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Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità 9. IL KARMA 9.2 IL KARMA INFINITO ED IL KARMA INDIVIDUALE Il Karma Infinito trova Origine nella Reale Identità di ogni essere umano ed è l’aspetto primario dell’esprimersi della Reale Identità. Il Karma è un processo atemporale ed aspaziale che tende incessantemente ad autoriconoscersi. Il Karma Infinito è Il Karma individuale è la Coscienza individuale, vale a dire il processo d’individuazione della Coscienza Infinita (Karma Infinito). Tutte le definizioni espresse in questo volume riguardo alla Coscienza individuale ovvero all’individuazione della Coscienza, valgono anche per il Karma individuale. Coscienza individuale, individuazione della Coscienza e Karma individuale sono tre termini per designare lo stesso processo. Il Karma può essere definito anche come modello (matrice) generale che determina particolari modelli di provocazione e di coordinazione delle Vibrazioni della Coscienza dell’individuo, i quali sono lo stesso che il codice genetico della Coscienza, il codice genetico della Coscienza individuale oppure più semplicemente – la Coscienza.97 Zoran e Milica Gruičić
97 Essere, Zoran e Milica Gruičić, Andrea Pangos Editore, Roma, 2005, pag. 63 Nella sua Natura Trina ogni essere umano è: sia l’Origine (Reale Identità) del Karma, sia il Karma Infinito/individuale sia il manifestarsi del Karma attraverso la mente e come mente. In questo è utile tenere presente che soltanto l’Origine del Karma È Reale, mentre il Karma ed il suo manifestarsi come vibrazioni - energie e materia è irReale. 9.2 IL KARMA È INCOMPRENSIBILE (ALLA MENTE) Essendo “di là” della mente, il Karma ed i suoi processi sono incomprensibili all’attività intellettiva e non sono percepibili dalla mente. Nell’ambito del Karma tutto avviene in modo spontaneo, senza alcuna ragione definibile intellettualmente. Il Karma non è determinabile con la logica mentale, con leggi fisiche, con regole matematiche, geometriche, dialettiche… fenomeni che sono tutti esclusivi alla mente ovvero alle vibrazioni-energie ed alla materia. L’universo è nato dal Karma e perirà soltanto tramite il karma.98 Yoga Vasishtha 98 Storie dello yoga Vasishtha, Edizioni Vidyananda, Assisi, 2001, pag. 29. Riguardo al Karma si possono comunque tracciare delle linee generali, definendolo, ovviamente, dalla prospettiva della mente. Soltanto la mente può dare definizioni, il Karma di per sé è “di là” di ogni pensiero e non definisce alcunché, anche se rende possibile l’attività intellettiva. 9.3 IL KARMA E Il Karma (Coscienza) non avviene nel tempo e nello spazio, i quali sono elementi della mente che a sua volta è una manifestazione dei processi del Karma. Ogni processo mentale è una manifestazione (“proiezione”) dei processi del Karma (Coscienza). Il Karma è “di là” della mente e dunque è anche atemporale e aspaziale. Molte incomprensioni riguardo al Karma derivano proprio dal fatto di collocarlo nell’ambito del tempo/spazio. Molti utilizzano il concetto di Karma per definire il principio basilare di causa e conseguenza degli avvenimenti, non considerando però che il tempo/ spazio e tutti gli avvenimenti temporali/spaziali sono una conseguenza dei processi del Karma (Coscienza). Gli Accadimenti Effettivi accadono nell’ambito del Karma come processi del Karma, mentre gli avvenimenti mentali (immagini, emozioni, pensieri, sensazioni, avvenimenti, corpi fisici, energie, oggetti…) sono la manifestazione di questi Accadimenti Effettivi. Le cause effettive non sono nel tempo/spazio, ma si trovano nell’ambito del Karma. È quindi errato porre il Karma nell’ambito del tempo/spazio, basandosi su definizioni (intellettuali), leggi mentali e fisiche, sulla c.d. razionalità e su altri elementi di tipo mentale, anche perché il Karma “di là”: dell’intelletto, della c.d. razionalità, delle leggi mentali e fisiche e “di là” di ogni altro elemento della mente. È l’illusione del tempo che ti fa parlare di causalità. Quando il passato e il futuro vengono visti nel presente senza tempo, come parti di un unico schema, l’idea di causa – effetto perde validità e al suo posto subentra la libertà creativa.99 Nisargadatta Maharaj
99 Io Sono Quello, Sri Nisargadatta Maharaj, Ubaldini Editore Roma, 2001, pag. 13. Il Karma è anche l’effettivo principio di causa e conseguenza, ma è anche “di là” delle cause e delle conseguenze (mentali). Il Karma è sì la causa della mente ed i processi Karmici sono quindi pure il “seme” di quelle che (nell’ambito della mente) possono essere percepite ed interpretate come cause e conseguenze, ma il Karma è comunque “di là” dello stesso principio di causa e conseguenza. Nell’ambito del Karma non ci sono cause e conseguenze di tipo mentale. Ci sono processi Karmici “simultanei”, nel senso che le (potenziali) “cause” e le (potenziali) “conseguenze” avvengono “simultaneamente” (non in senso temporale). Questi processi sono anche le predisposizioni Karmiche (potenzialmente infinite) di potenziali avvenimenti mentali. Nel-l’ambito del Karma esistono “primariamente” le predisposizioni di eventuali cause/conseguenze e soltanto in un “secondo momento” le cause effettive. Le predisposizioni Karmiche diventano cause Karmiche quando nell’ambito della mente si creano le condizioni affinché le predisposizioni Karmiche diventino cause Karmiche. Soltanto quando un fenomeno si è manifestato nell’ambito della mente, si può parlare di cause Karmiche del fenomeno in questione, senza il quale non si potrebbe parlare di cause Karmiche di quel fenomeno, perché inesistente. Il Karma (Coscienza) è anche il potenziale di tutti i processi mentali e può rendere possibile ogni esperienza (mentale). Ad esempio, processi mentali di bassa qualità (stress, basso funzionamento del sistema immunitario e nervoso, condizioni climatiche particolari…), possono far sì: che un lieve malanno fisico “attivi” le predisposizioni Karmiche di una malattia grave, che il lieve malanno si trasformi in grave malattia e che quindi ci siano le cause Karmiche di tale malattia. D’altro canto, condizioni mentali positive, ad esempio la consapevolizzazione delle emozioni e dei pensieri che hanno contribuito al manifestarsi della grave malattia, possono trasformare (riprogrammare100) le cause Karmiche di una c.d. malattia mortale e che il c.d. malato terminale guarisca in modo definito spesso come inspiegabile101. 100 La riprogrammazione del Karma e delle cause Karmiche è spiegata a pag. 115. 101 Inspiegabile perché non si conosce: che cos’è effettivamente il Karma (la Coscienza), il nesso tra Coscienza e mente e quali erano effettivamente le cause (Karmiche) della malattia. La Coscienza produce effetti nella maniera e nella forma voluta dalla mente.102
Vasishtha Yoga 102 Storie dello yoga Vasishtha, Edizioni Vidyananda, Assisi, 2001, pag. 50. La legge di causa e di conseguenza dovrebbe essere osservata non dalla prospettiva dell’ineluttabilità, nel senso che una determinata azione porterà ad una ben precisa conseguenza, ma dovrebbe essere considerata come legge di “innumerevoli ed impensabili” potenziali conseguenze. La riprogrammazione del Karma ovvero delle predisposizioni Karmiche, trascende la legge di causa e conseguenza intesa nel senso comune del termine. Essere convinti dell’ineluttabilità ovvero che una data causa creerà sicuramente una ben definita e “logica” conseguenza, potenzia il manifestarsi del principio di ineluttabilità. L’umanità ed il singolo con i propri convincimenti creano un mondo basato proprio su tali convincimenti, nel quale le leggi valgono anche perché l’umanità ed il singolo danno valore e forza a tali leggi e convincimenti, utilizzando in ciò l’infinito potenziale del Karma. Così, a causa di preconcetti la mente limita la manifestazione risolutiva della Grazia Divina. Il Karma è Infinito e dal potenziale Infinito, spontaneo, atemporale e aspaziale, imprevedibile e “libero” dalla legislazione di causa e conseguenza di tipo mentale. L’attività intellettuale che cerca di definirlo come legge di causa e di conseguenza, magari basandosi sui concetti di bene e di male, limita l’esprimersi del potenziale infinito del Karma attraverso Concettualizzare senza consapevolizzare e senza abbandonare/ consacrare la mente alla (Ricerca della) Reale Identità ostacola il pieno manifestarsi della Grazia Divina. Questo priva il Divenire delle infinite possibilità che possono far “trascendere” il c.d. destino e liberare la stessa mente dai suoi abbagli. Abbagliare se stessa è una specialità della mente non consapevolizzata, la quale può però anche iniziare a liberarsi dai propri abbagli, anche decidendo di consacrarsi/abbandonarsi alla (Ricerca della) Reale Identità e di aprirsi pienamente alla Grazia Divina. Il destino è solo un falso concetto radicato nelle menti degli ignoranti.103 Vasishtha Yoga 103 Storie dello yoga Vasishtha, Edizioni Vidyananda, Assisi, 2001, pag. 22. “Donare” pienamente la mente a Dio (Sé, Reale Identità, Assoluto) riprogramma radicalmente le predisposizioni Karmiche e fa trascendere ogni “destino avverso” ovvero ogni ostacolo per Divenire del tutto. La mente non consapevolizzata creatrice del destino e Ignara della Reale Identità, è però aggrappata al destino e ha paura di perdere le fallaci sicurezze che esso sembra garantire. Teme di perdere il presunto controllo sugli eventi, il fallace controllo che soltanto immagina di avere sull’immaginario futuro: non di rado succede che in un attimo si dissolvono quelle che prima sembravano essere sicure certezze basate sulla logica e sull’esperienza. Si dissolvono perché sono solamente presunte certezze. L’unica effettiva certezza È Per la mente non consapevolizzata “tutto” è predestinato, la mente in via di consapevolizzazione è una mente trascendente il destino, mentre la mente pienamente consapevolizzata ha trasceso ogni destino. 9.4 IL C.D. KARMA POSITIVO E IL C.D. KARMA NEGATIVO Il Karma è spesso correlato alle dicotomie bene – male, azioni buone - azioni cattive, agire spirituale – agire non spirituale, positivo – negativo... Da tali concetti conseguono anche i concetti di Karma positivo e di Karma negativo. Il Karma non può essere né negativo né positivo, né buono né cattivo, né pesante né leggero. Il negativo, il positivo, il buono, il cattivo, il leggero, il pesante… sono tutti elementi esclusivi alla mente, mentre il Karma è di là della mente e quindi anche “di là” di ogni dicotomia. Il Karma non è caratterizzato dal c.d. bene e dal c.d. male e dai concetti sul bene e sul male. Il Karma non può essere né pesante né leggero. La pesantezza e la leggerezza sono relative alla mente e non “toccano” il Karma. Ci sono però delle predisposizioni ovvero delle cause Karmiche che, a causa del basso grado di consapevolizzazione della mente, possono manifestarsi come circostanze mentali (temporali/spaziali) che possono essere definite come pesanti o spiacevoli. Ciò che è effettivamente pesante è la mente inquieta (non consapevolizzata), la quale percepisce però soltanto parte della propria pesantezza anche perché assuefatta ad essa ovvero ai propri processi non armonizzati con il Karma (Coscienza). In relazione alle dicotomie bene – male, azioni positive – azioni negative… il Karma è talvolta inteso anche in relazione alla dicotomia punizione - ricompensa. Il Karma è però di là di ogni punizione e di ogni ricompensa, anche perché sia la punizione sia la ricompensa sono processi/concetti esclusivi all’ambito mentale. Questa è la versione parziale dell'articolo. La versione integrale è disponibile ai soli abbonati al sito. Informazioni abbonamento al sito. |
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