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Meditazione sul Vuoto mentale
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Consapevolezza spirituale
Consapevolizzare, non colpevolizzare |
L'abito non fa il monaco,
la spiritualità porta alla nudità |
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Vita Spirituale
La vita spirituale è in funzione dell’Amore, trasforma la vita comune in Vita Divina. |
La Soluzione non è esplorare l' universo, ma immergersi profondamente in Se Stessi Origine dell' universo.
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Accettarsi
Ama il prossimo come te stesso, non immaginarlo separato da te |
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Chi ha il proprio io in Dio, ha pace; chi lo ha fuori di Dio, non ha pace.
- Nell’anima c’è una forza non toccata dal tempo e dalla carne; essa fluisce dallo spirito e permane nello spirito, ed è assolutamente spirituale. Essa sola è libera: non è questo o quello, ma qualcosa di più elevato al di sopra del questo e del quello di quanto il cielo sia elevato al di sopra della terra. È priva di ogni nome, pura da ogni forma, libera e distaccata come Dio stesso lo è.
- Dio è un permanere nella purezza della propria essenza, nella quale non vi sono attributi. Deve andarsene tutto ciò che è contingente. Egli è puro dimorare in se stesso, dove non c’è il questo e il quello: infatti quel che è in Dio è Dio. - Sappi che se cerci in qualche modo il tuo utile, non troverai mai Dio, perché non cerchi soltanto lui. Tu cerchi qualcosa insieme a Dio, proprio come se facessi di Dio una candela con cui cercare qualcosa – quando si è trovata la cosa, si getta via la candela. Quel che cerchi insieme a Dio è il nulla, qualsiasi cosa sia – utile, ricompensa, interiorità, o che altro: tu cerchi il nulla, e perciò trovi il nulla. Che tu trovi il nulla, dipende solo da questo: che tu cerchi il nulla. - Un segno che indica l’uomo completamente resuscitato con Cristo è il fatto che cerchi Dio al di sopra del tempo. Ma solo chi cerca Dio fuori del tempo lo cerca al di sopra del tempo. - Tutte le cose devono uscire da te, perché Dio entri – a meno che tu non le possieda in modo più elevato e migliore, quando il molteplice in te è divenuto uno. Allora, più v’è in te di molteplicità, più v’è unità, l’una trasformandosi nell’altra. - Deve essere tolto tutto quel che è nulla, e messo da parte, in modo che non ci si pensi più. Non dobbiamo sapere nulla del nulla; non dobbiamo avere nulla in comune con il nulla. - Ho detto una volta: chi cerca il nulla trova il nulla. Perché si lamenta? Ha trovato quello che cercava. Chi cerca e desidera qualcosa, cerca e desidera il nulla, e a chi chiede qualcosa, il nulla viene dato. - La cosa suprema che l’uomo può abbandonare è dio per Dio. - L’occhio in cui vedo Dio è lo stesso in cui Dio mi vede. Il mio occhio e quello di Dio sono un solo occhio, una sola visione, una solo conoscenza e un solo amore. - Chi abbandona le cose là dove esse sono accidentali, le possiede là dove sono un essere puro ed eterno. - Se Maria non avesse prima generato Dio nello spirito, egli non sarebbe mai nato da lei nel corpo. - Per Dio vale di più essere generato spiritualmente da ogni vergine – ovvero da ogni anima buona – che essere nato corporalmente da Maria. - Nostro signore dice nel Vangelo: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.”(Gv 7,16). Nello stesso modo deve fare un uomo buono: la mia opera non è mia, la mia vita non è mia. - Tutto quello che il Padre ha dato al Figlio suo unigenito lo ha dato altrettanto pienamente a me, senza nulla di meno. - La prima cosa che Dio dona è se stesso. Se hai Dio, con lui hai tutte le cose. A volte dico: chi ha Dio e anche tutte le cose non ha più di chi ha Dio soltanto. - L’amore non vuole essere in nessun altro luogo, se non dove è eguaglianza e unità. Fra il signore e il servo non vi è pace, perché non vi è uguaglianza. L’uomo e la donna sono diversi l’uno dall’altra, ma nel amore sono del tutto uguali. - L’uomo che si è distaccato da se stesso e da tutte le cose, che non cerca in niente il suo utile e che compie tutte le opere senza perché e solo per amore – un tale uomo è morto al mondo e vive in Dio, e Dio in lui. - “Ego”, la parola che significa “io”, a nessuno appartiene più propriamente che a Dio, nella sua unità. - Dio non è da nessuna parte. Non è né qui né là; non è nel tempo e non è nel luogo. - Quando l’anima è libera dal tempo e dallo spazio, allora Dio vi manda il Figlio. Questo significa il versetto: “Ogni dono perfetto viene dall’alto” (Gc 1,17). -
Perché tutte le cose siano nostre, bisogna che accogliamo Dio ugualmente in tutte le cose, non più in una che in un’altra, giacché egli è uguale in tutte le cose. - Quando è la pienezza del tempo? Quando non c’è più il tempo. La pienezza del tempo è per chi, nel tempo, ha posto il suo cuore nell’eterno, e per cui sono morte tutte le cose temporali. - Chi pensa di ricevere Dio nella interiorità, nella devozione, in un dolce rapimento o in una grazia particolare più che presso il focolare o nella stalla, non fa altro che prendere Dio, avvolgergli un mantello intorno al capo e cacciarlo sotto una panca. Perché chi cerca Dio secondo un modo, prende il modo e perde Dio, che nel modo è nascosto. Ma chi cerca Dio senza modo, lo prende come è in se stesso; vive nel Figlio ed è la vita stessa. -
Ora potreste chiedermi: se io ho in questa natura tutto quel che Cristo può offrire secondo la sua umanità, perché lo esaltiamo e veneriamo come nostro Signore e nostro Dio? Questo accade perché è stato un messaggero di dio a noi, e ci ha portato la nostra beatitudine. Ma la beatitudine che ci ha portato era nostra.
- Se si interrogasse per mille anni la vita, chiedendole perché vive, ed essa potesse rispondere, non direbbe altro che: “Io vivo perché vivo”. Questo perché la vita vive a partire dal fondo proprio, e fluisce dal suo essere proprio: perché vive senza perché, poiché vive per se stessa. - Se si domandasse a un uomo vero, che opera dal suo fondo proprio, perché compie le sue opere, questi, per rispondere giustamente, non direbbe altro che: “Io opero perché opero.” - Dove termina la creatura, là inizia a essere Dio. Da te Dio non desidera altro che tu esca da te stesso secondo il modo d’essere della creatura, e che lasci Dio essere Dio in te. - Rendono davvero onore a Dio e gli danno quel che gli spetta quelli che sono del tutto usciti da se stessi, che non cercano assolutamente niente di proprio in nessuna cosa, grande o piccola; quelli che non considerano niente, né al di sopra né al di sotto di loro, né accanto né in se stessi, che non fanno conto di bene e di onore, di soddisfazione o di gioia, di utile o di interiorità, di santità o premio, e neppure di regno dei cieli. -
Se l’amore di Dio ci è nascosto, non soli ne abbiamo colpa. Noi siamo la causa di tutti i nostri ostacoli. Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia. - Tutto l’amore di questo mondo è fondato sull’amore di sé. Se tu abbandonassi questo, avresti abbandonato il mondo. - Se vuoi ricevere il dono di Dio, devi amare tutti gli uomini come te stesso, stimarli e considerarli nello stesso modo. Quel che avviene a un altro, bene o male che sia, devi considerarlo come avvenuto a te stesso. - Cos’è la mia vita? Ciò che dall’interno, da se stesso si muove. Non è vivo quel che si muove dall’esterno. Dunque, se viviamo in Dio, dobbiamo anche cooperare con lui dall’interno, e non operare dall’esterno: dobbiamo essere mossi da ciò che ci fa vivere, cioè da Dio. -
Se l’uomo si mette in rapporto o prende qualcosa al di fuori di se stesso, non va bene. Non si deve considerare Dio come esterno a noi stessi, ma come nostro proprio essere. -
Io dico: tutte le creature sono un unico essere.
- L’ho già detto spesso: la conoscenza e l’intelletto uniscono l’Anima a Dio. - La conoscenza con cui Dio conosce se stesso è la medesima di ogni spirito distaccato, non un’altra. L’anima prende il suo essere direttamente da Dio; perciò Dio è più vicino all’anima di quanto esso lo sia a se stessa, e perciò è nel fondo dell’anima con tutta la sua Divinità. - Sbaglierei di grosso se volessi vedere Dio con questi occhi, con cui vedo il colore, giacché questa vista è temporale, e tutto quel che è temporale è lontano ed estraneo a Dio. - Dio non cerca il proprio utile; in tutte le sue opere è puro e libero e le compie per vero amore. Lo stesso fa l’uomo che è unito a Dio, e che sta puro e libero in tutte le sue opere, compiendole solo per onore di Dio, senza cercare utile proprio. In lui è Dio che opera. - Il giusto non cerca niente con le sue opere. Sono servi e mercenari quelli che cercano qualcosa con le loro opere, o che agiscono in vista di qualche perché. Dunque, se vuoi essere formato e trasformato nella giustizia, non cercare e non aver di mira nelle tue opere alcun perché, né nel tempo né nell’eternità, né ricompensa né beatitudine, né questo né quello, perché tali opere sono morte davvero. - Se vuoi vivere e vuoi che le tue opere vivano, devi essere morto a tutte le cose e diventato nulla. Della creatura è proprio far qualcosa a partire da qualcosa, ma di Dio è proprio far qualcosa a partire dal nulla. Tuttavia, dunque, nel tuo fondo agisci là: le opere che compi là sono tutte vive. - Nel giusto deve agire Dio soltanto. Infatti, se ti spinge a operare un motivo esterno, queste opere sono tutte morte. Anche se ti spingesse Dio ad agire, dall’esterno, in verità queste opere sarebbero tutte morte. Perché le opere siano vive, bisogna che Dio ti spinga interiormente nella parte più intima dell’anima, perché lì è la tua vita, e lì soltanto tu vivi. Sappiatelo bene: la mia anima è giovane come il giorno in cui fu creata, anzi, ancora più giovane! Sappiatelo: non sarei sorpreso se domani fosse ancora più giovane di oggi! L’uomo povero che niente sa, è talmente privo di ogni sapere da non sapere né conoscere né sentire che Dio vive in lui. Ancora di più: deve essere privo di ogni conoscenza, giacché quando l’uomo stava nell’essere eterno di dio, niente altro viveva in lui, e ciò che là viveva era lui stesso. Quando l’uomo, in questa povertà, acquisisce quello che è stato in eterno e sempre rimarrà, dio non trova più luogo nell’uomo, e allora Dio è una cosa sola con lo spirito. Questa è la povertà più elevata che si possa trovare.
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