Il divenire veritiero non è un qualcosa di astratto e di lontano dalla quotidianità che, al contrario, va utilizzata per stimolarlo. La sostanziale qualità del suo impiego, è determinata proprio da quanto se ne trae giovamento per sollecitare la crescita della consapevolezza.
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LIBRO IL DIVENIRE
DIVENIRE E VITA QUOTIDIANA
Brano tratto dal libro DIVENIRE

Gli argomenti di questo articolo sono trattati al corso Alla Ricerca della Reale Identità

Sommario del capitolo DIVENIRE VERITIERO E QUOTIDIANITÀ
1. CONSAPEVOLIZZARE LA QUOTIDIANITÀ
2. TIMORI RIGUARDO AL DIVENIRE VERITIERO

3. VITA SPIRITUALE E MATURAZIONE SPIRITUALE
4. VITA SPIRITUALE E NON ATTACCAMENTO
5. VITA SPIRITUALE E POVERTÀ
6. IL CONCETTO DI SERVIRE DIO
7. MEDITAZIONE PER CONSAPEVOLIZZARE LA QUOTIDIANITÀ

1. CONSAPEVOLIZZARE LA QUOTIDIANITÀ

Il divenire veritiero non è un qualcosa di astratto e di lontano dalla quotidianità che, al contrario, va utilizzata per stimolarlo. La sostanziale qualità del suo impiego, è determinata proprio da quanto se ne trae giovamento per sollecitare la crescita della consapevolezza.
L’individuo poco consapevole immagina in genere di dover fare tante cose e di avere tanti impegni, molti doveri e grosse responsabilità. Invece, anche per migliorare la propria esistenza, dovrebbe concentrarsi primariamente su “una cosa soltanto”: consapevolizzarsi. “Il resto viene da solo”. I vari aspetti della percezione della vita, che sono segmenti dell’individuo, si realizzano come naturale conseguenza del soddisfare la sua esigenza fondamentale di divenire veramente. Consapevolizzandosi, diventa più fluente e le situazioni della vita scorrono più fluidamente in lui, se ne va il futile e si manifesta l’utile.
L’occupazione sostanziale dovrebbe essere divenire in modo veritiero, anche perché questo fa emergere la Pace e l’Amore, cioè l’Appagamento, cui consciamente o inconsciamente, ambiscono praticamente tutti.
Divenendo in modo ingannevole, si nuoce a sé e ad altri, immaginando magari di fare del bene, perché si fanno cose ritenute importanti, perdendo però di vista la basilare importanza del consapevolizzarsi e del fatto che meglio si diviene, meglio si può aiutare.
Qualcuno potrebbe pensare che esistere in funzione del proprio divenire veritiero sia egoismo o narcisismo. Invece, consapevolizzandoci ce ne liberiamo e ci avviciniamo ad Amare il prossimo come se stessi. In assenza di consapevolizzazione l’egoismo e il narcisismo non possono scomparire, ma soltanto cambiare forma e assumere, per esempio, una veste che può essere interpretata come spirituale (egoismo e narcisismo spirituale).

2. TIMORI RIGUARDO AL DIVENIRE VERITIERO

Dare la priorità al divenire veritiero può fare emergere vari timori perché si immagina che ne risentiranno il lavoro, la vita famigliare, i rapporti, il tempo libero, la vita sociale, emotiva, sessuale e altri aspetti dell’esistenza. Queste preoccupazioni sono sostanzialmente infondate perché:
- Chi non si consapevolizza può soltanto sognare di essere realizzato e di potersi realizzare. Ogni realizzazione è praticamente nulla rispetto alla Realizzazione di chi è Divenuto del tutto. Consapevolizzandosi non si perde nulla di importante e ci si avvicina a ciò che conta veramente, Divenire del tutto. La maturazione della consapevolezza è l’unica soluzione effettiva per migliorare con sostanza la qualità della vita.
- Soltanto consapevolizzandosi la consapevolezza può divenire integralmente Felicità. L’individuo mediamente consapevole soffre continuamente ma, assuefatto all’afflizione, si rende conto di ciò molto parzialmente.
- Gli avvenimenti appaiono nella percezione (consapevolezza) e la loro qualità dipende sopratutto dalla qualità della percezione stessa. Maggiore è il grado di consapevolezza, migliore è la qualità con cui si sperimentano e interpretano gli aspetti della (percezione della) vita: rapporti, salute psicofisica, vita di coppia, carriera professionale, vita affettiva…. La Consapevolezza integrale è il Regno dei Cieli in terra, mentre la consapevolezza parziale, di norma, percepisce e interpreta il mondo come imperfetto.
- Disagi, sofferenza, problemi…, sono primariamente conseguenze dell’insufficiente grado di consapevolezza. L’individuo mediamente consapevole è il problema fondamentale per se stesso (anche se raramente comprende di esserlo) e un concausatore di problemi altrui. Divenendo in modo veritiero, si provocano sempre meno problemi e si risolvono più facilmente quelli esistenti, anche perché si possono affrontare con meno ansia e più coraggio, risoluzione e lucidità. Aumentare la consapevolezza semplifica la vita. Più precisamente, fa intravedere meglio la semplicità già esistente e le soluzioni essenziali. Per risolvere i problemi in profondità è fondamentale comprendere che:
• il problema basilare è il basso grado di consapevolezza;
• la risoluzione effettiva dei problemi comincia assumendosi la responsabilità, non la colpa, del proprio stato e iniziando a divenire veramente. Questo implica anche la consapevolizzazione che il cosiddetto mondo esteriore è sia un nostro segmento sia una nostra proiezione e che i responsabili sostanziali dei problemi non si trovano all’ “esterno”, ma sono i nostri processi non sufficientemente consapevolizzati. Se non si trasformano beneficamente le emozioni e le idee che stanno alla base di un problema è probabile che, anche se si “risolve”, ritornerà a manifestarsi, magari in forma diversa.

IL CAPITOLO COMPLETO SI TROVA NEL LIBRO

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