Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
Trasformare i sensi di colpa in Amore Risveglio della Coscienza: L'Origine spirituale Divenire integralmente Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione Aprire il cuore all'Amore La mancanza di Amore è il problema numero uno dell'umanità La vita che è Amore non conosce timore Non c'è Verità senza Amore, i dogmi sono figli della sofferenza Essere Verità significa essere ogni cosa Perché ci si dovrebbe Illuminare? Non hai compiti, non hai missioni. Semplicemente Sii Felice! |
Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità CAPITOLO SESTO Oceano Atlantico. Più di duecento chilometri al largo della costa nord della Grand Bahama. Mare aperto dunque. Prua della Santa Paraskeva, nave da crociera romena navigante sotto bandiera panamense, vale a dire innumerevoli particelle disseminate sullo schermo tridimensionale definito spazio. Una quantità enorme di pixel piacevolmente percepiti anche da Notaio Parenti e sua moglie Sarfida. Nota: il padre e la madre di Athos sono soltanto molto parzialmente consapevoli di trovarsi relativamente vicino al portale multidimensionale del Triangolo delle Bermuda, elemento piuttosto singolare che talvolta stravolge l’esistenza di taluni esseri, impossibilitando ai loro corpi fisici di ripresentarsi all’appello nella dimensione spaziotempo. La nave Santa Paraskeva è quasi interamente immersa nell’irradiare solare. Non ci sono nuvole. Niente vento. Temperatura poco mite. È quasi mezzogiorno e tra parecchio frequenti bramanti occhiate al sontuoso panorama offerto dall’universo femminile ondeggiante sulla prua, Notaio riesce pure a prestare saltuariamente attenzione alle righe di “Fisica metaquantica”, libro scaricato da internet, la cui lettura procede alquanto a rilento. Potrebbe essere diversamente con tutto quel bellissimo po’ po’ di roba che gironzola tutt’attorno a lui, con tutto quel che gli rotea per la mente?! Eccelso susseguirsi di immagini erotiche condizionato da valutazioni su come fare quel qualcosa senza farsi sorprendere da Sarfida. Un mediocosmo intero di riflessioni rivolte all’esplorazione di sensuali colli e valli così ben in vista, potenzialmente tanto a portata di mano, ma così difficilmente tattilmente perlustrabili. Almeno per il momento. Per fortuna la speranza è sempre l’ultima a morire. Così perlomeno spera e crede Notaio. Così gli conviene credere e così gli conviene sperare. Così lui crede, per continuare a sperare. Ad ogni modo, anche il libro di cui scritto poco fa, trova barlumi di notorietà tra tutte queste mammelle al vento. Considerevole parte dei pensieri di Notaio ronza lontana dalla galassia femminile di sublime qualità, entrata oramai a far parte in pianta stabile della sua mente. Zzz... Orbite di elettroni. Zzz... Riflessioni sui protoni. Zzz... Meditare di neutroni. Zzz... Ponderazioni su leptoni, quark, neutrini... Ma, nonostante tutto questo trambusto mentale, nello spazio psichico del figlio di Annibale Parenti si fanno sempre più vivi, sempre più intensi, i rimorsi riguardo a suo padre. Per quel che ha fatto, perché pensa di non averlo dovuto fare; per quel che non ha fatto e che pensa di aver dovuto fare; per quel che avrebbe po tuto fare ma non ha fatto, per quel che ha fatto anche se avrebbe po tuto non farlo. Futile nonché rovinoso masturbarsi mentale cre ante forti perturbazioni di nuvole negative, plasmanti scenari po tenzialmente piuttosto cupi. Sarei dovuto andare al funerale, si ripete costantemente. Naturalmente, parte della sua mente ha già scovato tantissime giustificazioni per diminuire il senso di colpa. Tuttavia, parte dell’individuo Notaio Parenti si sente per davvero in colpa, aspetto dell’attività mentale che ha anche determinati risvolti positivi ai fini della maturazione spirituale di Notaio: non certo per il senso di colpa lambente quello di peccaminosità, deleterio piuttosto che inutile, ma per le considerazioni che il figlio di Amelia fa sull’ “al di là” e il “di qua”. Un uomo e tante donne, dicevamo. Bellissime, sfrenate fantasie erotiche eterosessuali. Particelle atomiche e subatomiche. Vita e morte. Aldilà e diqua. Gli incroci della mappa mentale di Notaio, ma anche le tangenziali sulle quali viaggiano i suoi molteplici stati d’animo, sono intasatissime. Correnti mentali in gran parte non consapevolizzate. Tanto pensare. Molto su cui riflettere. Lo spazio per tutto ciò c’è. È lo sgocciolare del tempo che sta per terminare. Un fulmine sta per subentrare nella vita di Notaio. Un fulmina-mento tanto cruciale da non poter essere fatale. Non una donna al tamente ammaliante. Non un infarto. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Mittente specifico sconosciuto ai più. Destinatario No taio Parenti, più precisamente il suo ipotalamo, più esattamente ancora il suo centro Bindu. Il destino sembra e soltanto sembra, es sersi accanito contro Notaio. Una saetta inaspettata, sorprendente e inusuale colpisce la nuca del nostro sommo fantasticatore prorompendo sino all’ipotalamo. Centrato il punto in cui il Mi crocosmo Notaio Parenti interseca il Macrocosmo Onnicomprensivo, erompono influssi mai prima provati dal DNA di Notaio. La sua mente si decostituisce in buona misura e così il Conscio individuale dell’individuo da molti conosciuto come Notaio Pa ren ti, liberatosi ora in gran parte dal giogo dei contenuti della mente dello stesso Notaio, può con maggior facilità sfociare nel Conscio Infinito, riuscendo così più agevolmente a consapevolizzare di essere parte integrale e inscindibile della Trinità Padre – Figlio – Spirito Santo, oppure se volete, osservando da un diverso punto di vista, di essere una Goccia nell’Oceano della Sagezza Infinita. La Goccia Divina contenente in se stessa l’Oceano Divino. Modi di versi per definire lo stesso identico processo Infinito ed Eterno, ma non per questo Reale, anzi, irReale proprio per questo. La parte di mente non decostituita di Notaio gli fa percepire il processo di espansione del suo Conscio individuale verso i “bor di” del Conscio Infinito con le seguenti immagini e sensazioni: nel salire ascensorato da una spirale luminosissima, il padre di Athos s’immerge nel profondo di se stesso verso “luoghi” tanto lonta ni da trovarsi proprio Qua, dinanzi ad una porta completamente aper ta che lascia trasparire l’emanazione del luogo a cui fa ac cedere. Non potendo fare diversamente, il nostro oramai prode viag giatore multidimensionale varca questa soglia e tutt’ad un tratto si trova al centro di una stanza piena di sofisticati strumenti mo der ni e antichi. Sembra un laboratorio di fisica. Notaio non è solo. Testimonianza di ciò è anche l’incrociarsi del suo sguardo con altri sguardi derivanti da volti molto luminosi, tutti forniti pure di corpo apparentemente fisico: Galileo Galilei, Isaac Newton, Alessandro Volta, Enrico Fermi, Niels Bohr, Marie Curie, Chandra sekhara Venkata Raman, Nils Gustaf Dalén, Leo Esaki, Max Planck. In totale ben nove uomini e una donna. Dieci Consci Maturi. No taio ne riconosce alcuni. Dove mi trovo? Che cos’è questo? Tanti uomini e una donna sol tan to. L’inferno? Che cosa ho fatto per meritarmi una punizione si mile? Ci sarà modo di rimediare?, pensa Notaio. L’imprenditore romano, caduto in apparente disgrazia, sembra alquanto preoc cupato. Intanto, sulla prua della Santa Paraskeva, nessuno ha notato la fulminazione di Notaio. Anche perché non è per nulla carboniz zato e a chi lo guarda sembra soltanto addormentato. Fosse alme no un po’abbrustolito. Anche il filo di fumo che fuoriesce dalla sua nuca è difficilmente scorgibile. Addirittura Sarfida, tornata dal tuf fo in piscina e susseguenti cinque vasche stile libero, distesasi sulla brandina a fianco del marito, non nota nulla di strano. È da una vita che Notaio ama dormire. Ma torniamo all’incontro Illuminantemente ravvicinato di Notaio con i dieci Consci Maturi. – Dove mi trovo? – chiede Notaio.
- Hai fatto bene. Anzi benissimo. - Ho fatto benissimo? - A dire il vero, non potevi fare altrimenti. – s’intromette Newton. - Non potevo fare altrimenti? - Il richiamo era troppo forte. - Richiamo? Quale richiamo? - Il richiamo della Verità. L’interrogarti sulle ragioni della vita e della morte ti ha aperto la Via ed “Ora” eccoti “Qua”, nell’Eterni tà Infinita. - Galileo, Enrico, Alessandro, cari connazionali, aiutatemi, vi prego. Salvatemi dalle grinfie di questi stranieri propinanti folli idee. - Tu sei per te stesso il più straniero tra gli stranieri. Dilata i tuoi confini, allarga i tuoi orizzonti. Identificarsi con la nazionalità, come con qualsiasi altra cosa, ostacola la maturazione spirituale. – rispondono i Tre e aggiungono: – L’umanità è pervasa da tale follia da bollare come follia tutto ciò che è diverso dall’ordinaria follia quotidiana. Sopratutto il Vero. - Sono morto? - Macchè! - E allora che cos’è questa storia riguardo all’eternità? - Perché non lo chiedi a Te Stesso? - Sono diventato eterno? – chiede Notaio non sapendo bene a chi, se a se stesso o ai Dieci, aggiungendo invece sicuramente a se stesso: – Chi è che ha chiesto? - Come Oceano della Saggezza Infinita Sei da Sempre Eterno, co me Goccia del Divino puoi Diventarlo. L’Infinito è l’abito che più ti si addice, l’Eternità Individualizzata ciò che puoi raggiungere. – Volete forse farmi credere che posso diventare eterno? - Non vogliamo farti credere nulla. Noi ti indichiamo il Percorso, la Scoperta puoi e devi farla da solo. Nessun altro può Scoprirlo per te. – E come faccio a scoprirlo? - Scoprendo interamente Chi Veramente Sei, renderai la tua individualità Eterna. - Potrebbe riuscirci anche Sarfida? Sarebbe sicuramente contenta di divenire eterna. Con tutti quei soldi che spende per rimanere giovane. - Ogni individuo umano può rendere Eterna la propria individualità. Anche Sarfida lo Saprà. - Volete dire che anche Sarfida incontrerà tutti voi, tutti questi uomini, tutta sola? – chiede Notaio, scosso non poco dalla gelosia e nel “frattempo” trova pure lo spazio per riflettere: Strano il desti no. Ciò che per me è l’inferno, sarà il Paradiso per Sarfida. Tanti uomini e così poca concorrenza per lei. Poi, alcuni “attimi di Eternità più tardi”, non ottenendo risposta dalle Dieci individualità divenute Infinite ed Eterne, anche per far tacere il silenzio e la gelosia, chiede: – E voi che ci fate qua? - Ah, le solite cosucce. – risponde armonicamente il duetto Marie Curie – Max Planck. - Devono essere grandi e importanti le cosucce di personaggi come voi. - Stiamo semplicemente aiutando gli esseri umani a trovare ciò che cercano da sempre. - Vale a dire? - Prima l’Amore, poi l’Essere dell’Amore e infine Se Stessi. - Che allucinazione madornale. Scienziati romanticoni, pensa Notaio prima di dire: – Qua vedo un bel po’ di genietti e sommi intelletti. Ma bisogna essere proprio tanto intelligenti per trovare l’Amore? - L’Amore è la massima forma d’intelligenza. Il pensiero è un mo do particolare d’interpretare la Vibrazione dell’Amore Universale. Tutti i pensieri derivano dalle emozioni che, a loro volta, derivano tutte dalla Vibrazione dell’Amore Universale. Per trovare l’Amore basta abbandonarsi al Signore. - Battezzato, praticamente a mia insaputa, sì. Praticante assolutamente no. – ribatte Notaio, indole avversa alla religiosità. - Lo sappiamo. – dicono in coro i Dieci. - Lo sapete? - Certo, noi sappiamo tutto di te. - Ma chi siete, la CIA? - In questo caso, sarebbe molto più opportuno definirci SMI. - SMI? - Saggezza Maturativa Infinita. Ad ogni modo, è un bene che tu non sia un credente modello. Così ti sarà più facile trovare - Non siamo qua per farti cambiare setta, ma per indicarti la Via che porta alla Realtà. - Cambiare setta?! Io non faccio parte di alcuna setta. – dice Notaio mentre pensa: Magari mi aiutassero a trovare la via verso la realtà della prua della Santa Paraskeva! - Ogni ambito che con credenze, concetti, valori, “verità sa cro sante” e molto altro ancora, limita e soffoca la pura espressione della propria individualità è praticamente una setta. Tu non te ne rendi conto ma, in effetti, fai parte di molte sette. – Sarebbero? - La tua azienda, la famiglia, il circolo tennistico e lo sci club dei quali sei addirittura socio onorario a vita, il partito che appoggi, le associazioni di cui sei membro... E poi c’è la setta più per-fida, la meno visibile, anche perché fondata e edificata da te giorno dopo giorno, ora dopo ora, attimo dopo attimo... – Eh...?! - ... La tua mente sempre più fossilizzata da “verità” non personalmente verificate, modi di vivere su modelli altrui, concetti, paure, speranze, aspettative, fantasie, illusioni, menzogne, valori morali etc. etc. etc. : saldissime sbarre... – ... - ... e quando qualcuno ti porge la Libertà, tu non Vedi la Possibilità che ti si offre, perché immagini di essere libero. – Ma guardate che io mi rendo conto dei miei limiti. - Sì tu ti rendi conto dei limiti che immagini di avere, ma non sei per nulla al corrente dei “limiti” veramente importanti. Per ché invece di renderti conto dei propri limiti immaginari non inizi a consapevolizzare - Ma guardate che io ho cambiato tanto in vita mia. Vi capisco quando parlate di condizionamenti e limiti mentali. - Certo, hai cambiato tanto e continuamente cambi, passando da sogno a sogno, transitando da illusione ad illusione. Tu passi da gabbia in gabbia. Un mondo di gabbie, alcune più piccole, altre più grandi, ma solo e soltanto contenitori. Cambiare gabbia significa essere imprigionati in modo diverso, non certo Liberarsi. Per Illuminarsi non basta cambiare, bisogna Svegliarsi ovvero smettere di sognare di essere svegli. - Sarete anche intelligentissimi, ma avete perso completa mete il senno. - In effetti, quando siamo stati concepiti avevamo perso il sen no, ma poi, maturando, l’abbiamo ritrovato. Completamente, una volta Maturati. Per fortuna. Intanto nella dimensione spaziotempo è passata più di mezz’ora da quando l’attività mentale di Notaio è stata destabilizzata da quel fulmine a ciel sereno, con connotati altamente positivi per la maturazione del Conscio individuale del fortunato fulminato. Sarfida tenta di svegliare il marito, ma lui non reagisce. Lo strattona ben bene, ma il consorte sembra di caucciù. Tutto gommoso e per nulla reattivo. La prima ondata di preoccupazione innalza tasi dall’inconscio della consorte si è già frastagliata contro le rocce della consapevolizzazione. Sarfida ha iniziato a sudare in modo accentuato. In minima parte a causa del caldo. – Ehi Notaio, svegliati! – l’urlo della donna giunge lontano, ma non abbastanza perché Notaio possa offrire segni di conscia reazione. La gente si volta verso i due. Svenuto??? Collassato?? Morto?, si chiede Sarfida. Tre sole parole, semplici e tante volte sentite, vengono ora diversamente percepite da Sarfida. Sanno di tragedia. Aiuuutoo! Aiuuuutooo!!, pensa la madre di Athos poco prima di rendersi conto che è meglio gridare: – Aiuuutoo!!! Aiuuuutooo!!! Mio marito sta male! Che qualcuno mi aiuti!!! – Intanto pensa: Chi ha più bi sogno di aiuto, io o Notaio? Spero stia male. Ma che razza di augurio sto facendo? Ah sì, ho detto così nella speranza che stia sol tanto male, che non sia morto, e continua a urlare disperatamente: - Portate i sali! Un medico! Presto! Un medico!! Nel “frattempo”, al di là del tempo, Notaio all’oscuro delle vicissitudini che stanno vivacizzando non poco l’atmosfera della prua della Santa Paraskeva e ignaro quindi anche di quel che sta accadendo alla componente vibratorio-energetica-fisica della sua individualità, continua a comunicare con i Dieci Consci Maturi sulla relazione Conscio individuale – Conscio Infinito. Anche se, a dire il vero, tale comunicazione è intralciata da quel poco di mente che è rimasta a Notaio e che provoca certi aspetti di scetticismo e fra intendimento. - Qui c’è qualcosa che non quadra. Siete sicuri che proprio tutti gli uomini cerchino l’Amore? - Il cercare primario è il Cercare Se Stessi. L’Amore è una Via, non la Meta. - Non cercate di distrarmi e di tirarvi fuori con questo filosofeggiare. Guardate che vi sbagliate, enormemente. Non mi pare che proprio tutti gli uomini cerchino l’Amore. Deve essere che siete mal informati. Ma lo sapete quante guerre, quanti omicidi, quanta violenza ci sono al mondo d’oggi. Ma dico, dove vivete? - Tutta la vita è in noi. Noi sentiamo, vediamo e percepiamo tutto. Sappiamo delle guerre, delle torture e di tutti i frutti delle aberrate menti umane. Ma in fondo a tutto ciò c’è la ricerca dell’Amore e di Dio. Caro Notaio, Tutto nasce da Dio, passa per l’Amore e ritorna a Dio ripassando per l’Amore. Soltanto che la stragrande maggioranza degli esseri umani, non avendo compresa l’importanza, la funzione verace e le possibilità del libero arbitrio, cercano nel modo sbagliato. Così, invece di fare all’Amore, fanno la guerra e invece di Amare, odiano. Ma vanno compresi. – - Compresi? -Certo. Si sono smarriti perché non conoscono - Come mai, voi eccelsi scienziati, gente seria e razionale sempre alla ricerca di verifiche e prove concrete, state interpretando la parte di romanticoni. Parlate tanto di Amore. Posso comprendere che vogliate aiutarmi, ma non serve che recitiate. - L’Amore non è sinonimo di romanticismo, anzi. L’Amore è una delle tre prime pietre dell’organismo umano e di tutti gli Universi. Ognuno a modo proprio, ma ad ogni modo proprio tutti, tranne chi l’Amore l’ha già Conosciuto, cercano incessantemente l’Amore. Naturale, come potrebbe essere altrimenti?! Anche noi, all’inizio addirittura senza saperlo, cercavamo l’Amore. Più riflettevamo sull’infinitamente piccolo, più i nostri pensieri diveniva no fini e meglio sintonizzati sulla Vibrazione Universale dell’A more, “portatrice” di tutte le Vibrazioni e di conseguenza anche di tutte le particelle. Da qui le nostre scoperte, le nostre invenzioni. – Cavolo, il racconto sta assumendo connotati scientifici! – esclama Notaio, - Sapessi all’inizio come eravamo straniti dallo stato d’animo derivante dall’armonizzazione delle nostre menti con la Vibrazione dell’Amore Universale. Detto tra noi, talvolta c’addentravamo nel universo dell’infinitesimale, non per ricercare, ma per stare bene, per provare Beatitudine. - Eh sì, - Vero, ma attenzione, fatto molto importante, non ci siamo fermati alla Beatitudine. Siamo andati oltre, abbiamo trasceso anche la Beatitudine. – Trascendere la Beatitudine? Ma siete, eravate, scemi? - Trascendendo la Vibrazione dell’Amore Universale siamo arrivati all’Essere dell’Amore Infinito, il quale, con il solo proprio Esistere, provoca la costituzione della Vibrazione dell’Amore Universale ed è quindi, assieme all’Eterno Essere del Sapere Infinito e all’Eterno essere del Potere Infinito, anche la Matrice dello spazio e quindi del tempo. – Non sapevo che l’Amore fosse tema tanto scientifico. Molti passeggeri della Santa Paraskeva stanno velocemente accorrendo verso la manifestazione spaziotemporale dell’individuo Notaio Parenti. Non sono per nulla al corrente di quel che sta accadendo al Conscio individuale di Notaio Parenti, vale a dire alla Matrice grazie alla quale sullo schermo spaziotemporale si costituisce quel corpo fisico che in questo momento è centro dell’attenzione di tutti questi croceristi. Intanto, dalla propria Individuale Eternità, Santa Paraskeva sta del tutto consapevolmente osservando quel che sta accadendo al Conscio individuale dell’uomo il cui corpo giace, quasi inerme, sulla prua della nave chiamata con il nome di questa Infinita ed Eterna Santa. Sarfida poggia l’orecchio destro sul petto di Notaio. In prossimità di dove dovrebbe trovarsi il cuore. Batte ancora, quello di Notaio. Subisce un’ulteriore accelerazione il battito di quello della moglie. A causa di quel che ha percepito, ma soprattutto di come lo ha percepito. Molto diversamente dalle rare altre volte precedenti. Per la prima volta tanto intensamente. Strano vigore per il cuore di un uomo presumibilmente in coma o perlomeno svenuto. Oppure è diverso il modo in cui Sarfida percepisce? La madre di Athos si sta rendendo veramente profondamente conto di aver a lungo vissuto con un essere umano effettivamente vivente. Strana - È vivo! È vivo!! – urla all’impazzata lei. Piuttosto sollevata. Gli accorsi tirano un sospiro di sollievo. – Lo è sempre stato. Lo è sempre stato. – aggiunge, facendo sì che gli esseri senzienti, adunatisi in gran numero e oramai in cerchio attorno all’insolito quadretto famigliare, la guardino meravigliati. - Fatemi passare! Sono un medico! – grida un uomo districandosi tra gli spettatori. - La prego, faccia qualcosa. – implora Sarfida, intimorita anche dai pensieri di star per cambiare status in modo simile alla suocera Amelia. - Ma sto già facendo qualcosa. Ha forse visto qualcuno non fare veramente niente? – ribatte l’uomo che poco prima si era fatto spazio asserendo ad alta voce di essere un medico. Sarfida prova prima un dolore straziante al centro del petto poi un’esplosione, sempre nella regione dello sterno. Come se gli atomi costituenti il suo torace avessero scatenato una reazione atomica. L’Anima della madre di Athos viene espansa. Gli occhi le brillano fortemente. Inizia a piangere. Beata. La gente - Bisogna portarlo subito in ospedale. Non c’è tempo da perdere, oppure questo disgraziato perderà tutto il tempo potenzial mente a sua disposizione. – urla il medico o presunto tale. Ulteriori dieci capitoli del romanzo ETERNAMENTE QUA sono disponibili ai soli abbonati al sito. |
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