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Meditazione sul Vuoto mentale
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Consapevolezza spirituale
Consapevolizzare, non colpevolizzare |
L'abito non fa il monaco,
la spiritualità porta alla nudità |
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Vita Spirituale
La vita spirituale è in funzione dell’Amore, trasforma la vita comune in Vita Divina. |
La Soluzione non è esplorare l' universo, ma immergersi profondamente in Se Stessi Origine dell' universo.
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Accettarsi
Ama il prossimo come te stesso, non immaginarlo separato da te |
Aforismi e pensieri illuminanti
Realizzazione Integrale (Spirituale - materiale)
Spiritualità, Amore e sessualità consapevole
Tu Sei per te stesso il più grande dei Misteri,
il Principio di tutte le soluzioni
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Yoga è la sospensione dell’attività della mente. - È necessario praticare con fiducia e perseveranza, con concentrazione e ricettività, capacità di discriminazione, forza fisica e morale. - Coloro che si applicano con intensità e determinazione hanno maggiori possibilità di raggiungere lo scopo. - È possibile realizzare lo scopo anche attraverso la rinuncia al frutto delle azioni e la devozione al Divino. - È anche possibile acquietare la mente attraverso una lenta espirazione ed essendo passivi nella fase di inspirazione. - Si può anche realizzare la quiete osservando la luce interiore che cancella ogni affanno. - Quando la consapevolezza ha le sue radici nella saggezza, si sperimenta uno stato di percezione spirituale della verità. - Lo yoga dell’azione è costituito dall’autodisciplina, dalla ricerca di se stessi e dall’abbandono al Divino. - Le afflizioni che disturbano l’equilibrio della coscienza sono cinque: l’ignoranza, l’egocentrismo, l’attaccamento al piacere, l’avversione verso la sofferenza e l’attaccamento alla vita. - La più sottile di tutte le afflizioni è l’attaccamento alla vita: anche l’uomo saggio ne è toccato. - E possibile e doveroso evitare la sofferenza future. - Il saggio è pura consapevolezza. Egli è testimone della natura ma non ne è dipendente. - La natura e l’intelligenza sono strumenti a disposizione dello yogi per il suo processo di liberazione. - La meditazione (dhyana) è un flusso ininterrotto di attenzione rivolta verso un punto. Quando l’oggetto di questo flusso continuo si fonde con il meditatore, la coscienza di quest’ultimo si dissolve. Questo è il samadhi. - Il controllo delle impressioni emergenti consente di sperimentare un indisturbato flusso di tranquillità. - La trasformazione che porta al samadhi consiste nel graduale passaggio da un’attenzione diffusa a un’attenzione concentrata su un punto. - Le parole. Gli oggetti e le idee sono sovrastrutture che creano confusione; attraverso la pratica di samyama si conquista la conoscenza del linguaggio di tutti gli esseri. - Coltivando il senso dell’amicizia, la compassione e la benevolenza, egli rafforza se stesso sul piano morale ed emozionale. - Le azioni di uno yogi non sono né pure né impure. Le azione di tutti gli altri sono di tre tipi: bianche nere o grigie. - La mente non può illuminare se stessa perché è, a sua volta, un oggetto conoscibile. - Quando la mente è illuminata, diviene libera e viene inevitabilmente attratta verso il Divino. - Rimossi i veli delle impurità, si raggiunge il più elevato e perfetto grado di conoscenza e tutto ciò che è finito appare come banale. - Quando ha termine la serie dei mutamenti dei gunas, il tempo si ferma. Questa decomposizione dl flusso del tempo è comprensibile soltanto a questo stadio finale dell’illuminazione. - La completa liberazione avviene quando lo yogi ha superato il bisogno di definire degli obiettivi e ha trasceso la qualità della natura. Allora, la consapevolezza si esprime in tutta la sua purezza. |
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