tra l’altro, è convinto di essere il maggior benefattore della patria che Democrazia abbia mai avuto. Ma non era stato sempre così. Per un breve periodo Glo Balle non era stato del tutto convinto del raggiro che tanto maestrevolmente attuava. La fase della sua transizione moralistica. Un periodo nel quale la sua coscienza, già fortemente incanalata sulla via di un forse disomogeneo, ma di sicuro certo spegnimento, aveva spasmodicamente combattuto per aggiuntive particelle d’aria. Gli ultimi guizzi. Poi, un giorno, spronato dal bisogno di elimina re i dubbi altrui, ma innanzitutto i propri, inerenti alla propria integrità come benefattore, il Presidente diede via ad una campagna di educazione delle masse, piazzando a destra e a manca idee e concetti sul bene della nazione. Naturalmente, in tutto questo si era assegnato il ruolo di salvatore della patria. Così, convincendo altri, riuscì a persuadere pure se stesso, facendo sì che gli esigui resti del la sua sfortunata coscienza si estinguessero come fiammelle di fuoco espropriate dell’ossigeno. Erano stati tempi di grandi e intense promesse, il cui destino era di ammaliare senza però essere mantenute. Infatti, sin da subito dopo il termine della campagna, Glo Balle dimenticò le promesse fatte, dimostrando la tangibilità del suo essere vero e proprio uomo politico. Un metodo sofisticato per portare a termine la metamorfosi della propria coscienza in qualcosa di simile ad un iceberg al centro del gelido deserto dello sgomento. La tumulazione ultima dell’anima di Glo Balle. Per comprendere meglio la gravità della situazione nella quale si trovano Athos, Democrazia e il mondo intero, bisogna dire che alcuni mesi prima dell’ardito scatto finale nella corsia di trasfigurazione della propria coscienza, il Presidente portò a termine una magistrale mossa economica. Concluse un’operazione certamente irrealizzabile per un comune mortale, ma facilmente attuabile per chi ha la potestà necessaria, come nel caso di Glo Balle, il quale, tra l’altro, non si risparmia a dimostrare il proprio potere anche pubblicamente, seppur affermando che in realtà vuole soltanto impressionare i nemici della madre patria. Fatto interessante: siccome oltre a dichiararsi figlio di madre patria, il Presidente si presenta insistentemente pure come il padre di Democrazia, ne viene fuori che lui ne è sia il padre sia il figlio. Un albero genealogico a dir poco sospettabile e mercantile. Taluni sostengono che il potere logora. Probabilmente questo vale per coloro che non ne hanno abbastanza. Di sicuro non per Glo Balle, il cui influsso sugli avvenimenti mondiali aumenta di giorno in giorno, sopratutto dopo la conclusione dell’affare suddetto, quando, dall’altezza della propria posizione, riuscì a riservarsi il ruolo di protagonista nella privatizzazione della Banca Nazionale di Democrazia, condividendo l’affare con otto soci. Mossa diabolica, atta a potenziare significativamente l’influsso di questa confraternita di faccendieri che d’ora in poi chiameremo i Nebbiosi 9, i Tetri 9 oppure i Grigi 9, ma anche diversamente. Visto che, elevandosi a ruolo di Dio inteso come concetto, tendono ad uniformare con regole loro i flussi vitali dell’umanità e diventare così geometri perfetti quadranti il cerchio, potremmo definirli anche Sistematizzatori. Ma non lo faremo. Dicevamo del colossale affare. Maestria non solamente finanziaria, rimasta segreta alla stragran de fetta del genere umano. Impresa che rappresenta certamente uno dei maggiori affari nella storia dell’umanità: investimenti materiali dei fondatori pressoché superflui; spese di gestione ben poco rilevanti rispetto all’utile; per aumentare il profitto già sensazionalmente alto, basta emettere moneta fresca; copertura reale della valuta messa in commercio praticamente inessenziale, perché sur rogata dalla trinità del potere politico, mediatico e militare. Particolare supermercato dagli scaffali pieni di prodotti che il popolo paga spesso ad un prezzo molto maggiore del valore di mercato e che quest’azienda riceve quasi gratis. Ciliegiona sulla torta: nonostante tutti questi vantaggi, il meccanismo di questa pressoché perfetta macchina finanziaria non è per nulla complicato. Il fiume di mionontuo (valuta di Democrazia) emesso dalla Banca Nazionale sfocia speditamente nei circoli finanziari internazionali tramite banche e istituzioni finanziarie varie, in buona parte in mano proprio ai Tetri 9. Le banche fanno sì che tale capitale virtuale diventi alquanto reale, allocandolo ai loro clienti sotto forma di credito, aumentandone addirittura il valore con tassi d’interesse annui del 2%-3% più alti rispetto al tasso ufficiale di sconto della BN che si aggira in media sul 3,5%. Ovvero: come guadagnare alquanto su quel che sebbene appaia come qualcosa, in realtà non è nulla. Che guadagno, San Gerolamo! Ogni anno migliaia e migliaia di miliardi di mionontuo. Esentasse? Ma certo! Perché no? Somme molte volte più grandi del prodotto nazionale lordo della maggioranza dei paesi, somme tanto cospicue che sarebbe veramente singolare non chiedersi: Cosa se ne fa uno di tutti quei soldi? È mai possibile che nessun altro si sia ricordato di privatizzare Nuvole nere di disperazione pura stanno avvolgendo il giova ne sdraiato sul divano al centro del soggiorno. La situazione gli sembra mortalmente seria. Destino crudele il suo. Non sembra esserci scampo da questo circolo incantato di ruberia legalizzata. La banda condotta dal Presidente dà l’impressione di essere in vincibile. Athos sembra destinato a chinare Ma… Va pensiero sull’ale dorate va ti posa sui clivi sui colli ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, di Sionne le torri atterrate. …tutt’ad un tratto l’atmosfera nell’appartamento cambia in modo radicale. Il rifugio del giovane combattente per la giustizia mondiale si riempie dell’armonia delle note del Nabucco. Il suono è tanto chiaro e talmente reale che per alcuni attimi, non di più, Athos suppone di trovarsi nel bel mezzo di una sala teatrale. Cos’è questo? Il nuovo impianto stereo del vicino?, si chiede, completa mente meravigliato. No, impossibile! Sto sicuramente sognando!, asserisce a se stesso strofinandosi gli occhi insonni intenti a fissa re il soffitto, prima di chiedersi: Sognando tanto realmente? Intanto lassù sta avvenendo uno spettacolo ancora più prodigioso: la scenografia, assecondata dall’imponenza dell’opera di Verdi, si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Appena sotto il soffitto fluttua una grande busta color argento. Il giovane si strofina di nuovo gli occhi. Stavolta ancora più decisamente di prima, ma poco cambia. La busta è ancora là. Balla, seguendo il ritmo dell’orchestra. Il panico si impossessa della mente di Athos: Spero proprio che sia soltanto un sogno, non sarò mica impazzito? Che Dio mi protegga! Parenti si alza, guarda con rabbia verso il sospettato principale, il monitor, inveendo: – Tutta colpa tua se sono impazzito! – Il suono dell’orchestra si placa in modo graduale, sino a dissolversi del tutto. Ora Athos può molto chiaramente sentire una voce sconosciuta: – Facile incolpare altri, eh! – Si gira verso il televisore per verificare se la sgridata sia arrivata dagli altoparlanti della TV. Ma... la TV è spenta. Le finestre chiuse. Il frastuono esterno non penetra nell’appartamento. Anche l’impianto stereo è spento, come il computer. Nelle vicinanze non ci sono altre fonti sonore attive, o perlomeno il giovane Parenti non né è a conoscenza. L’atmosfera è a dir poco magica. – Oh, Vergine Santissima! Che cosa sta succedendo? – esclama Athos. Ma non è tempo di riflessioni. La busta sta picchiando e proprio verso il suo naso. Lo colpisce. Senza un minimo di graziosità. – Ahi! Troppo doloroso per essere un semplice sogno. Sto allucinando! – Eh già, ininterrottamente! – commenta la voce misteriosa. Athos si strofina il viso, si tasta le orecchie, le mani, le gambe, il corpo intero. Agitatamente. Tutto sembra veramente reale, molto concreto e davvero palpabile. Anche la busta, ora saldamente nella mano destra del giovane, supera la verifica di tangibilità. Sembra essere vera per davvero, come le dita, come il divano. – Cavolo! Non è mica un trucco, non sto sognando! Sta accadendo per davvero! Sto impazzendo!? O sono già impazzito? – Sconfinati possono sembrare i contorni dell’immaginazione. Immaginare l’inimmaginabile rappresenta i confini della mente! – afferma la voce misteriosa, aumentando la confusione mentale del giovane che si copre le orecchie con le mani nell’intento di attuare un isolamento sonoro dall’esterno. Ma la voce è ancora lì, come se stesse giungendo dalla testa di Athos. – Essere allucina ti rappresenta lo stato abituale dell’umanità. E tu, guardati, ma sopratutto vediti, ti accade un’allucinazione insolita, un po’ più sofisticata e subito allucini la pazzia. – Sto allucinando la pazzia? – Certo! Come tutto il resto, del resto. Nella speranza di far tornare la ragione, il giovane Parenti fa un giro su se stesso, sempre disteso sul divano. Poi, appoggia la busta sul petto. – Mi pare, mi pare... – dice, senza riuscire a terminare la frase, interrotto dalla voce: – Tutto soltanto sembra, ma tu non ti rendi conto che è così. Come stimolata da quest’affermazione, la busta inizia a vorticare, levandosi. CHI SEI TU? È la domanda che compare, a lettere cubitali blu, su questo oggetto misterioso: – E tu? – replica di riflesso l’interrogato. Mittente: DELPHI SIDERALE L’ARGONIANO [pianeta Ovalia] Destinatario: ATHOS PARENTI L’ALLUCINATO [pianeta Terra] CI INCONTREREMO DI NUOVO, Athos legge il messaggio e la busta si dissolve. Smaterializza ta, come se non ci fosse mai stata. Per fortuna, è stato solo un sogno. Mi ero spaventato a morte. All’appello manca però un fotogramma temporale. Il giovane non si ricorda dell’attimo del risveglio, del momento quando ha aperto gli occhi. Da quando sono sveglio? Ma lo sono veramente? |
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