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LIBRI
DISCERNERE LA REALE IDENTITA' DAL SUO ESPRIMERSI
Articolo tratto dal libro
Saggio spirituale di Andrea Pangos

Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

6.DISCERNERE LA REALE IDENTITÀ DAL SUO ESPRIMERSI

Chi non Discerne la (propria) Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà) dal Suo irReale esprimersi (Coscienza e mente), o non Discerne almeno la Coscienza dalla mente, ritiene di essere stato concepito, di essere nato/a, di star vivendo e di dover morire. Ad essere precisi, è l’identità immaginata che immagina ciò. La Reale Identità non immagina, la Coscienza (Infinita/individuale) non immagina. L’identificazione dell’identità immaginata con il corpo fisico, con l’attività emotiva e l’attività intellettuale, rende al singolo (alla sua mente) l’abbaglio di essere colui che è stato concepito, che è nato, che sta vivendo e che un giorno morirà.

In effetti: tutti i concepimenti, tutte le nascite, tutte le vite e tutte le morti avvengono come irReale espressione della (propria) Reale Identità.

In Realtà: non c’è mai stato né mai ci sarà alcun esprimersi della Reale Identità. In Realtà non c’è mai stato e ci sarà mai: alcun concepimento, alcuna nascita, alcuna vita, alcuna morte.

Tutti i concepimenti, tutte le nascite, tutte le vite e tutte le morti sono aspetti diversi dell’irReale esprimersi della Reale Identità (di ogni essere umano). Come ogni processo, pure ogni concepimento, ogni nascita, ogni vita, ogni morte, come pure il mondo e l’intero Universo sono irReali, anche perché appaiono nella mente, la quale è concepita e muore e quindi è impermanente, temporale e dunque irReale.

Tra l’altro, come già spiegato, la mente non è concepita (nasce) soltanto una volta e non muore soltanto una volta. A causa del principio di creazione, mantenimento ed “annullamento” della mente, essa è concepita e muore “innumerevoli” volte ogni attimo. La mente inquieta (non consapevolizzata) non scorge questo triplice processo di costituzione, mantenimento e decostituzione di se stessa, mentre la mente quieta (consapevolizzata) esperisce tale proprio costituirsi, mantenersi e decostituirsi. La mente quieta (consapevolizzata) si costituisce, mantiene e decostituisce consape

volmente esperendo in ciò la propria illusorietà.

Meditando:“io non sono l’anima vivente”, ma: “Io sono il supremo Brahman” ed eliminando il desiderio impressione precedentemente prodotto, compi la rimozione delle tue sovrapposizioni.

Śamkara53

53 Vivekacudāmani – il gran gioiello della discriminazione, Śamkara, Âśram Vidja, 1989, Roma, pag.148.

6.1. “NESSUNO NASCE” E “NESSUNO MUORE”

Secondo alcuni insegnamenti nessuno nasce e nessuno muore. In ciò c’è “della verità”54, ma tale affermazione non è del tutto precisa. La Reale Identità e la Coscienza non nascono e non muoiono, ma la mente è concepita (nasce) e muore. Dunque, è più preciso affermare che in Realtà nessuno/nulla nasce e nessuno/nulla muore, perché soltanto la Reale Identità È Reale e in Realtà non c’è alcuna espressione della Reale Identità. Dunque, in Realtà, non c’è né alcuna mente, né alcun corpo fisico (che è un aspetto della mente), né alcuna Coscienza (Infinita/individuale).

La Reale Identità (Sé, Dio, Assoluto, Realtà) non nasce, non vive, non muore.

La Coscienza non nasce, non vive, non muore.

La mente nasce e muore.

La vita vive se stessa.

54 Come del resto in ogni insegnamento, affermazione, concetto. Anche la menzogna “più
grande” “contiene” “un minimo di verità”.

6.1.1. LA REALE IDENTITÀ NON NASCE, NON VIVE, NON MUORE

La Reale Identità non è concepita, non nasce, non vive e non muore. La Reale Identità non ha mai vissuto, non vive e non vivrà mai. La Reale Identità di ogni essere umano non può essere concepita, non può nascere, non può vivere e non può morire. La Reale Identità è “di là” del concepimento, della nascita, della vita e della morte. Tutte le vite, come anche la Coscienza Infinita, traggono Origine dalla Reale Identità (di ogni essere umano) e tutte le vite sono aspetti del esprimersi della Reale Identità, ma la Reale Identità non è viva/non vive. La vita è un fenomeno che avviene nell’ambito della mente che è una manifestazione della Coscienza, mentre la Reale Identità È “di là” della mente e “di là” della Coscienza.

Si afferma che abbiano un limite questi corpi, i quali però appartengono a quanto è, nel corpo, eterno, indistruttibile, incommensurabile. Quindi combatti, discendente di Bharata! Chi pensa che sia lui ad uccidere, chi pensa che sia lui l’ucciso, e l’uno e l’altro non sanno: lui non uccide, non è ucciso. Non nasce, mai muore. Non essendo venuto all’essere, mancherà di tornare in futuro ad esistere. Non nato, eterno, perpetuo, non muore l’Antico, anche se il corpo muore. 55

Bhagavad Gita

55 Bhagavad Gita, Oscar Classici Mondadori, 1999, pag. 10.

6.1.2. LA COSCIENZA NON NASCE, NON VIVE, NON MUORE

La Coscienza (Infinita/individuale) non è concepita, non nasce, non vive e non muore; non può essere concepita, non può nascere, non può vivere e non può morire. La Coscienza (Infinita/individuale) è “di là” della mente e quindi “di là” anche del concepimento, della nascita, della vita e della morte. La Coscienza esiste “di là della vita”.

La Coscienza è anche la Matrice della mente e con questo anche di ogni embrione, di ogni corpo e di ogni vita e degli avvenimenti definiti come concepimento, nascita, vita e morte. I processi della Coscienza “rendono possibile” la vita e la Coscienza si autoriconosce anche attraverso la vita e si individua attraverso la vita umana, ma la Coscienza di per sé non è viva e “non percepisce” la vita. I processi che nell’ambito della mente sono definiti processi vitali, nell’ambito della Coscienza Infinita sono processi nell’ambito della stessa Coscienza. In un certo senso però, questi processi sono “processi vitali” perché senza di essi non ci sarebbe la vita, la quale è una manifestazione degli Accadimenti Effettivi che Accadono nella Coscienza.

Gli Accadimenti Effettivi avvengono nell’ambito della Coscienza come processi nell’ambito della stessa Coscienza. Il manifestarsi di questi Accadimenti Effettivi attraverso la mente e nella mente, è percepito/manifestato dalla stessa mente sotto forma di avvenimenti, forme, emozioni, pensieri, corpi, oggetti, mondo, rapporti… La mente non può esistere senza i corrispettivi processi della Coscienza che ne determinano l’esistenza. Di conseguenza, gli avvenimenti mentali (vibrazioni – energie – materia/eventi, forme, emozioni, pensieri, corpi, oggetti, concepimento, identità immaginata, vita, nascita, morte, mondo, universo…) non possono avvenire (nell’ambito della mente) senza i corrispettivi processi (Accadimenti Effettivi) nell’ambito della Coscienza. Processi che sono anche la loro Matrice, la quale determina la modalità del costituirsi, mantenersi e decostituirsi di ciò che è percepito come avvenimento (mentale). In sintesi, si tratta della Matrice che determina come la mente costituirà (se stessa) ed elaborerà le vibrazioni in immagini, suoni, odori, sensazioni, emozioni, pensieri…

Come Accadimenti Effettivi nell’ambito della Coscienza, il concepimento, la nascita, la vita e la morte sono sempre processi della Coscienza e non sono il concepimento, la nascita, la vita e la morte “di per sé”. Anzi sono “di là” di ciò che nell’ambito della mente è percepito (dalla stessa mente) come ciò che è definito (dalla stessa mente): concepimento, nascita, vita e morte.

Riepilogando:

-gli Accadimenti Effettivi accadono (come illusione) nell’ambito della Coscienza come processi della stessa Coscienza;

-gli avvenimenti mentali e la stessa mente, sono manifestazioni (“proiezioni”) illusorie degli Accadimenti Effettivi che avvengono nell’ambito della Coscienza e sono quindi un’illusione nell’illusione/dell’illusione;

-nessun accadimento (né mentale, né Effettivo nell’ambito della Coscienza) è Reale. Nessun accadimento/processo può essere Reale. Ogni processo è mutabile ed il mutabile non può essere Reale.

6.1.3. LA MENTE NASCE E MUORE

Il concepimento, la nascita, la vita e la morte sono processi/ aspetti della mente. Tutte le menti individuali e di conseguenza tutti i corpi fisici, tutti i concepimenti, tutte le nascite, tutte le vite e tutte le morti sono espressioni della Reale Identità e dei processi della Coscienza.

La mente è concepita e muore, mentre il concepimento dell’embrione, la nascita del corpo fisico, la vita e il morire avvengono nella mente ovvero sono aspetti della mente.

Ad essere precisi, ci sono tre tipi di morte della mente:

1) la mente ha inizio (nasce) con il concepimento e termina (muore) con la (propria) morte, la quale corrisponde alla c.d. morte fisica;

2) ogni attimo la mente inizia (nasce), si mantiene (vive) e cessa (muore) “nella” Coscienza, nel senso che la Coscienza (individuale) è anche la Matrice di costituzione, mantenimento e decostituzione della mente. Anche per questo la Coscienza è Infinita rispetto alla mente;

3) quando il singolo Diviene del tutto, la sua mente si è trasmutata sostanzialmente e ha cessato di esistere (muore) nella forma nella quale esisteva prima che il singolo fosse Divenuto del tutto.

La mente è terribile nello stato di veglia, gentile nello stato di sogno, insensibile nel sonno profondo, e morta quando non si è in nessuno di questi tre stati.56

Vasishtha Yoga

56 Yoga Vasishta Sara, L’essenza dello Yoga Vasishta, Edizioni Milesi, 2005, pag. 16-17.

La Reale Identità di ogni essere umano è invece eterna, immortale, mai concepita e mai nata.

Sappiatelo bene: la mia anima è giovane come il giorno in cui fu creata, anzi, ancora più giovane! Sappiatelo: non sarei sorpreso se domani fosse ancora più giovane di oggi!57

Meister Eckhart

57 La via del distacco, Meister Eckhart, Oscar Classici Mondatori, pag. 66.

Dopo la morte fisica, la Reale Identità rimane (sempre) Ciò che È sempre, Ciò “che Era” (È)58 prima del concepimento e durante la vita: Dio (il Sé, l’Assoluto, la Realtà). Soltanto la mente ovvero il corpo fisico muore. La morte fisica corrisponde alla morte della mente e qualsiasi cosa accade nell’ambito della mente e alla mente, la Reale Identità È Immutabile.

58 Essendo la Reale Identità atemporale, i riferimenti temporali (era, prima…) inerenti ad Essa sono meramente indicativi, sono utilizzati soltanto per rendere l’idea. Solamente dalla prospettiva della mente esiste un “prima” del concepimento, un durante la vita e un “dopo” la morte.

Arma non lo ferisce, né l’arde il fuoco; acque non lo impregnano, né lo seccano i venti. Non può venir ferito, non può venir arso, non può venir impregnato, non può essere seccato: eterno, onnipresente, stabile, immobile, egli dura per sempre. 59

Bhagavad Gita

59 Bhagavad Gita, Oscar Classici Mondadori, 1999, pag. 10.

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