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Meditazione sul Vuoto mentale
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Consapevolezza spirituale
Consapevolizzare, non colpevolizzare |
L'abito non fa il monaco,
la spiritualità porta alla nudità |
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Vita Spirituale
La vita spirituale è in funzione dell’Amore, trasforma la vita comune in Vita Divina. |
La Soluzione non è esplorare l' universo, ma immergersi profondamente in Se Stessi Origine dell' universo.
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Accettarsi
Ama il prossimo come te stesso, non immaginarlo separato da te |
Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
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Gli argomenti di questo sito sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO 2. SUPEREGO - EGO - INFINITO “Lungo il percorso della vita l’uomo si evolve sviluppando la propria personalità. La coordinazione di questo sviluppo è determinata dal rapporto tra il superego e l’ego. Dall’aspetto energe tico, il superego rappresenta le frequenze di quei pensieri e di quel le emozioni che riguardano il rapporto verso i più vicini, l’ambiente circostante, la città, la nazione, il globo terrestre; oppure si riferisce alla filosofia, alla religione, all’umanità; oppure alle mete che l’uomo si propone (imparare più lingue, visitare certi paesi, o aiutare gli altri…). L’ego rappresenta le frequenze di quei pen si eri ed emozioni che rappresentano la visione dell’uomo; la valuta zione di come e quanto vede e trova se stesso nella realizzazione delle proprie mete, dei propri punti di vista e delle proprie intenzio ni. Così, l’ego è il modo in cui l’uomo vive il proprio ruolo nell’am bito del superego definito. L’ego si forma dall’integrazione di esperienze opposte, fatte nel tentativo che l’esperienza sia compresa e indirizzata verso la realizzazione dell’equilibrio vitale. Questo significa che l’ego è un elemento necessario per lo sviluppo dell’uomo sulla via verso la Strut tura Energetica Matura, ovvero del Conscio Maturo. L’ego è necessario, ma è pur sempre un’esperienza - conoscenza temporanea. Anche i sensi sono in funzione dell’ego. In questo modo l’ego crea l’illusione di una divisione tra il mondo esterno e quello interno, i quali nella loro essenza sono uno. Così, l’ignoranza dell’Esi stere (e del ruolo dell’individuo in Esso) rappresenta inevitabilmen te la fonte dell’insoddisfazione interiore e la fonte dei conflitti, delle differenze, invece di accettare la singolarità di ogni individuo. L’ego è dunque necessario per comprendere (essere consa pevoli) l’individualità, ma anche l’indivisibilità della personalità e del Conscio. Con ciò si conseguono le condizioni per il rigetto del l’ego nel senso della trasformazione dell’“ego-interno” verso l’“ego-esterno”, verso l’emanazione. Allora tutti i complimenti e gli elogi ricevuti si trasformano nell’ego - emanazione, la quale di viene gradualmente autoemanazione. Il raggiungimento del “apice dell’ego” va compreso come l’ego che si esprime tanto e tante volte sino a che l’uomo non comprende la propria individualità, la quale non va sacrificata bensì trasformata. Il rigetto dell’ego significa la sua trasformazione, cioè la sua graduale compenetrazione con il Conscio. Se il bisogno dell’individuo di esprimersi e di autorealizzarsi non è posto nell’ambito del superego (mete superiori), porterà al disequilibrio. Ciò accadrà anche quando le mete superiori sono definite, ma l’individuo non vede se stesso nella loro realizzazione. Lo scopo è che l’ego si sviluppi, partecipando contemporaneamente alla realizzazione del superego. Non bisogna cadere nell’inganno che ad un certo punto non si può fare nulla, perché le circostanze o la situazione materiale non lo permettono. Dall’aspetto energe tico, i pensieri e i desideri emessi nella direzione della realizzazione delle mete superiori, rappresentano di per se stessi l’agire (l’ego nel superego, ovvero il pensare al superego). Dunque, se l’agire nel mondo esteriore è ostacolato, si indirizza verso l’attività interiore. Stabilire l’equilibrio tra l’ego e il superego significa essere equi librati in uno dei molteplici aspetti dell’esistenza umana. L’ego non si può trascendere (integrandolo con il superego) con una decisione mentale, la quale deriva dalla comprensione che la vita basata sull’ego è involutiva. Così pure l’attenersi alle norme di diverse direzioni spirituali, il che si riduce fondamental mente all’imitazione di qualche ideale, non darà il risultato voluto. Al più ci si può infettare con il virus dell’ego spirituale - io mi sto sviluppando, spiritualizzando. Le varie astinenze e restrizioni, auto punizioni e autoumiliazioni possono soltanto mutilare, deformare e turbare. Il fatto che qualcuno abbia raggiunto l’illuminazione (se l’ha veramente raggiunta?!) guardando il muro, torturandosi in vari modi, meditando sulla punta del proprio naso e in altri mo di simili, non garantisce certo che anche altri arriveranno alla meta finale agendo in maniera simile o uguale. D’altra parte, lo sviluppo non può sicuramente essere realizzato rigettando tutta la “storia sull’ego e sull’illuminazione”, orientandosi completamente verso il mondo palpabile cercando la soddisfazione e lo scopo nell’ambito della mentalità consumistica. L’unico modo in cui si può trascendere l’ego è lo sviluppo. Espri mendosi, realizzando i propri desideri e le proprie capacità, l’uomo raggiunge un certo successo. In un determinato momento si giunge al culmine del successo in un dato ambito. Allora l’ego vive il proprio zenit. La quantità di conoscenza, del saper fare, dell’intelligenza e di molte altre caratteristiche necessarie per raggiungere il “massimo ”, ossia lo zenit, si differenzia da uomo a uomo ed è determinata dal codice genetico e dalle sue caratteristiche. Lo zenit dell’ego è uno stato di Conscio ed è parte del dinamismo dell’autorealizzarsi. Quindi, affinché l’ego sia trasceso, bisogna giun gere sino alla sua realizzazione, oppure - affinché possa essere rac colto, come frutto (del Conscio), deve prima maturare. Questo mo mento è critico perché con la conclusione di un processo (fase), ini zia un secondo processo (fase). Non potendo più svilupparsi e conquistare “nuove vette”, davanti all’uomo ci sono due strade: o continuare a tentare nella stessa direzione -quando il frutto non colto stramatura e alla fine marcisce, oppure unire le proprie forze - confrontarsi con il proprio ego. Il confronto dà risultati positivi se gli ci si avvicina con l’integrazione del superego. Non bisogna tra lasciare il momento in cui ciò avviene, infatti, lo zenit successivo arriverà soltanto dopo un determinato periodo. L’avvicinamento alla compenetrazione dell’ego e del superego va affrontato in mo do tranquillo e paziente. Dalla sincera decisione dell’uomo dipende quanto ci vorrà che il processo avvenga in una determinata misura, e quando si avvierà un nuovo ciclo evolutivo che più avanti risulterà in un nuovo zenit. L’insincerità e l’autoraggiro - l’intenzione di continuare basandosi sull’ego, può soltanto far deviare l’uomo dalla via, verso luoghi di collisione con se stesso e con altri. Le strutture Energetiche Superiori sosterranno sempre ogni sincera decisione. La via verso l’illuminazione inizia con la maturazione dell’ego e il suo rigettamento, cioè con la sua trasformazione. Questo rappre senta contemporaneamente anche il vero inizio dell’autorealizza zione del Conscio. Su questa via le manifestazioni negative dell’ego: la paura, l’in vidia, la vanità, la tristezza, la dominazione - spariscono gradual mente. L’individuo da essere materiale - energetico diventa un es sere energetico - materiale. L’Energia condensata si trasforma in Energia che esiste nella multidimensionalità; senza tempo, senza spazio - si giunge alla fonte, pian piano si diventa una Struttura Energetica Matura. Il ciclo si conclude e uno nuovo ha inizio. L’Ener gia che esprime la specificità dell’individuo, non è più né legata né limitata - bensì liberata. “La linea di confine energetica posta da qualche parte nel cer vello”42), che divide il Conscio dal subConscio, sparisce gradualmente, perché con il processo di consapevolizzazione il subConscio perde lo scopo di esistere. In questo modo l’uomo diventa completo e utilizza tutti i propri potenziali. 42) Il termine “linea di confine” posta in qualche parte del cervello rappre senta la divisione del Conscio (della parte di Conscio consapevolizzata e del sub Conscio). La consapevolizzazione si esegue coordinando le Vibra zioni, con l’aiuto dei petali dell’intelligenza che sono una struttura energetica nel cervello. La “linea di confine” non esiste fisicamente nel cervello ma è ovunque si trovi il Conscio e rappresenta una specie di “filtro” che si forma e si sviluppa con l’inizio della trasmissione delle caratteristiche genetiche, cioè nel momento della conclusione della creazione del codice genetico. Il “filtro” non rappresenta una struttura energetica – vibratoria particolare, bensì la diversità delle Vibrazioni con le quali si esprime il Conscio come insieme. Con il raggiungimento dello zenit dell’ego, e con la sua tra sformazione, sparisce “la linea di confine” (“filtro”), ma senza peri colo perché il subConscio è stato in precedenza “ripulito”: sia dal Conscio sia dal subConscio sono stati eliminati tutti i contenuti non necessari. È aperta così la via verso un maggior sfruttamento della mente e del cervello. Nulla più impedisce più la comunicazione con le Strutture Energetiche Superiori, ovvero con gli esseri spirituali-ener getici. Si sogna di meno, ed essenzialmente si medita 24 ore, quindi anche quando si dorme. In coloro che hanno trasformato l’ego, non si noterà nulla di particolare, anche se taluni potranno sentire qualcosa. Si sentirà il bisogno di stare vicino a tali persone, di toccarle. Gli parrà che qualcosa splenda da loro, come se stessero diffondendo |
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